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La Lentini di Marilli (1970-1975) - seconda parte

Seconda parte del saggio di Ferdinando Leonzio dedicato alla storia politica di Lentini negli anni di Otello Marilli. Siamo nel 1970-1975...
di Ferdinando Leonzio - venerdì 29 giugno 2018 - 581 letture

Le elezioni del 7 giugno 1970

Le votazioni per il rinnovo del Consiglio Comunale ebbero luogo il 7 giugno 1970, contestualmente a quelle per l’elezione del Consiglio Provinciale, per quest’ultimo le prime a suffragio diretto. Molto soddisfacente fu il risultato della DC che alla Provincia conquistò la maggioranza assoluta [1] e vi elesse due lentinesi: il giornalista Gianni Cannone, che fu nominato capogruppo, e l’avv. Salvatore Moncada che diventerà assessore alla Pubblica Istruzione (1973-75). Anche il risultato delle comunali fu molto confortante per lo Scudo Crociato [2], che rientrò in Consiglio nuovamente con 14 rappresentanti su 40.

Fra gli eletti l’avv. Vincenzo Bombaci, che sarà l’autorevolissimo capogruppo, forse l’unico capace di tenere desta ad un politico del livello di Otello Marilli, il cav. Alfio Cardillo, rappresentante degli artigiani cristiani, il geom. Pippo Galatà [3], il rag. Pippo La Rocca, che sarà in seguito segretario della sezione e sindaco, il prof. Tanino Sferrazzo, l’ex sindaco avv. Alessandro Tribulato [4], l’autorevole esponente della corrente di “Base” dott. Nicola Di Stefano [5], la vecchia bandiera Pasqualino Valenti.

Il maggior rimescolamento delle carte, a livello comunale, avvenne però, come di consueto, in campo socialista e interessò tutti e tre i partiti che ne erano espressione.

Il PSIUP ottenne un buon risultato (6,4 %) e raddoppiò il suo gruppo consiliare, passando da uno a due consiglieri: l’avv. Delfo Lazzara, che consolidò così anche la sua leadership nel partito e il pescivendolo Angelo Celso, destinato a rivelarsi il più longevo consigliere comunale.

Nel PSI [6] (7 %), in prossimità delle elezioni, c’era stato un convegno delle opposizioni interne, le quali, ritenendo che l’inossidabile segreteria del Centamore si basasse essenzialmente sul potere comunale, avevano deciso di puntare su un unico candidato, al fine di ottenerne più facilmente l’elezione e di penetrare in tal modo nel cuore del potere locale. Fu scelto, unanimemente, il prof. Ferdinando Leonzio, che infatti risultò il secondo degli eletti su tre. Fu eletto, ovviamente, anche il Centamore; al terzo posto l’ultimo rappresentante di quello che era stato il gruppo Di Noto, Rosario Chiarenza [7].

Anche nel PSDI ci fu la sorpresa: contro ogni previsione risultò eletto un professionista piuttosto nuovo all’attività politica: l’ing. Andrea Amore [8].

Per il MSI (5 %) furono eletti i due principali dirigenti del partito: il cav. Attilio Iachelli e il leader avv. Neri, il quale, essendo stato eletto anche al Consiglio provinciale, lasciò il seggio alla prima dei non eletti della lista, la prof.ssa Rosaria Sferrazzo Curcio, che si rivelerà battagliera oppositrice delle giunte di sinistra.

Il partito comunista – era allora segretario Guido Grande [9] - subì una consistente flessione, passando al 42, 3 % e perdendo due seggi, probabilmente a causa dell’ erosione subita a sinistra per la rafforzata organizzazione del PSIUP e per la presenza di una lista del Partito Rivoluzionario marxista-leninista d’Italia (PRMLI), che non ottenne seggi.

Tornarono in Consiglio Comunale il capolista Otello Marilli, il prof. Michelangelo Cassarino, il maestro Alfio Mollica, Ciccio Ciciulla; nuovi arrivi significativi furono quelli del sindacalista Fortunato Mastrogiacomo, del prof. Alfio Siracusano, dello scrittore Sebastiano Addamo (indipendente), del maestro Di Mauro e, successivamente, del grande pittore Luigi Dugo.

