Sul numero speciale di Panorama (senza la scritta "Panorama")
distribuito in questi giorni in milioni di copie in tutte le case
mancano due cose importanti: i communisti che mangiano i bambini (forse
una dimenticanza) e la parola "mafia" (sicuramente non una
dimenticanza)...
PROMEMORIA
La nostra e’ una Citta’ in cui si lavora:
a comandare, e’ il popolo e la Legge.
Ciascuno di noi tutti ha dei diritti,
quand’e’ insieme con altri, e quando e’ solo;
ciascuno di noi tutti ha dei doveri.
Nella Citta’ non c’e’ uomo ne’ donna,
miscredente o fedele, bianco o nero.
I cittadini sono uguali. Tutti
vivano nella loro dignita’,
ne’ miseri, ne’ troppo ricchi: a ognuno
fraterna dia il suo aiuto la Citta’.
Chi pensa, chi produce, chi lavora,
ognuno dia una mano alla Citta’:
lei vuole che nessun rimanga fuori
per la pigrizia o per la poverta’.
E’ una la Citta’, ma il cittadino
e’ diverso un dall’altro, al suo paese,
nel suo nord, nel suo sud, nel suo dialetto:
la Citta’ non ci vuole fatti a schiera.
Legge di dei non e’ legge civile:
qui, ciascuno rispetti il dio d’altrui.
I boschi, l’aria libera, i poeti,
i maestri che insegnano, il sapere
sono il nostro tesoro: la Citta’
per tutti loro e’ vita e liberta’.
Non barbari, ma uomini civili
noi rispettiamo ogni altra citta’.
Ma chi fugge dai barbari, qui trovi
casa fraterna, asilo e carita’:
guai a chi lo scaccia! Offende tutti noi.
Non sia guerra fra umani, uomini!, mai.
Ragionate piuttosto: noi vogliamo
essere i primi a ragionare, e andiamo
nel mondo in amicizia e liberta’.
Nei giorni duri, abbiamo una bandiera
che ci ricorda: siamo una Citta’.
L’ubriaco torna a casa aggrappandosi ai lampioni. Essi purtroppo non lo
reggono e lo lasciano spietatamente scivolare giu’. Lui, rialzandosi a
fatica: "Coglione! - sbraita al lampione - Communista! Mostro, pubblico
ministero, maggistrato!".
* * *
Sul numero speciale di Panorama (senza la scritta "Panorama")
distribuito in questi giorni in milioni di copie in tutte le case
mancano due cose importanti: i communisti che mangiano i bambini (forse
una dimenticanza) e la parola "mafia" (sicuramente non una
dimenticanza). Stampato a grossi caratteri, senza firme negli articoli,
con bandiere, sorrisi, banconote e ministri sorridenti dappertutto. Non
manca il saggio ideologico sul "B. Pensiero".
(Un mafioso, per la verita’, non ha resistito alla tentazione di
scriverci qualcosa di persona. E’ a pagina 134: basta con le
intercettazioni telefoniche, dice, "se continua questa tendenza presto
le nostre telefonate si concluderanno col saluto Arrivederci
maresciallo". Questo, dallo stile, sembrerebbe proprio Dell’Utri)
* * *
Vanna Marchi senza audio (bocca rotonda, gesti, piccola prepotenza,
suasione) e’ esattamente identica a chi?
* * *
Societa’. Triplicato il patrimonio di tutti gli italiani che fanno il
presidente del consiglio. Meno bene per tutti gli altri.
* * *
"La sinistra vuole rendere uguali il figlio del professionista e il
figlio dell’operaio".
* * *
"Questa magistratura e’ il cancro del paese".
Anziani. Esclusi dai rilevamenti Auditel gli spettatori sopra i 64 anni:
spendono poco e percio’ non contano. Piu’ di cento discorsi.
Centocinquantotto soldati italiani colpiti da tumore per le munizioni
all’uranio impoverito usate nella spedizione dei Balcani. Ventotto ne
sono morti. Il ministero della Difesa, dopo averlo negato per anni, lo
ammette oggi. Qual e’ la pena, in tempo di guerra, per coloro che
tradiscono i propri soldati?
"Se perdiamo, ce ne andiamo via dalla destra. Non e’ detto che non ci
mettiamo con la sinistra, se ci piglia". Questo e’ Maroni. Ricorda Paolo
Villaggio nell’Armata Brancaleone, il truculento tedesco con lo spadone
che a un certo punto si mette a balbettare davanti a Gassmann che l’ha
sconfitto e disarmato.
Luxuria. "Non ce l’ho con Berlusconi, anche lui si mette i tacchi e si
trucca".
Quanto puo’ valere una e-mail? Questa, non lo so. Ma il record e’ di
quella spedita, il 7 aprile 2005, da un anonimo funzionario onesto della
Banca Popolare di Lodi (la banca leghista) grazie alla quale i
magistrati hanno aperto le indagini sul colossale giro di intrallazzi
(Fiorani& C.) che ha portato al sequestro - finora - di 327.596.459
euri, circa 650 miliardi di lire. Capisci perche’ ce l’hanno con
internet? Fa troppa luce.
