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La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson

Le ultime 12 ore di Gesù in versione splatter
di Ugo Giansiracusa - sabato 27 marzo 2004 - 59895 letture

Sono decine i film su Gesù da quando è stato inventato il cinematografo tanto che il primo titolo sul tema è datato 1897 ed è, coincidenza, "The Passion". Sicuramente una delle storie, in assoluto, più rappresentate. Dai Film comici come "Brian Di Nazareth" dei Monty Python alle versioni intellettuali e colte come "Il Vangelo Secondo Matteo" di Pasolini o "Il Bacio di Giuda" di Paolo Benvenuti o, ancora, il rosselliniano "Il Messia" e poi ci sono le versioni kolossal come "The King of Kings" di Nicholas Ray, "The Greatest History Ever Told" di George Stevens, il televisivo "Gesù di Nazareth" di Zeffirelli senza dimenticare il genere musical con il celebre "Jesus Christ Superstar". Mancava solo la versione splatter e a questo ci ha pensato Mel Gibson.

Ci piacerebbe dire, basandoci sul nostro gusto personale, semplicemente che "The Passion" è un film fastidioso, noioso, disturbante, gratuitamente violento e profondamente povero, se non fosse che sta diventando un caso cinematografico e soprattutto sociale ed è, quindi, doveroso tentare di capirne il funzionamento. Non cercheremo di dare spiegazioni al fenomeno sociale, data la mancanza di una nostra conoscenza a tal proposito, anche se un discorso e un’analisi in questa direzione potrebbe essere assai interessante. Ci limiteremo quindi ad analizzare il film, pur sommariamente e semplicisticamente avendolo visionato non sufficientemente per un’analisi approfondita.

La storia narra delle ultime 12 ore della vita di Gesù, dalla cattura nel giardino di Getsemani alla sua morte, più alcuni flashback e l’epilogo della resurrezione. Il tema centrale del film è indubbiamente la passione, la sofferenza del Dio incarnato nell’uomo Gesù, nei lunghi momenti del suo martirio. Essenziale fino a sfiorare la banalità, nella sua costruzione, il film si svolge in 5 nuclei principali (escludendo dal conteggio la sequenza - colleterale - del suicidio di Giuda). I cinque gangli del racconto sono: Il giardino dei Getsemani dove Gesù, dopo aver respinto le tentazioni di Satana, si lascia catturare; il tempio in cui viene condotto e giudicato dal Sinedrio; la residenza-castrum di Pilato a cui si chiede di decidere della sorte di Gesù; le strade di Gerusalemme in una sofferta Via Crucis; il monte Calvario in cui viene eretta la croce. Il centro di ognuno di questi nuclei "narrativi" sono le violenze a cui Gesù è sottoposto. Nulla è lasciato all’immaginione dello spettatore. Le sofferenze di Cristo sono rese fin nel più piccolo particolare. Tutto è mostrato, tutto è esibito. La vicenda evangelica è piegata alle esigenze di una sorta di espiazione collettiva fatta attraverso le continue e prolungate immagini del Cristo sofferente.

Ci sarebbe piaciuto poter offrire un calcolo numerico delle inquadrature dedicate alle torture e alle percosse e alle sofferenze a cui Gesù viene sottoposto. Ci sarebbe piaciuto poter cronometrare il tempo dedicato da Gibson alle sofferenze del Cristo e fare uno studio comparato e puntuale fra il testo filmico e il testo evangelico. Purtroppo possiamo solo fornire dei non-dati basati su una semplice visione. Avremmo anche volentieri giocato a calcolare quanti minuti in meno sarebbe durato il film senza le innumerevoli inquadrature in slow motion. E ci saremmo divertiti a rintracciare nei vangeli i brani che hanno ispirato Gibson in alcune scelte e ricostruzioni come l’occhio pesto di Gesù e un rovinoso volo in stile bunging jumping del Messia con al posto dell’elastico delle pesanti catene, fra tutti. Avremmo voluto anche trovare i passi da cui lo sceneggiatore ha tirato fuori l’idea di un Barabba con un occhio guercio che fa le linguacce alle guardie e invece di parlare grugnisce come un gorilla o l’idea di un Giuda che lisergicamente vede trasformarsi in demoni deformi i bambini che lo canzonano. Per quanto Gibson dica che si sia attenuto strettamente ai vangeli non possiamo che nutrire qualche dubbio a proposito e se anche così fosse quantomeno vorremo richiamare l’attenzione sul fatto che è stata operata un’attenta scelta e selezione per rintracciare le scene più cruente. Cosa che contrasta alquanto, a nostro avviso, con l’idea di aver riportato i vangeli "alla lettera".

Una delle diatribe che si è aperta riguardo al film, ancora prima che arrivasse in Italia, concerneva la raffigurazione che veniva fatta degli Ebrei e se questa era antisemita o meno. Ma al di là delle intenzioni del regista i personaggi rappresentati sono talmente caricaturali e ineluttabilmente finti da rendere, secondo noi, piuttosto futile la discussione. Sia i membri del Sinedrio così come i soldati romani sono rappresentati in una maniera talmente piatta e schematica - in stile vecchio caratterista - da risultare impensabile un’analisi sul cosa essi rappresentino. Così come è impensabile fare un discorso sulla gente comune di fede ebraica che, presente al giudizio di Pilato, manda a morte Gesù e salva Barabba. Teniamo presente che non un solo primo piano è dedicato ai partecipanti della folla ma solo dei campi assai larghi che rendono questa massa inconsistente (se non per il suo aspetto sonoro) da un punto di vista sia narrativo che di analisi. Come tutto ciò che non riguarda strettamente l’immagine di Cristo anche le figure degli ebrei presenti nel film sono considerate e mostrate da Gibson in maniera sommaria e utilizzate giusto come strumento per far andare avanti l’azione e il destino dell’evento evangelico.

Complessivamente cercare di soffermarsi sulla recitazione e sulla interpretazione dei personaggi da parte degli attori risulta complesso e problematico e di scarsa utilità se non per accentuare le critiche al film. I dialoghi sono ridotti all’essenziale. Tutto il film si regge sull’impatto emotivo delle intense immagini che il regista riesce a creare. Un’analisi delle continue grida e gemiti e sospiri del Gesù interpretato da Jim Caviezel potrebbero aprire, alla comunità degli studiosi di cinema, una nuova branca di studio della recitazione, ma anche per questo sarà necessaria una più accurata visione del testo filmico... Per il momento possiamo limitarci ad un accenno alle uniche due interpretazioni credibili del film e fare i complimenti a chi, nonostante tutto, è riuscito a recitare e menzionare quindi la Maria di Maia Morgestern e il Ponzio Pilato di Hristo Naumov Shopov che nonostante siano stati costretti (come tutti) a recitare in aramaico e in latino sono riusciti a dare un certo spessore ai loro personaggi. Per il resto si ha a che fare con personaggi comprimari a cui non è lasciata la possibilità di un’esistenza all’interno della narrazione se non per aumentare il sentimento di sofferenza che questa stessa va costruendo immagine dopo immagine.

Il film di Mel Gibson nonostante i mille discorsi (religiosi, storici, filosofici) che se ne possano fare è, in realtà, solo ed esclusivamente la violenza brutale a cui la figura del Cristo è sottoposta. Mantenendo il discorso fortemente legato allo specifico filmico e ricercando in esso le sue dinamiche di funzionamento e di attrazione nei confronti dello spettatore non si può non soffermarsi su questo elemento che del film è parte essenziale e fondante. Se vogliamo cercare una base di comprensione ci è doveroso staccarci, per un momento, dalle tematiche religiose del film. Considerare la violenza in quanto tale senza ancorarla o spiegarla attraverso elementi extra-testuali. Nella dicotomia attrazione/repulsione che si instaura nel corso della visione delle immagini più cruente è evidente una componente vuoieristica e di compiacimento sadico. Nel gioco dell’immedesimazione, elemento tipico e indiscutibile della partecipazione spettatoriale, da una parte ci si trova partecipi della sofferenza che la visione ci presenta e dall’altro siamo sollevati nel non essere noi i soggeti reali di questa sofferenza. Da qui un legame intenso, tra il soggetto-spettatore e l’oggetto filmato, che è l’unico elemento del film che può dirsi riuscito. Riprendendo la lezione "di genere" della cinematografia hollywoodiana degli horror e degli splatter Gibson la ripensa in chiave religiosa sfruttando il forte legame emotivo esistente nella nostra cultura e nel nostro intimo con la figura di Gesù amplificando in tal modo la partecipazione e l’immedesimazione spettatoriale. In "The Passion" il rapporto e il legame fra lo spettatore e il soggetto filmato è portato alle estreme conseguenze grazie anche alla forte compenetrazione dello stesso regista nelle tematiche della fede. Che tutto ciò sia strumento di veicolazione di un messaggio è dovuto ad elementi che sono, per lo più, esterni al film e che sono da ricercarsi nelle conoscenze e credenze ed esperienze e cultura personali di ogni singolo spettatore. Se, cioè, invece di parlare di Cristo si parlasse di qualsiasi altro personaggio queste stesse immagini susciterebbero emozioni completamente diverse. Con tutta probabilità un rifiuto totale di ciò che si è visto e del gioco della partecipazione-immedesimazione. Se questo gioco invece avviene non è comunque merito di elementi interni al film ma escusivamente derivanti da un patrimonio di sentimenti comuni intrinseci alla nostra cultura religiosa che Gibson è riuscito a raggiungere e scuotere.

Se si voleva fare scalpore con questo film e ci si è riusciti in pieno ma lontana è l’idea di aver fornito una nuova interpretazione al messaggio che il Messia dei cristiani ci ha dato con il suo sacrificio. Complessivamente La Passione di Cristo è un film assai misero, se non per un’accurata fotografia e un impianto scenografico di un certo livello pittorico, un film che deve il suo successo ad elementi del tutto esterni all’arte cinematografica e che vanno invece ricercati in una temperie sociale che il film ha saputo cavalcare.

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> La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
27 marzo 2004, di : Francesco

Ponzio pilato non e’ interpretato da Luca Lionello, che e’ Giuda, ma da Hristo Naumov Shopov. Inoltre non sarebbe stato male ricordare che il film e’ stato girato interamente in Italia, a Matera e Cinecitta’.
    > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
    27 marzo 2004

    Mi ero già accorto dell’errore sull’attore che interpreta Pilato che è Hristo Naumov Shopov... solo che per mettere on-line la versione corretta ci si impiega un po’ ;) Per quanto riguarda il fatto che è girato a Matera consiglio di guardare Il Vangelo Secondo Matteo di Pasolini in cui la città è raccontata in una maniera veramente splendida.
      > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
      12 aprile 2004, di : Kohan

      film bellissimo , punto e basta. Le solite analisi di un film qui devono essere tralasciate (rallenty ecc ecc....per favore...)almeno che nn ci siano palesi errori che facciano gridare allo scandalo per montaggio,forografia ecc.(nn credo ci voglia un genio per capire che qui nn ce ne sono). Per chi nn lo sapesse in questo film c’erano attori di tutte le religioni (musulmani,ebrei compresi) , per chi per caso non tiri fuori le solite banali critiche di antisemitismo o del tirare fuori i muscoli da parte dei cattolici per l’uscita del film in questione. Saluti a Tutti
        > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
        12 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

        Non vedo perchè si dovrebbe tralasciare l’analisi del film per quello che è. Il fatto che sia sulla Passione di Gesù non lo mette al di sopra di una normalissima critica sulla forma. Non ci sono palesi errori (se non qualche macchia di sangue che compare e scompare ma che infatti ho tralasciato nella recensione) questo non vuol dire minimamente che sia un buon film. Non certo perchè un romanzo è scritto senza errori di ortografia vuol dire che è un buon romanzo, direi.
          > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
          13 aprile 2004, di : Kingborn

          Mi inserisco brevemente nel forum allineandomi a quelli che hanno apprezzato il film. E’ quasi commovente l’impegno con il quale si cerca di bocciare la portata e la grandezza di questo film. Pensare che il regista ci ha messo 12 anni a concepirlo quando sarebbe bastato leggere il vangelo credo che sia un po superficiale, ma si sa una critica non è critica se non è controcorrente. Riguardo al fatto che non sia un film per tutti, mi limito a rilevare la quantità di gente che va e andrà a vederlo, nonchè i commenti positivi (non dei critici professionisti, ma della gente comune...), molto più di qualsiasi altra recensione che ricordi. Non aggiungo altro a ciò che è stato detto, ma trovo interessante il riferimento alle immagini del vietnam rispetto alla sia pur immensa produzione sulle due grandi guerre. E’ innegabile che le prime vere immagini sulla crudeltà della guerra siano venute dalle immagini che riproducevano il dramma della guerra in Vietnam, ed è innegabile che l’impatto emotivo e lo stimolo a riflettere sia stato molto alto proprio per quelle immagini che si sapeva essere vere. Il successo del film credo sia anche dovuto al bisogno che la gente ha di ricevere dal video (cinema o TV) messaggi che invitano alla riflessione, contenuti aime! assenti dalla maggior parte delle produzioni.
            > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
            13 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

            Bhe... che ci sia tanta gente a cui piaccia il film non è, a mio avviso, un buon metro di giudizio sulla qualità dello stesso... anche programmi come "Il Grande Fratello" sono molto visti e piacciono tanto ma non mi si convincerà mai che sia un bel programma di qualità. Certo il paragone vuole solo essere esemplificativo senza il tentativo di accostare le due cose se non per il successo che riscontrano (proporzionalmente). Per quanto riguarda le immagini del del Vietnam e simili... peccato che la censura (autonoma) dei vari telegiornali abbia impedito di vedere immagini terribili della guerra in Iraq come alcune esecuzioni sommarie fatte dai soldati americani... la televisione e il cinema non sono mezzi di conoscenza, se lo ricordi bene, ma sono per lo più usati come mezzi di propaganda anche se molto sottile e moderna. Non mi sembra il caso di fare paragoni fra il dramma finto del film e quello drammaticamente vero dei morti in qualsiasi guerra del mondo.
              > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
              13 aprile 2004, di : Kinborn

              Sono d’accordo con te sul fatto che non tutte le immagini vengono mostrate e soprattutto dell’uso che viene fatto delle immagini, ma questo avvalora ancora di più la funzione che immagini "vere", cinematografiche o pittoriche, possono avere nello stimolare la riflessione. La profonda differenza che mi trova in disaccordo con te, ma comprensibilissima, e che per me come per molti altri la vita di Gesù è un fatto VERO, così come le atrocità delle guerre o dei comportamenti quotidiani di molta gente (purtroppo le atrocità non sono solo nelle guerre degli americani.)
                > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
                13 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

                Provabilmente da non-credente mi è impossibile capire il sentimento che provoca vedere l’immagine di Cristo nei suoi patimenti... questo è sicuramente una mia "mancanza" ma anche del film che non riesce ad esprimere un messaggio comprensibile e condivisibile anche da persone come me... Ha perfrettamente ragione quando dice che le guerre e i drammi non sono solo americani... il mio era solo un esempio... avrei potuto citare il Ruanda o la Cecenia o il Kossovo o la Liberia... la lista è fin troppo lunga... ma continuo a credere nella necessità di distinguere il piano del reale da quello della ricostruzione (anche se di un fatto storico)
                  > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
                  14 aprile 2004, di : Hugo

                  Mah! Sono sicuro che Mel si aspettava questo putiferio. E’ un film intellettuale e molto originale... Un’ interpretazione forte per fare spettacolo e incassi...Ma probabilmente un film fatto in buona fede... D’altronde tutta la Bibbia ha una doppia chiave di lettura... La fede è un qualcosa su cui non si discute, quindi come pellicola storica particolareggiata mi sta anche bene... E mi sta anche bene che è diventato pane per la critica che oggi fatica sempre più a vivere di se stessa....
                    > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
                    19 aprile 2004

                    Vedo Dio tutti i giorni quando vedo il sole, il mare,i frutti, il sorriso di un bambino..... Per me Dio non ha niente a che vedere con il sangue, la sofferenza, il dolore, una crocifission...Scusatemi cristiani.
                      > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
                      19 aprile 2004, di : raffy

                      Ho letto solo quest’ultimo messaggio. Dio non ha niente a che fare con il dolore e la sofferenza??? Ma seè proprio quella la sua più alta, unica e straordinaria forma d’amore?????????? Al di fuori del film... E’ il dolore di Gesù il solo ad avere la forza dell’Amore.
                        > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
                        20 aprile 2004