La giunta del 1970

La nuova Giunta [10] fu composta, ancora una volta, da PCI e PSIUP, con l’appoggio esterno del PSI [11], ma nel febbraio 1971 nuove trattative fra i partiti portarono il PSI all’ingresso organico in Giunta, che perciò fu rieletta dal Consiglio Comunale [12], dopo le formali dimissioni della precedente [13].

Altri movimenti erano intanto avvenuti nell’area socialista. Celso, in polemica con l’avv. Lazzara, aveva lasciato il PSIUP e si era dichiarato indipendente, ma rimanendo tuttavia nell’area della maggioranza, per poi entrare nel PSI; Renna era subentrato a Chiarenza e aveva costituito una nuova minoranza; al rinnovo del Comitato Direttivo della sezione socialista, Centamore aveva ottenuto una maggioranza di misura ed aveva fatto eleggere segretario Saro Chiarenza, estromesso dal seggio consiliare; ma il cartello delle minoranze cominciò presto a sgretolarsi, Celso e Renna lasciarono il PSI e costituirono un gruppo indipendente, che poco dopo richiese un posto in giunta, togliendolo al PSI, ridotto ormai a due soli consiglieri. Celso dunque, come indipendente, prese il posto in Giunta lasciato dal prof. Leonzio del PSI. Insomma un vortice di avvenimenti e di movimenti, in cui è difficile addentrarsi anche per lo storico. Successivamente Celso e Renna entrarono nel PSIUP, che si venne a trovare con due assessori (Lazzara e Celso) di fronte all’unico del PSI (Sebastiano Centamore). Sul finire del 1972 la segreteria del PSI passerà a Sebastiano Ventura, che la terrà fino al 1975. Si trattava insomma delle contorsioni dell’ennesima crisi del mondo socialista, stavolta dilaniato non più da motivi ideali o da diverse strategie, ma da acrobazie politiche sempre più dilaganti e incontenibili.

Nelle file del PCI, sempre più appiattito sull’Amministrazione Comunale, cominciavano nel frattempo a serpeggiare malumori per aspettative deluse o per la vita sezionale divenuta fiacca e distratta, mentre a livello nazionale maturavano avvenimenti che avrebbero in buona parte modificato anche il quadro politico locale.

Le elezioni politiche del 1972

Le elezioni politiche del 7 maggio 1972 decretarono, a Lentini, un calo dei partiti del centro-sinistra [14] e una crescita delle opposizioni di sinistra [15] e di destra [16]. Inoltre a livello nazionale accadde che il PSIUP alla Camera non raggiunse il quoziente richiesto dalla legge elettorale [17], non ottenendo di conseguenza alcun seggio [18], per cui il gruppo dirigente convocò un congresso straordinario per adottare i provvedimenti conseguenziali.

Le elezioni regionali del 1972

Il 13 giugno 1972, dunque un mese dopo, si tennero le elezioni regionali siciliane e Marilli fu riconfermato all’ARS; ma il vero vincitore di quell’appuntamento elettorale fu il MSI, che raggiunse il suo massimo storico (18,6 %) a Lentini, nonostante la presenza in campo del declinante PDIUM [19], a danno soprattutto del PLI e della DC, essendosi avvantaggiato dell’insofferenza di alcuni settori sociali, che non vedevano più nella DC la vecchia “diga anticomunista”, a causa della ormai stanca formula di centro-sinistra [20] da essa privilegiata e della sua politica di “attenzione” nei confronti del PCI. Anche la DC dunque perse consensi (24,3 %), nonostante la buona prova della candidatura dell’avv. Salvatore Moncada. Nello stesso periodo in città venivano messi in atto i primi tentativi di costituire una sezione del PRI: promotori ne erano Giovanni Scuderi, Salvatore Giuffrida e Ciccio Consiglio.

