Il nuovo film di Claude Chabrol “La damigella d’onore” anche questo (come “Il buio nella mente”) tratto dal romanzo della scrittrice inglese Ruth Rendell...
Non esistono più le prove d’amore d’un tempo. Oggi una ragazza come Senta (la monocorde e sexy Laura La donna di Gilles Smet) ha la sfrontatezza di chiedere al suo giovane innamorato Phillippe (l’intenso Benoit La Pianista Magimel) pegno e prova dei suoi sentimenti proponendogli curiose ed insensate imprese: piantare un albero, scrivere poesie, fare l’amore con una persona dello stesso sesso ed uccidere qualcuno.
Accade nel nuovo film di Claude Chabrol “La damigella d’onore” anche questo (come “Il buio nella mente”) tratto dal romanzo della scrittrice inglese Ruth Rendell: vissuto quotidiano di una famiglia borghese condito con quella suspence irreale e tangibile allo stesso tempo che più volte ha caratterizzato le pellicole di questo “classico” autore francese. Tutto sembra casuale nei suoi film erroneamente valutando la sua semplicità di stile e di taglio delle immagini come la pur discreta professionalità di regista poco innovativo.
Ma sono sufficienti solo alcuni elementi essenziali presenti anche in questo atipico noir (l’ingombrante carta da parati a fiori, gli interni spogli ed i colori spenti, i personaggi immobili ed altri in casuale movimento) ad evidenziare la grandezza di uno sguardo mai banale o inutilmente artefatto.
In altre mani (e sotto altri occhi) la storia d’amour fou di questi due giovani alle prese con la forza di dirompenti ed inediti sentimenti si sarebbe risolta in un thriller adrenalinico all’ultimo effetto o in un confuso ed ingestibile noir dalle pretese autorali.
Chabrol riesce invece a guidarci in questa tesissima partita a due mai dando giudizi o dilungandosi in spiegazioni ed antefatti impegnato nel volerci convincere (e ci riesce benissimo) dell’assoluta potenza e forza di un sentimento come l’amore capace di superare qualsiasi prova.
"La damigella d’onore": Nero alla francese per il maestro Chabrol
16 novembre 2005, di :
marco
Mah, io non sarò un critico cinematografico ma quello che ho visto è stato un brutto film dai dialoghi spesso imbarazzanti. E non credo di essere il solo a pensarla così. Ho assistito al film in una serata organizzata da un cineforum, con un pubblico di appassionati cinefili eppure numerose scene e dialoghi erano così surreali d’aver provocate calorose risate.