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La Polveriera è sotto sgombero!

Lo spazio sociale La Polveriera, a Firenze, è sotto sfratto
di Redazione - mercoledì 5 dicembre 2018 - 552 letture

Pochi giorni fa il cda dell’azienda regionale per il diritto allo studio ha approvato – senza alcun preavviso e con il solo voto contrario delle rappresentanze studentesche – lo sgombero degli spazi comuni della Polveriera (su forte pressione dell’assessore alla Cultura, Università e Ricerca Monica Barni del Partito Democratico) con l’intenzione di occupare queste stanze con altri uffici della Regione.

Uno degli ultimi spazi autogestiti nel centro storico della città-vetrina, che in quasi cinque anni di apertura – grazie all’impegno volontario di molti e delle sole risorse recuperate o frutto di autofinanziamento – si è distinto come luogo di cultura, università e ricerca, così come di elaborazione e diffusione artistica, politica, tecnologica e sindacale, e che è sede e crocevia di una moltitudine di individui, collettivi e attività.

Un luogo di aggregazione e condivisione di saperi, libero da ogni forma di discriminazione e violenza, e che perciò riteniamo sia fondamentale difendere.

Vi aggiorneremo tempestivamente su come si evolverà la faccenda. Diffondi e condividi!

La Polveriera non si tocca! Viva l’autogestione!


News e info sul sito.


Nel Chiostro di Sant’Apollonia, in via Santa Reparata n° 12, dopo 15 anni un enorme vuoto è stato aperto. Il 23 Maggio 2014 La Polveriera è venuta alla luce con una festa di inaugurazione che ci ha portato dentro qualche centinaia di persone. Una bellissima serata insieme a compagni/e ed amici/e, per riposarsi dopo due settimane di pulizie, assemblee e bozze di progetti. Da allora, ogni settimana si riunisce l’Assemblea di autogestione, aperta a chiunque voglia partecipare.

La Polveriera è uno spazio occupato e restituito alla comunità dopo anni di abbandono.

L’autogestione degli spazi qua diventa una pratica politica di cambiamento e di conflitto con l’esistente, perché non è possibile – e non ci interessa – un’auletta dove rinchiuderci al sicuro dall’impero del mercato, ma un laboratorio dove le persone ed i progetti si incontrano e sostengono l’un altro, per produrre una ricchezza che è comune, sottratta alla speculazione e all’interesse privato.

Cosa vogliamo farci?

Vogliamo condividere. Esperienze, conoscenze, idee, la voglia di mettersi insieme ed individuare quelle pratiche quotidiane che costruiscano le relazioni umane necessarie per pensare un altro mondo, un altro modo di vivere. Immaginando altre relazioni rispetto a quelle esistenti e che nella città-metropoli si fanno ancora più opprimenti in forza d’una organizzazione capitalistica che non è più solo organizzazione della produzione, ma anche dei diversi aspetti del quotidiano: la casa, lo spazio pubblico, il verde, i momenti e i luoghi di svago; tutto diventa parte del processo di valorizzazione del capitale e soprattutto strumento di governo degli individui. Non ci interessa il profitto, perno di questa società: vogliamo metterci insieme alle persone che vivono la nostra stessa condizione, vogliamo esprimere le potenzialità che la messa in comune di tutto ciò che possediamo, beni comuni e conoscenze, può esprimere. Trasformare tutto ciò in motore di cambiamento!

Il momento è qui, è adesso.

LaPolveriera SpazioComune Via santa Reparata 12r, loggiato del Chiostro della Badessa, ex convento di Sant’Apollonia


