La corsa continua

Smacco del PD dopo 10 anni di governo della città di Lentini. Al ballottaggio vanno Battiato e Saverio Bosco...
di Luigi Boggio - venerdì 10 giugno 2016 - 8529 letture

Sono partiti in sei e sono rimasti in due, Battiato e Bosco, per disputarsi la finale per la conquista di Palazzo Scamacca. Smacco matto al Pd dopo 10 anni di governo della città. Un lascito sull’orlo del fallimento e delle prospettive incerte a causa anche delle politiche nazionali e regionali nefaste sugli Enti locali.

Ridotti tra tagli e tasse ad esattori e non più protagonisti autonomi in un contesto economico e sociale drammatico per la mancanza di lavoro,l’impoverimento del ceto medio e l’aumento crescente delle disuguaglianze. Il crollo del Pd nei molti comuni dove si è votato deriva anche dalle politiche del governo e della presentazione dello stesso nei territori non come un partito con il proprio volto e la propria identità ma come un’aggregazione elettorale temporanea. Che inizia e finisce in rapporto al consenso, passando dal lancio della polverina agli occhi delle primarie che tante volte i partecipanti superano i voti reali che usciranno dopo dal segreto delle urne. Fatte le primarie gabbato il candidato Zarbano.

Nessuno però dei sondaggisti di strada aveva previsto una caduta così rovinosa. Si capiva che aveva delle difficoltà e che la partita era tra Battiato e Bosco, anche se all’ultimo minuto la presenza della candidata dei 5S aveva smosso le acque, ma che fosse arrivato ultimo nessuno avrebbe scommesso un soldo. E’ stato la vittima sacrificale, anche per sua responsabilità, di una partita giocata per perderla senza slancio e impegno. Una partita che il Pd avrebbe dovuto giocare diversamente facendo un passo indietro. Cattivi e blasfemi pensieri. Sempre innanzi. Il sole ci sorride, Renzi ci protegge, Marziano farà straripare il Lisso con una pioggia di finanziamenti. Lo stesso come fece l’allora sottosegretario al Mezzogiorno Gianfranco Micicchè venuto a Lentini per il sostegno a Franco Rossitto, amico di Pippo Gianni e della ministra Prestigiacomo. Eletto Rossitto spariti il sottosegretario, la ministra e l’onorevole. Dopo alcuni mesi sparì anche Rossitto e venne l’uomo che avrebbe dovuto liberare la città. Dopo il liberatore abbiamo avuto il bravo ragazzo con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti e certificati con il voto dell’altro ieri. Altra storia,vero. Ogni tanto però volgere lo sguardo indietro nel tempo può sempre aiutare a capire per cercare altre rotte anche se tempestose.

La sfida del governare è una sfida prima di tutti con sè stessi, i valori, la coerenza e l’onestà. I due contendenti alla carica di sindaco,anche se escono dalla poca esperienza esaltante di consiglieri, appartengono ad una generazione che vogliono spendersi con maggiore impegno e dedizione alla città. Un elemento non secondario ma fondamentale per il rinnovamento della politica e per permettere di sprigionare tutte le proprie energie insieme ad altri, mai soli, per dare fiducia e motivazioni.

Dei due contendenti nessuno ha svettato per questo la partita è interessante e aperta. La lettura dei dati ci aiuta in questo. Dei sei candidati che si sono presentati analizzando il voto dei sindaci e delle liste emerge che tre candidati (Battiato meno 9,38, Zarbano meno 5,24, Laezza meno 0,7) hanno perso complessivamente il 14,69 per cento che sono andati a Cunsolo il 5,83, Bosco il 4,88, Saggio il 3,98,totale 14,69. Sono dati da capire per i successivi passaggi non solo per i contendenti finali ma anche per gli sconfitti. I numeri parlano perché hanno dei volti. Buona lettura e auguri alla città.



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