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La Quadratura del Cerchio ed il Compasso del Creatore di Renato Palmieri

.....la meravigliosa similitudine di Dante nel canto XXXIII del Paradiso: "Qual è ’l geomètra che tutto s’affige / per misurar lo cerchio, e non ritrova, / pensando, quel principio ond’elli indige, / tal era io a quella vista nova..." (che era la vista del Creatore).

di Enzo Maddaloni - mercoledì 30 aprile 2008 - 11979 letture

Alcune sere fa siamo tornati a Napoli, insieme ad alcuni amici Errico, Amleto e Maria, a casa del Professore Renato Palmieri. Lo so Lui adesso si arrabbia, non vuole essere chiamato professore e né tanto vuole che gli si dia del Lei. L’altra volta, quando mi rivolsi a Lui con il Lei, mi disse “…ma parli con me o con qualche altro? Io mi chiamo Renato!”.

In questo caso non parlerò della sua “fisica unigravitazionale” http://it.geocities.com/cid10.geo/(legge dell’attrazione?) dove si può constatare che il "rosone" del DNA ci dà la sola spiegazione - quella unigravitazionale, appunto - della struttura del DNA, che la scienza accademica si limita a descrivere e che la differenza è enorme: solo la fisica unigravitazionale dà la motivazione eziologica di quei dati, in aggiunta alla descrizione empirica della scienza corrente, facendola derivare da una equazione cosmologica, che abbraccia tutte le strutture dell’universo fisico.

Lo stesso Renato nel suo libro “La Fisica Unigravitazionale” che potete consultare e scaricare anche dal suo sito con il programma di costruzione delle forme dell’universo, scrive: “Il primo oggetto lanciato dall’uomo sulla Luna aveva forma di semplice dodecaedro: ciò fu ad opera dell’Unione Sovietica. Uno strano destino ha voluto che il simbolo più astratto ma anche il più idealmente significativo dell’attività della mente umana sia stato inviato al di là dei confini della Terra da una società programmaticamente materialistica. Al contrario, il messaggio conoscitivo della nostra civiltà verso probabili civiltà extraterrestri venne affidato figurativamente alla coppia uomo-donna della targa del Pioneer 10, in mezzo a un mucchio di strafalcioni (le presunte posizioni delle inesistenti pulsar), da una società, quella americana, che si proclama idealistica: In God we trust. In Dio confidiamo. E nella pena di morte. E, giacché ci siamo, col genoma, anche nello scempio degli embrioni umani.”

Quest’accenno è solo un invito a leggere la sua ricerca perché spazia nella bellezza anche controversa della sua critica a Dawkins che “…sostiene che la complessità della vita può essere spiegata dall’imponente gara per la sopravvivenza tra i geni e non da qualche finalità superiore dell’universo".

http://xoomer.alice.it/repalmie/eticaeconoscenza.htm

E, cosi alcune sere fa si è riaperta “Una Porta Per il Paradiso” all’ultimo piano di un palazzone stile liberty, all’inizio di Largo San Martino dove la Certosa omonima si affaccia su un panorama mozzafiato del Golfo di Napoli.

Ci accolsero stavolta le note musicali di una canzone russa suonata da due sue amiche, la prima Russa e l’altra di nazionalità Ucraina insieme all’eterno dolce sorriso di Renato stavolta, beato tra le donne, in quella cornice musicale.....(nun cé pare però se sape tratta!).

Dopo aver salutato tutti mi andai ad affacciare fuori il terrazzo che fa angolo con la cucina ed il salone, estasiato: da quella musica; dal panorama che mi si apriva avanti e dal mio sigaro toscano all’anice, che per molti puzza a “mille peste”. Passeggiando cosi sul terrazzo godetti di quel momento e dell’eterna giovinezza che Renato ti sa trasmettere. Lui, un ragazzino di 83 anni.

Passeggiando sul terrazzo avanti e indietro e godendo del momento passai davanti alla vetrata della cucina, dove so che non manca mai una birra a testa, con pizza e/o spaghetti aglio olio e peperoncino fatti all’ultimo momento per finire le splendide serate che trascorriamo li a casa sua in compagnia dell’arte e della scienza.

Ci si rincuora l’animo con l’infinito panorama della Città, del Vesuvio e del Golfo di Napoli che si staglia davanti ai nostri occhi in una di quelle giornata terse e fresca di aprile, dove i profumi della primavera ti fanno andare in estasi, aumentando le tue capacità sensoriali e riuscendo a farti distinguere, anche in lontananza, le diverse bellezze di quel luogo, nonché farti comprendere perché li a casa di Renato c’è una porta per il paradiso.