                        Io non ho parlato con Dio per sapere di preciso se bisogna soffrire così per avvicinarlo. Dentro dell’orbita cristiana sembra di sì. Fuori il mondo cristiano le cose si possono vedere in un modo molto diverso. Ammiro molto cristo ma non ammiro il fanatismo cristiano. Scusatemi
                        > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
                        20 aprile 2004

                        Un film per fanatici. Se a Gibson piace tanto il sangue e il dolore spero che il suo prossimo film parli sull’Inquisizione Cattolica, specie quella italiana per non parlare di quella spagnola.
                          > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
                          20 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

                          Vi prego di rimanere entro i limiti di un confronto costruttivo. Il film, comunque, è espressione di un modo di vedere evidentemente diffuso che schematicamente giudicare "fanatico" mi sembra ingiusto e riduttivo.
                          > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
                          20 aprile 2004, di : Polly

                          A nessuno piace il fanatismo, di nessun genere, ma lei fa una confusione che non è ammissibile: cosa c’entra l’ Inquisizione, italiana o spagnola che sia, con il messaggio cristiano?? Nulla, proprio nulla. Tutti sanno benissimo che le motivazioni religiose addotte dagli artefici di quelle scelleratezze erano pretestuose e servivano a mascherare obiettivi del tutto diversi; di "cristiano" non avevano niente e non occorre essere esperti storici o religiosi per saperlo.
                            > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
                            22 aprile 2004, di : Michele

                            A me non è piaciuto. Non credo di aver bisogno di un film cosí per capire meglio il messaggio cristiano. Se a tanta gente è piaciuto va bene.
                      > nn ha senso cio che dici
                      9 ottobre 2005

                      cuccati!!!
                      > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
                      25 marzo 2006, di : Paolo

                      E quando vede la gente che muore di fame per strada e gli uomini straziati dalla guerra o dal semplice inferno del fallimento quotidiano: allora cosa vede? O il suo dio Le da conto anche di questo, soprattutto di questo, o è un dio da canzonetta. La sofferenza e la resurrezione (!!) del Signore ci dicono che, sì, siamo più grandi della nostra miseria. Siamo più grandi persino della bellezza e della felicità che riusciamo a percepire: siamo fatti per essere come Dio! Ci pensi, anziché sparare le solite banalità!
                      > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
                      17 aprile 2006

                      il nostro Dio è amore, e il massimo dell’amore Dio lo dimostra dando la sua vita morendo in croce. Secondo la teologia questo fu il modo più perfetto che Dio potesse usare per dimostrare la sua vera essenza.!!
> La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
29 marzo 2004, di : Marco Solfanelli |||||| Sito Web: I Segreti della Passione di Cristo

Il libro "I SEGRETI DELLA PASSIONE DI CRISTO. Dalle visioni di Caterina Emmerick al film The Passion of the Christ di Mel Gibson" (Tabula fati, Chieti 2004, @ 6,50) conduce il lettore in un percorso alla scoperta del senso più profondo della Passione di Cristo. Svela i tanti retroscena dell’evento d’arte e di fede più discusso della storia del cinema, come il film La Passione di Cristo di Mel Gibson. Ripropone, inoltre, in drammatiche pagine le visioni avute nell’800 dalla stigmatizzata Caterina Emmerick, che descrisse nei minimi particolari i patimenti di Gesù Cristo nell’Orto del Getzemani quando il diavolo gli mostrò, per tentarlo, tutti i peccati degli uomini dall’inizio alla fine dei tempi, durante la fustigazione, la Via Crucis, la Crocifissione e l’agonia sul Calvario. Questo libro è anche un reportage che, oltre avvalersi di contributi critici (Rino Cammilleri e Mario Palmaro), cita autorevoli fonti (Vittorio Messori e Andrea Piersanti), puntando dritto al cuore dell’evento, riponendo al centro dell’attenzione la natura umana e divina di Gesù Cristo.
    > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
    29 marzo 2004, di : Ugo Giansiracusa

    Non sta a noi discutere riguardo ai dati prettamente teologici o storici. Le posizioni a tal riguardo sono così diverse e varie che una vita non ci basterebbe a renderne atto.

    Leggo Dalla prefazione a "I Segreti della Passione di Cristo": "Possibile che Pasolini o Fellini siano sdoganati, e il povero Mel Gibson — che fa del suo meglio per far rivivere a milioni di persone le ore più decisive della storia — sia sommerso di critiche senza appello? Purtroppo, il nostro uomo è vittima di un pregiudizio: poiché frequenta ambienti tradizionalisti, è scattato nei suoi confronti un fuoco di sbarramento a prescindere. La sensazione è che non si giudichi tanto la pellicola, ma il suo autore. (...) The Passion of the Christ è il tentativo — commovente e sconvolgente — di immergere lo spettatore dentro alla Passione di Cristo. Il film di Gibson è un’opera d’arte in movimento: la cinepresa racconta con straordinario realismo tutti i momenti della passione, dall’orto degli Ulivi al Golgota."

    Noi abbiamo cercato di guardare il film in quanto tale, come oggetto di studio e analisi, e ciò che abbiamo ricavato è l’immagine di un film morboso ed esasperatamente violento. Se la grandezza di Cristo sta solo nell’aver sopportato i patimenti descritti nel film, a mio avviso (persona atea ma che ha sempre ammirato l’uomo Gesù), si fa un grandissimo torto alla sua figura. Un film che di realismo ha solo una patina che si manifesta giusto nella violenza esasperata ma che non si riscontra poi nè nella caretterizzazione, a volte grottesca, dei personaggi nè nell’uso della macchina da presa (il rallenty è ciò che più è distante dal realismo)nè in una vera e scentifica ricostruzione storica dei fatti. Forse il film è un atto di fede da parte di Gibson (che gli ha fatto guadagnare un bel pò di soldi) ma la figura del suo Cristo assomiglia in maniera preoccupante, a nostro avviso, a quella del protagonista di Brave Heart anche lui sottoposto a crudeli e estenuanti torture.

    Non vorremo che il film fosse la manifestazione di un irrigidimento e una involuzione del pensiero cristiano in un momento di contrapposizioni nette con altre culture che stiamo vivendo in questi giorni. Eppure non possiamo non farci venire in mente questi pensieri se un film assolutamente scadente come The Passion riscuote tanto successo.

      > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
      2 aprile 2004, di : Alessandro Mirri

      A mio modo di vedere il rallenty usato in particolari situazioni è ciò che più è vicino al realismo di un avvenimento. Il suo scopo è evidenziare il significato radicale di un’azione, di un evento... di mostrare con tutto il potere visivo possibile la forza di un gesto e/o del’espressione di un volto nell’atto di compiere un gesto che sta cambiando le sorti di una vicenda. La stessa scena a velocità normale ha meno impatto, per quanto possa essere forte. Resta una scena importante ma meno significativa in quanto l’intensità dei protagonisti e quindi il loro coinvolgimento vengono in parte sfumatai dalla velocità dell’azione.
        > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
        2 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

        Indubbiamenre il rallenty ha un impatto emotivo significativo ma da qui a dire che è realistico il passaggio è praticamente impossibile. Se lei mi dice che il dadaismo è un movimento realistico posso prendere in considreazione l’idea che lo sia anche il rallenty. Nella "grammatica" del cinema il rallenty è sempre stato considerato (in quanto impossibile all’occhio umano) uno strumento non-realistico. Sono per le teorizzazioni di un famoso pensatore di cinema come Bazin che, riguardo al cinema realistico, trovava come suoi elementi principali il piano sequenza e gli obiettivi a focale corta che erano più simili alle possibilità della visione umana.
      > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
      12 aprile 2004, di : chiara

      Vorrei sapere da ignorante,il significato da me non bene compreso,dell’immagine di satana con in braccio il bambino.Grazie1
        > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
        12 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

        Mi spiace deluderla ma non ho come soddisfare la sua richiesta. Nei vangeli Satana non compare... si figuri con in braccio un bambino demoniaco... Direi che è una delle tante "licenze poetiche" che il regista si è voluto prendere per rendere la vicenda più appassionante e di maggior impatto visivo.
          > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
          13 aprile 2004, di : Stefano

          Mi spiace che non ci sia qualcuno che abbia conoscenza in materia per poterVi rispondere. Comunque qui torniamo alla difficolta che tu più volte in questo forum riconsoci di ditinguere l’opera dal contenuto. "Nei vangeli Satana non compare... si figuri con in braccio un bambino demoniaco... Direi che è una delle tante "licenze poetiche" che il regista si è voluto prendere per rendere la vicenda più appassionante e di maggior impatto visivo." Continuiamo a dire nei "Vangeli"... ma come gà ho scritto non sono solo i Vangeli l’unica fonte attendibile e certificata dalla Chiesa. Guardiamo le lettere Apostoliche, gli ATTI, e tutta una letteratura dei primi anni del Cristianesimo. Capisco che come non credente ti risulti difficile rispondere, ma o accetti il contradittorio sul tema o meglio lasciar stare certe frasi... Il Demonio ha accompagnato Cristo da quando ha iniziato la Sua opera fino alla Sua morte... il fatto che non se ne parli nei Vangeli.... CHE VUOL DIRE.... noi sappiamo che è così, perche crediamo nell’opera subdola del Demonio nella nostra vita... Il fatto che il demonio compaia con un bambino già vecchio in braccio durante la via Crucis di Cristo, credo (ed è una mia libera interpretazione) che stia a significare che Cristo è venuto a fare tutte le cose nuove, e al contrato il demonio che invece porta alla morte... lo stesso figlio appena nato è già vecchio...
            > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
            13 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

            Ok... nelle mie prossime letture (ormai il Vangelo lo tengo sulla scrivania) ci saranno anche gli Atti degli Apostoli... dobito di trovarci il demonio con un bambino fra le braccia... comunque lei ha sicuramente ragione nell’affermare che le fonti a cui si ispira Gibson sono varie. Cosa che a me interessa molto e che dovrebbe fare capire alcune cose delle intenzioni del regista. Infatti avverto che sia stato fatto un montaggio di tutte le fonti a disposizione (avevo gia’ rammentato le visioni di una mistica dell’800 fra le fonti di Gibson) per trovare tutto ciò che fosse più crudo e duro e violento. Sia ben chiaro che è lecito fare un lavoro del genere e dare una propria interpretazione... ma è anche suscettibile di critiche poiche crea un senso ed un significato altro rispetto agli originali.
        > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
        19 aprile 2004, di : Paolo

        Risposta di Mel Gibson circa la visione di Satana col bambino, comparsa su un giornale americano: «Credo che il diavolo sia reale, ma non credo si mostri troppo spesso con corni, fumo e coda biforcuta. Il diavolo è più intelligente di così. Il male è fascinoso, attraente. Sembra quasi normale, quasi buono. Ma non del tutto. Questo è quello che ho cercato di fare col diavolo nel film. La faccia dell’attrice è simmetrica, in un certo senso bella, ma non completamente. Per esempio, le abbiamo rasato le sopracciglia. Poi l’abbiamo ripresa quasi sempre al rallentatore, così che non la si vede battere le ciglia, il che non è normale. Nel Getsemani abbiamo fatto il doppiaggio con una voce maschile, anche se l’attrice è donna. Questo è ciò che fa il male, prendere qualcosa che è buono e travisarlo un po’». Nella scena della flagellazione Satana compare tenendo in braccio la caricatura mostruosa di un infante. «Di nuovo», incalza Gibson, «è il male che distorce ciò che è buono. Cosa c’è di più tenero e bello di una madre e un bambino? Così il Diavolo prende questo e lo distorce solo un po’. Invece di una madre e un figli normali si ha una figura androgina che tiene un "bambino" di 40 anni con i capelli di dietro (??? ... forse errore di traduzione per "con i peli sulla schiena")»
          > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
          19 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

          Almeno adesso abbiamo l’interpretazione dello stesso regista per cercare di capire... anche se le intenzioni non hanno poi un grande significato. Ciò che conta e il risultato finale. In questo caso un’immagine del tutto personale, completamente estranea ai Vangeli e, a mio avviso, significativa del modo assolutamente personale con cui Gibson ha riportato la vicenda. Un modo che costituisce se stesso di immagini dure, provocatorie, da incubo a occhi aperti o da visione mistica. In questo il regista è da apprezzare, cioè nel coraggio e nella coerenza con cui ha portato avanti il suo discorso. Quell’immagine poi verrà interpretata, come tutto il film, da ogni singolo spettatore in maniera diversa. Grazie Paolo per questa segnalazione.
      > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
      14 maggio 2004, di : giancarlo padula

      La questione di fondo, nel focalizzare bene la figura di Gesù Cristo nel film di Gibson sta nel fatto di capire chi Cristo e cosa sta facendo. Se durante la vera Passione e Via Crucis fossero esiste le telecamere fossero state puntate su tutta la vicenda avremmo visto le stesse cose. Il punto è capire che quell’uomo non è solo un uomo ma Dio. L’errore di interpretazione sta in questo: se quell’uomo fosse stato solo un uomo: un martire che so, della patria, o semplicemente un uomo condannato ingiustamente i avre condiviso tutte le critiche fatte. Perchè lo spettatore non può essere bombardato da tantre scene violente su un martirio. Ma nel caso della Passione di Gibson, quell’uomo rapèpresenta Cristo. E’ nel piano divino che il Figlio Unigenito faccia quella fine-resurrezione. Perchè egli rappresenta il peccato dell’uomo. Di ogni uomo. Il peccato è così grave che per distruggerlo, Cristo deve farsi peccato egli stesso. Solo così si comprende. Perchè farlo vedere? Perchè tutti abbiamo peccato e siamo peccatori. Tutti. Ma Dio per amore nostro trattò Cristo da peccato. E’ un atto "folle", incredibile (e anche misterioso) d’amore. Perchè Dio non ha perdonato l’uomo (Cristo è il nuovo Adamo e finisce sulla croce per ristabilire l’ordine delle cose create, sconmvolte dal peccato originale e da tutti quelli a seguire) solo con un atto di misericordia ma è dovuto passare per la Passione? Questo è un mistero.Fatto che che Dio stesso decide di farsi uomo (e’ già questa una umiliazione di per se) e poi di consegnarsi agli uomini perchè lo immolassero come un agnello. Ma c’è anche un altro personaggio non di poco conto che fin dalla creazione del mondo vuole distruggere tutto. Satana. Il nemico di Dio e dell’uomo e solo con la morte di Cristo (e definitivamente con il suo glorioso ritorno) viene sconfitto. ma perchè tutti si fermano alla Passione sconvolgendosi e nessuno si sofferma sulla Resurrezione che è ancora più sconvolgente. Se Cristo è risorto, come lo è, nulla è più come prima. Se un uomo morto e morto così risorge, nulla è più come prima! La morte è sconfitta. Dunque ne vedremo delle belle!

