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La morte di Paolo Ferrari

di redazione cinema - domenica 6 maggio 2018 - 1614 letture

È morto a Roma Paolo Ferrari, grande attore di teatro, cinema e televisione. Aveva lavorato con registi come Blasetti, Zeffirelli e Petri. Fu anche un famoso doppiatore. Nato a Bruxelles, dove il padre era console, il 26 febbraio del 1929, Ferrari è stato sposato due volte. Un primo matrimonio con Marina Bonfigli e in seguito con Laura Tavanti, entrambe sue compagne anche sulla scena. Ha tre figli maschi, Fabio e Daniele avuti dalla prima moglie, e Stefano, figlio della Tavanti. Paolo Ferrari era un volto famosissimo della tv in bianco e nero.

Il grande pubblico lo ricorda soprattutto per fortunate serie televisive come "Nero Wolfe" e per la pubblicità di un detersivo ("Signora vuole cambiare il suo fustino di Dash con due di altra marca?") entrata nella storia di Carosello. Ferrari è stato anche un ottimo doppiatore. Era partito dalla radio, ad appena 9 anni, con un programma in cui interpretava il balilla Paolo. Nello stesso anno debutta al cinema in "Ettore Fieramosca" diretto da Alessandro Blasetti. Seguono altri film, tra cui "Gian Burrasca" del 1943, fino alla tragedia del fratello maggiore, Leopoldo, giustiziato dai partigiani dopo che si era rifiutato di togliersi la divisa fascista. Nel dopoguerra tornò al cinema con "Fabiola" del 1949 per la regia di Alessandro Blasetti e "Una lettera all’alba" di Giorgio Bianchi.

Poi arrivano radio e televisione. Con Nino Manfredi e Gianni Bonagura nel 1955 Ferrari partecipa al varietà radiofonico "Rosso e nero n 2" mentre avvia la carriera di doppiatore che ne farà una delle voci più famose e belle del cinema italiano. Tra i tanti attori di Hollywood doppiati c’era anche Humphrey Bogart. Eclettico e brillante, interpreta film di ogni genere, da "Toto’ cerca pace" di Mario Mattoli (1954) a "Il conte Aquila", da "Susanna tutta panna" di Steno (1957) a "Camping" di Franco Zeffirelli (1958); Adorabili e bugiarde, regia di Nunzio Malasomma (1958). Il primo successo tv è nel 1959 insieme alla moglie Marina Bonfigli nel programma "Il Mattatore", con Vittorio Gassman. Mel 1960 conduce il Festival di Sanremo insieme a Enza Sampò e negli anni ’60 continua il cinema, con almeno una decina di pellicole tra cui "Il giorno più corto" di Sergio Corbucci (1962) e "Le voci bianche" di Pasquale Festa Campanile (1964).

Negli anni ’70 sul piccolo schermo impazzano sceneggiati e mini-serie: Ferrari recita in "Nero Wolfe" con Tino Buazzelli (è Archie Goodwin, il solerte aiutante dell’investigatore) e in "Accadde a Lisbona" accanto a Paolo Stoppa. La pubblicità-tormentone del Dash che "non si cambia" lo rende universalmente conosciuto ma al tempo stesso segna il suo declino in tv. Vi ritorna solo nel 1997 quando interpreta un pensionato nella serie in 40 puntate "Disokkupati". Dopo il 2000, oltre al teatro, è chiamato in molte fiction TV: è il marchese Giuseppe Obrifari nella serie "Orgoglio", poi recita in "Incantesimo" 9 e 10 dove recita accanto a Delia Boccardo. Nel 2008 riceve il Premio Gassman alla carriera e a gennaio 2013 annuncia il suo ritiro dalle scene. Negli ultimi anni si era ritirato nella campagna romana e tornava a Roma solo raramente, per lo più per andare a vedere la sua Lazio.

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