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La menzogna che mente sempre

"Per questo l’Italia ha scelto Berlusconi. Perché lui di "fare" non aveva neppure idea. Faceva le sue cose, ha fatto le sue cose. Non ha toccato quelle degli altri. I notai hanno continuato a fare i notai, gli avvocati gli avvocati, i tassisti i tassisti ecc. Il Paese si sgretolava, pian piano, e lui raccontava le barzellette."
di Sergej - sabato 12 novembre 2011 - 2380 letture

Se ne va? non se ne va... Se ne va tra un momentino... Quasi quasi ci siamo... se n’è andato? ancora no? Se n’è andato ma è ancora qua...

Con Silvio Berlusconi l’Italia ha imparato una cosa: la permanenza della menzogna, che è dura a morire, a essere smentita, ad andarsene. Una menzogna plateale, da film di serie B (la famosa serie dei Pierini, delle cosce lunghe, l’Italia adolescenziale degli anni Settanta), una baracca di burattini e mandolini, nani e ragazze dalla gloriosa carriera. Una menzogna che non aveva vergogna. "Finalmente", si diceva, una liberazione dopo gli anni bui del cattolicesimo imperante. Finalmente ci si poteva grattare le palle in pubblico, "tanto tutti lo fanno". Si poteva rubare, "tanto tutti lo fanno". Mettere la macchina in doppia fila: perché io no e tu sì? La menzogna con il sorriso sulle labbra, questo è stato Silvio Berlusconi. Dopo che abbiamo avuto Mussolini che diceva menzogne sì, ma con gli occhi spiritati e la mascella dura. E la classe media democristiana e baciapile, abituata alla menzogna cattolica - quella sì DOC, anzi DC -, quella della morale pubblica e del vizio privato da nascondere e da farsi ricattare nel giro vorticoso dei dossier segreti e frateschi.

L’Italia di ventennio in ventennio. Si affida all’ometto della provvidenza, quello che con la menzogna del momento è buono a promettere che non cambierà nulla - e allora tutti ad appoggiare l’ometto. Salvo accorgersi dopo vent’anni che le menzogne erano menzogne e che "la situazione è tragica". E’ successo nel 1943-1945, nel 1975-1978, nel 1994, e succede ora in questo farsesco 2011. L’Italia ha il vizio del ventennio, e della menzogna ripetuta.