      Giancarlo Padula, autore del libro:

      I Segreti della Passione di Cristo

        > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
        15 maggio 2004, di : Ugo Giansiracusa

        Vuole dire che ci sarà una seconda parte del film? ;) Mi scusi l’ironia... per fortuna, superato il primo momento di esaltazione dovuto all’uscita del film ora se ne potrebbe parlare con un pò piu’ di calma, anche se il tema della discussione, purtoppo, tende a cadere sul discorso religioso più che sullo specifico filmico di questo film in particolare. Tutto quello che Lei dice è nella dottrina cattolica, forse cristiana. Non so... forse il tentativo di spettacolarizare la vicenda della passione è assimilabile al lavoro fatto, ad esempio, da Lutero, che per far comprendere la Bibbia a più gente possibile la tradusse in tedesco. "Volgarizzare" (non in accezione offensiva) per far comprendere. Eppure, ho comunque notato, in diverse scene del film una sorta di compiacimento nel soffermarsi nelle immagini sanguinolente e truculente che non ritrovo nella dottrina, nè nella figura del Cristo. D’altronde sono quasi convinto che se ai tempi della Passione ci fossero state le telecamenre e la televisione sarebbe successo qualche sosa che avrebbe rovinato tutte le riprese... per l’appunto... Gesù è in buona parte un mistero e svelarlo in tutto è una cosa che si può fare solo individualemnte e il tentativo di comuncare questa "scoperta" non può che essere, in linea di massima, un fallimento. Perchè trasforma un messaggio universale basato sul mistero nella trasmissione di un pensiero personale che cerca di spiegare, a modo proprio, questo mistero. Mi sembra un’impresa realmente fallimetare. D’altronde non credo ghe Gibson si sia realmente avvicinato a questo mistero, a mio modo di vedere è solo riuscito a spettacolizzare l’immagine di superficie che copre la vera Passione. A mio modo di vedere... Saluti
> La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
1 aprile 2004, di : Pietro

Ho visto il film in una delle anteprime italiane e devo dire che mi dispiace leggere commenti da gente che probabilmente il film non l’ha ancora visto. Ma a parte questo vorrei soffermarmi su alcune considerazioni. Non capisco lo scandalo per le scene di violenza, come se la flagellazione e la crocifissione sarebbero state cose da niente ben sapendo invece la crudeltà dei romani in queste pratiche, fino a terrorizzare i popoli che conquistavano. Ma la cosa più importante è che questo film non si può vedere senza la fede, la fede in un Dio che si fa uomo e come tale accetta le conseguenze del peccato. S. Paolo dice che la conseguenza del peccato è la morte. Bene il film mostra qual’è la vera conseguenza del peccato e perciò più che parlare di un Dio sadico che si diverte a litri di sangue, parla dell’immenso amore di Dio che decide di donare se stesso, pagando Lui il prezzo del peccato. La flagellazione e la croce sono il segno dell’amore di Dio per l’uomo che proprio a causa della sofferenza dubita di Dio. Dio invece entra nella sofferenza e ci mostra la verità sul peccato, ma non tutto finisce lì perchè risuscitando ci giustifica da questa atrocità e ci fa suoi figli dandoci il suo Spirito. Un piccolo consiglio: leggetevi nella Bibbia ed in particolare nel profeta Isaia i brani dedicati al servo sofferente.
    > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
    1 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

    Come tutti gli articoli della rubrica di cinema anche questo su "La Passione di Cristo" è stato scritto dopo aver visto il film, ovviamente. Ed essendo questa, per l’appunto, una rubrica di cinema ed essendo noi che ci scriviamo degli "studiosi" di quest’arte cerchiamo di analizzare i film di cui parliamo nella maniera più oggettiva che ci è possibile. Il lettore che a cui rispondo afferma che "questo film non si può vedere senza la fede". E rispondo che se così è questo film è un fallimento totale (così come credo che sia). Poichè il cinema dovrebbe essere universale e a maggior raggione se l’argomento è la vita di Cristo. Ripeto che sono ateo e che comunque ho sempre ammirato il messaggio universale che lui ci ha portato, e nel momento stesso in cui questo messaggio mi vinene sottratto da un’interpretazione dei fatti che mi raccapriccia mi sento, per lo meno, offeso. Non ho mai parlato di un Dio sadico... a mio avviso di sadico c’è solo l’interpretazione di Gibson del fatto storico. Continuo a credere che la grandezza di Cristo stia soprattutto nella sua vita, non nella sua morte. Nelle sue parole di evangelizzazione e non nei suoi gemiti di dolore. Nelle carezze che lui ha regalato al mondo e non nelle frustate che il mondo ha donato a lui. Ai tempi dei romani in migliaia sono morti sulla croce eppure solo di uno noi celebriamo e ricordiamo la morte ma non certo perchè ha saputo morire da eroe, non certo perchè ha saputo sopportare meglio di altri la morte e la sofferenza ma per tutto quello che egli ha fatto e detto nella sua vita. Ma questo non interessa più a nessuno?
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      2 aprile 2004, di : Alessandro Mirri

      "questo film non si può vedere senza la fede" Non è vero, anzi questo film è stato fatto per suscitare emozioni negative o positive che siano a prescindere dal credo.

      "a mio avviso di sadico c’è solo l’interpretazione di Gibson del fatto storico" Un film racconta una storia per immagini... uno scritto evoca immagini nella mente di chi lo legge... Se si parla di flagellazione un film vero descrive per immagini la flagellazione: il "carnefice", la "vittima", la rabbia, il dolore e le ferite.

      Qui si parla delle ultime 12 ore di vita di Gesù, in cui è accaduto di tutto. Cosa pensate che provi un uomo quando viene crocifisso? E che tipo di persone pensate che siano coloro che lo flagellano, lo crocifiggono o lo trafiggono? Pensate che lo facciano con la leggerezza di un personaggio da cartone animato? ... viene liberato Barabba al posto di Gesù per invocazione collettiva... del popolo... che cosa pensate che accada quando un gruppo di persone si accanisce verbalmente e/o fisicamente contro un individuo? ... quali emozioni suscita il tradimento di una persona una volta che ti accorgi di aver sbagliato tutto e che in fin dei conti la tua vita è servita per distruggere l’unico lume di speranza in un tempo di violenza e incertezza? ... Quante testimonianze abbiamo di come i Romani erano soliti punire o giustiziare i colpevoli di crimini verso l’Impero! ... Se sul Vangelo c’è scritto che Giuda si impiccò, in che modo un uomo pentito, distrutto psicologicamente e con la morte nel cuore pensate che possa andare in contro alla morte? Con passo sicuro e pienamente coscente o con affanno, rimorso, dolore e pensieri che gli devastano la mente? Sugli Atti degli Apostoli c’è scritto che nell’atto d’impiccarsi il suo ventre si squarciò e fuoriuscirono le viscere (scena che ad esempio nel film è stata probabilmente evitata con cognizione di causa). ... Un chiodo in un polso! Ma vi rendete conto di cosa significhi? Di ciò che provoca in chi subisce questo strazio e cosa implichi per chi commette questa azione? ... Una lancia in un costato! Avete idea di cosa significhi subire o infliggere una ferita con un arma da punta o da taglio? Un’arma bianca per intenderci.

      Dove sta il sadismo nel racconto per immagini della passione? Un film storico, un film documentario, un film passionale... Lasciamo stare il sadismo... contano i fatti... i fatti sono che un uomo è stato tradito, catturato, seviziato, crocifisso... in un epoca storica ben definita, suscitando reazioni in un contesto sociale devastante in cui l’esistenza di un popolo è minacciata dall’Invasore e da un conflitto interno generato dal messia di una nuova era... io porto la pace... io porto la spada...

      Lasciamo stare i preconcetti... Un film realistico sullo sbarco in normandia deve mostrare la violenza della guerra... un film realistico sull’olocausto deve mostrare paura, crudeltà e sadismo... un film realistico sulle ultime dodici ore di Gesù deve rappresentare il martirio di un uomo così come dovrebbe essere stato dalle testimonianze e gli scritti in possesso della nostra generazione... deve mostrare un uomo che contro tutto continua ad andare avanti non voltandosi mai indietro... per tutti noi... deve mostrare la passione di coloro che gli volevano bene e che avevano fatto propria la luce del credo professato... deve mostrare la passione di coloro che tentavano di tenere unita la cultura di un popolo incentrata sulla credo nell’Unico Dio dall’invasore romano che voleva questo dio nel proprio pantheon come erano soliti fare con ogni popolo conquistato, la passione di coloro che si sono sentiti minacciare da un sovversista che affermava: l’uomo non è fatto per il sabato, ma è il sabato che è fatto per l’uomo... ... deve mostrare la passione di coloro che furono i carnefici di Gesù, di chi lo condannò, di chi se ne lavò le mani, di chi lo flaggellò, di chi lo crocifisse per mantenere il controllo di una delle regioni più turbolente dell’Impero, da sempre... ... deve mostrare la passione di un epoca devastata da tumulti interni, da cambiamenti interiori imponenti destinati a cambiare il credo, la fede e la vita di nazioni intere...

      Questo è LA PASSIONE DI CRISTO a prescindere dal credo di una persona.

      p.s.: non sono credente, ma se solo fosse vero quello che ho visto, se solo fosse vero... il figlio di Dio, Dio nella sua trinità, che va incontro alla morte, volontariamente, un passo dopo l’altro della sua esistenza per trasmettere un messaggio di speranza e di amore a tutti noi... Quanto meno il film mi ha fatto pensare e scrivere di getto la mia opinione quasi come se fossi stato chiamato in causa personalmente. Se lo scopo del film era quello di far pensare, schocckare, sucitare emozioni noi tutti (chi è a favore o chi è contro) siamo la testimonianza reale del suo successo.

        > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
        2 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

        Qui si comincia ad esulare il mio ambito di ricerca. Io sono uno studioso di cinema non un teologo che può affermare o meno se il film sia corretto e vicino ai vangeli. Non uno storico che può dire se il film sia una ricostruzione fedele o meno. Non un sogiologo che possa dare chiarimenti sul fenomeno sociale che il film sta provocando. Io posso solo ribadire ancora una volta ciò che ho espresso nel mio articolo. E cioè che i personaggi sono, per lo più, piatti e schematici che di tutte le ultime 12 ore di Cristo il film propone essenzialmente quelle legate alle torture in una scelta voluta e volontaria di esasperare la vicenda, che le motivazioni dei vari personaggi non sono indagate nella loro complessità, che il film è monotematico e schematico fino alla banalità. Di fatto ognuno degli spettatori innesta la visione del film a suoi personali vissuti e pensieri e sentimenti che ne amplificano e ne rendono unico il significato. Come avviene in qualsiasi momento di incontro fra opera e fruitore. E’ ovvio che su una tematica complessa, e universalmente conosciuta, come quella della vita e della morte di Gesù le impressioni e le idee che ne vengono fuori sono di un’icredibile varietà. Il dibattito, anche all’interno della stessa chiesa cattolica è molto acceso a riguardo e le posizioni non potrebbero essere più variegate. Mi piacerebbe restare legato al testo filmico e non addentrarmi su territori che non non mi competono. La mia critica sullo stile e sull’estetica e sulla costruzione sul film (in quanto tale) è e rimane negativa. Lascio ad altri i pensieri sulla teologia la storia e la sociologia.
      > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
      13 aprile 2004, di : STEFANO

      Scusami Ugo Giansiracusa, ogniuno di noi può vedere Cristo come vuole e tu dici "Continuo a credere che la grandezza di Cristo stia soprattutto nella sua vita, non nella sua morte." E’ altrettanto vero che chi ha riportato la Vita e la Passione, la Morte e la Resurrezione di Cristo, forse non la vedeva come la vedi tu. Per un Cristiamo, se Cristo fosse stato un uomo qualunque (quindi non il Figlio di DIO) e avesse fatto e detto comunque tutte quelle cose, non avrebbe alcun senso, e sopratutto non lo avremmo ricordato dopo 2000 anni. Cristo è colui che è, propio perchè fattosi UOMO, patì e morì come uomo... e Resuscitato a sconfitto per noi tutti la MORTE (il peccato). Un Cristo che non soffre e non Muore, e sopratutto che non Risorge... a chi serve?
        > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
        13 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

        Come ho letto in un articolo di una persona un pò più esperta di me di religione la Passione è tutta la vita di Gesù dal momento in cui nasce e si fa uomo. Mi sento di condividere questa idea. Farsi uomo significava, di per se, accetare la morte e le sofferenze che la nostra umana essenza ha in se. Le sofferenze delle ultime 12 ore sono più che altro un simbolo. Tante volte Gesù afferma che quelle violenze gli sono fatte perchè il Padre le vuole e che gli uomini da soli non avrebbero potuto fare tanto. Ma qui si entra in ambiti troppo complessi e problematici. Basti dire che la mia non è un’idea nata dal mio non essere cristiano poichè anche diversi credenti hanno lo stesso modo di vedere.
          > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
          13 aprile 2004, di : Stefano

          Credo di poter condividere con te l’affermazione che tu fai "che Passione è tutta la vita di Gesù dal momento in cui nasce e si fa uomo". Però rispettando il tuo pensiero, mi sento di poter dissentire nella tua affermazione: "Le sofferenze delle ultime 12 ore sono più che altro un simbolo." Se non ci fossero state, e se Gesù fosse passato alla morte senza tutte quelle sofferenze, il senso profondo di tutto il Cristianesimo andrebbe a farsi friggire... per così dire. So e capisco che la sfera religiosa di ogniuno di noi è molto personale e va sempre e comunque rispettata, ma per finire ti invito se puoi e vuoi a leggerti: Isaia, dal versetetto 13 del capitolo 52, fino al versetto 12 del capitolo 53. E’ una scrittura del vecchio testamento, e parla della venuta del Messia. Questo darà senso anche al perchè Cristo ha dovuto morire come è morto.
            > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
            14 aprile 2004, di : j

            Ti ringrazio per la segnalazione. Metterò la Bibbia accanto al Vangelo sulla mia scrivania e cercherò di colmare la mia ignoranza in campo religioso cristiano dovuta al fatto che ho seguito una sola lezione di catechismo in vita mia e poi ho preferito andare a giocare a pallone ;) Però ti chiedo di fare finta anche tu di non sapere nulla di Gesù e di ripensare al film in quest’ottica... ti avrebbe dato e insegnato qualcosa? Pensaci in maniera veramente oggetiva. Grazie per questa discussione!
              > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
              14 aprile 2004, di : lucia

              Scusi signor Ugo..ma credo che a parte il fatto che sia impossibile non aver sentito parlare di Cristo...credo che anche in questo assai remoto caso il film abbia insegnato anche a me povera ignorante quanto sia stato grande l’amore di questo Uomo (Dio) per le sue creature
                > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
                15 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

                Ragionamento un po’ troppo "cristianocentrico"... credo che una persona media del Giappone, della Cina, dell’India, di tanti stati africani (solo per fare qualche esempio) ne sappiano di Gesù più o meno quanto io e lei ne sappiamo di Buddha dello shintoismo e di Maometto... cioè praticamente nulla. Lei "povera ignorante" vive in uno dei paesi più cattolici del mondo dove le insegnano la religione anche a scuola... lei come me siamo imbevuti di cultura cristiana... non è un caso che in italia il film abbia incassato di più che nel resto dell’europa tutta insieme... ma farò una ricerca per vedere quanta gente è stata convertita da questo film ;)
                  > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
                  15 aprile 2004, di : Polly

                  Allora la persona media del Giappone, della Cina, dell’India ecc ecc dovrebbe andare a cercarsi un po di libri, a chiedere in giro, e informarsi per quanto possibile sull’argomento, esattamente come faccio io quando non conosco qualcosa... La solita polemica sul Cattolicesimo e della religione a scuola poi da lei non me l’aspettavo: sento questi discorsi da quando sono nata, trovo incredibile che ci si debba quasi difendere perche si è religiosi: le vorrei ricordare che non è un reato.
                    > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
                    16 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

                    Per piacere Polly non mi contraddica qualsiasi cosa dico ;) Non vedo perchè i non-cattolici hanno il dovere di conoscere bibbia e vangeli e i noi non il corano o i veda (ha mai letto il corano? Quanti di noi lo hanno fatto?). E per quanto riguarda la religione a scuola la mia era una constatazione non una polemica. Credo che non mi si possa contraddire quando dico che nelle nostre scuole si insegna la religione, essenzialmente cattolica. Considero un dato di fatto che la nostra cultura sia impregnata di cristianesimo (se questo sia positivo o negativo non sta a me dirlo).
                      > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
                      16 aprile 2004, di : Polly

                      Scusi, ma se si tiene un forum su internet è ovvio che ci sia gente che contraddica... Io sono tra quelle che riterrebbero giusto far studiare veda, corano, bibbia, vangelo ecc nelle scuole perchè la religione riguarda le società, tutte, non meno dell’economia e della politica.
                > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
                16 aprile 2004, di : giulia

                ciao a tutti ho visto il film qualche giorno fa e senza dubbio ora guardo il crocifisso in modo diverso.Mi sono resa conto di non aver mai capito quanto Gesù abbia sofferto per noi,certo ho solo vent’anni e a molte ragazze della mia età neanche interessa saperlo.Non ritengo che il film sia antisemita;tutti sono colpevoli e nello stesso tempo nessuno, ogni cosa era all’interno di un progetto più grande di noi....non credo che la passione di Gibson sia così lontana da quello che è stato anche se lascia senza fiato.Cerchiamo di comprendere meglio le parole di Gesù e la sua sofferenza pittosto che misurare i litri di sangue versati nel film. ciao
      > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
      15 aprile 2004, di : bonera

      "Continuo a credere che la grandezza di Cristo stia soprattutto nella sua vita, non nella sua morte".

