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La favola di Gesù

"Per cristiani e non cristiani resta il lunedì giorno d’inizio, la legge umana da costruire sull’inviolabilità dell’uomo/donna, resta il sangue gratuito di eroi d’esempio sparati bruciati dilaniati lungo le strade della giustizia..."

di T.M. - mercoledì 19 aprile 2006 - 4490 letture

Ci sono delle antiche scritture che tramandano la storia di un giovanotto. Aveva un bel caratterino e sosteneva che le leggi scritte e non scritte della religione del suo Popolo erano destinate ad essere sovvertite dal Dio stesso che le avrebbe “suggerite”; senza autorizzazione o autorità che gli avessero riconosciuto i potenti del suo Popolo, aveva persino cacciato i mercanti dal tempio... Ne aveva insomma combinato talmente tante che un giorno si è deciso di eliminarlo dalla scena. Come talvolta i potenti amano fare: con la fattiva collaborazione del cosiddetto “popolo”. Potrebbe anche darsi che detti potenti avessero fatto un conto più astuto: lasciata la decisione finale al popolo medesimo, questo l’avrebbe salvato, con la (loro) buona coscienza ripulita e la pericolosa mina disinnescata: un capolavoro. Ma è andata come è andata; il “popolo” era desideroso di vedere il miracolo promesso (e delle ragioni di tanto bisogno di un “miracolo” i potenti forse non possono lavarsi così facilmente le mani), l’uomo fu crocifisso e da morto riposto in un sepolcro. Povera Maria di Magdala, il giorno dopo andò ad imbalsamare il corpo di quell’uomo in cui tante speranze aveva investito: non c’era più. Ma a lei, alla donna fedele discepola che il Cristo si presentò in corpo risorto, non agli apostoli, non ai potenti; non in trionfo ma in amore, per amore. E la donna di Magdala rispose, semplicemente, «Rabbuni». Maestro. Fu sufficiente.

Dopo duemila anni di dotte dissertazioni teologiche depositate stratificate in un muro di pietre a difesa di una, poi di altre Chiese, rileggendo la “storia” con gli occhi d’un bambino - e sanno i genitori quanto siano imbarazzanti ‘sti figli che guardano proprio dove meno vorremmo che guardassero - ritroviamo... il vuoto. Il buio. È lì che nasce e si fa tana la fede. E a noi da secoli fanno guardare reliquie e monumenti di pietre e di parole. E ci furono i secoli dei primi martiri che in nome di quel vuoto sepolcro rinnegavano gli idoli certi e certificati. E ci furono i Luigi Cascioli di tutti i tempi ma nessuno come lui che avrebbe «dimostrato in maniera indiscutibile [...] che i fatti presentati come veri dalle Sacre Scritture sono in realtà dei falsi, primi fra questi quelli inerenti la figura di Gesù detto il Cristo» e «se il caso giudiziario [contro un parroco, per abuso della credulità popolare] venisse riaperto [davanti alla Corte di Strasburgo, per chi “non ci crede”: www.luigicascioli.it] diverrebbe un processo di planetaria importanza considerato che metterebbe in seria discussione la dottrina e i fondamenti sui quali si basano il Cristianesimo e la Chiesa cattolica»... E io resto qua con la sensazione di partecipare ad un assordante babele di sordi litiganti dove in silenzio sta solo la verità.

Questi pensieri malamente raccolti in un lunedì che l’uso e il consumo vogliono graziosamente diminuito in “pasquetta”, togliendolo all’angelo del «non temete...», questi pensieri sì infantili possono essere fatti a pezzi in un attimo dal primo scienziato delle religioni come da uno “scienziato” di “storie” di mafia. Perché la Storia si deve scrivere con oggettive dimostrazioni di fatti reali. Ma la storia della Storia narra anche dei mercanti di reliquie come di coloro che negano l’esistenza di un vero non materializzato. Qualcuno, nel suo ministero e nel misero atto di compiacere (a chi?), può anche tentare di oscurare la scienza. Su una strada cementata da prove provate si tenta di uscire dal regno del credononcredo mentre “prove di verità” vengono strattonate fino a ridurele ad un garbuglio di stracci laceri da sembrare (da far sembrare) non utili per ricostruire quello che è stato ed è. Ma ciò che è divinamente umano e vero è rivelato da un vuoto di prove, dal mondo dell’inutile popolato da suoni immagini e... storie.

Tolto il superfluo, per i cristiani resta il lunedì, il buio vuoto del sepolcro, il Corpo d’uomo - donna/uomo - che è Dio inviolabile, restano i martiri crocifissi bruciati dilaniati lungo la Strada, resta l’amore gratuito che si fa carne, resta la verità della Favola.

Per cristiani e non cristiani resta il lunedì giorno d’inizio, la legge umana da costruire sull’inviolabilità dell’uomo/donna, resta il sangue gratuito di eroi d’esempio sparati bruciati dilaniati lungo le strade della giustizia, resta la fedeltà ai diritti e al Diritto, resta la verità di Utopia, luogo non luogo, crocicchio di strade.

Buon Lunedì a tutti noi.


- Ci sono 1 contributi al forum. - Policy sui Forum -
La favola di Gesù
21 maggio 2006

Ci sarà sempre il momento di conoscere la verità..

Molti infatti facendosi scudo col cinismo, finiscono per affermare e pretendere l’affermazione del loro materialismo.

Bene ha detto Padre Pio da Pietrelcina: "La palma della gloria non è riservata se non a chi si batte da prode fino alla fine".