Sei all'interno di >> :.: Culture | Cinema - Visioni |

“La Fabbrica di Cioccolato”


Preparatevi a fiumi di cioccolato... “La Fabbrica di Cioccolato” di Tim Burton, un’appetitosa avventura ricca di cioccolato, lecca lecca, chewin-gum...
mercoledì 5 ottobre 2005, di Laura D’Asta - 2204 letture

Il nuovo film di Tim Burton è un’appetitosa avventura ricca di cioccolato, lecca lecca, chewin-gum... Adattamento del celebre libro per l’infanzia di Roald Dahl e remake della pellicola “Willy Wonka e La Fabbrica di Cioccolato” diretta nel 1971 da Mel Stuart, protagonista Gene Wilder nei panni del cioccolataio Wonka, ora interpretato dall’attore-culto di Tim Burton, Johnny Depp.

Una voce fuori campo, poi si scoprirà essere un’Oompa-Loompa, racconta la storia di Willy Wonka, un personaggio ricco e solitario, proprietario di una fiorente fabbrica di cioccolato chiusa da anni al pubblico precisamente da quando gli sono state sottratte alcune preziose ricette. Un bel giorno decide di aprire le porte a cinque bambini. Dunque, cinque biglietti d‘oro vengono nascosti nelle tavolette di cioccolata, inizia la caccia al biglietto fortunato... I vincitori passeranno un’intera giornata all’interno dell’impianto, guidati dal proprietario in persona...

Nel ruolo del singolare cioccolataio, un magistrale Johnny Depp visionario e solitario che s’intende alla perfezione con i suoi Oompa-Loompa, fedelissimi dipendenti tutti interpretati da Deep Roy, l’attore è stato ripreso più volte al computer in 165 figure. Nella trasposizione cinematografica le liriche composte dallo scrittore inglese sono diventate degli intermezzi musicali che sembrano ricordarci i film degli anni ’50-’60, seppur ai più possono risultare alla lunga noiosi. Se la cavano bene i ragazzi scelti dal regista per interpretare Augustus, Veruca, Violet, Mike, accompagnati da un genitore, si distingueranno chi per golosità, chi per superbia, chi per avarizia, testardaggine. Per la sua umiltà e bontà, spiccherà ad ogni modo su tutti Charlie guidato dal nonno Joe; uno straordinario Freddie Highmore ci colpisce per lo sguardo pieno di meraviglia, aiuterà Wonka a rimarginare le ferite del passato. Infatti nel film Burton introduce la figura paterna: il dentista, Christopher Lee, per dare a Willy una famiglia d’origine ed una spiegazione alla sua bizzarra personalità.

Tematica centrale sia del libro che del film è il nucleo familiare: i genitori sono i principali responsabili dell’educazione dei figli, dei loro capricci e vizi come della loro modestia e umanità; i nonni sono un ricco ed inesauribile tesoro.

Un film ben riuscito, quindi, pieno di colori che racchiude una morale ed elementi tipici burtoniani come il gotico e l’horror rintracciabili ad esempio nella casetta di legno dove vive Charlie con la sua famiglia, nell’apparecchio-museruola di Willy bambino che ci ricorda Edward Mani di Forbice.

Entusiasmante il richiamo a “2001: Odissea nello spazio” nella Stanza della Telecioccolato: il monolito diventa una tavoletta di cioccolata, per non parlare poi del riferimento alla stanza stessa e via dicendo.

Insomma riesce bene quest’ultimo lavoro di Tim Burton, un film per tutti, adulti e bambini, perciò vale la pena vederlo anzi gustarlo...

Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Stampa Stampa Articolo
:.: Condividi

Bookmark and Share
:.: Articoli di questo autore
:.: Articoli di questa rubrica
:.: Articoli più recenti
Girodivite - Segnali dalle città invisibili è on-line dal 1994. Quotidiano telematico e cartaceo, registrazione presso il tribunale di Catania n.13/2004 del 14/05/2004. Redazione: via Antonino di Sangiuliano 147 - 95131 Catania. Contatti: giro@girodivite.it (mail max 200kb) ::: Puoi syndacare le nostre notizie attraverso il file backend.php (XML RSS 1.0 format). Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto le licenze Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike, che tutelano la possibilità di ripubblicarli, previa autorizzazione per fini commerciali.