      È appunto questo che le impedisce di cogliere il senso della narrazione evangelica come della tradizione cristiana che il film sottende. Lei fa di Cristo un maestro morale, che rispetta, ma non capisce. Ma proiettare il proprio punto di vista su testi e film, può non essere un buon metodo ermeneutico. Accetti le critiche riflettendo sul fatto che la visione del film pone allo spettatore proprio la questione essenziale del cristianesimo: se tale morte sia esperienza accaduta a Dio stesso o meno.

      D’altra parte, non la vita, ma la morte in croce - quella morte - caratterizza il Dio cristiano tra mille divinità che pure sono vissute, morte ed anche risorte, come bene insegna la storia delle religioni. Fu proprio quella morte accettata in quel modo a far riflettere i primi discepoli.

      Infine, volendo dire la mia, il film mi pare affermi il primato della pietas sulla violenza. Suscita sdegno, rabbia, pietà e infine compassione. Probabilmente, anche altro, in chi già di suo coltiva pessime inclinazioni. Ma tutto ciò che l’autore inserisce nella narrazione evangelica apre su rappresentazioni femminili di grande pietà e compassione.

      Forse il film disturba: ben venga. In un mondo dominato dal dolore e dall’arroganza, fa bene ricordare quanto sia orrendo sottostare alla malvagità e provare ancora pietà per se stessi e per gli altri.

        > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
        15 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

        Non rispondo alla prima parte del suo intervento perchè nella mia testa non è concepibile l’idea di un Dio che muore...e che muore senza fare scomparire l’universo intero. No, non capisco.Lasciamo perdere discussioni che contappongono la fede alla ragione... Rispondo alla seconda parte del suo intervento dicendo che se il film le ha dato veramente qualcosa di positivo non può che farmi felice. Spero che questo senso di pietà si manifesti non solo per il Dio che si fece uomo e che morì in croce ma anche per gli uomini che restano uomini e muoiono sotto le bombe o per fame o perchè non hanno medicine. Chissà se Gibson con la sua grande fede e questi stupendi ideali donerà qualche spicciolo fra i miliardi che ha guadagnato per fare questo mondo migliore non solo virtualmente.
    > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
    3 aprile 2004

    Grazie alle dure imagini che i reporter di guerra spedivano in America riguardo ciò che stava succedendo in Vietnam, la gente ha aperto gli occhi e la contestazione si è diffusa in tutta la società americana.Quella guerra maledetta è finita. Vedere in faccia quello che 2000 anni fa è accaduto al figlio di Dio , vittima innocente dell’essere umano che giudica e uccide i suoi fratelli ha un immenso valore spirituale: ecco la conseguenza della tua violenza , ecco i risultati delle tue guerre, ecco la brutalità delle tue bombe. Non credi sia abbastanza?Non credi sia stato rivoluzionario consegnare al pubblico l’icona di un Dio che soffre da uomo e che difronte la violenza subita perde la sua "divinità" e si riduce a carne da macello?Non credi ci faccia rendere conto di come l’uomo sappia devastare la sua stessa umanità?Di come sia pronto a trasformare un campo di grano in un cumulo di polvere, la casa di una famiglia in un pasticcio di fango, il corpo di un bambino in un mostro mutilato?
      > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
      3 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

      Quello che lei dice sarebbe giusto se non fosse che, a mio avviso, è estraneo al film. Sono elementi legati alla figura di Gesù ma che non ho ritrovato in "La Passione di Cristo". Tutto ciò che lei ha riconosciuto nel film non era nelle immagini a cui ha assistito (se lo ha visto) ma in lei stesso.
> La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
4 aprile 2004, di : Gianni ( Miami - USA )

Ho gia’ visto il film 2 volte, visto che la prima volta ho dovuto piu’ di una volta abbassare lo sguardo, non potendo reggere all’emozione di scene tipo la flagellazione e crocifissione di Nostro Signore. Questo film ha suscitato grandi divisioni di opinioni, critiche, e ovviamente un’infinita’ di pareri favoreli, non piu’ ne meno di cio’ che accadde duemila anni all’epoca degli eventi reali. La persona di Gesu’, nonche’ la sua natura divina, non puo’ che far scaturire queste reazioni tra la gente, troppo drastico e’ il suo messaggio per lascirci indifferenti. Per quanto mi riguarda, il film e’ simplicemente sensazionale, e la scelta di far recitare nelle lingue bibliche del tempo e’ stata una grande intuizione di Mel Gibson. Non capisco perche’ tante critiche sulla eccessiva violenza del film, sicuramente meno di tanti altri film di guerra o del genere horror. Complimenti Mr. Gibson, 2 thumbs up !!
> La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
10 aprile 2004, di : annetta73

Gent.le sig. Giansiracusa, sono andata a vedere il film mercoledì scorso... certo è forte , ma sicuramente non è fastidioso,noiso,disturbante e gratuitamente violento...forse tutto ciò si "potrebbe desumere" da una visione superficiale e poco attenta come, per sua stessa ammissione, è stata la sua! Quello che abbiamo visto è un sacrificio, anzi, IL sacrificio d’Amore più grande che noi Cristiani abbiamo avuto l’onore di avere in dono...e lo abbiamo avuto attraverso le sofferenze crudeli di Gesù... A mio avviso, questo ci deve far riflettere; dobbiamo andare oltre la visione del sangue che schizza in faccia ai flagellatori, e riflettere che attraverso quegli spasmi noi saremo salvi... Anche io ho letto i Vngeli e non ho letto nulla su Barabba che grugnisce o sul bunging jumping con le catene!!! Però non ho letto nulla neppure sullo stato d’animo della Madonna o di cosa ha fatto dopo aver deposto Gesù nel sepolcro... Mi sono sempre chiesta cosa mai potesse pensare o fare Maria quel sabato santo di 2004 anni fa... Io la immagino sofferente,ma piena di fede per la imminente Resurrezione; e se io fossi stata una regista australiana di grande talento e afferamata, avrei mostrato una Maria che , ardente di fede, pregava Dio e rincuorava gli Apostoli assicurando loro la venuta di Cristo il giorno dopo... Invece sono solo una ragazza che un mercoledì sera è andata a vedere il film e , anche se non l’ha riscontrata nella sua "distratta" lettura dei Vangeli, ha apprezzato il salto nel vuoto con catene, i bambini-diavoletti... e che dire del corvo che fa "brunch" con l’occhio del fellone??? Sono interpretazioni di un regista che dopo 12 anni ha avuto l’abilità di rappresentare insieme a quello che fu... Non metto in dubbio e nemmeno mi permetterei di giudicare la sua preparazione in ambito cinematografico, ma come semplice spettatrice ( e pessima cristiana...)ho apprezzato le interpretazioni dei vari attori, Pietro mi ha commosso con il suo rinnegare Gesù, la Maddalena... e che dire della diavolessa/Celentano?? Credo che anche se solo con sgurdi inqietanti abbia contribuito molto ad "inspessire" questo film... Perciò, il mio consiglio è di andare a vedere il film, anzi di GUARDARE e ASCOLTARE il film che dietro il sangue e dietro i brandelli di carne PALESA il grande desiserio di Gesù di voler abbracciare quella croce
    > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
    11 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

    Gentile lettrice Per quanto molta gente abbia apprezzato, come lei, l’interpretazione di Gibson della Passione mi è doveroso notare come questo sia avvenuto soprattutto in persone credenti... Da qui la mia idea che la propria fede personale abbia spesso avuto una funzione di "cassa di risonanza" che ha accentuato notevolmente la portata del film in questione. Per fortuna non sono il solo a non aver apprezzato il film (e anche se lo fossi stato non mi sarei certo ricreduto). Come film, a mio avviso, non ha quasi nulla di meritevole e il mio giudizio peggiora se si passa da un piano puramente "estetico" all’anilisi del messaggio vero e proprio. Lei vorrà scusarmi se credo che non siano state le sofferenze di Gesù ad averlo fatto così grande ai nostri occhi... e il fare un film solo su queste sofferenze è tentativo di fare passare una visione e un’idea di Cristo che mi sembra lontana dal vero messaggio che egli ci ha donato.
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12 aprile 2004, di : Polly

Ho visto "The Passion" ieri sera e vorrei esprimere a riguardo le mie opinioni, pressoché in totale disaccordo con quelle del Sig. Giansiracusa. Mel Gibson ha dichiarato espressamente la sua volontà di "turbare" lo spettatore attraverso la visione del film: questo è già un punto a suo favore, le assicuro che l’intera sala ne era colpita, e molto profondamente. E’ vero, il regista ha esageratamente calcato la mano in certi episodi, onestamente difficili da guardare, ma l’idea di fondo, ovvero la testimonianza quasi "tangibile" delle sofferenze di Gesù, è resa in modo brutale ma efficace. Per quanto sia appassionata della materia, non ho ovviamente la competenza necessaria per giudicare il film dal punto di vista teologico ma, storicamente, mi pare ci siano molti riscontri con quella che doveva essere la realtà del tempo: la crudeltà dei Romani nei confronti delle popolazioni sottomesse è nota, la flagellazione non doveva (purtroppo) discostarsi di molto da quella rappresentata nel film (il tipo di frusta a "pallini" era una crudeltà tipicamente romana, riscontrabile in molte testimonianze e anche nella Sindone), l’esitazione di Ponzio Pilato, la rozzezza dei soldati...dovrebbero essere certezze acquisite. Non ho capito semmai, la scelta di Gibson di far portare a Gesù l’intera croce, quando sembra certo che il condannato dovesse avere sulle spalle "solo" l’asse trasversale di essa e, l’uso dei chiodi nel palmo delle mani, essendo di gran lunga più probabile l’ipotesi della crocifissione ai polsi; non conosco il perchè di queste scelte, dovrebbe spiegarle il regista, ma non credo sia fondamentale per quello che vuole essere il "senso" vero del film. La pellicola NON vuole narrare la vita di Gesù e, infatti, ne ripercorre solo le ultime drammatiche 12 ore: il fulcro del film ruota intorno alla sofferenza, al dolore, alla morte di un Uomo dall’amore straordinario e unico, senza dimenticare i punti principali di quello straordinario insegnamento che ha rivoluzionato il mondo (nei frequenti flashback): l’accettazione di una simile tragedia sulle proprie spalle può appartenere solo ad Uomo straordinario che ha vissuto una vita straordinaria. Ho trovato molto bravi gli attori; è vero che il film ha pochi dialoghi (ma "fondanti") però si recita anche col corpo, la mimica, lo sguardo: Maria e Gesù che si guardano intensamente fino alla fine, esprimono più di mille parole. Bella la scenografia, "cupa" nei momenti più difficili, "luminosa" nelle scene felici, soprattutto in quella finale della Resurrezione. Trovo che il film non sia affatto "semplice" ma studiato nei minimi particolari; superficialmente tanta violenza può dare fastidio ma è il suo straordinario significato a renderla meravigliosa; penso che sia un grande film.
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    12 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

    Il fatto è che nei quattro vangeli, un totale di 75 versetti sono dedicati alla descrizione degli abusi fisici sofferti da Gesù contro, ad esempio, i 146 dedicati alla resurrezione... non c’è dubbio che per chi stava vicino a Gesù, e cioè i discepoli che poi hanno scritto i vangeli (almeno secondo la tradizione cristiana), quel tormento che il film racconta era cosa del tutto trascurabile rispetto ad altri momenti della vita del Cristo. Preferisco l’interpretazione di Luca, Matteo, Marco e Giovanni della Passione a quella di Gibson.
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      12 aprile 2004, di : annetta73

      ... allora aspettiamo di vedere la versione di "La Passione di Cristo secondo Giansiracusa"... :-).. Scherzo e mi piace farlo con lei... Anche io ho letto delle flagellazioni a “pallini” praticata dai romani come Polly ci ha detto e credo come lei che la flagellazione rappresentata nel film non si è discostata di molto da quella che sarebbe stata praticata a Gesù. Ho letto anche che la crocifissione praticata nel palmo della mano e non sui polsi non è stata casuale, ma voluta da Gibson che si è ispirato ad una quadro sulla crocifissione (…Caravaggio, credo…???) dove i chiodi avevano così trafitto Gesù Se lei, sigr. Giansiracusa, critica l’interpretazione dei vari attori, o l’ambientazione cinematografica secondo particolari riferimenti, ben venga, io non mi sento di poter ribattere o contraddirla. Sono una spettatrice e non una esperta di scenografia o quant’altro… Però non può parlarmi di una versione splatter del film, andiamo… Non voglio credere che la mia fede sia così grande da farmi andare oltre tutto quel sangue e vedere rappresentato il sacrificio … di un Uomo straordinario ( Polly docet…) Sono d’accordo con lei nel credere che non sono state le sofferenze di Gesù ad averlo fatto grande ai nostri occhi… sicuramente ha detto tante altre cose che io non so, ma posso immaginare… Ma allora aspettiamo altri film, sul figliol prodigo, su “ … chi è senza peccato scagli la prima pietra…”, ecc…. ovviamente sempre di regia Gibsoniana… ( ;-))) ) Se Gibson avesse fatto il film “La vita di Gesù… i sui primi 33 anni” e si fosse limitato a rappresentare la Passione ,allora si, sarei la prima a muovere tutte le critiche di violenza gratuita; ma ribadisco, da pessima cristiana e con tutta "la cassa di risonanza" che la mia fede può creare, che il regista ha voluto fare un film, anzi IL FILM, sulla Passione di Gesù, cioè, le ultime 12 ore di agonia di nostro Signore….a mio avviso c’è riuscito!!!
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        12 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

        Sono convinto che il film sia esattamente come Gibson lo voleva... e da questo punto di vista può sicuramente dirsi riuscito... Evidentemente le idee di Gibson sulla Passione sono troppo lontane dal mio modo di vedere e sentire per riuscire, anche solo minimamente, ad apprezzarle. E’ un modo di fare cinema che non mi piace ed è un modo di pensare che mi piace ancora meno. Ha in se un "estremismo" in cui non riesco a cogliere elementi positivi.
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          12 aprile 2004, di : Polly

          Certamente ognuno ha diritto di avere le proprie idee, Gibson e chiunque altro ma...la storia non dovrebbe essere storia e basta? Il film, come qualunque altra cosa al mondo, può piacere o meno ma non comprendo l’accusa di "estremismo": in cosa il regista sarebbe estremista? La flagellazione quella era, mostrare una verità storica è da estremisti? A proposito...l’accusa di antisemitismo la capisco ancora meno e, poichè forse mi sono sfuggiti certi particolari, chiedo a lei di indicarmi quali sono le sequenze del film che mostrerebbero il presunto antisemitismo di Gibson... Non è forse un fatto storico e documentato lo zelo con cui i sacerdoti del Tempio, Caifa soprattutto, si preoccuparono di far crocifiggere Gesù? Non credo che la scellerata decisione di pochi possa farsi ricadere su un popolo intero...o no?
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            13 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

            Estremismo nel senso più ampio del termine. Immagini estreme, un taglio estremo dato alla vicenda, forse anche una fede estrema... Per quanto riguarda l’accusa di antisemitismo credo che sia dovuta più al MODO in cui gli ebrei sono rappresentati nel film che non alle loro azioni. E’ una cosa sottile che si nota nella scelta dei volti, dei modi di atteggiarsi, nel modo schematico in cui vengono rappresentati, nel modo di pronunciare le battute. Se guarda un film come Il Vangelo Secondo Matteo di Pasolini si accorgerà che pur dicendo le stesse cose e compiendo le stesse azioni l’immagine che si ha degl ebrei è completamente diversa... Non si parla certo di antisemitismo di stampo nazista o di una discorso antisemita strutturata quanto di qualcosa che traspare, involontariamente e inconsciamente... E’ curioso notare come il padre di Gibson abbia spesso fatto delle dichiarazioni sconcertanti sulla non-esistenza dell’olocausto che Mel non ha mai contraddetto o smentito... ma questa è piu’ che altro una nota a margine... anche se triste.
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              13 aprile 2004, di : Polly

              Mah, non sono assolutamente d’accordo. Non trovo il film né antisemita né estremista. La "folla" di Ebrei potrebbe essere stata descritta feroce o informe o crudele come spesso purtroppo le folle hanno mostrato di essere, in tutti i popoli (sono appassionata anche del periodo della Rivoluzione Francese, le assicuro che la "folla" non era molto più buona ma non per questo si è "antifrancesi"...) Quanto alle dichiarazioni del padre di Gibson non credo sia giusto farne una colpa al figlio...insomma, mi sembra che alla fine la pellicola contenga solo un messaggio positivo.
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                14 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

