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La cricca del traghettamento

L’ennesimo gravissimo incidente stradale, che ha visto coinvolto un ragazzo di dieci anni travolto da un Tir nel cuore della Città di Messina.

di Saro Visicaro - venerdì 13 agosto 2010 - 2614 letture

Ogni volta che si accende la mobilitazione contro il passaggio indiscriminato dei tir, nel centro urbano della terza città della Sicilia, ecco che si mettono in moto le varie componenti della cricca legata al traghettamento privato.

Lo scorso venerdì, a una settimana di distanza da quando un tir ha schiacciato il corpicino di un ragazzo di 10 anni, il Comitato La Nostra Città ha voluto incontrare i cittadini nello stesso luogo dell’incidente. Un sit - in e un volantinaggio.

Non c’erano molti dei componenti di quel Comitato che nel 2000 seppe mobilitare oltre tremila cittadini. Alcuni di quei militanti si sono "ritirati" in buon ordine. Avranno certo i loro buoni motivi ma questo non può giustificare un comportamento di indifferenza, di superba indifferenza.

In ogni caso quel sit-in è riuscito benissimo. Alle ore 12,00 del 3 agosto. Un orario e un giorno micidiali per qualsiasi tipo di iniziativa. Eppure era necessario dimostrare attraverso le testimonianze dei mezzi di comunicazione che li, in quel luogo maledetto che segna il confine tra la città e la nuova zona dei centri commerciali, tutto è rimasto come sette giorni prima.

Nessun provvedimento urgente. Nessuna presenza di vigili urbani. Nessuna segnaletica stradale seria. Mentre proprio oggi appariva, come per incanto, nella via Garibaldi, una lucente e abbagliante striscia gialla per delimitare una inesistente corsia preferenziale.Tocco magico per le prossime riprese televisive della immancabile processione della Vara. Li a Sud, dove un ragazzo incolpevole veniva schiacciato da un maledetto tir, nessuna traccia di segnaletica.

Soltanto abusivismo di tutti i generi. Quel posto si chiama Largo La Rosa e serve a fare confluire ben tre strade. Una è quella che proviene dal Policlinico, l’altra è quella che arriva da Contesse che assieme si riversano sulla strada statale 114. Un inferno. La Circoscrizione chiede più vigilanza ma li servirebbe molto altro. Immancabile, in quel groviglio, un supermercato con le immancabili auto in doppia e tripla fila. Una specialità messinese.

Assessori e Polizia Municipale sistematicamente rilasciano certificati liberatori per attività commerciale in ogni punto cruciale della città. Insomma l’anarchia come regola. In questo caos, due settimane fa, l’ambulanza del 118 arrivò dopo 25 minuti per prelevare il corpo maciullato del ragazzino. Raccontano alcuni presenti che per ben due volte quel corpo scivolò giù ai portantini. Vergogna su vergogna.

Eppure il policlinico è a soli 50 metri di distanza dal luogo dell’incidente. Queste le premesse. In una città così è chiaro che poi il tiggi di una tv privata mette come terza notizia quella riguardante il sit-in. In una città così è altrettanto chiaro che alcune testate giornalistiche non riportano affatto tale avvenimento. In una città così è chiaro che nessun partito della galassia della sinistra abbia sentito il dovere di dire qualcosa rispetto all’ultimo incidente.

Soltanto il wwf, il Partito radicale e un Circolo del Pd hanno aderito all’iniziativa di oggi. Rifondazione, verdi, comunisti vari tutti silenziosi. Come la maggioranza in coma. Quel Pdl che ha (ri)portato Buzzanca a Palazzo Zanca e che ora trama per farlo fuori predisponendo trappole assieme a Genovese, D’Alia e Lombardo. Per tutti loro i tir non sono un problema ma una risorsa.

I traghettatori finanziano le loro campagne elettorali, assumono i loro elettori, elargiscono favori di ogni tipo. Ed ecco che la macchina amministrativa comunale e istituzionale in genere si predispone per favorire i traghettatori. Controlli ai tir? Nessuno. Concessioni per approdi o altro? A piacimento. Ma non solo.

C’è poi l’edilizia sempre in mano dei stessi traghettatori. La grande ristorazione. Idem. Il settore alberghiero anche. Insomma una città dove la miscela degli interessi tiene tutti legati. Il potere bancario e finanziario totalmente nelle loro mani. Facile poi fare assumere i figli degli alti funzionari dello Stato. Facile sistemare mogli e parenti. Facile sollecitare avanzamenti rapidi di carriera. In tutta questa melma chi può avere la forza di regolamentare il passaggio dei tir?

Diciamo semplicemente regolamentare. Non parliamo di altro. Di concorrenza impossibile. Di monopolio nello Stretto. Di rispetto delle regole e della legge. Alla luce di tutto ciò si comprendono i silenzi, i commenti ambigui, le contorsioni lessicali, le ipocrisie di fondo. La cricca vigila e tutti tengono famiglia. Alla faccia dei corpi straziati che finiscono sotto i tir.


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