Una macchina rivoluzionaria che può replicarsi da sola e produrre rapidamente ed economicamente gli oggetti giornalieri, secondo il suo creatore potrebbe trasformare l’industria nel mondo in via di sviluppo.
"Il prototipizzatore rapido autoreplicante" o "RepRap" è l’invenzione del Dott. Adrian Bowyer, un professore ordinario di ingegneria meccanica all’Università di Bath, nel Regno Unito.
È basata sulla tecnologia di prototipizzazione rapida comunemente usata nella manifattura industriale di componenti plastiche da modelli generati al computer - si tratta in sostanza di una stampante 3D.
Ma Bowyer ha detto alla CNN che la capacità del RepRap di autoreplicarsi, potrebbe mettere la tecnologia di prototipizzazione rapida a disposizione delle comunità più povere del mondo, alleviandole dalla necessità di dotarsi di infrastrutture industriali di grande scala, comuni nel mondo sviluppato.
"La gente può iniziare a produrre beni a basso costo" dice Bowyer. "Basta solo un computer ed una macchina autoreplicante. Un sistema del genere può diffondersi senza dispendio enorme di capitali e dove i costi della manodopera sono bassi".
"È la prima tecnologia che permette di aumentare il benessere delle persone, riducendo contemporaneamente l’esigenza di produzione industriale."
Le macchine di prototipizzazione attualmente costano attorno ai 45.000 dollari, ma Bowyer crede che il prezzo potrebbe cadere ad alcune centinaia di dollari se il numero di macchine autoreplicanti aumenta esponenzialmente.
"Queste macchine rendono l’industria molto più simile all’agricoltura" dice Bowyer, che è specializzato in biomimetica, lo studio e l’applicazione dei processi naturali a tecnologie come l’ingegneria, il design e l’informatica.
"Gli agricoltori usano tecniche di auto-replicazione da anni" dice sempre Bowyer.
La macchine di prototipizzazione rapida lavorano costruendo una successione di strati, che vengono uniti insieme da un raggio laser o da colla.
La caratteristica fondamentale del RepRap è la sua capacità di stampare circuiti elettrici spruzzando lega metallica a basso punto di fusione da un ugello riscaldato.
La macchina potrebbe costruire oggetti che variano da un formato di alcuni millimetri a circa 30 centimetri, come piastre, piatti, pettini o strumenti musicali.
Oggetti più grandi o complessi potrebbero essere assemblati a partire da parti più piccole ed aggiungendo parti supplementari quali viti e microchips.
Bowyer dice che l’obiettivo del progetto è di generare una gamma di dispositivi che possano essere costruiti ad un costo massimo di circa 500 dollari, usando componenti supplementari comunemente ed economicamente disponibili in negozi di ferramenta.
Inoltre dice che la tecnologia potrebbe contribuire a risolvere alcuni dei problemi comuni connessi al riciclaggio della plastica: "Se la macchina può copiarsi, può anche fare il proprio riciclaggio. Quando qualcosa si rompe, basta inserirla nel riciclatore (NdT una macchina che fonde o sbriciola la plastica, connessa al RepRap), ridurla alla materia grezza e ricostruirla.
"Il punto chiave ecologico è che una macchina del genere riduce il trasporto necessario sia per produrre i prodotti che per distruggerli. Ogni famiglia potrebbe avere il proprio punto di riciclaggio".
"E’ la massima ottimizzazione possibile del riciclaggio."
Il concetto di macchine autoreplicanti risale al lavoro del matematico John von Neumann, che negli anni ’50 ha proposto l’idea di un "Costruttore Universale" che può copiare sè stesso.
Von Neumann suggeriva che lo sviluppo generazionale delle macchine avrebbe caratteristiche simili all’evoluzione darwiniana, perchè gli utenti affinano e variano progressivamente il design delle stesse, al fine di soddisfare al meglio i propri bisogni.
Per agevolare lo sviluppo di questa tecnologia, Bowyer si propone di rendere il progetto del RepRap accessibile online e libero nell’uso, allo stesso modo con cui già avviene per il software a codice aperto, quale il sistema operativo Linux o il browser Mozilla Firefox (NdT Il progetto del RepRap è sotto licvenza GNU/GPL).
Con una macchina autoreplicante, chiunque potrebbe iniziare a creare copie. Una volta in possesso della tecnologia, chiunque potrebbe scaricarsi (NdT da internet) i modelli di produzione, o crearne di propri.
"La cosa più interessante della faccenda è che già li stiamo regalando," dice Bowyer.
"Se queste macchine prendono piede, c’è la possibilità che gli individui se le facciano da soli e si auto-producano la maggior parte dei beni di consumo. L’effetto di ciò sul sistema industriale e sulla società potrebbe essere immenso."
Articolo di Simon Hooper, del 02.06.2005, traduzione di Magius, per Socialforge.net
Fonte
CNN
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