                Vorrei quasi farti un test... quando guardi un film di Hollywood riesci a capire chi è il "cattivo" appena lo vedi comparire sullo schermo? Sono sicuro che potresti riconoscerlo anche senza sonoro... Semplicemente guardando il suo viso, il modo in cui si muove, le espressioni che fa... Io dico che anche se tu non avessi conosciuto la storia di Gesù e avessi il film "La passione di Cristo" senza sonoro avresti individuato subito i "cattivi"... pensaci. Solo che gli ebrei non erano cattivi, come non lo erano i romani... pensi che se Gesù ritornasse oggi sulla terra avrebbe un trattamento migliore? Quando cito il padre di Mel non lo faccio per fare ricadere su di lui le parole del genitore ma solo per chiarire l’ambiente in cui si è formato...
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                  14 aprile 2004, di : annetta73

                  Chiedo scusa se mi intrometto ,ma lo faccio perchè forse non ho capito; cosa intende quando dice: " Solo che gli Ebrei non erano cattivi come non lo erano i Romani!"? Una persona (romana, ebrea, musulmana, cattolica, bianca, nera, rossa... che sia!!!) che trova la forza di flagellare e bastonare per poi crocifiggere un’altra persona SIA O NON SIA GESù, oggi come 2000 anni fa, secondo lei non è cattiva????????? E’ normale che in un film "il cattivo" si riconosce anche senza sonoro... credo almeno nella maggior parte dei film dove esiste un buono e un cattivo!!! Ed è "normale" che a sembianze si avvicini molto di più al zio Fester degli Addams che a madre Teresa!!! E’ un dato assodato che gli Ebrei TUTTI non sono cattivi, che i Romani tutti non sono cattivi... Quindi??? Lei crede che Gibson abbia dato l’idea che tutti gli Ebrei e tutti i Romani siano brutti e cattivi??? Per quanto riguarda l’infelice dichiarazione del padre di Gibson, lei con il riportare tale affermazione ha voluto chiarire l’ambiente in cui si è formato? Bene... allora io le rispondo che Gibson ha la figlia primogenita suora... giusto per chiarire l’ambiente in cui vive e in cui i SUOI figli si sono formati...lontani dalle abominevoli dichiarazioni del nonno!!!
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                    15 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

                    Allora ripeto la domanda. Cosa direbbe la chiesa ufficiale cattolica e anche la tanta gente credente se oggi arrivasse qualcuno dicendo di essere il figlio di Dio, che la chiesa in cui si è creduto fino a quel momento è tutta sbagliata? E poi... i romani erano cattivi? E tutti gli eretici e le streghe torturate/i e bruciate/i vivi dalla chiesa cattolica? Non è questione di essere buoni o cattivi è di essere parte di una cultura e di un sistema. Per me non esistono la cattiveria e la bontà... sono concetti quasi infantili per descrive il mondo e il fatto che qualcuno cerchi di presentare una qualche figura all’interno di queste categorie di pensiero mi mette i brividi... Quindi dico che se anche il modo in cui sono stati presentati gli ebrei non voleva essere razzista è comunque un modo a-storico e a-critico di porsi il problema del motivo per cui ci sia stata quella determinata reazione contro una persona che andava bestemmiando (indubbiamente per la loro cultura ciò che diceva cristo era una serie di bestemmie) e che voleva stravolgere le fondamenta della cultura di quel paese. Ripeto che la chiesa cattolica, in altri momenti storici, ha inflitto lo stesso trattamento (se non peggiore) a tanta gente e per molto meno...
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                  14 aprile 2004, di : Polly

                  Io credo che nel caso di "The Passion" non sia necessario guardare i volti ma solo le azioni: tra chi fa uso di una frusta e chi la subisce non credo sia difficile individuare vittima e carnefice... Quanto ai Romani beh, hanno massacrato, cancellato, torturato, depredato intere popolazioni e culture in nome di una potenza imperialistica che più imperialistica non si può, non è mai stata "democratica" come la Grecia, artisticamente ha in gran parte copiato da popoli più grandi come Greci ed Etruschi e non è neppure vero che i Romani hanno codificato il diritto per primi, popoli molto più antichi lo avevano già fatto, ad es i Babilonesi. Il Cristianesimo ha sconfitto Roma con la Parola non con le armi; credo che Gibson abbia voluto mostrare soprattutto questo, la vittoria dell’amore sulla violenza.
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                    15 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

                    Il fatto è che le azioni hanno sempre delle motivazioni. Quali erano le motivazioni di chi ha mandato a morte Gesù? Gibson non si preoccupa di fornircele. Ci da solo il fatto nella sua brutalità senza una contestualizzazione. Se qualcuno le facesse vedere le immagini dell’esecuzione di Mussolini appeso a testa in giù senza spiegarle cosa c’è dietro si potrebbe anche provare compassione per quel disgraziato e pensare a quanto erano "cattivi" i suoi carnefici... L’esempio va, ovviamente, preso con le dovute differenze (era il terzo che mi è venuta in mente) ma il principio è lo stesso. Gesù era praticamente un rivoluzionario e nessuna cultura ha mai accettato tanto facilmente persone che minacciavano l’ordine costituito. La sua sorte non è stata peggiore di tanti altri uomini che hanno fatto molto meno di lui. Per quanto possa sembrare cinico lui ha avuto un "regolare processo" ed è stato condannato secondo le leggi in vigore in quella cultura. Da allora non abbiamo fatto tanti passi in avanti in materia se ancosa ci sono paesi (cristiani) che in nome di Dio mandano a morte i criminali. - e qui mi sa che avrò risposte di fuoco ma ben vengano -
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                      15 aprile 2004, di : Polly

                      Innanzitutto esprimo il mio dissenso riguardo alla presunta "giustificazione" che lei da’ della terribile (e non regolare) esecuzione di Mussolini; poichè non sono tra quelli che si dichiarano democratici, civili e giusti solo quando fa comodo, considero Piazzale Loreto una pagina orrida della nostra storia recente, ma sarebbe un discorso troppo lungo ed esula dal film (solo una domanda: lei farebbe vedere ad un bambino l’immagine della Petacci penzolante a testa in giù con le mutande in bella evidenza? Se il bambino le chiedesse perchè tanto scempio contro una donna NON politica e NON potente cosa risponderebbe?) Ma torniamo al film. Tutto quello che lei afferma, che io sia d’accordo o meno, non c’entra nulla col film, incentrato sulla Passione e basta. Gesù era molto più di un rivoluzionario se povero, senza eserciti, senza potere, senza ricchezze, in pochi anni di vita (a volte ci si dimentica che è morto giovanissimo) è riuscito a provocare, con la sola forza della parola e di un sacrificio senza pari, il più grande rivolgimento che abbia mai scosso il mondo (non per niente contiamo il tempo a partire dalla sua nascita, non da quella di Cesare, Alessandro Magno, Napoleone...)e non mi sembra poco. Se il Cristianesimo non avesse "sconfitto" la cultura romana forse avremmo ancora la schiavitù, le donne sarebbero considerate esseri inferiori e nella migliore delle ipotesi pazze...uguaglianza, solidarietà, fratellanza, giustizia (anche sociale), sono valori ereditati da Gesù non dai Romani, per fortuna. Il processo a Gesù non è stato affatto regolare: minacciava il potere di Caifa e degli altri sacerdoti del Tempio ma poichè non avevano il coraggio di farlo da soli hanno chiesto ai Romani, che in questo molti scrupoli non se li facevano, di farlo al posto loro... se per lei questo è regolare... Inoltre chiesero la pena più brutale, quella che si dava solo ai peggiori delinquenti, la sofisticata agonia sulla croce romana...abominevole per il peggiore dei criminali, si figuri per Gesù, da 2000 anni simbolo della NON VIOLENZA per eccellenza! Sembra strano, soprattutto dirlo in un periodo come questo, ma io credo che di passi avanti ne abbiamo fatti molti, la strada è lunga però alcune certezze nei diritti dovremmo averle conquistate. Le ricordo che non solo i Paesi cristiani adottano la pena di morte: non mi pare che i Musulmani se la passino meglio e neppure gli Ebrei di Israele (che mandano a morte anche gli innocenti...) Gli uomini usano da sempre la religione per scopi nefandi ma la colpa è della loro ipocrisia non della religione (intesa come "ogni" religione).
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                        16 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

                        Uff... io non "giustifico" l’esecuzione di Mussolini... io "comprendo" le motivazioni e i sentimenti che possono aver portato a quell’evento. Lei travisa le mie parole. Io le dicevo che per omprendere un fatto bisogna spiegare come ci si è arrivati. Certo che non farei vedere quelle immagini ad un bambino... come non gli farei vedere il film di Gibson! Che domande fa? Lascio perdere le altre cose che dice perchè non è una discussione che si possa fare in questa sede. Solo un’accenno, in quanto inerenti al film: il sinedrio non aveva il potere di condannare a morte, quindi ci si doveva rivolgere alle autorità romane. Non era una questione di coraggio. Seconda cosa: la pena di morte ai tempi era solo sulla croce. Così come ai tempi della rivoluzione francese era la ghigliottina. Non hanno scelto una forma particolare per Gesù, la croce era l’unico mezzo che si praticava.
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                          16 aprile 2004, di : Polly

                          Io ho semplicemente ribattuto alle sue affermazioni. Lo so anch’io che dietro le azioni ci sono delle motivazioni, non provengo da Marte. Quanto al processo a Gesù, che poi è ciò che più ha che vedere col film, mi permetto di ribadire ciò che ho detto. Qualche anno fa, all’università, dovetti fare una tesina sulle persecuzioni ai Cristiani; a meno che non abbia letto libri di incapaci, la tesi più accreditata è che i Romani abbiano DI FATTO condannato Gesù ma per VOLERE del Sinedrio...ognuno poi giudichi pure come meglio crede... Quanto alla pena di morte, i Romani avevano diverse "PROCEDURE", la croce era per quelli colpevoli dei peggiori delitti, per gli infami insomma. Se non mi crede, posso inviarle una sfilza di testi che lo affermano.
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                            16 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

                            Visto che siamo concordi sul punto che ci sono motivazioni che portano a un’azione non le sembra "superficiale" che queste motivazioni non vengano esposte come accade nel film La Passione di Cristo? A mio avviso è stato una grave mancanza di Gibson non dare al racconto una più ampia contestualizzazione e possibilità di comprensione. Per quanto riguarda la pena di morte a Gesù "voluta" dal sinedrio... bhe... se i romani hanno accettao il volere del sinedrio non lo hanno fatto certo perchè ne erano succubi. Mi mandi pure via mail tutte le fonti che mi possano dare una maggiore comprensione dell’evento jiansi@infinito.it
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        12 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

        A proposito... per tutto ciò che si vede nel film (cose tipo l’occhio pesto di Gesù o il chiodo nella mano) che non si riscontra nei vangeli, Gibson ha preso ispirazioni dalle viosioni di una mistica dell’800 - Caterina Emmerick -. A mio avviso questo dovrebbe essere esemplificativo del tipo di "realismo" del film.
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      12 aprile 2004, di : Polly

      Da semplice appassionata (non certo "esperta"), vorrei ricordare che, da accuratissimi studi fatti, sembra che gli Evangelisti abbiano VOLUTAMENTE trascurato di raccontare i particolari delle sofferenze di Gesù, TROPPO umane...solo la Resurrezione avrebbe fatto capire loro il significato vero di quelle sofferenze...E’ verissimo che l’essenza del Cristianesimo è nella Resurrezione, ma non è il tema che Gibson intendeva trattare (oltretutto è troppo complesso, teologico e per certi aspetti incomprensibile...), ma è sufficiente l’ultima luminosissima scena in cui Gesù torna alla vita, per destare anche nello spettatore un senso di sollievo; nella breve sequenza finale è racchiuso il "nuovo" del Cristianesimo.
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      12 aprile 2004, di : patrizia polla

      ho appena visto il film, mi è piaciuto anche se crudo nelle scene ... penso che sia da rammentare a tutti che gipson ha tenuto fede a quanto scritto dagli apostoli e per quanto qualcuno possa trovare troppo violento è la pura verità. basiamoci su questo quando lo si va a vedere patrizia
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        13 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

        Mi spiace contraddirla ma nei vangeli i riferimenti alle violenze subite da Cristo sono quasi inesistenti tanto che solo uno su quattro degli evangelisti parla di flagellazione, Giovanni, in questi termini: "Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare". Quanto, come, cone che mezzi, per quanto tempo? Non lo si dice, ciò che ha visto oggi è in larga parte frutto dell’immaginazione di Gibson e non tratto dai vangeli.
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          13 aprile 2004, di : Stefano

          Non voglio entrare nello specifico delle discussioni, fermo restando che io il film l’ho visto, e mi ha molto colpito. Mi sono sentito molto preso come Cristiano da tutta la vicenda sulla Passione di Cristo. Vorrei però soffermaarmi su tutta una serie di inesattezze espresse sull’autenticità delle vicende narrate. In primo luogo, non credo che un chiodo più su o più giù, o un gesto in più o in meno, possa ridimensionare o ridisegnare quello che voleva far presente il regista, e che secondo me gli è riuscito totalmente. Vorrei altresi far presente che non solo i 4 Vangeli, fanno parte di una fonte Autentica e riconosciuta tale dalla Chiesa, ma altresi tutte le lettere Apostoliche, e non ultimi gli Atti degli Apostoli, dai quali alcune ricostruzioni hanno preso spunto. Inoltre la stessa Chiesa ha nei secoli esaminato e accertato alcune ricostruzioni storiche che oggi anche se non presenti sui Vangeli diamo per vere e per assodata. Dovremmo quindi prima parlare con chi è del mestiere.. un Teologo, o uno studioso degli antichi scritti cristiani. Tutte le vicende narrate della vita di Cristo sono state riportate molto dopo (in principio vi era solo la narrazione orale). Oltretutto due degli evengelisti non erano neppure discepoli.. con questo dovremmo poter affermare che quello che dicono non lo possono provare? Secondo me il film può essere letto e interpretato solo se alla base c’è una volontà di vederci qualcosa oltre il formalismo delle scene giuste o sbagliate, e anche peggio di voler racchiudere il tutto su una semplice analisi tecnica. Che il film possa essere tencicamente una schifezza mi interessa poco, come Cristiano posso dire che quel che dice e di uno spessore enorme, almeno per chi come me Crede. E’ come dire che dato che i Vangeli stilisticamente non sono un gran chè, quello che dicono e riportano, non vale la pena di leggerlo. Stefano
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14 aprile 2004, di : giulio

Sono pienamente daccordo con te:il film è inutilmente violento e specula su un archetipo di facile presa anche su chi si dichiara non credente, ma inevitabilmente ha i panni intrisi di cultura cattolica. In effetti se proviamo a sostituire immaginariamente il cristo con un personaggio qualsiasi il film diventa tedio puro. E’ veramente un peccato che Gibson abbia perso l’occasione per divulgare la parte più universale del messaggio cristiano (che a mio avviso è la solidarietà)a vantaggio di uno splatterismo nascosto da una falsa fede e da un infantile intellettualismo religioso. Il terremoto finale poi, non so se è storicamente corretto, ma comunque è l’apoteosi della grossolanità.Inoltre è concettualmente contraddittorioo:voglio dire, se Dio non interviene prima, vuol dire che in una logica superiore è giusto che il sacrificio avvenga, ma allora se il sacrificio è "necessario" perchè fare un putiferio dopo punendo coloro che hanno reso possibile il necessario?
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    14 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

    Vorrei quasi abbracciarti! Anche se poco professionale... ma mi fai sentire meno solo ;) Il terremoto è riportato nei vangeli, più o meno, in realtà si parla del tempio che si spacca in due ma è facile derivarne l’idea del terremoto... quindi ci sta anche in un film che ai vangeli si ispira. Aspettavo da diversi giorni un commento come il tuo.
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    14 aprile 2004, di : Polly