Palermo. Comincia il processo per Mauro De Mauro, ucciso perche’ aveva
scoperto l’accordo fra mafia e fascisti per fare un golpe e ammazzare
comunisti e magistrati. Era l’autunno del ’70, quando l’hanno ammazzato:
la giustizia e’ andata lenta, perche’ nessuno l’ha aiutata. Ma alla
fine eccola qui. "E’ con orgoglio ed emozione ma anche con amarezza e
malinconia che a piu’ di trentacinque anni dalla sera di quel 16
settembre 1970 siamo qui per aprire un’istruzione dibattimentale,
chiedere le prove e accertare la verita’ sul delitto" ha detto il
magistrato, Antonino Ingroia (uno di quelli piu’ odiati da Cosa Nostra e
dal signor B.). E’ lenta, la giustizia, ma arriva, prima o poi.
Mie cazzate. L’articolo "di Sgarbi" su MicroMega in realta’ era un
articolo "su" Sgarbi, messo insieme con abili collages da Marco
Travaglio. Mi sono lasciato ingannare dalla pubblicita’. Me ne scuso con
Travaglio, con Flores, con d’Arcais. (A segnalarmi il mio errore, fino a
ieri sera, siete stati in sei: non si puo’ dire che i lettori della
Catena siano indulgenti. Il record comunque e’ quello di tre anni fa,
quando arrivarono diverse - documentatissime - lettere per protestare
contro una *virgola* in piu’ che avevo messo in una citazione latina).
Bavaglio, Una bibliotecaria dell’Universita’ di Palermo, Francesca
Patane’, ha segnalato su un sito un’indagine a carico di due professori
Salvatore Tudisca e Antonio Bacarella, preside e ordinario della
facolta’ di Agraria - indagati a Firenze per associazione a delinquere
e abuso di ufficio (piu’ precisamente per aver "pilotato concorsi per
l’assegnazione di incarichi di insegnamento universitario"). Ai due
baroni infedeli, l’Universita’ - Magnifico in testa - non ha niente da
dire. Alla dipendente fedele (alla dignita’ dell’ateneo) invece
licenziamento immediato per "comportamenti che pur non costituendo
illeciti di rilevanza penale, sono di gravita’ tale da non consentire
la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro".
Bookmark: http://www.ateneopalermitano.it
Ponte. Una commissione parlamentare d’inchiesta sul Ponte di Messina: la
proposta, lanciata da Antonio Mazzeo di Terrelibere, e’ stata ripresa da
Rifondazione e Verdi. L’idea sarebbe di far luce sulla complessa vicenda
che si e’ sviluppata negli ultimi anni e soprattutto negli ultimi mesi
attorno a un Ponte che, pur non essendoci, ha gia’ ingoiato risorse e
mobilitato interessi anche "strani".
La magistratura e’ gia’ intervenuta due volte, sia per possibili
infiltrazioni mafiose, sia per attivita’ irregolari di funzionari del
governo. L’Europa, a sua volta, ha aperto procedure di infrazione per
come e’ stata portata avanti la progettazione e la valutazione d’impatto
ambientale. Di materia per una Commissione d’inchiesta non ne manca,
soprattutto alla luce dell’inspiegabile contratto con l’Impregilo,
stipulato dalla societa’ Stretto di Messina a due settimane dal voto.
C’e’ aria di peculazione finanziaria basata sulle "penali" da pagare al
General Contractor nel caso che il Ponte non si faccia.
Ah, la copertina censurata del Mucchio (quella che il distributore
Parrini non ha distribuito per paura)! Con lo storico personaggio del
"catzillo" (fumetto molto famoso negli anni 80) che l’autore Gianfranco
Grieco ha rifatto a immagine e somiglianza del signor B., sarebbe stata
la giusta risposta di un popolo "coglione" ma non rincoglionito.
(Mucchio Selvaggio, il Frigidaire del Duemila, Rock & Liberta’)
Bookmark: http://www.ilmucchio.it
Un’ora di antimafia a scuola. La lotta alla mafia non e’ solo lotta
"contro" la mafia, ma lotta anche "per" un domani migliore. Coloro che
sono caduti per essa non sono solo vittime per la mafia, ma anche
seminatori e apostoli di un altroavvenire avvenire. Dobbiamo insegnarlo
ai nostri ragazzi; non solo, ma anche imparare da loro. L’ora di
antimafia sarebbe il contenitore in cui i "vecchi" versano conoscenze e
memoria e i giovani speranze e idee, in uno scambio infinito.
