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La mafia uccide, il silenzio pure


La seconda edizione della biografia di Peppino Impastato
sabato 10 febbraio 2007, di Cesare Piccitto - 2497 letture

Titolo: “Nel cuore dei coralli. Peppino Impastato una vita contro la mafia.” (II Edizione) Autore: Salvo Vitale C. E.: Rubbettino Prezzo: € 15.50

Il libro venne scritto più di vent’anni fa ma pubblicato solo nel 1996 per la prima volta, adesso 2002 la seconda edizione con l’aggiunta dei resoconti dei processi che vedono imputati e condannati “alcuni” dei mandanti e esecutori del delitto Impastato. Ormai quasi tutti conoscono la storia di Peppino, giovane siciliano, che ha dedicato l’intera è purtroppo breve vita, alla lotta contro la mafia. Salvo Vitale è il naturale biografo di Impastato, dato che è stato tra gli amici più stretti e da più tempo del militante comunista.

Il libro oltre a raccontarne la vita la politica e le amicizie di Peppino, si sofferma su un gruppo di amici che avevano una gran voglia di cambiare una società completamente impregnata di mafia quale era Cinisi, ma anche tutta la Sicilia specialmente negli anni 60-70. Quindi le varie tappe: “PCI”,“Collettivo musica e cultura”, “lotta continua” Democrazia Proletaria” cambia il nome ma il nucleo di venti trenta giovani e sempre lo stesso con iniziative varie cerca di diffondere idee alternative al sentire comune. Tappa ultima e fondamentale sia per Impastato che per il gruppo sarà “Radio Aut” poiché questa originerà discussioni e fratture l’interno, segnandone anche la fine politica e umana del maggior utilizzatore.

Queste le grandi linee seguite dal narratore che aggiunge al tutto, delle lucide quanto non retoriche analisi, sul tessuto mafioso e soprattutto sociale della società siciliana. L’aggiunta fondamentale in questa seconda edizione è tutta l’ultima parte dedicata hai processi contro i mandanti dell’omicidio Peppino uno su tutti Gaetano Badalamenti Boss di Cinisi al tempo dei fatti tra i più potenti della mafia, e i vari depistaggi e messe in scena che volevano far credere ad un suicidio (di uno sconfitto comunista) e non l’uccisione dell’ennesima vittima di mafia.

Evidenziata la volontà di annientare oltre l’uomo anche la memoria delle sue denuncie (attraverso Radio Aut) e varie battaglie contro la mafia. Unico e più potente tra i mandanti del delitto di Impastato, e che nessun tribunale potrà mai condannare sono i molti troppi siciliani... i cittadini che come si dice: “si fanu i so kifari” per la serie “iu nun ma ‘ndricu”. Sono quelli che ancora dopo decine di anni a Cinisi (come nel resto della Sicilia) in occasione di commemorazione in ricordo delle troppe vittime di mafia restano a guardare ben nascosti dietro persiane... o inpenetrabili tendaggi di casa propria... come dicevano gli striscioni in ricordo di Peppino: ”LA MAFIA UCCIDE IL SILENZIO PURE”.

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