    Non credo sia giusto accusare Gibson di "falsa fede" e considerare il film infantile quando ci sono voluti almeno 12 anni di studio per realizzarlo; vorrei ricordare che si tratta di una delle materie indiscutibilmente più difficili da trattare e rappresentare. Lei afferma che se il protagonista fosse un altro il film sarebbe solo tedio...nn so ma è certo che si è voluto rappresentare "Quel sacrificio", non un altro, proprio per lo straordinario valore che ha e quindi la questione non si pone. Il terremoto, a detta di esperti, è un fatto storicamente accertato. Cattolici o no, credenti o no, teniamo tutti presente che Gesù è molto prima e molto più di qualunque Chiesa o dogma; personalmente, preferisco sentirmi "figlia" di una cultura di pace, tolleranza, solidarietà piuttosto che di una che basa la sua forza sul potere delle armi e della violenza (quella romana).
      > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
      15 aprile 2004, di : Giulio Santuz

      Cara Polly, non voglio neanche provare a mettere in discussione la seduzione che il film può avere causato nel tuo caso e immagino in moltissimi altri,in effetti ciò non mi sorprende perchè giudico il tutto una colossale operazione di marketing. Quello che invece mi irrita e che mi ha indotto a usare termini forti quali "falsa fede" e "infantile intellettualismo" è l’utilizzo spregiudicato del più banale e attuale meccanismo di coinvolgimento del pubblico ovvero l’epifania del dolore e della sofferenza.Basta fare un po’ di zapping ed è subito riscontrabile.La gente è morbosa lo si sa, e L’Imprenditore Mel ne ha tenuto gran conto prima di investire i suoi capitali in un film "bocciato" dalle majors.E in effetti,come negarlo, ha centrato il colpo, perchè non solo ha giocato sul nostro peccatuccio universale:la morbosità, ma ne ha capito la legge della diretta proporzionalità. Se un signore qualsiasi, camminando per strada, si sente male e sviene, si crea un piccolo capannello di gente (comunque anche le disgrazie della gente comune funzionano),ma se il signore è un attore noto, o un politico di spicco,o un presentatore televisivo, il capannello diventa molto più grande e magari poi arriva la televisione. Se dilatiamo quindi il meccanismo all’infinito e pensiamo al personaggio di cui potrebbe essere più interessante (economicamente) mostrare il dolore,tenendo conto dei simboli fondamentali della cultura globale, dei suoi riti, delle sue paure e dei suoi atavici sensi di colpa, la miglior candidatura non può che essere Gesù Cristo.Qualcuno potrebbe indicare una tragedia più universale della passione di Cristo? E in effetti, i miei complimenti al Business Man Mel:operazione azzeccata.Morbosità alla enne intorno alla tragedia delle tragedie. E allora via di primo piano sui lembi di pelle che si staccano, sulle frustate che non finiscono mai,sulle arguzie di tortura degli "stupidoni" romani,primo piano sui chiodi che gli spaccano mani e piedi,rallenty sullo schizzo di sangue che a fontana innaffia il soldato che gli trafigge il costato.E tutto questo in che modo dovrebbe rinvigorire la fede o meglio ancora destarla in un animo dubbioso o ancora puro come quello di un bambino? Faresti vedere un film così a tuo figlio? Ritengo che la fede sia un qualcosa di molto più puro e avulso dal vil danaro e dalla speculazione sulle umane bassezze. Questo per la "falsa fede". Per quanto riguarda "l’infantile intellettualismo" penso che l’utilizzo dell’aramaico e del latino, nel film su Cristo che ha meno testo tra tutti quelli mai girati sul tema,sia quanto di più paradossale si sia mai fatto nel cinema.Una vera presa per i fondelli che impacciando gli attori ha funzionato da esca per tutti quei "fresconi" che gli hanno appiccicato su la targhetta di "High quality":come per un prodotto certificato. Spero non ti sia sentita offesa da nulla che qui ho scritto, se così è stato sappi che non è mia intenzione urtare la tua sensibilità,bensi smascherare il giochino. Saluto con affetto il simpatico responsabile di questa rubrica a cui,senza conoscerlo, mi sento vicino per "affintà elettive". Giulio
        > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
        15 aprile 2004, di : Polly

        Evidentemente io sono molto più ottimista di te o probabilmente solo ingenua senza speranza perchè mi piace pensare che ci sia ancora qualcuno sulla Terra che non vive per il marchketing o solo per esso. Preferisco pensare che Gibson abbia voluto fare un film che restasse nella storia del cinema e nella memoria della gente, trattando il tema che gli è caro più di tutti. Mi piace pensare che non si viva di solo pane ecco. Farei vedere il film a mio figlio se avesse l’età giusta per capire perchè affronta una tematica che a 5 anni non potrebbe sicuramente capire. Io ho trovato originale l’idea dell’aramaico e del latino: rende il film più "reale". Ciao.
    > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
    19 aprile 2004, di : Thomas Zaffino

    In realtà Dio non punisce nessuno! Tant’è che non vengono segnalati (nei Vangeli) né morti né feriti. Semmai Gibson ha colto un aspetto fondamentale della fede cristiana. Il tempio viene squarciato e, nella visione di Gibson, anche l’arca viene spezzata in due, a significare che l’antica alleanza di Dio con Israele (quella di Mosè) è cancellata, per dare spazio alla nuova alleanza, nella quale è Gesù a rappresentare la nuova "Arca". Caifa, poi, nel film si mette a piangere non perché pentito delle sue azioni, ma solo per è consapevole che Dio ha abbandonato il suo popolo eletto. Ho trovato geniale poi l’idea della lacrima che cade al suolo provocando lo sconquasso.
> La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
15 aprile 2004, di : Gianfranco

Ho visto il film, poi ho ascoltato le polemiche sorte, poi mi sono dilettato nella lettura dei messaggi di questo forum....

Ho anch’io qualche cosa da dire, e cercherò di farlo in modo il + schematico possibile.

1 - Mel Gibson, secondo me, non ha girato un film (o non solo) ma ha dato la possibilità a chi lo ha voluto fare di "vivere" un’esperienza che nel mio caso posso definire "mistica". In tutta sincerità, non ho mai vissuto sulla mia pelle le sofferenze del Cristo, di ogni cristo, come in questo film.

2 - Nulla dirò sulle scene e sul gusto estetico del film. Non mi interessava prima e non mi interessa ora.

3 - Per quanto riguarda le polemiche sull’antisemitismo, mi limito da un lato a sorridere, e dall’altro a considerare antisemita Sharon e tutto ciò che gli Israeliani (incidentalmente anche ebrei) oggi fanno.

4 - Per concludere, la mia impressione è che il film sia stato un pugno nello stomaco per tutti. Poi qualcuno ha voluto guardarsi dentro e attorno, magari si è messo un po’ in discussione, e gli è piaciuto. Altri hanno preferito fare come in quella figura retorica (coloro ai quali indicavo la luna, hanno visto solo il mio dito.

Un saluto a tutti.

    > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
    18 aprile 2004

    Quello che la fede e la tradizione hanno da dirci sul Cristo lo si ritrova nei Vangeli, basta meditare a fondo quelli, Claudio
    > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
    18 aprile 2004, di : Claudio

    Ieri sera ho visto il film di Gibson ed ho cercato di fare, mentalmente, un breve riassunto delle scene di violenza: nel Getsemani Gesù viene arrestato e picchiato. Incatenato viene ripetutamente colpito con le catene durante tutto il tragitto fino al Sinedrio. All’altezza di quello che mi è sembrato un ponte, o un ciglio alto di una strada, viene gettato di sotto a mo’ di body jumping da un’altezza di una decina di metri e la sua corsa viene interrotta, a poca distanza dal suolo, dalle catene (non da elastici!) Né una frattura, una lussazione o una slogatura per il Gesù di Gibson, egli riprende il suo cammino e riprendono anche le percosse con le catene. Dopo ripetuti colpi inferti dagli ebrei Pilato lo condanna a una punizione, non severa, non mortale, e chiede al centurione di controllare su questo. I soldati romani operano all’opposto, tant’è che il centurione successivamente li rimprovera dicendo “non dovevate flagellarlo a morte!” (colgo il senso e mi scuso per l’imprecisione della citazione). Ma il Gesù di Gibson naturalmente non muore. Trentatre nerbate che, dopo le percosse ricevute, avrebbero fiaccato qualsiasi uomo ma non solo, successivamente più di quaranta colpi di flagello che lacera in modo impressionante la carne: Gesù perde moltissimo sangue (a proposito: quanti litri di sangue scorrono nel corpo umano?) ma resiste. A quel punto viene caricato, all’opposto degli altri due condannati, di tutta la croce, del peso diciamo di un centinaio di chili, che egli porta con le forze (quali?) rimaste. Continuano le percosse ma lui niente, resiste e si rialza tutte le volte. C’è Simone di Cirene ma c’è sempre anche lui sotto la croce. Viene percosso e si rialza altre volte. Poi viene crocifisso: gli viene lussata una spalla dal soldato che gli stira il braccio, la croce viene ribaltata con lui sotto per ribadire i chiodi ma lui resiste. Infine, la morte. Più che ci rifletto e più che mi convinco di non aver visto un film realistico sulla passione, ma uno dei tanti film di Gibson. Questa volta il supereroe non aveva una magnum o una pistola automatica ma ha combattuto e resistito, sempre al di là di ogni capacità umana (come avviene nei suoi film) contro i cattivi. Io ho visto un supereroe, diverso, ma sempre un supereroe, con episodi inventati da Gibson per puro effetto scenico. La sofferenza è una cosa seria e ci vuole rispetto. Per questo i Vangeli sono molto sobri al riguardo. Claudio.
      > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
      18 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

      Credo che tu abbia perfettamente ragione. Quello che ci viene mostrato è proprio un supereroe... nè un uomo nè un Dio ma proprio uno di quei supereroi che anche quando sembrano spacciati e tutti li danno per morti "risorgono" e sconfiggono i nemici... lo schema è esattamente lo stesso...
        > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
        19 aprile 2004, di : annetta73

        Colgo l’occassione per rispondere sia a lei sig. Giansiracusa che a Claudio... Nelle vostre critiche ( costruttive ???? ) del film NON dimenticate che stiamo parlando del dell’Uomo Gesù... anzi di Dio fatto Uomo ... Gesù!!! A me fa sorridere il vostro tentativo di giudicare e interpretare razionalmente la soglia di dolore di un uomo a quelle sevizie... Non dimentichiamoci, ripeto , che non si tratta di uno qualunque... Credevo che almeno sulle atrocità che Gesù ha subito fossimo tutti d’accordo!!! Forse non ritenete che Gesù abbia sofferto così prima di morire??? Mah, chissà... può essere... Ma mi chiedo, sarà mai morto sulla croce???? Ritorniamo a discutere sul il film, l’ambientazione, l’interpretazione degli attori... che da qualche giorno si è tralasciato... forse non c’è più niente da criticare???
          > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
          19 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

          A mio avviso quella di Claudio è una critica molto interessante. E’ indubbio che ogni cultura "usi" le proprie divinità e le "pieghi" ai proprio scopi e sovrapponga ad essa il proprio modo di vedere. Il Gesù sud americano non è lo stesso dell’europa, quello asiatico non è uguale a quello degli USA e così via... indubbiamente ci sono delle basi comuni ma il modo in cui viene vissuto e interpretato è spesso filtrato dalla propria cultura d’origine. Così succede che il Gesù di Gibson sia molto simile ai super eroi tipici della cultura hollywoodiana. Mi sembra un’osservazione molto pregnante e interessante per comprendere come questo film sia frutto di una determinata cultura e che porta in se tutte le caratteristiche e i modi di vedere di questa cultura. E’ indubbio, a mio avviso, che un film del genere non sarebbe potuto essere fatto da un’italiano perchè il nostro modo di vedere Cristo è incentrato più sull’amore, sulla resurrezione, sulla divinità più che sull’umanità di Gesù. Capire la struttura nascosta di un film può essere molto più interessante che parlare di scenografia o attori... Tengo a ribadire un punto sulle sofferenze di Cristo: non furono maggiori di migliaia di altri uomini che ebbero la stessa punizioni durante l’impero romano. Non è la sofferenza ad aver fatto grande Gesù. Questa è un’idea che nessun discorso può togliere dalla mia mente.
            > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
            27 aprile 2004, di : annetta73

            Io non credo che il Gusù in cui crede Gibson sia diverso dal nostro solo perché ha così rappresentato la Passione; cioè, credo che anche quello di Gibson sia un Gesù come il nostro… Gesù è Gesù!!! Che poi il regista abbia voluto rappresentare solo le UMANE sofferenze… forse è proprio questa l’arcana struttura a cui sottende l’intera pellicola!!! Noi siamo abituati a vedere il film di Zeffirelli, mentre lui ci ha mostrato un’altra versione delle tribolazioni ( e solo quelle!) di Gesù… più cruenti, forti, ma comunque tribolazioni che ci sono state! Che poi vogliamo criticare sto salto con catene, occhio tumefatto e quant’altro, ok!!! Questi sono solo semplici pareri personalissimi. Sono interpretazioni specifiche “gibsoniane” che nessun Vangelo riporta, ma a mio avviso ci stanno tutte e non alterano nessun significato del film… Anche l’episodio in cui Maria asciuga il sangue di Gesù dopo la flagellazione non mi sembra di averlo letto in nessun Vangelo, ma , a mio avviso, è stato bellissimo con un grande significato per noi Cristiani… e credo che , in un contesto del genere, ci stia bene… ma io non sono un’esperta!!! Lei ribadisce il concetto secondo cui non sono le sofferenze che hanno reso grande Gesù, ok!!! Anche io concordo su questo però le chiedo perché secondo lei il simbolo del Cristianesimo è il Crocefisso… e non, per esempio, il sepolcro vuoto, indicativo della Resurrezione? Io credo che la Passione sia fondamentale ( oltre che strumentale ) per comprendere realmente il messaggio della salvezza. Perché allora Dio avrebbe permesso tutto ciò? Anche lei dice che le sofferenze inflitte a Gesù non furono peggiori di altre inflitte ad altri uomini anche per molto meno… quindi questo dovrebbe farci riflettere; dobbiamo riflettere non sulla brutalità o sulla quantità delle sevizie inflitte, ma sul perché sono state inflitte… E io credo che Gibson su questo , (per alcuni ) in maniera cruenta, hollywoodiana o con effetti splatter, abbia voluto porre il punto di riflessione!! Anche io sono convinta che parlare e carpire la struttura nascosta di un film sia 1000 volte più interessante che esprimere pareri su quello o questo attore, però credo sinceramente che la struttura del film vada cercata dietro a tutto quel sangue e quelle frustate… Gibson ha voluto rappresentare solo questo passaggio intermedio…Non ha rappresentato la vita precedente e la Resurrezione è stata solo un flash… ha rappresentato la Passione di Gesù… E per questo (e per molto altro…) io credo che sia un bel film!!!
              > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
              30 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

              Se non altro il suo, Annetta, è un discorso razionale. Ci sono diverse cose che non condivido del suo discorso, ma sono tutt’altro che idee sciocche e non ho motivo di cercare di convincerla a cambiarle. Ci sono solo un paio di punti del suo discorso su cui spenderei qualche parola. Quando dice che Gesù è Gesù, a mio avviso, lei parla in linea teorica, ma nella reltà dei fatti non credo che sia vero. Le ricordo che in alcuni paesi si uccide in nome del Dio cristiano... lo stesso Dio suo che pone fra i suoi più inviolabili comandamenti il "non ucciderai il prossimo tuo". La teoria e la pratica sono cose, ahimè, assai diverse. Il Gesù di Gibson è un uomo che si fa grande attraverso la sofferenza fisica e la sopportazione di questa sofferenza. E’ più che un uomo perchè un qualsiasi uomo avrebbe chiesto pietà. E’ un uomo assai vicino al Rambo che si cuce da solo le ferite, al Rocky che prende mazzate su mazzate e non si arrende o ad uno dei personaggi interpretati da Gibson che nonostante le tante botte e pallottole che prende si rialza e continua a combattere. Forse quello di Cristo è il prototipo su cui sono state plasmate tutte le storie di sacrificio, o forse la visione gibsoniana di Gesù riprende un certo stereotipo che piace tanto al cinema americano. Fatto sta che la struttura è talmente simile da risultare abusata e non aggiunge nulla di nuovo su ciò che chiunque conosca minimamente la religione cristiana sa già. Lei pensa che attraverso questo film lo spettatore si apra alla meditazione? Può essere. Ma non dovrebbe bastare, ad ognuno di noi, guardare un telegiornale per aprirsi alla meditazione sentendo di centinaia di persone che muoiono per le cause più di disparate e inutili invece di continuare a mangiare senza problemi? Non le lascia un senso di profonda amarezza che un cristiano, o anche un ateo, debba aspettare un film di finzione quando ha davanti a se tutto un mondo di esseri innocenti come Cristo che muoiono senza neanche sapere la propria colpa? Fare un film su un bimbo africano che muore perchè non ha cibo... questo sarebbe stato un vero film di devozione. Mi scusi se mi sono lasciato andare.
                > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
                30 aprile 2004, di : annetta73