("C’erano due amici di Palermo che si chiamavano uno Giovanni e l’altro
Paolo. Essi decisero di combattere contro quelli che rubavano l’acqua
alla Sicilia e facevano stare male i siciliani. Cosi’ diventarono
giudici e fecero grandi cose. Alla fine pero’ li ammazzarono. Alla fine
pero’ la gente fece un albero per ricordarsi di loro e forse prima o poi
farli tornare").
ninoq@hotmail.com wrote:
< Sono stato alla manifestazione di Libera a Torino, migliaia di persone
sotto la pioggia a ricordare i nomi delle vittime della mafia. Qualcuno
ha detto che le gocce di pioggia sono lacrime di un dio che ama gli
uomini >
Giancarlo Roncato wrote:
< L’atteggiamento sempre piu’ scomposto del sig. S.B. ci deve mettere
sull’avviso che l’uomo non accettera’ di perdere le elezioni (in gioco
ci devono essere cose imprescrittibili che non conosciamo) e che sembra
disposto a tutto pur di non riconoscere una sconfitta >
esperito@libero.it wrote:
< Un ricco e avaro mago aveva molte pecore; poiche’ esse sapevano che il
mago aveva una certa predilezione per la carne di agnello, spesso, nel
tentativo di sfuggirgli, si perdevano o si ferivano. Il mago, che non
voleva costruire un recinto ne’ assumere dei pastori, penso’ che la cosa
migliore da fare fosse quella di ipnotizzare le sue pecore facendo loro
credere che la macellazione non era affatto dolorosa, ma, anzi,
piacevole. Le indusse a credere che le amava sopra ogni altra cosa e che
tutte le sue azioni erano per il loro bene; esse non erano in realta’
pecore, bensi’ leoni, aquile o uomini. Da quel momento in poi il gregge
non temette piu’ il mago, ma attese con gratitudine la macellazione >
alessandro.paganini@cheapnet.it wrote:
< Sono andato a fare la spesa con l’autobus, e i sacchetti in mano.
Come le massaie. Due sacchettoni, su un autobus strapieno, andatura a
singhiozzo per traffico cronico, cercando di tenersi, di non schiacciare
i pomodori, di non sbriciolare i biscotti, sudando come una bestia e non
potendosi ne’ sbottonare il giubbotto, ne’ grattare la spalla. Come le
massaie. Grazie anche per questo, alle mamme di questo millennio
balordo >
Franco Gialdinelli wrote (lettera aperta a Carlo Azeglio Ciampi) wrote:
< Caro Presidente,
Siamo un gruppo di amici di Enzo Baldoni. Da anni ci frequentiamo
quotidianamente via internet grazie alle mailing list da lui fondate.
Le chiediamo un riconoscimento per il nostro amico Enzo, scomparso in
Iraq dove, senza armi, era andato a cercare di capire le ragioni di una
guerra, e ad aiutare, per quel che poteva, chi aveva bisogno, al di la’
della fede politica o religiosa. Questo gli e’ costato la vita. Per lui
adesso vorremmo si’ una medaglia, ma di cristallo: una medaglia
simbolica alla chiarezza e alla serenita’. La chiarezza che Enzo amava
cercare durante i suoi viaggi, e la serenita’ che ha saputo insegnare a
chi ha avuto il privilegio di essergli amico. La chiarezza per noi di
capire infine cosa e’ realmente successo in quei giorni dell’agosto
2004, e la serenita’ che in parte ci restituirebbe il riavere cio’ che
resta del nostro amico di nuovo qui vicino. Senza cerimonie e clamori,
come Enzo e la sua famiglia ci hanno insegnato. Con profondo rispetto,
gli amici di Enzo >
Per aderire: EnzoB-owner@yahoogroups.com
Beppe Sini (Centro di ricerca per la pace di Viterbo) wrote:
< Per favore, non stiamo a parlare delle pagliacciate con cui il primo
ministro tenta di distrarre l’attenzione da cio’ che conta e ridurre
tutto a suburra. Parliamo invece di cio’ che conta. Decidiamo se siamo
dalla parte della mafia o dalla parte di chi la combatte. Decidiamo se
siamo dalla parte degli sfruttatori o degli sfruttati. Decidiamo se
preferiamo la guerra di tutti contro tutti o lo stato di diritto.
Decidiamo se siamo dalla parte dei razzisti e dei golpisti o della
Costituzione repubblicana scaturita dalla lotta antifascista. Decidiamo
se della natura pensiamo che sia uno scrigno da forzare e saccheggiare o
una casa comune e un sistema vivente di cui siamo noi stessi parte.
Decidiamo infine se deve proseguire il regime del patriarcato che nega
piena dignita’ a meta’ del genere umano. A chi mi chiede per chi voto,
rispondo: per la coalizione di centrosinistra che si oppone alla
coalizione berlusconiana; e per il solo, semplice fatto che si oppone
alla coalizione berlusconiana. Perche’ solo con la sconfitta di questa
si potra’ difendere la Costituzione, la legalita’, la democrazia nel
nostro paese >
AntonellaConsoli wrote :
< Noi che guardiamo le cose
sicuri di sopravvivere
e il mare che scintilla
ogni scintilla un uomo >
Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche
semplicemente per liberarsene, basta scrivere a
riccardoorioles@sanlibero.it — Fa’ girare.
"A che serve vivere, se non c’e’ il coraggio di lottare?" (Giuseppe
Fava)
(*) La "Catena di San Libero" e’ una e-zine gratuita, indipendente e
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