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La Classe non è acqua

Après la Classe! E ti aspetti un gruppo francese o chissà quale altra composizione "esotica". Invece sono 7 pugliesi d.o.c. anzi per essere precisi provengono dal Salento, terra amata e di cui vanno fierissimi.

di Manuela Boccone - mercoledì 23 febbraio 2005 - 8745 letture

Ma perchè allora scegliersi un nome in lingua francese? Questi scatenati salentini non cantano solo in italiano e in dialetto ma si dilettano appunto anche con la lingua dei nostri cugini d’oltralpe.

Il loro primo album risale al 2002 e il titolo è semplicemente "Après la Classe". Nel 2004 esce invece il secondo lavoro, "Un numero", che li porta di nuovo tra le hit della musica non commerciale italiana.

I brani più passati dalle radio e che li hanno resi visibili al grande pubblico sono "Ci 6 solo tu", "Paris", "Sale la febbre", "Un numero" e la "Patchanka". Nel loro repertorio non mancano le cover di "Ricominciamo" di Pappalardo in versione ska, "Lu rusciu te lu mare" un classico della musica popolare salentina riproposto in chiave reggae, e "Kalinifta" a metà tra l’hard del punk e il reggae. Brani noti ma proposti in maniera tanto originale da apparire come "creature" nuove.

Non sono mancate le occasioni per farsi conoscere in tutta Italia grazie alle tournèes ricche di date e di località sempre diverse. L’ultimo appuntamento live è stato il 12 febbraio scorso a Teramo e ci auguriamo che riprendano al più presto il loro giro per le città italiane così da avere il meritato riscontro da parte del pubblico, seppur di nicchia, che li segue con affetto ed entusiasmo.

Fin dagli inizi hanno dimostrato uno stile proprio che li distingue dal resto del panorama della musica non commerciale italiana tant’è che risulta difficile anche definirli: si potrebbe dire che fanno folk e reggae ma lo ska e il punk dove li mettiamo? Senza dimenticare l’elettronica e la latina, un pizzico di balcanica e degli assaggi di hip hop.

Forse sarebbe più corretto dire degli ALC che sono un’esplosione di energia come del resto molti altri gruppi provenienti dal tacco dello Stivale. Ci si diverte e si balla con la loro musica senza dimenticarsi dell’amore per la propria terra, fieri di essere meridionali, nè si tralasciano temi più seri ed impegnati o di protesta come in "Simu li pacci" contro le condizioni disumane in cui vertono i pazienti degli istituti psichiatrici.

Si potrebbe cadere nell’errore di associarli ai conterrannei Sud Sound System, a cui va un grande riconoscimento come gruppo di rilevante bravura nella scena del raggamuffin e dell’hip hop italiano, ma gli Après la Classe sono gli Après la Classe e basta! Non assomigliano a nessuno se non a se stessi dimostrando che la Classe non è acqua.

Questo il sito ufficiale del gruppo. Pieno di info, curiosità e foto offre la possibilità di vedere un paio di video e di confrontarsi con gli stessi ALC e i loro fan. Buona navigazione.

http://www.apreslaclasse.it


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> La Classe non è acqua
26 febbraio 2005

clap clap clap!BRAVISSIMA! il tuo amico MAX
> La Classe non è acqua
1 marzo 2005, di : giovanni

Ciao Manuela ho letto il tuo articolo su gli après la classe memorabile meglio di una recenzione del MUCCHIO io queto gruppo lo conosciuto vedendo un loro concerto in salento e mi sono piaciuti subito proprio per il loro modo di unire cosi diversi stili di muscica e lo sappiamo benissimo cosa signififica oggi per una band giovane sfondare sul mercato musicale non seguento i parametri imposti dal mercato musicale
    > La Classe non è acqua
    1 marzo 2005, di : manuela

    Grazie Giovanni x il commento...non immagini quanto mi faccia piacere dato ke questo è il primo articolo ke scrivo x un giornale. Infatti non è facile far sentire la propria voce quando questa si discosta da ciò ke la major propongono e vorrebbero imporre sul mercato. Se la redazione lo approva, domani dovrebbe essere pubblicato un altro mio articolo sul nuovo dei folkabbestia...attendo tuoi commenti ; )
> La Classe non è acqua
2 marzo 2005

ma vai a lavorare e vediamo se mi rispondi mersi bocù:-PP
La Classe non è acqua
14 agosto 2006, di : maurizio |||||| Sito Web: la classe non é acqua

Magari è un po’ tardi per rispondere ad un articolo di 18 mesi fa, però ci provo lo stesso. Nell’ultima settimana ho sentito in radio un paio di passaggi del nuovo singolo degli ALC e sono CORSO a comprarmi quel che c’era disponibile in negozio: ho trovato l’album del 2004, UN NUMERO. STREPITOSO! Premetto che io non ne capisco un tubo di Ska e di Punk, ma a suo tempo ho ballato il reggae e mi sono innamorato della musica solare (v.es. Michael Camino, soundtrack di Two Much) come quella brazil... oggi, a 48anni, con un passato di dj (al tempo in cui le radio libere erano una potenza) ascolto con piacere l’easy listening, ma mi piace in modo viscerale la musica viva e vera. Negli ALC ho trovato quella marcia in più (rispetto ad altre formazioni, come la Bandabardò e SudSoundSystem, per esempio): il sole e l’allegria. Dopo aver ascoltato l’album mi sono fatto una doccia per togliermi il sale del mare salentino di dosso. Poi ho riascoltato Sale la febbre, e ho cercato qualcuno in rete con cui condividere il mio entusiasmo, ed eccomi qui. Complimenti (se li accettate) al SudEst, da uno del NordEst. Maurizio - hierba@libero.it