                Lei mi parla di popoli che uccidono in nome del Dio cristiano… Per me sono solo popoli che uccidono!!! Possono farlo in nome di Dio, nel nome di Allah, nel mio o nel suo nome… è la perfidia e la cattiveria dell’uomo che fa compiere queste efferatezze, non di certo Dio o l’equivalente in altre religioni… per questo che , secondo me, Gesù è Gesù.La teoria di Dio è fin troppo facile: Amore! Siamo noi uomini che non sappiamo metterla in pratica!!! Ma torniamo al film…( come vede non è l’unico qui a lasciarsi andare). Come dicevo a Claudio…si, abbiamo troppo bisogno di riscontri visivi e spunti di riflessione… film di Gibson incluso! E’ normale che quando ascoltiamo di gente massacrata, di donne ( anzi bambine!!!) infibulate, di autobus che saltano per aria come coriandoli a carnevale…. beh, gli spunti di riflessione ci sono… e anche qualcosa in più!! La sottile ma molto importante differenza è che noi tutti non dovremo aspettare film di Gibson sulla Passione per parlare della grandezza di Gesù oppure film di Spielberg sull’olocausto per riflettere sulla immane tragedia che un singolo uomo è riuscito a causare con la sua follia…Ma purtroppo la vita di ognuno di noi ci porta a discutere su queste tematiche solo in particolari circostanze come, appunto , può essere l’uscita di un film sull’argomento!!! I film in effetti, sono rappresentazioni, quindi finzioni… Come giustamente lei rispondeva ad un lettore in questo forum, “il sangue è pittura e le cicatrici sono di plastica”… più o meno!!! Però è inevitabile che un messaggio, un significato, una “lampadina” si accenda nella mente di ognuno, ovviamente di intensità diversa!!! A mio avviso i tg non bastano… in una società in cui veniamo bombardati dai vari Beautifull, GrandeFratelli, BuoneeBelleDomeniche… qualche film di Gibson in più non ci starebbe male… eh eh eh !!! ( se ciò si verificasse immagino la sua gioia) Io non credo che Gibson con il “suo” Gesù abbia avuto l’intento di dire qualcosa in più di quello che abbiano detto Pasolini o Zeffirelli con i loro film…C’è più sangue, anzi c’è solo sangue? Si ebbene, così fu, secondo me!!! Voi poi mi dite ( Claudio incluso ) che quelle torture furono oggettivamente troppo cruenti che solo un Supereroe avrebbe potuto sopportare ??? Mah, non credo di condividere questo punto di vista perché so che Gibson si è fortemente documentato basandosi anche su studi particolari sulla Sacra Sindone dai quali risulta che l’uomo avvolto aveva subito proprio quel tipo di frustate… E poi non mi sembra che nel film Gesù prima di morire avesse gridato “ Libertàààààà!” (Bravehearth) oppure “Adrianaaaaa!” (Rocky)… Ciaoooooooooooo
                  > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
                  1 maggio 2004

                  Non voglio continuare a discutere sulle scene del film perché i dati che ho riportato sono credibili, a parer mio, e non posso - e non voglio - far cambiare il proprio parere agli altri. Mi chido però: per conoscere e riflettere sulla figura di Gesù cosa manca ai Vangeli? Cos’è che non hanno e cosa può aggiungere un film come quello di Gibson? Claudio
                    > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
                    3 maggio 2004, di : annetta73

                    Ciao Claudio, io credo che il film di Gibson non aggiunge niente di più a quello che c’è nei Vangeli... anzi, no!!! Aggiunge solo questo sangue che tanto viene criticato e altre interpretazioni ( salto con catene, bambini diavoletti, ecc...) Il punto ,a mio avviso, però non è questo!!! Io non credo che Gibson con il film si sia voluto fare "ulteriore" profeta...Credo e questa è una mia modestissima opinione che il suo sia addirittura un atto di devozione! E’ regista? Si! Allora ha voluto rappresntare la Passione in base alle sue capacità e alla sua cultura in merito... Da qui , secondo me, che deve partire la discussione... Ciao ciao
          > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
          20 aprile 2004, di : claudio

          Cara Annetta, io non sono un critico cinematografico e non ho scelto di commentare il film da questo punto di vista. Ho scelto la dimensione religiosa perché è quella che conosco meglio e sulla quale credo di poter dire qualcosa. Sono psicologo ma ho anche una laurea in teologia ed ho scritto quelle cose alla luce del Gesù che ho conosciuto io e che passa attraverso l’insegnamento della Chiesa, nonostante vi siano in essa molte voci favorevoli sul film. Una delle prime controversie a cui la Chiesa fu chiamata a rispondere fu proprio il riconoscimento della piena umanità di Gesù senza rinnegare la sua divinità. Egli non poteva essere riconosciuto “pienamente uomo” senza riconoscergli e attribuirgli quei limiti che fanno appunto parte dell’umanità. Questa è dottrina riconosciuta e a questo mi sono attenuto nel vedere il film. D’altronde anche dai Vangeli ci vengono segnali in questo senso: Gesù ha sempre rifiutato di sfruttare la sua divinità per superare quei limiti che lo avrebbero posto oltre l’umano. Dall’inizio dei Vangeli (es. le tentazioni) alla fine (le richieste di Erode) Egli non ha mai ricercato spettacolarità e, tantomeno, dimostrazioni di forza. Gesù non è stato un superuomo ma un uomo pieno, vero, e proprio per questo con tutti i limiti della nostra natura umana, compresi quelli fisici. Ho scritto un commento sul Vangelo di ieri, il Vangelo del dubbio di Tommaso, che ritengo pertinente e che, se vuoi, t’invierò. Forse la nostra fede è una fede che ancora ha bisogno di “vedere” come quella, appunto, di Tommaso. Una fede che ha bisogno di riscontri esterni e a cui la sola Parola di Dio non basta. Chiediamoci perché abbiamo ancora bisogno di questo, un saluto, Claudio.
            > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
            27 aprile 2004, di : annetta73

            Ciao Claudio, lo so che Gesù, pur essendo Dio fatto uomo, aveva le stesse limitazioni fisiche di un uomo mortale… tanto è vero che alla fine è morto sulla croce! Ma tutte quelle tribolazioni, frustate e percosse di ogni genere rappresentate nel film, a mio avviso, sono state veritiere. E credo che se Gesù avesse sfruttato la sua divinità per superare questi momenti indicibili, allora, semplicemente non sarebbe stato più Gesù!Lui ha patito per noi tutte quelle sofferenze… forse non con il salto nel vuoto con catene, ma le frustate, quelle frustate, gli sono state inflitte davvero… Per me si Gesù è stato un superuomo, ma non è stata la sua natura divina a renderlo tale o la regia di Gibson , ma l’immenso Amore che ha provato e ,mi piace pensarlo, ancora oggi prova per noi… il che non è poco!
              > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
              29 aprile 2004, di : Claudio

              In linea di principio sono d’accordo con te. Il problema è perché il film insiste molto sulle scene di violenza fino a diventare problematico accettare tutto questo: problematico perché per un uomo sarebbe veramente difficile se non impossibile sopportare tutto ciò. Ma, inoltre, da un punto di vista religioso o spirituale: abbiamo bisogno di vedere quanto Dio ha sofferto per capire quanto ci ama?
                > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
                29 aprile 2004, di : annetta73

                Perché tutta questa cruenza e tutto questo sangue? Io credo semplicemente perché Gibson abbia voluto rappresentare solo le ultime 12 ore di vita di nostro Signore Gesù e quindi abbia “abbondato” nelle varie violenze non per riempire la pellicola, ma per descrivere la Sua agonia! Per questo che i diversi tipi di frustate e la crocifissione ( che per me è stata più forte della flagellazione… ) sono state scrupolosamente rappresentate. Io credo nelle buone intenzioni del regista, nel senso che mosso da evidente fervore , abbia voluto rappresentare la Passione di Gesù come meglio potesse immaginare e realizzare. Le mani che si vedono in primo piano conficcare i chiodi nei palmi di Gesù sono di Gibson…particolare questo significativo per alcuni, insensato per molti!!! Secondo me il film così come è stato concepito, e cioè un film che parla della ultime ore di vita di Gesù è stato realizzato molto bene. Mi chiedo perché abbia voluto rappresentare solo quelle 12 ore e non inserirle in un contesto più lungo come sarebbe stata la vita intera che culmina con la Passione… Forse perché già altri registi lo hanno fatto… non so!!!A questo non so dare una riposta…Tu ti chiedi se abbiamo bisogno di vedere quanto Dio ha sofferto per capire quanto ci ama!!! Io credo di si e sai perché? Non perché come San Tommaso dobbiamo avere un riscontro visivo; sotto questo aspetto non basterebbero 100 film di Gibson; ma perchè oggi giorno, secondo me, in una società come la nostra è davvero difficile soffermarsi a riflettere sul significato del sacrificio di Gesù ; nel bene o nel male siamo presi da miliardi di cose che ci portano lontani mille miglia da questi discorsi. Il film di Gibson CERTO non ha questo messaggio, però può essere uno spunto di riflessione da cui partire...un punto in più per Mel ;-) ciaooooo
                > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
                30 aprile 2004

                si io penso che abbiamo prpprio bisogno di questo impatto per farci capire quanto abbiamo bisogno di imparare ad amarci basterebbe poco per migliorare il mondo. cominciamo da noi il resto viene da solo
> La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
18 aprile 2004, di : è inutile

Davvero possa Dio aver pietà di voi.

Cosa c’era di fastidioso in quel film meraviglioso? Cosa di caricaturale?

Per tutti coloro che tentano di seguire un percorso Cristiano di vita è un fiore prezioso da custodire nel silenzio del proprio cuore così che possa emanare il suo delizioso profumo nei momenti bui dell’esistenza e ricordarci cosa significhi davvero soffrire ed espiare.

Abbiate maggior rispetto per chi ama il Cristo, regista incluso.

    > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
    19 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

    Non cancello il suo messaggio perchè mi fa sorridere... Facciamo tanto per parlare... diciamo che c’è un quadro in una chiesa di Roma che rappresenta Cristo. Facciamo che il quadro in questione sia veramente brutto. Uno di quei quadri che i critici definirebbero una "crosta". Non tutti i pittori sono dotati di talento, anche quando abbondano di purissima fede... anche un quadro che rappresenta Gesù può essere (come opera d’arte) una schifezza. Mi sembra un concetto veramente divertente che io non possa criticare un’opera solo perchè il soggetto della stessa è divino... o perchè colui che l’ha fatto è mosso da buone intenzioni. Mi spiace ma non posso che sorridere alle sue parole. Credo che la fede, a volte, sia una luce talmente abbagliante da non permettere di vedere altro.
      > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
      19 aprile 2004, di : Polly

      Scusi la domanda Sig. Giansiracusa: lei è sicuro che la sua non-fede riesca a farle vedere altro? Ovvero, è certo di giudicare il film solo ed esclusivamente in base a gusti e conoscenze cinematografiche e non per altri, magari inconsci, motivi "politici"?
        > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
        20 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

        Ogni parola che si rivolge alla comunità è "politica"... anche il film di Gibson è "politico" in quanto espressione di idee... indubbiamente quindi analizzando il film La Passione di Cristo utilizzo le mie conoscenze cinematografiche, il mio gusto personale, la mia cultura religiosa, e le mie ideologie. Sarei un bugiardo (e lo sarebbe chiunque) se dicessi che sono stato completamente "oggettivo" nella mia critica e nel mio giudizio. Ma sono sincero quando dico che cerco di essere razionale. Quella di Gibson è una lettura politica di Gesù e della sua passione che non condivido. Ma non perchè sia Gesù il tema del suo discorso ma proprio per quello che dice su Cristo e per come lo dice. Le mie critiche, faccia bene attenzione, sono su Gibson non sulla religione cristiana o sulla figura di Gesù.
        > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
        29 aprile 2004, di : frankx

        Cara Polly, in questo "belare" di messaggi, l’unico con un alto volume cerebrale è proprio il sig. Giansiracusa. Ricorda che un film è nella generalità dei casi un mezzo di persuasione politica. Quanto al film, esso è non solo inesatto dal punto di vista sorico dal momento che gli imperialisti romani dettavano legge ai vassalli sadducei e "tribuni del sinedrio", ma è anche pericoloso per la situazione politica attuale. La fede bigotta acceca l’analsi critica e scientista del reale. Quanto a Barabba, non era certo uno scimmione. Sarebbe come dire che Malcom X era uno scimmione rispetto a Martin Luter King. In quel contesto la lotta era tra giudei (pescatori, pastori, agricoltori) e aristocrazia terriera (sadducei e membri del sinedrio), vassalli degli invasori romani. E’ come dire che, ad es., il segretario di stato maggiore americano (Ponzio Pilato), abbia, "poverino" pressioni da parte di Sharon nel trucidare un palestinese o un afghano o un iracheno. Tu dirai, ma Cristo non è paragonabile a quelli appena citati da te. Per me Cristo, storicamente esistito, rimane pur sempre un uomo e sta a Martin Luter King come Barabba sta a Malcom X che dal canto suo era persona seria e non scimmiottava innanzi al nemico che lo condannava, ma si comportava con ben altra tempra, cioè da uomo e non da scimmione. Tuttavia, concludo che dal punto di vista formale e stilistico, il film è fatto bene. Dal punto di vista prettamente testuale, la forma fotografica, gli obiettivi grandangolari, le angolazioni, il rapporto del montaggio audio visivo, il film raggiunge un alto livello emotivo, grazie alla cadenza sincrona del sintetizzatore su determinate inquadrature. E’ un film prettamente emotivo, ma intellettualmente disonesto. Più onesto intellettualmente è L’Ultima tentazione di Cristo di Scorsese che riesce a coniugare cinema emotivo e cinema del cervello e ti dico che Scorsese pur tuttavia è credente, ma non bigotto e manicheo.
          > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
          2 maggio 2004, di : polly

          Premetto che il tono arrogante e saccente del suo messaggio è fastidioso e non meriterebbe forse neppure una risposta ma, visto che si rivolge direttamente a me, sprecherò qualche minuto del mio tempo per scrivere come la penso. La ringrazio per la lezione di storia romana, peccato che l’abbia rivolta ad una che certamente non ne aveva bisogno e che, tantomeno, ne accetta da chi neanche conosce. Quanto alla fede bigotta o cieca, che poi non è peggio dell’ateismo acritico e intollerante di molti, le assicuro che nel mio caso sbaglia di grosso: ciò che davvero è insopportabile è l’atteggiamento da Pontifex Maximus che dimostra, permettendosi di dare giudizi avventati su persone che non conosce. Il tutto perchè ho espresso opinioni che non condivide o non giudica corrette...in base a cosa? Alla sua incontrovertibile conoscenza dei Vangeli, della Chiesa, della Storia, della Vita, del Mondo?? Ognuno è libero di pensarla come vuole, soprattutto un film, come ogni opera d’arte, si presta a infinite interpretazioni o giudizi...e non è detto che il suo sia il migliore.
    > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
    19 aprile 2004, di : un poco fedele

    sono d’accordo con inutile...io sono un uomo di poca fede o per intenderci uno che va a messa 1 volta ogni 2 mesi e che i vangeli li conosce ma non certo alla lettera e quindi quando sono andato a vedere il film il mio intento era sadico... di veder sangue.... ne sono uscito con un grosso nodo alla gola visto che non ho pianto durante le 2 ore a differenza di mezza sala,poi una volta a casa e visto il crocefisso cosi lindo e pulito mi sono sentito un piccolo uomo e ho capito quanto dio è grande.... questo non mi farà tornare a baciare i banchi della chiesa,però criticare il film per l’aspetto realistico si può anche fare, ma non mettiamo in discussione la tematica o il modo che il regista ha voluto rappresentare i vari eventi..perchè trovo indovinato e molto commovente lo sguardo di MARIA fisso nella cinepresa quando ricorda GESU bambino che cade a terra e poi lo rincuora....sarà anche cinema ma fa effetto,Il film non è assolutamente brutto..voi i film brutti non li avete mai visti...saluti a tutti
      > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
      19 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

