La carta igienica


Le ridicole proteste dei precari non sminuiscono la Grande Riforma della Gelmini. La scuola della moglie di Bossi premiata con 800 mila euro mentre s’inaugurano altre scuole padane dove sarà obbligatorio mangiare carne di maiale. Non ci sono problemi tanto che fra 6 anni, la figlia di Mariastella troverà in classe anche una lavagna interattiva
mercoledì 15 settembre 2010, di Adriano Todaro - 983 letture

Stavo leggendo le cronache delle proteste dei precari della scuola nei confronti della Grande Riforma ideata, si dice, ma non c’è conferma, da Mariastella Gelmini un’altra ministra che il mondo c’invidia.

Improvvisamente ho capito la sostanziale differenza che corre fra quei fannulloni degli insegnanti e quella stella di Mariastella diventata ministra dopo grandi prove intellettuali.

Ad un certo punto, le insegnanti hanno protestato sotto il Parlamento. Che è già una cosa disdicevole perché non è in questo modo che si deve lottare. Le lotte si devono fare con garbo, silenziosamente, senza disturbare i manovratori dell’economia italiana.

Ora, su questi temi, è necessario fare estrema chiarezza. La scuola italiana, grazie all’opera indefessa, attenta, precisa della signora Gelmini, funziona perfettamente. Certo, qualche istituto crolla, qualche volta manca anche la carta igienica, i genitori debbono fare sottoscrizioni per acquistare strumenti di lavoro, ma sono poche cose che con un po’ di buona volontà si possono superare. D’altronde anche a casa Gelmini, la scorsa settimana, è mancata improvvisamente la carta igienica. Ma Mariastella non ha fatto nessun dramma, non è andata a protestare. Ha chiamato la cameriera e l’ha spedita, immediatamente, ad acquistarla.

Insomma, bisogna darsi da fare e non chiedere sempre che lo Stato risolva tutto. Anche quei dati forniti dall’Ocse sono dati truccati. Cosa significa dire che il nostro Paese spende il 4,5% del Pil per la scuola contro una media Ocse del 5,7? Bisogna sempre vedere come si spendono i soldi. E poi cosa significa scrivere nel report che l’Italia è ultima in classifica, per la percentuale di spesa pubblica destinata alla scuola e che gli insegnanti italiani sono quelli pagati peggio? E perché non diciamo anche che siamo l’unico Paese che ha 30 mila insegnanti di religione scelti e indicati dai vescovi, ma pagati dallo Stato?

Se dobbiamo risparmiare, lo dobbiamo fare in tutti i settori e, quindi, anche nella scuola. Ed infatti quest’anno il governo della stella ha tagliato, nel settore dell’istruzione pubblica, ben 8 miliardi di euro. Diciamo le cose come stanno: i docenti italiani sono fortunati, anzi, questo è dir poco. Una cuccagna così non se la sarebbero mai sognata. Quest’anno, poi, la commissione Bilancio del Senato ha stanziato 800 mila euro per la scuola Bosina di Varese, fondata nel 1998 dalla signora Manuela Marrone, profonda studiosa, che è, casualmente, moglie del ministro Umberto Bossi.

Recentemente, poi, ad Adro (Brescia) la scuola statale è diventata padana con il logo leghista ben in vista dappertutto, anche sullo zerbino d’ingresso. La scuola è stata dedicata a Gianfranco Miglio e la ministra l’ha definita un “modello di riferimento. Un progetto encomiabile che crea benessere ed entusiasmo”. Infatti, ad Adro, se la ridono ancora. Durante l’inaugurazione, il sindaco (quello che “chi non paga la mensa non mangia!”) ha detto che nella scuola “Verrà servito menu padano e chi non vuole mangiare carne di maiale se ne può stare a casa”. Chiaro il concetto?

Quindi nascono nuove scuole e un’altra l’ha sponsorizzata Diego Della Valle a Casette d’Ete, nelle Marche. Insomma va tutto bene. Mariastella la stella ha concesso anche una intervista, sulla scuola, al prestigioso Chi. Mia figlia, ha detto la ministra, fra sei anni farà la prima elementare e in classe troverà: “Una lavagna interattiva multimediale, il grembiule, l’e-book, un maestro unico preparatissimo”.

Siamo contenti per la figlia. E, comunque, signora Gelmini, si ricordi oltre a tutte le meraviglie tecnologiche citate, di far trovare nella scuola di sua figlia anche la carta igienica. Nel frattempo, noi, tenteremo di trattenerci.

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