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La nuova frontiera dell’empowerment


I leader devono responsabilizzare tutti coloro che lavorano in azienda e coinvolgerli nella gestione dei processi operativi.
mercoledì 9 luglio 2008, di nicola clemente - 654 letture

Le imprese, per essere competitive, dovranno coinvolgere i collaboratori , farli sentire padroni delle proprie azioni. C’è bisogno di creare un clima di fiducia tra top manager e lavoratori per sfruttare appieno l’enorme potenziale di tutti.

I leader devono responsabilizzare tutti coloro che lavorano in azienda e coinvolgerli nella gestione dei processi operativi. Nell’era della globalizzazione risulta fondamentale ammortizzare i costi di produzione , ma nello stesso tempo migliorare la qualità, per essere competitivi

Secondo Blanchard un progresso nei risultati perseguiti potrà avvenire solo con l’introduzione delle tre chiavi dell’empowerment. La prima chiave consisterà nella condivisione delle informazioni messe a disposizione di tutti i collaboratori che lavorano in azienda. In questo modo, ci sarà un incremento del clima di fiducia , di cui beneficerà tutta la produzione.

I capi dovranno incoraggiare e rassicurare i collaboratori,spingerli a prendere iniziative e persino a sbagliare se necessario, per non essere travolti da un’apatica inazione. La messa in comune di informazioni sensibili, all’interno dell’azienda, darà vita ad un circolo virtuoso ed altamente proficuo.

La seconda chiave sarà il bisogno di autonomia, realizzato attraverso la creazione di confini: si creerà un ambito di autosufficienza entro il quale i lavoratori potranno agire liberamente.

La terza sarà sostituire gradualmente le funzioni della vecchia gerarchia con la creazione di team autodiretti: molte decisioni complesse ,per essere efficaci, richiedono l’input di di team di lavoro responsabilizzati che grazie ad un know how piu’ esteso, possano gestire piu’ facilmente le situazioni complesse ed essere indipendenti dal top managment.

Priorità di questi gruppi sarà puntare decisamente verso lo sviluppo e l’ innovazione. La creazione di un clima di Empowerment nell’impresa non sarà facile e richiederà uno sforzo comune e molta decisione nel mantenere costante la rotta.

Le fasi di transizione che condurranno ad esso saranno tre:

1) Inizio ed orientamento del viaggio: il personale sarà invaso da sentimenti contrastanti, caratterizzati dall’eccitazione di far parte di un nuovo progetto , ma nello stesso tempo ci saranno dubbi sull’effettiva riuscita;

2) Cambiamento e scoramento: crescerà consapevolezza delle difficoltà di realizzare l’empowerment, i leader inizieranno a dubitare delle competenze dei collaboratori e questi ultimi saranno corrosi da dubbi e timori. La delusione rischierà di portare ad un vuoto di leadership. La soluzione, per superare questa fase, risiederà nelle capacità dei capi di realizzare una leadership efficace e direttiva e fornire a tutti gli operatori un supporto addizionale di skills;

3) Adozione e affinamento dell’empowerment: dopo aver superato la fase di scoramento, i membri saranno pronti ad adottare le nuove abitudini, la nuova cultura sarà stata accettata. Le performance lavorative si rafforzeranno e consentiranno un miglioramento sostanziale dei processi lavorativi e del clima che si respirerà in azienda.

I collaboratori dovranno essere considerati come partner e non solo subordinati esecutori di ordini gerarchici di una struttura funzionale. L’obiettivo dei leader dovrà essere essere quello di realizzare un’attività di coaching che consentirà attraverso la fissazione di obiettivi di migliorare le performance di tutti.

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La nuova frontiera dell’empowerment
1 gennaio 2009, di : flyers30751@tiscali.it

Finalmente si inizia a parlare di collaborazione, di lavoro e gioco di squadra, xkè a mio avviso, dove mm arriva la foza, la competenza e l’efficacia del singolo, può sicuramente arrivare l’attivita’ di Squadra. allora occorre allenarsi x essere buoni giocatori e buoni Leader e prepararsi a preparare i Leader del Domani.. io mi so muovendo attivamente in questa direzione..
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