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La bugia dei farmaci scontati


Due farmacie su tre non praticano sconti e soprattutto molte “fingono” di aver tagliato i prezzi, con ribassi inferiori all’1%, in particolare nel Sud e nelle isole.
martedì 19 luglio 2005, di Redazione - 3070 letture

Scarsi gli sconti significativi in tutta Italia a poco più di un mese dall’entrata in vigore del decreto legge Storace che prevede la facoltà per i farmacisti di applicare riduzioni fino al 20% sui farmaci a totale carico del cittadino (classe C, senza obbligo di prescrizione).

Due farmacie su tre, infatti, non praticano sconti e soprattutto molte “fingono” di aver tagliato i prezzi, con ribassi inferiori all’1%, in particolare nel Sud e nelle isole: il 57,2% delle farmacie ha ridotto i prezzi al massimo fino al 4,8% e nel 44,9% dei casi gli sconti riguardano soltanto un numero di farmaci compreso tra 1 e 3. Poche le farmacie che effettuano sconti degni di nota (solo nel 14,3% di quelle monitorate le riduzioni di prezzo sono comprese tra il 9 e il 12,5%). Tachipirina e Levolac sono i farmaci sui quali si registrano sconti medi più elevati, ma in un numero esiguo di farmacie e ciò è particolarmente grave considerato il ricorso piuttosto frequente a queste due specialità. Va invece sottolineato l’impegno positivo delle farmacie comunali, che stanno praticando sconti a tappeto, sin dai primi giorni di attuazione del decreto.

A rendere noti i dati una indagine di Cittadinanzattiva. I rilevatori civici dell’organizzazione hanno preso in esame 41 città e 162 farmacie, distribuite equamente fra centro nord (47,6% delle farmacie monitorate) e sud ed isole (52,4%). Il monitoraggio è stato effettuato, nei primi giorni di attuazione del decreto, fra il 1 e il 20 giugno, su 10 farmaci di classe C (senza obbligo di ricetta medica e da banco), scelti fra quelli a maggiore volume di vendita. Le farmacie che hanno applicato maggiori sconti si trovano a Riva del Garda (TN). Questa infatti è l’unica città su tutto il territorio nazionale in cui le 4 farmacie esaminate da Cittadinanzattiva praticano sconti del 20% su tutti i 10 farmaci considerati. Anche a San Donato Milanese, attraverso un recente accordo, le farmacie comuali hanno deciso di applicare sempre lo sconto del 20%. Una situazione positiva anche a Benevento, dove una farmacia applica sconti fra il 9 e il 16% su 9 dei 10 farmaci considerati. A Macerata tutte le farmacie comunali applicano sconti del 10% su tutti i farmaci. A San Vito al Tagliamento (PN) una farmacia applica sconti del 10% su tutti i farmaci e a Cagliari in una farmacia sono 5 i farmaci scontati del 10%.

Tra i “fanalini di coda” le dieci farmacie monitorate nella città di Milano che non applicano alcuno sconto sui farmaci indicati. La stessa situazione nelle 4 farmacie di Parma, le 4 di Torino, le 4 di Chioggia, le 2 di Invorio (NO) e le 2 di Oleggio Castello (NO). A Roma, su tredici farmacie, solo due effettuano sconti: una del 12.5% sull’enterogermina e un’altra del 5% sull’aspirina. La situazione non è diversa a Lucca dove lo sconto è effettuato solo da due farmacie su due farmaci.

Al Sud e nelle isole la situazione peggiora: solo sconti virtuali, in realtà specchietti per le allodole. Per fare degli esempi, due farmacie di Napoli tagliano i prezzi su alcuni farmaci ma con sconti non superiori al 2%. Anche peggio a Pagani (SA) dove le 4 farmacie prese in esame effettuano sconti compresi fra lo 0,4 e il 3,4%. A Palermo, su 12 farmacie monitorate, soltanto una di esse applica uno sconto inferiore al 3.5% su soli tre farmaci, mentre un’altra applica lo sconto del 2.4% su un farmaco e una terza sconta tre farmaci dello 0,4-0,6%. La situazione non cambia di molto a Siracusa dove tre farmacie praticano uno sconto tra il 4 e il 9% su un solo farmaco.

Male in Calabria, dove le 4 farmacie di Reggio Calabria e di Villa San Giovanni hanno ridotto i prezzi di 4 farmaci con percentuali inferiori all’1%. A Olbia (SS) le quattro farmacie contattate dai rilevatori applicano uno sconto del 2,4% solo sul Voltaren.

Insomma, una vera disfatta per il nostro Storace che da qualche giorno, vista l’aria che tira, spara a destra e a manca, additando ora Federfarma, ora Farmindustria, ora fantomatici poteri occulti che lavorano contro di lui. E ieri, addirittura, dichiarava che appena il decreto sarebbe divenuto legge...sim sala bim e la riduzione di prezzo è fatta. Fatto sta però che una delle possibili misure realmente applicabili potrebbe essere quella della vendita dei farmaci da banco nei supermercati, approfittando della vasta rete di vendita per mettere in piedi meccanismi di concorrenza. Ma questo il Ministro proprio sembra non volerlo fare, probabilmente per non inimicarsi troppo delle categorie che potrebbero tornargli utili nella prossima tornata elettorale. Non si tratta di adottare metodi che spingano verso il consumismo farmaceutico, come invece paventano le categorie interessate. Piuttosto, come dimostrano i dati di vendita dei Paesi Ue ed extra-Ue, la commercializzazione nella grande distribuzione non ha inciso sui volumi di vendita, ma semplicemente sui prezzi.

Un’ ultima notazione. I farmaci “da banco”, fanno notare da più parti, sono più cari in Italia che nel resto dei paesi del vecchio continente. Ricordiamo che gli interventi dei Ministri del centro destra titolari del dicastero della salute in questi ultimi anni hanno sempre e solo riguardato i prezzi dei farmaci di classe A, cioè quelli a totale carico del Ssn, lasciando libertà di prezzo per quanto riguarda quelli a totale carico del cittadino. Ora, per fare un ragionamento davvero semplice, non sembra logico (e prevedibile) che quello che si perde da una parte si ricarichi sull’altra?

Insomma, caro ministro, la soluzione ai costi della farmaceutica non è, e non può essere, semplicemente di facciata. Piuttosto, andrebbero adottate misure che eliminino blocchi rappresentati da interessi di parte, e creato uno strumento di concertazione con le diverse parti. Ma questo probabilmente è troppo per un ministro interessato a raccogliere consensi piuttosto che a mettere in pista soluzioni reali.


Fonte: www.aprileonline.info n° 303 del 15/07/2005

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