Il congresso straordinario del PSIUP, tenutosi il 13 luglio successivo, decise lo scioglimento del partito; nello stesso tempo la maggioranza del partito (Vecchietti, Valori, Corallo) deliberò di confluire nel PCI, mentre una minoranza (Avolio, Menchinelli) optò per il rientro nel PSI e un’altra minoranza (Foa, Miniati) si schierò per la continuità e fondò un nuovo partito denominato Partito di Unità Proletaria (PdUP). A Lentini il gruppo dell’avv. Lazzara confluì nel PCI, mentre quello di Celso, maggioritario, si schierò per la sopravvivenza e costituì il PdUP. Tale scelta durò tuttavia pochi mesi, giacché, dopo laboriose trattative con la maggioranza centamoriana, il gruppo Celso confluì nel PSI. La stessa cosa farà qualche tempo dopo il gruppo Lazzara, che lascerà il PCI e confluirà anch’esso nel PSI. Nel giro di pochi mesi dunque l’intero PSIUP di Lentini approdò nel PSI, nelle cui file si preparò ad affrontare le elezioni comunali del 1975. Nel Psi entrò anche l’ex sindaco Vitale Martello, che subito si schierò con la minoranza interna dell’avv. Pupillo.

La nuova giunta: Michelangelo Cassarino

Agli inizi dell’autunno 1972 fu posto, dalla Federazione comunista e dall’on. Marilli, il problema del suo doppio incarico di deputato e di sindaco, difficili da gestire ambedue in maniera soddisfacente. Si pose perciò il problema della sostituzione del sindaco. Dopo lunghe e defatiganti discussioni, la scelta alfine cadde sul prof. Cassarino, che aveva accumulato una notevole esperienza facendo l’assessore dal 1964 al 1970. Questa operazione comportava le dimissioni della Giunta in carica. Centamore prese la palla al balzo per chiedere non più uno, ma due assessori, tanti quanti erano in quel momento i consiglieri del PSI, con la motivazione che la forza elettorale del PSI era doppia di quella dell’ex PSIUP, che però ne aveva due [21]. Il PCI non si oppose e il duo Renna-Celso venne così elegantemente escluso dall’esecutivo. Il 20 dicembre 1972 venne eletta la nuova Giunta [22], che rimarrà invariata fino alla fine della legislatura.

L’elezione a sindaco di Cassarino in sostituzione dell’ancor prestigioso Marilli fu più subita che digerita dalla basa comunista, in nome del “centralismo democratico” vigente nel PCI. Ma il malessere latente cominciò ad emergere sempre di più, nutrito da un oggettivo distacco della sezione dalla delegazione al Comune e da questa con la base popolare e perfino col sindacato, mentre saliva l’insofferenza per le regole edilizie, in un periodo in cui tutti volevano al più presto abitazioni più comode e case al mare, anche a costo di forzature abusivistiche; inoltre aumentava la disoccupazione e la sottoccupazione dovuta alla crisi agrumaria, che si mangiava i posti di lavoro. Insomma il PCI si apprestava ad affrontare le nuove elezioni comunali in condizioni affatto favorevoli.

Anche in campo democristiano ci furono importanti novità. Nel 1974 l’avv. Nicotra, oberato dai molteplici impegni politici e istituzionali, lasciò la segreteria della sezione al giornalista Gianni Cannone. Il nuovo segretario [23], allievo di Carlo Lo Presti, oltre che di politica, si era occupato anche di cultura ed aveva al suo attivo la presidenza della V e VI edizione del Premio Nazionale Lentini e l’organizzazione di un convegno internazionale su Vitaliano Brancati. Egli cercò di rinvigorire la vita della sezione e si occupò attivamente della formazione politica dei militanti, come dimostra la diffusione del settimanale politico-culturale del partito La Discussione [24].

E fu con la guida di Cannone che la DC lentinese si preparò ad affrontare la sfida elettorale che doveva segnare la svolta forse più importante per il ruolo politico del suo e degli altri partiti nella Città.

Ferdinando Leonzio


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[1] Nella carica di segretario provinciale, all’ex partigiano Graziano Verzotto era succeduto l’avv. Bernardo Giuliano. La DC alla Provincia ottenne 21 seggi su 40.

[2] La DC di Lentini alle provinciali ottenne il 30,4 % e alle comunali il 32,2 %.

[3] Il geom. Galatà diventerà, diversi anni dopo, un fine dicitore di opere poetiche e letterarie, ricercato in molte manifestazioni artistiche e culturali della Città.