I cinque sensi sono tutti e contemporaneamente attivi e la beatitudine che puoi raggiungere lì è quella del settimo cielo e non solo figurativamente parlando.

Le sue amiche musiciste ben presto ci lasciarono, accompagnate da “U Sole Mio” intonato improvvisamente da tutti noi per rendere grazie a loro per la buona compagnia.

Ci spostammo nel tinello per iniziare la lezione sulla “fisica unigravitazionale” ma questa volta lui ci dice: “oggi vi svelo un segreto!”.

“La quadratura del Cerchio” (Il Compasso del Creatore)

Renato cosi ci dice che solo da pochissimi giorni ha pubblicato nel suo sito http://it.geocities.com/cid10.geo/geomcomp.htm , integrando così finalmente dopo anni il Capitolo V: Rette Parallele del suo libro, già pubblicato intero nel sito il 12 novembre 2001 e frutto delle sue ricerche e studi, anche dei commi 19° e 20° mancanti, senza in questo caso darci un disegno di spiegazione, perchè basta seguire la descrizione che lui ha fatto (e di quanto già scritto da Archimede) nei due commi per poter realizzare la quadratura solo con squadra e compasso.

Cosa può significare questa cosa lo potete confrontare anche su questo interessante sito che parla appunto della "quadratura del cerchio" e dei suoi "diversi" significati nelle culture: http://www.freemasons-freemasonry.com/zappia.html

A questo punto gli chiediamo perché non li aveva pubblicati prima?

E, Lui : “La cosa certamente è notevole e si può anche rischiare di esser presi per pazzi….sapete quando si sostiene di essere riusciti a fare la “quadratura del cerchio” trasformando in un teorema il V postulato di Euclide…allora si è coscienti che ci si mette contro la “scienza”.

E, così come un bambino che viene scoperto a rubare la marmellata ci dice candidamente: “…ma sapete com’è ora che ho 83 anni e ad agosto ne compio 84 posso anche permetterlo! E, sorride felice!

Quindi, il comma 19° e 20° si devono considerare integrativi del capitolo V, datato 12 novembre 2001 e quindi anch’essi datati 12 novembre 2001, anche se sono stati pubblicati nel sito solo alcuni giorni fà (aprile 2008).

Si introduce così nella geometria euclidea l’elemento "cinematico" che ritroveremo in Archimede e, restano impliciti, i concetti di "misura", con unità convenzionali, dello “spazio” e del “tempo” e quello di "velocità".

Riporto qui i due commi che potete meglio consultare nel sito con tutte le argomentazioni relative a sostegno del suo "teorema":

19°) Se una retta tracciata su un piano ruota con velocità uniforme intorno a un estremo, che rimane fisso, e torna continuamente alla posizione da cui è partita, e se, nello stesso tempo che la retta ruota, un punto si muove con velocità uniforme lungo la retta cominciando dall’estremo che rimane fisso, il punto descriverà una spirale nel piano.

20°) TEOREMA: Con l’uso del compasso, come descritto da Archimede, e di una squadra qualsiasi, è possibile "rettificare" una circonferenza di raggio dato e quindi, con procedimenti già noti, "quadrare" il cerchio.

Il compasso normale, usato per il solo movimento circolare, non può rettificare la circonferenza, né - di conseguenza - quadrare il cerchio, così come ha dimostrato matematicamente Lindemann.

Invece, quello che si può vedere nell’immagine del logo di quest’articolo presenta anche il regolo per l’apertura lineare, secondo la precisa definizione fatta da Archimede nel trattato sulle spirali, e Renato palmieri non fà altro che quadrare esattamente il cerchio col procedimento dello stesso Archimede cosi come indicato nel (comma 20°).

Renato a questo punto della discussione ci precisa che con i primi diciotto commi dei Principi di Geometria Fondamentale aveva dimostrato che l’introduzione del movimento negli enti geometrici della geometria euclidea porta alla trasformazione in teorema (commi 17°-18°) del "Quinto postulato" di Euclide sulle parallele.