      Quella che lei cita è una delle scene che ha me ha provocato il riso (quando mi imbarazzo per quello che vedo io rido)... Ha presente le scene di un film anni ottanta in cui lei corre nelle braccia di lui, magari su una spiaggia... tutto al rallentatore e si vedono i capelli di lei che sobbalzano durante la corsa... ecco... lo stesso effetto di ridicolo... solo che questo non è un film anni ottanta! Ovviamente questo è il mio personale modo di vedere. Che lei abbia avuto un altro sentimento nel vedere quella scena è assolutamente plausibile. A proposito... essendo un amante di cinema onnivoro guardo anche i film brutti... come i film anni ottanta di Nino D’Angelo (da cui ho tratto l’esempio) :) Saluti
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        20 aprile 2004, di : Polly

        Mi associo al signore di prima: anch’io, come molti altri in sala, mi sono commossa alla scena dell’abbraccio della madre al figlio, il cui senso e significato sono talmente ovvi che non è neppure il caso di parlarne. Ho visto anch’io i film di Nino D’Angelo: con tutto il rispetto, a me fa sorridere il paragone che ha fatto lei.
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          21 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

          "mi sono commossa alla scena dell’abbraccio della madre al figlio, il cui senso e significato sono talmente ovvi che non è neppure il caso di parlarne" indubbiamente ma penso che sia sempre qualcosa di esterno al film. Il suo sentimento nei confronti di quell’abbraccio è, secondo me, antecedente al film e non è il film a farlo nascere. Io che non possiedo, in me, quel sentimento (in quanto non-credente) ho provato imbarazzo per una scena che mi è sembrata forzata e volutamente "lacrimevole". Atteggiamenti diversi risultati diversi. Quando faccio un paragone, la prego Polly, di guardare la struttura non la semplice superfice.
            > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
            21 aprile 2004, di : Polly

            Cercherò di guardare la struttura ma...Nino D’Angelo!!!!!! Con tutto il rispetto... Quanto alla suddetta scena, l’ho trovata bella, dolce e poco consona ai film su Gesù: li ho visti quasi tutti ma non ne ricordo una uguale, credo abbia fatto bene Gibson a mostrarci anche un Gesù "normale", un bambino che come tutti gli altri gioca, cade, si sbuccia il ginocchio, la mamma che lo consola...Ciao.
            > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
            23 aprile 2004, di : Napoli

            Io vedrò il film solo domani,xcui non mi sento ancora in grado di esprimere il mio giudizio a riguardo,ma mi trovo perfettamente concorde sulla bravura del regita e sui buoni propositi di Gibson.Penso(almeno per quello che posso dire)che il film sia un vero e proprio capolavoro cinematografico oltre ad essere un’ottima riproduzione di quello che ha vissuto il Cristo nelle vesti di un uomo duemila anni fa. Trovo invece assolutamente avvilente la freddezza con cui è capace di esprimersi il sig.Giansiracusa Ugo.Non critico i suoi giudizi,in quanto ognuno è libero di pensare ciò che vuole,quanto,il modo in cui li esprime!!!I suoi giudizi, mettono alla luce un carattere di natura contraddittorio e lei mi appare come il classico uomo che guarda e ascolta solo per il puro gusto di poter criticare!!!Invece di mettersi sempre nel senso opposto a dove scorre il fiume,impari un pò di più semplicemente a godere di ciò che Dio gli ha donato di vedere e sentire, anche se si dovesse trattare solamente di un film!!!
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              24 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

              Ma si rende conto di essere vittima di un pregiudizio? Lei dice di credere che il film sia un vero capolavoro senza neanche averlo visto! Se io vado controcorrente per il puro piacere di farlo Lei segue la corrente senza chiedersi dove sta andando. Dio non mi ha donato la capicità di vedere e sentire nulla per il semplice motivo che Dio non esiste. Se questo le sembra un giudizio freddo non posso farci nulla. Se vorrà esprimere un parere sul film "dopo" averlo visto potrebbe rendere la discussione più interessante anche se temo che qualsiasi cosa vedrà non le farà cambiare idea. E per favore non mi parli più di Dio.
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19 aprile 2004, di : Giovanni

Non ho parole. Chi ama il cinema capisce semplicemente che il film è veramente orrido.Il Cristianesimo, grazie a Dio, è un’altra cosa.
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    20 aprile 2004, di : Dante Razzino

    Gesù cambia la barbarie dell"occhio per occhio..."vecchio testamentaria nella civiltà del perdono,è inutile rinnovarne il sacrificio senza tener conto di questo messaggio portentoso per il quale possiamo chiamarci umani,civili ed anche in parte divini.
    > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
    20 aprile 2004, di : Martina

    Io non ho ancora avuto il piacere o il dispiacere di vedere questo film, lo vedrò domani e solo domani sarò in grado di scrivere più dettagliatamente, menzionando anche scene e battute del film. Nel suo messgagio ci sono alcune cose che risultano un pò ambigue: anzitutto lei dice: "Chi AMA il cinema CAPISCE semplicemente che il film è veramente orrido" Lei è sicuro di amare il cinema e pertanto considera orrido questo film, lo considera probabilmente un film non degno di essere trasmesso sul grandeschermo. Ma lei pensa che tutti amano il cinema nel modo in cui lo fa lei? Mi sembrsa che ogni PERSONA sia diversa da quella che le sta accanto, quindi ogni persona può pensare e amare a modo suo. E’ secondo lei un binomio impossibile amare il cinema e non considerare orrido quel film? Io ho sempre amato il cinema e, dall’intervista che ho sentito di Mel Gibson (trasmessa su Italia1 la scorsa settimana), non mi sembra che ci sia nulla di orrido. E’ vero, è un film molto violento e cruento ma questo rispecchia il suo pensiero, il suo AMORE. (Ricordo che io vedrò il film solamente domani). Un’altra cosa che lei ha scritto,sulla quale punterei l’attenzione è: "Dio è un’altra cosa". Ora qui ci sarebbe da parlare a lungo, ma sarebbe a dir poco inutile perchè sono quelle cose che devi accettare così per come sono. Comunque, lei, dicendo che Dio è un altra cosa afferma,involontariamente, di SAPERE chi/che cosa è Dio. Beh visto allora che sa così tante cose, perchè non mi dice anche se Omero è esistito o no?!
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    23 aprile 2004, di : Mery

    Io definisco più orrida l’estrema ignoranza con cui si affrettano i giudizi. Forse avresti dovuto andare a vedere qualcos’altro più in sintonia con le tue capacità di apprendimento. Questo non è un reality show!!! E se il cristianesimo è un altra cosa mi spiace x te si vede che ti stai illudendo stai seguendo un altro cammino se no lo avresti capito. Come diceva la moglie di Pilato la verità se non la vuoi vedere non la puoi capire....
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      23 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

      "Io definisco più orrida l’estrema ignoranza con cui si affrettano i giudizi.": giudizio affrettato su una persona che lei ignora (nel senso che non conosce) e che ha liberamente espresso il suo personale giudizio. Non si può esprimere un giudizio? Non si può avere un’opinione discordante? Torniamo al film o sarò costretto a cancellare i prossimi messaggi se saranno dello stesso tipo e cioè se avranno la protervia di pensare di trasmettere la Verità escludendo qualsiasi tipo di opinione non concorde.
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      25 aprile 2004, di : Giovanni

      Gentilissima signorina Me(a)ry perchè non va a vedere:" Il vangelo secondo Matteo" di P.P.Pasolini? Capirebbe, signorina Me(a)ry, cosa s’intende per - FILM -. In questo caso il film è girato con poesia, rigore stilistico,e forse anche con più religiosità.Ah, dimenticavo, e AMORE.Una parola più vicina a Cristo che non tutte le urla, il sangue e l’occhio tumefatto e l’espressione stravolta e tonta. Silvester Stallone, pensi un pò, sarebbe stato l’ideale.Il mio,signorina Me(a)ry, è solo un parere. Mi perdoni se mi reputerà blasfemo. Giovanni
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    26 aprile 2004, di : erale

    non penso assolutamente che il film sia orrido come tu lo definisci, penso invece che sia una coppia fedele di ciò che realmente è accaduto. qui non si parla di cristianesimo,le persone che hanno ridotto così Cristo non erano certamente cristiani.. SE tu non ti sentivi abbastanza pronto x la realtà di ciò che è accaduto allora non eri preparato per vederlo..
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23 aprile 2004, di : Mery

Comunque si voglia sprecar parole x dissacrare le buone intenzioni e considerando che questo film è frutto della rinascita interiore di un uomo che ha trovato nella fede la vita. Anche se un conservatore é molto determinato alla verità. Meglio di tanti ciarlatani che si creano una visone di Dio che non li turbi + di tanto che si dicono Cristiani solo xchè vanno a messa la Domenica ma non vedono l’ora che finisca presto e appena usciti se lo sono dimenticato e il resto della vita si dicono brave persone xchè non ammazzano e non rubano ma poi sparlano di cose che non capiscono e calunniano anche le buone intenzioni rubano i pensieri altrui e li fanno propri specie quelli negativi xchè fanno + effetto per potersi sentire liberi pensatori o filosofi ma si sente in fondo l’eco dei luoghi comuni. Tante parole sono inutili Cristo lo sapeva - hanno occhi e non vedono hanno orecchie e non odono. Preghiamo x loro! Si sono persi un incontro che nessuno finora era riuscito a renderlo cosi autentico e meno male che i flasback hanno addolcito e allo stesso tempo spiegato il messaggio evangelico xchè nella realtà non c’era nessuna poesia. Coloro che criticano quest’opera negativamente sono esattamente identici alla figura di Caifa che senza emozione e determinato lo ha accompagnato e visto morire lo ha sfidato pure sulla Croce ricordiamoci le parole di Cristo: Padre perdonali perchè non sanno quello che fanno!! Anzi emuliamo l’atteggiamento di Cristo il silenzio. Ogni parola è inutile x chi non vuol sentire...
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    23 aprile 2004, di : Ugo Giansiracusa

    In questo lungo messaggio ben poche sono le parole sul film... afferma che non si deve criticarlo perchè frutto di buone intenzioni... tutto il resto del messaggio non capisco a chi sia riferito a chi sia diretto e soprattutto perchè... Anche secondo me "ogni parola è inutile x chi non vuol sentire..." ma il sordo non sono io e temo che la mia pazienza e voglia di ascoltare stia arrivando alla fine. Si cerca di parlare di un film e mi si contrappone la Fede, la Verità, Dio etc etc BASTA! Per parlare di queste cose ci sono le chiese e le facoltà di filosofia. Un film per me è un oggetto prodotto da un gruppo di persone rivolto ad un altro gruppo di persone. Un film è fatto di finzione, recitazione al posto di dolore, luci al posto del sole, colore al posto di sangue, plastica al posto di ferite. Non c’è Dio in un film. Non c’è la Fede. Non c’è lo Spirito Santo. Ci sono solo uomini! Uomini che dicono delle cose e che veicolano un pensiero attraverso delle immagini e delle parole. Io tutto questo ho il diritto e dovere di criticarlo perchè sono un essere pensante e non posso accettare qualsiasi cosa mi venga detto solo perchè "in buona fede". Quindi: se qualcuno ha qualcosa da dire sul film bene, ma non si utilizzi questo forum per fare del catechismo!
> La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
27 aprile 2004

perchè tanto scandalo? perchè si vuole negare che Cristo è stato torturato in maniera cruenta prima di essere appeso alla croce? ricordiamoci sempre che in fin dei conti è solamente un film.... con le sue interpretazioni, effetti scenici ecc... le fonti sono riconducibili non solo al vangelo, ma anche agli scritti di hemmeric, dallo studio approfondito dell’uomo della sindone. insomma... finalmente un film che mette in evidenza una sofferenza non solo fisca, ma...sopratutto di solitudine e di paura. Si perchè Cristo ha avuto paura...come uomo. e ha sofferto una indicibile solitudine. il film può anvhe essere discutibile, eccessivo, ma ricordiamoci che Lui ha forse anche sofferto di più di quanto viene descritto nella pellicola.
    > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
    29 aprile 2004, di : claudio

    In base a cosa puoi supporre quello che affermi? Se la tua è una convinzione religiosa, personale, è rispettabile ma è sempre personale. Per il dato religioso, inoltre, possiamo andare oltre quello che affermano i Vangeli? Claudio
      > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
      29 aprile 2004

      certamente la mia è una convinzione religiosa e personale. gli esegeti, affermano che alcuni passi del vangelo sono a volte, per esigenze culturali dell’epoca, epurati ed aggiunti, però non possiamo negare che quei fatti siano esistiti storicamante (lo storico Giuseppe Flavio ne fa ampio accenno;esistono i vangeli apocrifi anche se non riconosciuti dalla chiesa ufficiale;) inoltre la mia perplessità non è tanto sul contenuto più o meno discutibile del film,quanto sull’effetto "bigotto" suscitato dal pensiero perbenistico e salottiero....di tutti gli intellettuali che gridano allo scandalo. la chiave di lettura delle scene di violenza può essere interpretato come una sintesi della violenza che ha percorso il millennio, ma è sempre un mio parere personale e non un’affermazione pertanto ne io e nemmeno Claudio possiamo argomentare su quella sofferenza specifica, e nemmeno sulle altre sofferenze del mondo. rimane comunque un fatto: che l’Uomo può far soffrire un’altro uomo...così, per il semplice gusto della crudeltà.
        > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
        1 maggio 2004

        Certo che un uomo può far soffrire un altro uomo per il semplice dis-gusto della crudeltà ma non ci voleva M. Gibson per scoprire questo. E se ne tu e neppure io possiamo argomentare su "quella sofferenza specifica" non può farlo neppure il sopracitato Gibson: la sua interpretazione è in buona parte gratuita. Inoltre, io non grido allo scandalo partendo da chissà quale perbenismo. Io parto da un punto di vista di fede che è semplicemente questo: i Vangeli, e la fede cristiana, non hanno interesse a dimostrare "quanto" ha sofferto Cristo perché Lui non ci ha salvato per la quantità di sofferenza ricevuta ma per l’offerta di sé. Bigotto casomai è chi pensa proprio il contrario e si rifà ad una spiritualità sette-ottocentesca che il Vaticano II aveva cercato di integrare nel più ampio messaggio cristiano. Claudio
    > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
    2 maggio 2004, di : Nera

    A me è piaciuto il film. E mi ha fatto pensare per l’ennesima volta che le cose non sono cambiate molto da quei tempi. L’uomo continua a non voler comprendere "l’amore" e la violenza non è mai cessata, anzi, è aumentata... E la fotografia per me è stupenda, con tutto il sangue compreso. Forse ognuno vede quel che vuol vedere in questo film...
      > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
      18 febbraio 2005

      a parte il crocefisso..un bel film
> La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
15 giugno 2005, di : definitivo |||||| Sito Web: THE PASSION OF CHRIST

Volevo segnalarvi questo mio lavoro sul film: "THE PASSION OF CHRIST" di MEL GIBSON - 250 FOTOGRAMMI DAL DVD

L’intero film spiegato in base ad una bibliografia di 45 fonti diverse e con oltre 250 fotogrammi presi dal DVD: http://www.sandrodiremigio.com/documenti/film/The_Passion_Mel_Gibson.htm

Grazie Sandro www.definitivo.it

    > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
    22 novembre 2006, di : Laura Città |||||| Sito Web: passione per Cristo

    Ciao a me mi fa molto piangere ma molto ma molto piangere povero Gesù mi fa pena da quando li ebrei l’hanno ucciso,li ebrei sono molto cattivi. Ciao da Laura Città.
    > La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
    24 novembre 2006, di : Ugo Giansiracusa

    Una precisazione veloce veloce a Sig.ra Laura... Cristo è stato condannato a morte dai romani. Gli Ebrei non avevano alcun potere. Un saluto
La Passione di Cristo - The Passion - di Mel Gibson
30 marzo 2008

qualcuno sa perchè mel gibson ha deciso di mettere all’inizio del film il versetto di isaia??