[4] Tribulato si dimetterà nel corso della legislatura e, il 29-3-1971, sarà surrogato dal cav. Cirino Floridia, un ex dipendente delle FF.SS. che si batterà strenuamente perché tutti i treni in transito per Lentini si fermassero alla stazione della Città. La sua vittoriosa battaglia sarà consacrata in una ormai rara pubblicazione dal significativo titolo di Alt! Fermata a Lentini!

[5] Di Stefano, dimissionario, sarà surrogato, l’8-3-1971 dall.avv. Carlo Mugno, esponente della stessa corrente.

[6] In prossimità delle elezioni vi aveva aderito l’ex comunista nonché consigliere uscente delle “Ruota Alata” Vincenzo Crisci, diventandone addirittura vicesegretario.

[7] Dopo alcuni mesi, in seguito ad un ricorso, fu sostituito dall’imprenditore Rosario Renna.

[8] In seguito Amore lascerà il posto al primo dei non eletti della sua lista, Peppino Pisano.

[9] Dopo qualche tempo gli subentrerà il prof. Alfio Siracusano, che resterà in carica fino agli inizi del 1975, quando sarà sostituito da Elio Magnano.

[10] Era stata abolita la distinzione tra assessori effettivi e supplenti.

[11] La Giunta Municipale risultò così composta: On. Prof. Otello Marilli (sindaco), avv. Delfo Lazzara, vicesindaco (PSIUP), prof. Michelangelo Cassarino, prof. Alfio Siracusano, Cirino Caracciolo, Luciano Conti, Paolo Innocenti (PCI), prof. Sebastiano Addamo e Salvatore Formica, leader dell’Alleanza Contadini (indipendenti).

[12] Allora gli assessori erano eletti dal Consiglio Comunale e non nominati dal sindaco, come prescritto dall’attuale normativa.

[13] La Giunta PCI-PSI-PSIUP risultava così composta: On. Prof. Otello Marilli (sindaco), cav, Sebastiano Centamore, vicesindaco, prof. Ferdinando Leonzio (PSI), avv. Filadelfo Lazzara (PSIUP), Graziella Vistrè, Paolo Innocenti, prof. Alfio Siracusano, Cirino Caracciolo (PCI), Salvatore Formica (ind.).

[14] DC 2149 %, PSI 3,72 %, PSDI 2,59 %, PRI 1,08 %.

[15] PCI 45,8 %; PSIUP 4,3 %, PCMLI, MPL e Manifesto 1,4 %.

[16] PLI 2,27 %; MSI 17,3 %.

[17] Aveva ottenuto l’1,9 % e circa seicentomila voti.

[18] Al Senato si era presentato assieme al PCI, eleggendo perciò alcuni suoi esponenti.

[19] Il Partito Democratico Italiano di Unità Monarchica (PDIUM) era sorto l’11-4-1959 dalla fusione del Partito Nazionale Monarchico (PNM) di Alfredo Covelli e del Partito Monarchico Popolare (PMP) di Achille Lauro. Nel 1972 confluirà assieme al MSI, in un nuovo soggetto politico di destra che assumerà la denominazione di MSI-Destra Nazionale (MSI-DN).

[20] A livello nazionale tale politica era allora interpretata dai governi guidati da Mariano Rumor, Emilio Colombo e Giulio Andreotti.

[21] Celso e Lazzara erano entrambi di provenienza ex psiuppina.

[22] Essa era così composta: Prof. Michelangelo Cassarino, sindaco; cav. Sebastiano Centamore (vicesindaco) e prof. Ferdinando Leonzio (PSI); avv. Delfo Lazzara, on. Otello Marilli, Cirino Caracciolo, Paolo Innocenti, Graziella Vistrè (PCI), Salvatore Formica (ind.).

[23] Attorno a lui si formò un gruppo di qualificati collaboratori: Davide Battiato, Franco La Ferla, Turi Amore, Armando Bosco.

[24] Il giornale era stato fondato da Alcide De Gasperi. Per la quantità di abbonamenti procurati, Cannone venne citato nel numero del 14-5-1975.


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