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La nuova questione meridionale secondo Prodi


Penalizzazione incontrollata del sud, tasse e mancate costruzioni.
venerdì 3 novembre 2006, di Giuseppe Marziano - 1894 letture

Se vogliamo tracciare, seppur di parte, un quadro dell’andamento del Governo prodiano, possiamo senz’altro affermare, con piglio di disappunto, che non va per niente bene. Noi, realtà sociale, la guardiamo senza gli occhi della politica, pur capendone i contenuti e le modalità esplicative, preferiamo però attuare i modelli qualitativi della società senza inficiarli di congetture.

Non affronto il problema relativo alle tasse, seppur quello che più alimenta il distacco verso l’attuale Governo, preferisco affrontarne uno che subdolamente sta ogni giorno di più.

E’ necessario, per correttezza intellettuale e morale, affermare che il sud dell’Italia è una realtà difficile da vivere e da gestire, in alcune parti, e ancor più difficile nelle varie realtà amministrative, da quella d’ambito regionale a quella d’ambito locale.

Corre obbligo anche affermare che questo deriva dalla mancanza di una politica equa, sul territorio, e che sia tersa da campanilismi che negli anni, hanno poi di fatto preferito una parte del paese all’altra. Com’è anche importante rilevare il ripiego che abbiamo dovuto prendere puntando sui prodotti agricoli, caseari e turistici, con scarsi risultati. Non che l’industrializzazione sia la panacea del nostro male, ma certamente una politica differenziatamene eguale avrebbe potuto eliminare sul nascere il gap che invece poi si è creato.

Prodi in parecchie interviste ha fatto riemergere la cosiddetta “questione meridionale”. Non nei termini di cui a quella più tristemente famosa, bensì nei termini più leggeri ma sicuramente preoccupanti. Un sud che è sempre colui da trainare, che non lavora che non produce, insomma che non va. Intriso poi dai fatti di mafia, della camorra della ‘ntrangheta, insomma qualcosa da eliminare. Sembra che ci sia l’intenzione, stavolta politica, di far apparire, in una prima fase, il sud come elemento guasto di un sistema che invece è in movimento, anche se non sembra, per poi ritirarlo per i capelli ergendosi a salvatori della Patria.

Purtroppo, come detto prima, noi abbiamo le nostre piaghe, i nostri problemi, ma considerarci la “pattumiera” d’Italia, piuttosto che la ruota scoppiata dell’auto Italia, questo non ci si addice. Non riesumo, e neanche sempre per onestà, li citiamo le frasi ormai note di quella parte di popolazione del sud, tanti, che lavora e produce, scrive e pronuncia, preferisco ricollegarmi alla cosiddetta politica dell’equità. Quello che appare alla luce delle ultime dichiarazioni e notizie è una certa volontà politica di increspare ancor di più le acque della differenziazione tra nord e sud, è pensiero assurdo al solo farlo, ma è quello che istintivamente viene alla mente sentendo tali dichiarazioni.

Mi voglio mettere dal lato del cittadino di cultura media, quale sono, e cercare di capire perché: quando purtroppo, nella costruenda autostrada Catania-Siracusa, avvenne un incidente che purtroppo costò la vita ad un giovane messinese, il (neo) Ministro Di Pietro affermò immediatamente che era questione di sicurezza sul lavoro, quando gli comunicarono che la ditta esecutrice è la PIZZAROTTI, impresa del nord, si affrettò a modificare la dichiarazione parlando di una presunta causa strutturale; imprimo pensiero di Prodi dopo l’insediamento fu allo Stretto di Messina, al ponte, dichiarandola spesa inutile, e poi ritrattando dicendo di reinvestire in infrastrutture per la Sicilia, ci chiediamo quali e se c’è un piano; poi da parte del Ministro Bianchi, lo spostamento della TAV verso Bari, forse per dare un contentino al Presidente della Regione Puglia.