L’appello

Apprendiamo con stupore che il CdA dell’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio ha approvato, con il solo voto contrario delle rappresentanze studentesche, lo sgombero degli spazi della Polveriera, presso la mensa di Sant’Apollonia. In questi cinque anni la Polveriera, creata autonomamente da studenti che hanno ripulito, attrezzato e messo in uso tre stanze abbandonate del complesso, ha funzionato, oltre che come aula-studio, come sede e luogo di diffusione di oltre trenta diversi progetti culturali, in campo accademico, tecnologico, artistico, musicale e letterario, non ultimo quel Festival delle Letterature Sociali che da tre anni offre alla città, a costo zero, un festival letterario di livello, cosa tanto più notevole se si considera il grave fallimento, in città, di altri tentativi privati in tale direzione. Se questo si aggiunge lo spopolamento in corso del centro storico di Firenze, sempre più piegato alle esigenze del turismo di massa, e la difficoltà crescente per i cittadini di condurvi una vita piena, fatta anche di studio e socialità, si capisce come i pochi spazi culturali rimasti in centro risultino indispensabili. Non è un caso che in altre città – si veda ad esempio Milano con lo spazio Macao – si sia deciso di confrontarsi con chi fa cultura dal basso, onde tutelare e valorizzare tali esperienze, cosa tanto più necessaria nell’attuale e difficile situazione politica nazionale. Come accademici, scrittori, artisti, critici e curatori che fanno base a Firenze, e che sono stati spesso ospiti di eccellenti iniziative culturali in tali spazi, chiediamo all’ARDSU e alla Regione Toscana di aprire un dialogo con il coordinamento della Polveriera, oltre che un tavolo in cui si lavori in modo condiviso per stabilire il futuro del luogo, tenendo conto dei risultati dell’attuale gestione, e cercando di garantire la sopravvivenza dei molti progetti che lì hanno trovato casa.

Francesco Ammannati, storico
Simona Baldanzi, scrittrice
Luca Baldoni, poeta
Carlo Benedetti, curatore
Diego Bertelli, critico
Raoul Bruni, critico
Sara Cassai, curatrice
con.tempo, rivista
Collettivomensa, rivista
Andrea Caciagli, redattore
Salvatore Cherchi, redattore
La Cité, libreria
Francesca Corpaci, scrittrice
Silvia Costantino, curatrice
eFFe, editor
Effequ, casa editrice
Firenze RiVista, festival
Francesco D’Isa, scrittore e artista
Federico Di Vita, scrittore e editore
KweenD.O.L.O., MC
L’Eco del Nulla, rivista
Daniele Gambit, scrittore
Giuseppe Girimonti Greco, traduttore e editor
Ilaria Giannini, scrittrice e giornalista
Machine Funk, crew
Simone Lisi, scrittore
Gregorio Magini, scrittore
Vincenzo Marasco, sociologo
Ferruccio Mazzanti, scrittore
Francesca Matteoni, scrittrice
Gabriele Merlini, scrittore
Elisabetta Meccariello, scrittrice
Valerio Nardoni, scrittore e editore
Francesco Quatraro, editore
Matteo Pascoletti, giornalista
Daniele Pasquini, scrittore
Giulio Pedani, scrittore
Alberto Prunetti, scrittore
Alessandro Raveggi, scrittore
Edoardo Rialti, critico e traduttore
Filippo Rigli, scrittore
Fabiagio Salerno, architetto
Matteo Salimbeni, scrittore
Marco Simonelli, poeta e traduttore
Vanni Santoni, scrittore
Street Book Magazine, rivista
Associazione Three Faces,
The FLR, rivista
Andrea Zandomeneghi, scrittore

aderiscono dall’Italia:
Marco Balzano, scrittore
Alessandro Bertante, scrittore,
Gianni Biondillo, scrittore
Laura Bosio, scrittrice
Caterina Bonvicini, scrittrice
Claudia Durastanti, scrittrice
Angelo Ferracuti, scrittore
Fabio Geda, scrittore
Lisa Ginzburg, scrittrice
Helena Janeczek, scrittore
Nicola Lagioia, scrittore, direttore del Salone Internazionale del Libro
Marco Mancassola, scrittore
Marina Mander, scrittrice
Federica Manzon, scrittrice
Antonio Moresco, scrittore
Michela Murgia, scrittrice
Davide Orecchio, scrittore
Francesco Pacifico, scrittore
Lorenzo Pavolini, scrittore
Laura Pugno, scrittrice, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid
Christian Raimo, scrittore
Alessandro Robecchi, scrittore
Evelina Santangelo, scrittrice
Tiziano Scarpa, scrittore
Igiaba Scego, scrittrice
Carola Susani, scrittrice
Andrea Tarabbia, scrittore
Chiara Valerio, scrittrice
Wu Ming, scrittori
Alessandro Zaccuri, scrittore



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