Egli ci spiega che:

“…due sono i movimenti primitivi introdotti: quello lineare, di un punto che col suo cammino su un piano disegna appunto una "linea" (comma 18°), e quello rotatorio, di una semiretta che percorre intorno all’origine un "angolo" (comma 11°). L’estremo di un primo segmento della semiretta, opposto all’origine, traccia una linea che è un "arco" e, a un giro completo, una "circonferenza": il segmento ne è il "raggio". La superficie di angolo percorsa dal segmento di semiretta al termine del giro è un "cerchio". Due raggi posti su una stessa retta ne sono il "diametro".

Il teorema che ci ha poi argomentato Renato in questa discussione e che potete approfondire leggendo nel sito ci dimostrerà che, sviluppata cinematicamente, la geometria del cerchio essa sfugge completamente al criterio di Lindemann e comporta in modo teoricamente esatto la "rettificazione" della circonferenza e, perciò, Renato realizza la mitica "quadratura del cerchio", con i soli strumenti della squadra e del compasso voluti dal problema tradizionale.

A questo punto Renato ci invitò ad alzarci e ci accompagnò vicino al quadro che stà nel tinello, dove è riportata tutta la Divina Commedia di Dante Alighieri e ci fece leggere la meravigliosa similitudine di Dante nel canto XXXIII del Paradiso:

"Qual è ’l geomètra che tutto s’affige / per misurar lo cerchio, e non ritrova, / pensando, quel principio ond’elli indige, / tal era io a quella vista nova... (che era la vista di Dio).

Aggiunse Renato, ....."questo non è nient’altro che...."

“…quel "principio" che mi accingo adesso a svelare, facendone il vero coronamento ideale della mia ricerca de rerum natura, di cui la matematica è strumento imprescindibile: la matematica, come precisai nella premessa della sezione del mio libro, degli antichi grandi, e non quella degli immemori contemporanei, tanto saccenti quanto - nella sostanza - "analfabeti"”.

Ed ancora come un fiume in pieno

:…”…Oggi posso mostrare tutto quello che sono stati, i risultati visualizzabili graficamente e matematicamente (vedasi le tre immagine allegate) del metodo seguito, non nascondendone più i dettagli fondamentali se non spingendo tutti voi a realizzare l’ultimo disegno sulla base della descrizione fatta nei commi prima indicati, che - come già annunciai nel trattato iniziale – avrebbero dovuto formare oggetto di una successiva pubblica conferenza, che non ho mai fatto, fino a questo momento per i motivi che ho detto prima: evitare di esser preso per pazzo.”

Infine, aggiunse:

“….Ecco spero che in un momento vicino o lontano, non importa quando possa ricevere un generale riconoscimento tributato alla Fisica Unigravitazionale. Se ciò non avvenisse, come nelle previsioni ironiche dei neo-tolemaici, la soluzione del problema resterà come quella scritta a margine dell’ "ultimo teorema di Fermat": vi si arrovelleranno i posteri.

In queste tre schermate (vedi immagine allegate o vai nel sito) Renato ci presenta attraverso un programma grafico che stesso lui ha realizzato e che si chiama "Olopoiema" che non è altro che una formula dinamica della gravitazione universale e la descrizione sintetica della procedura:

"In alto si leggono i calcoli che, in base agli input elencati a sinistra, accompagnano l’esecuzione, visualizzata solo in parte, del procedimento geometrico rettificatore. Di questo si manifesta nella prima schermata il primo risultato, consistente nell’impianto dell’apparato rettificante, che servirà a dare graficamente il segmento che rettifica una circonferenza di raggio arbitrario, indicato dall’ultimo input. La seconda schermata si ferma alla rettificazione della circonferenza, disegnata dall’intero segmento orizzontale che parte dal centro della circonferenza di raggio voluto, fino al suo estremo. La terza, con procedimenti noti della geometria corrente, procede alla quadratura del cerchio.

Renato ci precisa anche che: "...non sono i calcoli a precostituire il procedimento geometrico teorico, bensì è questo che viene misurato nel suo svolgersi da quei calcoli, i quali, solo di conseguenza, determinano il disegno grafico sullo schermo e confermano visivamente e matematicamente il procedimento. Se così non fosse, basterebbe disegnare sullo schermo un cerchio, moltiplicarne il diametro fissato per un valore sempre approssimato di pi greco e far tracciare al computer un segmento di quella misura, o applicare altri consimili metodi di carattere elementare o di approssimazione al problema. Nel caso nostro, invece, mentre la realizzazione grafica risulta ovviamente imprecisa, come effetto di strumenti sempre imperfetti, è rigorosamente esatto in assoluto il risultato teorico, come sottolineato passo dopo passo dai calcoli".......