Insomma fatti, e non solo quelli citati che riguardano più da vicino la mia terra, che riconducono ad un unico disegno politico, far sentire il sud più a sud del mondo. Non crediamo che nulla abbia a che fare con il Governatore Cuffaro per la Sicilia, di centro destra, perché se così fosse il popolo siciliano, e non solo, che ha votato Prodi ne rimarrebbe colpito.

Non vogliamo dilungarci oltre aspettiamo che il buon Prodi faccia qualche altra dichiarazione che ci rassicuri sulle intenzioni politiche e future sul sud, e che queste siano positive, perché se così non fosse abbiamo di che preoccuparci.

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La nuova questione meridionale secondo Prodi
5 novembre 2006

La politica non è in grado di costruire l’economia. Il sud è arretrato, economicamente è irrilevante. Facciamo una veloce analisi economica: ci sono stati numerosi tentativi di industrializzare il sud ma tutti sono falliti. Io le dico che questo è irrilevante: forse lei non sa ma anche il nord Italia si sta de-industrializzando, anzi, tutta l’Europa si sta de-industrializzando. I settori del futuro sono differenti: servizi, ricerca, tecnica, energia. Premettendo che la tecnica presuppone un humus scientifico e tecnologico che il sud non ha, rimangono tre importanti settori. I servizi: dunque per il sud si tratterebbe del turismo. Il turismo che ora c’è nel sud è risibile a mio avviso, sappia che per fare turismo non basta avere una bella spiaggia: bisogna che sia pulita, bisogna che il paese sia ordinato e pulito, bisogna che vi sia grande sicurezza e legalità ,bisogna che i residenti la smettano di costruire abusivamente ,bisogna che la gente sappia le lingue (tutte cose che io non ho mai trovato al sud). Non sottovaluti il turismo, vi sono nazioni che si reggono sul turismo! Il sud Italia potrebbe essere la Florida d’Europa! Un passo per cominciare? Sradicare l’incuria del territorio( incuria imputabile alla cittadinanza) Altro settore: Energia : il petrolio costa sempre piu caro, è necesssario costruire impianti alternativi: eolico, nucleare, solare. Perchè tutti gli impianti eolici vengono osteggiati? Le casse delle amministrazioni sono vuote? bene: costruiscano impianti eolici sui quali le aziende pagano una royalty ai comuni ed i soldi cominceranno a fioccare. Stesso discorso valga per nucleare (che purtroppo in Italia per ora non si puo fare) e per il solare (ma è poco conveniente). La vera questione è quella del Nord: il 90% dell’economia italiana viene prodotta qui, eppure abbiamo infrastrutture da terzo mondo (perchè i soldi finiscono con inutili aiuti a pioggia tutti al sud). Il mio parere è che tutti i governi che si sono finora susseguiti sono composti da gente davvero poco preparata. In parlamento litigano su quale bagno debba usare un travestito o per quante televisioni debba avere Berlusconi, o per quanti sottosegratari debba avere un partito, ed intanto nessuno sa piu come fare a campare. Secondo me la situazione italiana non sarebbe poi cosi male se non fosse per una risibile classe politica la quale rende la situazione grottesca. Arrivederci.
    La nuova questione meridionale secondo Prodi
    5 novembre 2006