Perché poi ogni volta accade questo: che tra le macerie ci sono i sapientoni che assicurano: "Vedete," dicono, "chi se n’è appena andato non era poi così cattivo. E’ stato solo sfortunato, poverino. Le sue menzogne non erano poi così menzogne come quelle di Questi-Qui-Di-Adesso...". E in ogni caso, occorre dire grazie al Bugiardo che è appena caduto, perché "ha fatto grandi cose...". Dunque grazie anche a Berlusconi, non ultimo dei bugiardi di questa Italia malata. Che ha appoggiato Berlusconi proprio perché è un bugiardo, venuto a non fare nulla, a non toccare nessuno dei piccoli privilegi che ogni categoria, ogni singola casta, ha accumulato e che protegge ognuno di noi: dai camionisti ai tassisti, dai magistrati ai "politici", dai parcheggiatori abusivi agli scommettitori, dalle varie categorie di pensionati, di "professionisti", notai, giornalisti ecc. ecc. Perché questa è un’Italia malata, e non c’è santo né peccatore, ma zombi che si aggirano tra le rovine che furono città e palazzi. L’Italia post-atomica, è quella uscita dal crollo del muro di Berlino, il momento in cui è stato deciso che non c’era più bisogno della classe media - al mondo -, che era servita solo per evitare le rivoluzioni sociali provenienti dall’Est. Non c’era più bisogno di una università che sfornasse dipendenti pubblici o insegnanti, non c’era più bisogno di supermercati che vendessero a questa classe media prodotti di nessuna utilità né durata. Non c’era più bisogno dei pezzenti. Dopo il 1989 l’Italia ha avuto 50 milioni di disoccupati, che sapevano di esserlo. Alcuni hanno sperato nell’Europa, che "ci salvasse". Non si fidavano della classe politica nostrana e dunque hanno affidato all’Europa pezzi sempre più vasti di "sovranità popolare": è stato il disegno politico dei tecnocrati Ciampi e Prodi. I governi dopo l’euro sono stati governi dimezzati - e grazie al cielo. Non osiamo immaginare cosa avrebbe combinato Berlusconi o simil lui, con poteri pieni sulla moneta e sull’economia. E tuttavia per l’Italia è rimasto l’interrogativo di fondo: che fare. Che fare del proprio futuro, quale futuro dare ai propri figli, come fare per continuare a esistere al mondo. E’ stata una domanda che non ha avuto risposta. I nostri figli, tutti noi, non hanno futuro. I ragazzi smettono di parlare italiano e non parlano neppure l’inglese - tanto non serve -. Noi in questi anni abbiamo tutti saputo che a queste domande non avevamo risposta. Per questo l’Italia ha scelto Berlusconi. Perché lui di "fare" non aveva neppure idea. Faceva le sue cose, ha fatto le sue cose. Non ha toccato quelle degli altri. I notai hanno continuato a fare i notai, gli avvocati gli avvocati, i tassisti i tassisti, gli evasori gli evasori ecc. Il Paese si sgretolava, pian piano, e lui raccontava le barzellette. Lui era bello. Superdotato, persino - come dicono le sue fan. Confindustria e Sole24ore lo appoggiavano: a loro che gliene fregava di investire in ricerca o in industrie? a loro bastava l’evasione e la delocalizzazione. I preti benedicevano. A loro bastava mettere le mani sulla scuola pubblica e sull’8xmille...

"Eh, signora mia, quando c’era Lui i treni arrivavano in orario, non come ora...".

L’Italia è il paese delle menzogne. Le diciamo, ma soprattutto le perseveriamo. Le trattiamo con cura, ce le culliamo, le abbracciamo. D’altra parte, se la notte è buia e fredda, perché accanirsi a "dire la verità"? una pietosa bugia è sempre meglio di qualsiasi fredda, sterile verità. Un paese bloccato nella bugia, però, da che parte va? L’unica cosa che oggi sappiamo è questa: che siamo bloccati, ogni ceto blocca l’altro e impedisce qualsiasi movimento reale. Se si dovesse votare oggi stesso, Berlusconi riotterrebbe tutti i suoi voti, né il PD perderebbe i suoi: saremmo punto e d’accapo. "Akkua ka nun s’arrimina, feti": è il proverbio siciliano con cui abbiamo intitolato questa settimana di Girodivite (ogni settimana, un proverbio...). Acqua che non si mescola, finisce per puzzare. E sono vent’anni che continuiamo a infognarci nella nostra acqua paludosa. Il governo Monti sbloccherà questa situazione? Vent’anni fa il governo Amato, chiamato anch’esso a incollare i cocci dopo che Craxi e i suoi avevano sfasciato tutto, tamponò le cose senza recare mutamenti reali e da Craxi si passò al suo amichetto Berlusconi. Monti è uno preparato - il pupillo dei liberisti, cioè di quelli che vogliono privatizzare tutto e trovano così fastidioso il sindacato... il nucleare è bello, l’acqua deve essere privatizzata e minchiate di questo tipo. No, avete ragione: non si può sparare sulla croce rossa, non si può sparare su Monti che ci sta facendo questo così bel servizio di toglierci dalle palle Berlusconi. E’ meglio che torniamo a mentire anche noi: Monti è la risposta della "vera Italia" agli invidiosi Tedeschi e Francesi che tanto hanno sparlato male di noi fino ad adesso. Lunga vita a Monti, e lunga vita anche ai berluscloni.


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