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La Prima Neve

Regia di Andrea Segre. (Ita, 2013, drammatico, 105 min.). Con Jean-Christophe Folly, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston, Matteo Marchel.
di Orazio Leotta - martedì 22 ottobre 2013 - 3723 letture

Dani (Jean Christophe Folly) è un ragazzo africano del Togo, in fuga dalla guerra in Libia, ospite di una casa di accoglienza nella Val dei Mocheni, una valle chiusa, né meta di approdo né di passaggio. Una valle che ha conservato la sua identità per la mancanza della “scorrevolezza”, ove anni fa immigrati bavaresi venivano a lavorare nelle cave di porfido e poi sono rimasti e si conserva tutt’oggi il dialetto bavarese.

Dani, che ha una figlia di un anno di cui però non riesce ad occuparsi (è ancora forte lo shock per la morte della moglie Laila di parto), lavora nel laboratorio di un vecchio falegname, Pietro, che vive in un maso di montagna assieme alla nuora Elisa (Anita Caprioli) Anita Caprioli e al nipote Michele (Matteo Marchel), che ha solo dieci anni, ma ha già conosciuto il dramma della perdita del padre.

Michele Matteo Marchelgioca coi suoi coetanei nel bosco, è amico-confidente di zio Fabio (Giuseppe Battiston) ed è solito accompagnare Dani a raccogliere la legna prima che cada la neve. Nel contesto di una natura bellissima, le solitudini e le inquietudini dei due si incontrano: da un lato c’è un figlio che non può più essere figlio, dall’altro un padre che non riesce ad essere padre. In più l’incontro tra due culture diverse.

Mentre nel suo precedente “Io sono Li”, i protagonisti erano due adulti, in “La prima neve” sono un padre e un figlio. il cast col registaPertanto il film sfiora il tema dell’integrazione (Dani vive a ben vedere in un’isola felice, ben accolto dagli abitanti, è quasi uno di famiglia dove vive) e vira più verso il significato di paternità e di cosa vuol dire essere figlio.

In più un dialogo forte con la natura ove traspare l’impostazione documentaristica tipica di Segre. Il bosco è il luogo centrale dell’incontro tra Dani e Michele; in quello spazio i due si cercano, si respingono, si conoscono e prima che cada la prima neve (che Dani non ha mai visto) c’è un tempo breve, ma sufficiente, affinché dolori e silenzi possano incontrarsi e Dani e Michele sapersi ascoltare e prendere le decisioni più sagge.


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