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La lista di Pompa


La lista di proscrizione trovata nell’archivio di Pio Pompa, collaboratore di Pollari...
domenica 12 novembre 2006, di paskal007r - 500 letture

2001, regime mafioso appena insediato, è in questo periodo che nasce una lista di proscrizione trovata nell’archivio di Pio Pompa, collaboratore di Pollari, insomma una lista figlia di un signor pezzo di servizio segreto deviato.

Cosa c’era in quella lista? Nomi e ordini.

Nomi di oppositori del regime, sia politici che magistrati, giornalisti e attivisti generici, i "nemici di Berlusconi" per intenderci. Tra questi troviamo anche Elio Veltri (direttore di "Democrazia e Legalità", giornale vittima di recenti persecuzioni), Paolo Flores d’Arcais (direttore di Micromega), il pm di mani pulite per intero e buona parte dei politici dell’ex opposizione. Quello che fa più paura però sono gli ordini. In quelle carte infatti si parla di "disarticolare" l’opposizione al regime sia tramite il mezzo della stampa che quello dell’indagine anzi, per usare le parole della lista con un "supporto conoscitivo". Nemici del regime che vengono dunque spiati, diffamati, "disarticolati".

Quanti casi del genere?

Tra Telekom Serbia (le immortali bufale del "faccendiere" Igor), un’infinita caciara su fatti penalmente irrilevanti riguardo ad Unipol (mentre il nome di Fiorani riposava in pace) e le infinite accuse di complotti e brogli inesistenti (o forse esistenti da tutt’altra parte?) il grande mentitore ha distrutto la credibilità di personaggi innocenti come il magistrato Caselli o Salvi e ottenuto immensi vantaggi politici.

Eppure ancora oggi se si vuol parlare di cose provate nei tribunali, come il fatto che Forza Italia è stata creata al solo scopo di fornire appoggio politico a cosa nostra, nella sinistra si sentono ancora borbottii "se lo si demonizza sarà solo peggio" si dice, e con la stessa scusa si rimanda all’infinito la legge sul conflitto d’interessi, della quale, per altro si è perfino smesso di parlare.

Nel frattempo i consensi crollano, le diserzioni aumentano e aumenta il potere di ricatto che certi professionisti della politichetta come Mastella sfruttano per mungere la smagrita vacca dello stato.

Sembra sempre più vicino il momento in cui dovremo di nuovo turarci il naso a scegliere tra mafiosi, ignoranti patentati, drogati e corrotti i nostri strapagati governanti.

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