    Egregio, veda il sud, come dice anche Lei, non è certo un’isola felice sotto tanti punti di vista. Ma per capire perchè il sud è diventato così bisogna sapere tante cose del sud, che ovviamente non si sanno. E’ imporatne conoscere le radici del sud, le radici della mafia, le radici di un approccio consumistico delle risorse anzichè produttivo. Noi, che viaviamo il sud, spendiamo indicibili risorse scientifiche e intellettive per cambiare le cose, ma come dice Lei la classe politica è risibile, pur avendo noi il più antico parlamento d’Europa, risalente al 1130, e gli occupanti di Sala d’Ercole sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, sono onorevoli equiparati ai Senatori. Ora mi permetta qualche osservazione campanilistica in riferimento a quell’humus scientifico. Come diceva un ormai morto mio professore "ju vegnu ra terra ri Archimede..." scusi la divagazione in lingua sicula, "Io vengo dalla terra di Archimede..." traduzione, tanto per citare, Gorgia, Jacopo (citato da Dante), per non parlare di Zichichi, Sgalambro, Buttitta, e tantissimi altri che forse Lei non conoscerà. Erice centro mondiale degli studi scientifici, con Zichichi. Questo stesso giornale on line, nel quale Lei ha scritto nasce proprio in quella presunta terra senza humus scientifico, quando io mi sono avvicinato. Il primo chip ad alta tecnologia montato sulla Ferrari che in quell’anno (86 circa se non ricordo male) vinse il campionato del mondo pu progettato e realizzato proprio in quella Sicilia che Lei dice senza tecnologia. Inoltre se Lei ricorda bene il giorno del Black Out, in Sicilia la corrente venne attaccata per ultima, quando noi siamo produttori ed esportatori di energia. Più recentemente Fulvio Frisone (paraplegico) scienziato oramai accreditato a livello internazionale, nasce a Catania. Veda, questo per spiegare che non mancano certo le risorse tecnologiche e scientifiche a questo sud, al mio sud, mancano gli uomini che sappiano Governare e farsi valere per il sud. Non credo personalmente alla deindustrializzazione, perchè gli accordi internazionali con i paesi Arabi ancora non permettono questo. Noi abbiamo tutto, la storia, la scienza, la tecnologia, l’arte, il territorio, le persone, quello che ci manca è i saperli sfruttare. Saluti
    la questione
    6 novembre 2006

    guardi che anche la Cambogia potrebbe vantare un passato illustre ma questo non puo’ cambiare la situazione attuale nè garantirgli un futuro prospero. Non ha importanza se la Sicilia è stata la patria di Archimede, non ha senso elencare quanti scienziati abbiano avuto i natali in Sicilia. Non importa ricordare le radici della mafia e del piu antico parlamento d’Europa. Quello che conta è il presente ! Quello che conta è che io turista vado in Sicilia per godermi il mare e trovo spiagge sporche, piccoli paesini che potrebbero essere dei gioielli (esempio Noto) in completo abbandono, pieni di incuria. Questa incuria, io, cittadino del nord, a differenza di voi la imputo alla cittadinanza, alla maleducazione di chi sporca ed al lassismo di chi non pulisce. Io cittadino del nord vado a Trapani e vedendo l’abusivismo lambire i templi penso che i vostri amministratori sono degli incapaci e voi che li eleggete e gli permettete questo ne siete perfettamente complici. Mi spiace, ma il problema del Sud Italia sta tutto nel vostro disimpegno civico. (comunque non creda: i problemi esistono anche al nord, ed anche di molto grossi, ma credo che abbiamo comunque un approccio diverso, piu pratico, piu terra terra....meno filosofia, piu pratica.) arrivederci e grazie per avermi parlato di questa bellissima isola. Auguri di un futuro migliore !
    La nuova questione meridionale secondo Prodi
    7 novembre 2006, di : Giuseppe Marziano

    Egregio, non ho mai negato che è come di Lei. Non siamo in grado di sfruttare quelloche abbiamo, e ancor più non lo sono i nostri amministratori. La mia non voleva affatto essere una sequela di personaggi illustri che hanno avuto i natali in Sicilia, ma appunto, come ha rimarcato Lei, ognuno ha la sua fetta di storia, a noi manca il fatto di saperla sfruttare. Il senso civico per noi (mi metto in mezzo anch’io anche se no dovrei) è un’utopia che non so quando raggiungeremo. Senso civico verso tutto dalla natura alla vita amministrativa. Ciò però non toglie che alle nostre colpe, si aggiungono quelle di chi considera la Sicilia come pattumiera d’Italia, e non mi riferisco all’ultimo problema dei rifiuti del napoletano. Non possiamo pensare di abbandonare la Sicilia e i siciliani che hanno intenzione di cambiare sol perchè si è convinti che non cambierà mai.
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