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La legge non è fatta per i cani

In Italia, alcuni giorni fa, poliziotti milanesi inflissero una multa ad una donna di origini cinesi che aveva parcheggiato la sua automobile in doppia fila...

di Thierry Abdon AVI - martedì 8 maggio 2007 - 5684 letture

Alcuni giorni fa’, mentre riposavo, seduto al tavolo di un caffè su un terrazzo di Parigi, sono stato testimone di una scena che mi ha colpito profondamente. Un sub-sahariano, il cui enorme pastore tedesco aveva appena depositato alcuni escrementi sul marciapiede, venne interpellato da tre poliziotti che effettuavano un controllo di routine nella zona. Gli chiesero in modo assolutamente corretto, come dispone la legge francese, di raccogliere il regalo che il cane aveva lasciato nella via. Reazione dell’uomo: indignazione e rifiuto di ottemperare all’invito. Dopo aver discusso senza successo per evitare di fare il suo poco piacevole dovere, l’uomo, irritato come un pitbull, arrotolò gli escrementi in un fazzoletto e li gettò in una pattumiera, andandosene inveendo contro i poliziotti, brandendo un pugno minaccioso.

Alcuni minuti più tardi, un altro uomo il cui animale aveva appena commesso lo stesso “sacrilegio” fu anche esso abbordato dai poliziotti. Quest’ultimo, di origini francesi, raccolse gli escrementi del cane senza litigare.

Mi sono allora ricordato alcuni eventi recenti più o meno dello stesso tipo: per esempio gli scontri dello scorso marzo presso la stazione ferroviaria del Nord di Parigi causati da un cittadino del Congo sprovvisto di biglietto. L’uomo, controllato da agenti della compagnia di trasporti RATP, si ribellò, mettendo la stazione in subbuglio e coinvolgendo decine di giovani che affrontarono per circa sei ore le forze di polizia venute in rinforzo e saccheggiarono numerosi negozi ubicati all’interno di un grande magazzino.

In Italia, alcuni giorni fa, poliziotti milanesi inflissero una multa ad una donna di origini cinesi che aveva parcheggiato la sua automobile in doppia fila. A causa del suo atteggiamento aggressivo, la donna venne condotta al commissariato; poco dopo il commissariato fu preso d’assalto da centinaia di cittadini cinesi che brandivano la bandiera del loro paese. Risultato: slogan di vendetta urlati con un altoparlante, lancio di bottiglie, automobili danneggiate, finestre distrutte ecc...

Si pone la domanda: il fatto di essere straniero o di origine straniera deve farci pensare e credere di essere al di sopra della legge nazionale o comunque immuni dalle sanzioni previste dalla stessa?

Non mi viene minimamente l’idea di prendere automaticamente la difesa delle forze dell’ordine, spesso così pronte agli eccessi o alle “gaffes” verso gli immigrati. Gli esempi sono numerosi e quasi quotidiani. Ma, questo costituisce una ragione per farsi vittima al minimo controllo di polizia?

La legge è la stessa per tutti. Prima di essere straniero o residente di origine, si è anzitutto cittadino. E sono spesso le distorsioni alle norme di buona condotta che fungono da pretesto agli estremisti per diffondere le loro idee di esclusione degli stranieri. Come dire, dagli escrementi di cane al voto a Le Pen, c’è soltanto un passo...


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a volte-forse-però
10 maggio 2007, di : sebastiano |||||| Sito Web: 14 aprile 2007 - 09:34

da libero.it di qualche tempo fa (poco dopo i fatti citati)


Un video prova che le multe sono fatte solo ai cittadini cinesi. Perchè?

[...] Ma sempre sul Corriere, oggi, c’era riportata anche la versione particolare di due italiani (anzi, milanesi, studenti alla scuola di giornalismo dell’Università Cattolica), che nascosta una telecamera in uno scatolone e muniti di ingrombante carrello, hanno girato una sorta di grande fratello nascosto versione chinatown, riprendendo qualsiasi cosa accadesse loro intorno.I due hanno dapprima fermato un uomo italiano con un carrello, chiedendogli se avesse mai avutoproblemi con le forze dell’ordine. L’uomo ha ammesso di aver ricevuto una multa per divieto di sosta, quella sì, ma per il carrello mai, e peraltro lo usa due volte a settimana in quella strada, cioè spesso. Intanto, le pattuglie passano, ma i due studenti muniti di irregolare carrello sembrano non esistere. Che siano in macchina, a piedi o in bici, i vigili proprio non si accorgono di loro. Finalmente dopo la quinta pattuglia di distrattoni, un uomo in divisa li ferma. Ma invece di sgridarli, il vigile li avvisa che qualcuno, dai negozi cinesi, sta riprendendo tutto. Si scusa, lo sventurato, ma sapessero, "la situazione è ormai satura, al limite", lì a via Sarpi, perciò bisogna far vedere che si multano anche gli italiani. Altrimenti non sono "rogne" solo per il corpo dei vigili, ma anche "per l’amministrazione comunale" e, come dire, teniamo famiglia. Spiace, ma la multa va fatta. Però, dice scusandosi quasi l’uomo, in un’altra situazione "si sarebbe chiuso un occhio". Dunque, ricapitolando, l’italiano deve pagare la multa, ma solo perchè il vigile è convinto di essere ripreso dai cinesi, e per paura di lasciare in giro prove compromettenti, deve purtroppo multare anche il connazionale, altrimenti non lo farebbe mai. In definitiva, lì si multano cinesi, di solito. E basta. Questo lo hanno denunciato due studenti milanesi, non cinesi. [...]

La legge non è fatta per i cani
12 maggio 2007

tutti devono rispettare le regole anche: Cinesi extracomunitari e meridionali.
La legge non è fatta per i cani
16 agosto 2007

Sei un bluff!

Tu non sei un comunista. Questo non è un sito comunista, nè di sinistra: voi siete dei fascisti, nella migliore delle ipotesi.

Chissà che non siate proprio voi ad andare in giro ad incendiare villaggi ROM.

Tutte le notizie da voi fornite sul tema razzismo difatti evidenziano sempre aspetti che mettono in cattiva luce gli immigrati.

MERDA!