......."I primi tre input si riferiscono alla parte nascosta del procedimento e non possono, quindi, essere qui chiariti: ho dato loro dei valori tali da limitare nello spazio dello schermo il disegno complessivo. Il quarto e il quinto rappresentano semplicemente le coordinate grafiche del centro del cerchio da quadrare. L’ultimo è, come si è detto, il valore assegnato a piacere al raggio della circonferenza da rettificare. Il significato degli elementi che emergono dalle tre tappe successive del procedimento, cui ho dato il nome di CENTVRIO e che dimostra il teorema del comma 20°".

Nella sostanza col solo uso del compasso e della squadra, è possibile cinematicamente , secondo le modalità del comma 19°, "rettificare" una circonferenza di raggio qualsiasi e quindi, con metodi già noti, "quadrare" il cerchio.

Come un fiume in piena ci raccontò che nell’agosto del 2004 due importanti quotidiani ("la Repubblica" di domenica 8 agosto e "IL MATTINO" del 10 agosto) facevano tornare di attualità questo "secondo fronte" della sua polemica scientifica, apertosi con i suoi studi e pubblicazioni nel sito il 12 novembre 2001 con i cinque capitoli iniziali del trattato "Principi di Geometria Fondamentale".

Un intero paginone del primo dei due quotidiani ci raccontava che (occhiello in prima pagina) "Un matematico libanese aveva dedicato la vita a dimostrare il quinto postulato di Euclide": quello delle rette parallele."

"Io avevo già scritto nei capitoli succitati, che basta aggiungere alla geometria di Euclide il movimento che vi introduce Archimede, perché il postulato diventi un teorema, scavando la fossa alle geometrie non euclidee, delizia dei fisici e dei matematici contemporanei. Dall’articolo di Gabriele Romagnoli apprendevo che quello strambo tipo di studioso, di nome Rachid Matta, perdeva il controllo della macchina "calcolando gli angoli delle curve"; che, se dorme, si risveglia "dopo tre minuti per l’impellenza di tracciare una bisettrice" e che ha in questo modo consumato diecimila quaderni e gli ultimi dieci anni della propria esistenza, per arrivare a una sua "dimostrazione" del famoso postulato. L’unica cosa che si può assolutamente condividere col prof. Matta, perché l’ho condivisa anche io espressa chiaramente nella premessa a queste carte, è la necessità di fare piazza pulita delle moderne fantasie fisico-matematiche, nate dall’incapacità di leggere correttamente il reale, applicando ad esso la cristallina chiarezza logica dei grandissimi matematici dell’antichità. Ha ragione il professore libanese, quando si dice certo che "senza una geometria logica l’universo è caos, il cielo è vuoto e l’esistenza è priva di senso".....

......"Ma il comico della vicenda non finisce qui. Contro lo scoop lanciato da "la Repubblica" si scatena l’ira di Guido Trombetti su "IL MATTINO", che accusa il collega di non aver chiarito se "si sta scherzando o facendo satira". "La mia impressione - aggiunge - (per non dire certezza) è che l’articolo purtroppo tendesse a fare ’divulgazione scientifica’. E se è così, c’è da restare trasecolati!" La densissima colonna di Trombetti prosegue in una ortodossa difesa a corpo morto delle geometrie non euclidee, "e cioè quelle teorie costruite senza il quinto postulato. Che non sono ’meno vere’ come adombrate nell’articolo di cui parlo. Sono solo diverse. (...) Cito per tutte la relatività che si fonda su una geometria non euclidea". A proposito della quale egli ricorda in conclusione che "nel 2005 ricorre il centenario della pubblicazione di tre memorie di Einstein che hanno cambiato la storia dell’umanità".....

"....Curiosamente lo stesso giornale aveva riportato nel numero di venerdì 6 agosto l’accusa mossa ad Einstein dal fisico teorico Jean Hladik, in un libro pubblicato a Parigi, di avere cioè copiato di sana pianta da Poincaré la relatività ristretta. Poiché la relatività nel suo insieme è defunta, senza che lo si sappia ancora in molti, quando nel 1994 cadde su Giove la cometa Shoemaker-Levy, dimostrando falso il "principio di equivalenza" con la caduta dei suoi frammenti (i più piccoli per primi), sarebbe stato auspicabile che almeno egli avesse copiato qualcosa di ragionevole! Quanto ai docenti di fisica della Federico II e ai loro "eventi" celebrativi, la festa sarà evidentemente quella della "notte dei morti viventi"... Il giubileo di una equazione famigerata, per essere stata scritta sulla tolda di una portaerei americana e per essere solo quella di un grosso botto che costò la vita ad alcune centinaia di migliaia di persone."

"....Uno dei primi esempi può riguardare la capacità "previsionale", e quindi "sperimentale", del darwinismo: un’orchidea africana con una corolla di 30 centimetri, che suggerì a Darwin l’ipotesi - poi verificata - di un insetto dotato di lingua della stessa lunghezza. Ma chiunque non sia suggestionato dall’illusionismo del "pensiero unico", si rende conto che un’evoluzione casualistica o una finalistica si equivalgono per tale risultato."

"....Il secondo esempio è il fiore del gigaro (Arum maculatum): "Il fiore attrae un insetto impollinatore che vi resta intrappolato perché speciali piccole appendici interne del fiore lo lasciano entrare ma non lo fanno uscire. L’insetto gira all’interno del fiore finché non realizza l’impollinazione. Dopo che ciò è accaduto ha inizio una maturazione del fiore, che cambia leggermente forma e libera l’insetto". A questo punto, Boncinelli avanza un’osservazione naturale, che però subito respinge: "Pare impossibile che questo sia accaduto per caso, e si propone forte l’idea che dietro tutto questo ci sia un progetto, se non un progettista, come dietro un orologio c’è un orologiaio". Ma ecco che interviene il preconcetto autoreferenziale della "scala dei tempi": gli anzidetti quattro miliardi di anni dell’evoluzione sembrano a lui un tempo enorme, tale da garantire la possibilità di un’evoluzione avvenuta per selezione casuale. Lo stesso Boncinelli, tuttavia, ci offre subito la prova dell’arbitrarietà della sua valutazione del "tempo profondo", dandoci la notizia che "anche un grande fisico come Lord Kelvin sentenziò che non c’era stato abbastanza tempo perché si fosse evoluto tutto quello che si è evoluto". Ciò riferito, se la sbriga con la sommaria condanna di questa "idea piuttosto sbagliata della lunghezza del tempo trascorso" e chiude soddisfatto il suo apodittico discorso, apertosi col minaccioso annunzio dell’orgia di festeggiamenti che ci si preparano per il 2009, bicentenario della nascita di Darwin.".

Renato a questo punto della discussione ci disse:

"...Ora non ci resta, - come corrispettivo del famoso viaggio di Darwin alle Galapagos, fondamento dell’Origine delle specie - non fare altro che uscire sul terrazzo qui della mia casa e farci tutti una fotografia con il mio geranio"...... Sorrise ed aggiunse ...

"Certo,....." ....- alzandoci tutti per farci la foto fuori al balcone con il suo geranio - ... “....il cammino dell’uomo nel terzo millennio è sicuramente predeterminato da un riconoscimento o da una rinuncia: il riconoscimento della sua autonomia dalle "cose" o la rinuncia ad essa ......l’unica cosa a cui non possiamo rinunciare però e magiarci le pizze"....

....nel frattempo erano arrivate fumanti dalla vicina pizzeria con una birra a testa.

P.S. L’associazione cerchio-quadrato ci ricorda il rapporto tra cielo e terra. In tutte le culture e le religioni queste due forme e l’insieme delle due hanno rappresentato le forme della vita. A conclusione di questa esposizione vorrei solo aggiungere una piccola considerazione il XXI secolo ci impone, data la situazione attuale, di ricercare un punto di rottura del ritmo, che produca un possibile cambiamento, per un nuovo equilibrio. Non so se l’esperienza di Renato ci può aiutare, non ho neppure tutti gli strumenti tecnici di analisi, oggi però, ancora di più, comprendo l’esigenza di fondare "Il Cerchio, Comunità Libertaria per Sognatori Pratici" un’associazione non profit che attraverso l’esperienze personali ci aiuti a ri-trovare un nuovo umanesimo.


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La Quadratura del Cerchio ed il Compasso del Creatore di Renato Palmieri
10 ottobre 2008, di : Enzo Maddaloni

Anche la rivista SCIENZA E CONOSCENZA del 6 agosto 2008 ha pubblicato il "segreto rilevato" della quadratura del cerchio di Renato Palmieri.

http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo.php?id=20703