Carlo Azeglio Ciampi sara’ probabilmente l’ultimo Presidente tradizionale (super partes e autorevole per tutti) della nostra storia; i prossimi, saranno politici come tutti gli altri. Non gli chiediamo di essere Pertini. Ma sarebbe bello se ci provasse.
In Italia, a differenza che in Bolivia o in Cile, per fare un colpo di
stato non c’e’ bisogno di occupare palazzi. Anzi non c’e’ neanche
bisogno di farlo fino in fondo: basta mostrarsi pronti a poterlo fare.
Poi si tratta, si enucleano gli avversari piu’ risoluti e si aiutano i
piu’ accondiscendenti. Infine, si avverte il paese che non e’ successo
niente, che tutto e’ in perfetto ordine e grande e’ la concordia
nazionale
Questo e’ avvenuto in Italia gia’ diverse volte. Il primo centrosinistra
fu bloccato (e castrato) col Piano Solo. Il Sessantotto con Piazza
Fontana. La svolta degli anni Settanta (nel ’75 tutti davano per certo
un governo di sinistra) col paziente stillicidio di attentati che poi fu
definito strategia della tensione. Negli anni Ottanta la P2, o meglio
*le* P2, alcune delle cui propaggini sono ancora oggi nel governo.
Questa anomalia italiana (nessun altro paese europeo ha una storia reale
cosi’ distinta da quella ufficiale) deriva da due ragioni. Buona parte
della classe dirigente "moderata", a parte le riverniciature esteriori,
era ancora sostanzialmente fascista, del fascismo "perbene" del ’36, a
stento trattenuta dal guinzaglio democratico della Dc. E buona parte
degli apparati dello Stato, anche fra i piu’ ligi, si riteneva legata a
una doppia fedelta’: alle istituzioni italiane per l’ordinaria
amministrazione ma, per le questioni piu’ gravi, alla struttura
atlantica, cioe’ agli americani. Che avevano i loro uomini e le loro
gerarchie di sicurezza, non sempre coincidenti con quelle italiane:
alcuni ministri della Difesa, ad esempio, venivano messi al corrente
delle strutture in Italia, ed altri no.
In questa situazione non era mai difficile, per i "moderati" in realta’
fascisti, trovare una sponda - anche per strategie paramilitari - presso
questo o quel comando americano; ne’, specularmente, l’alleato si
trovava mai privo di personale indigeno cui affidare "azioni di guerra"
che, per motivi d’immagine, non poteva gestire in proprio. In entrambi i
casi, la motivazione era una sorta di distorto patriottismo che
giustificava praticamente ogni cosa e che rimase a far da alibi anche
quando la guerra contro l’Unione Sovietica - in nome della quale diversi
delitti furono coperti dalle autorita’ italiane - era finita da un
pezzo.
Nel giro di due mesi noi italiani ci siamo ritrovati con un nostro
funzionario ucciso in Iraq per colpire i "fautori delle trattative"
(permesse al governo americano ma non a noi); con agenti stranieri
sguinzagliati sul nostro territorio per rapire i loro nemici; con
un’ennesima struttura paramilitare "clandestina" (in realta’ notissima e
semiufficiale) destinata ai "lavori sporchi" che il governo
ufficialmente non puo’ ordinare. Come nei casi precedenti (Gladio, P2,
gruppo Sogno, ecc.) la prima reazione ufficiale e’ "Non ne sappiamo
niente". La seconda, "Vabbe’, sono quattro scalzacani". La terza: "E
anche quando? E’ per meglio combattere il terrorismo! (il comunismo,
l’islamismo, ecc.)".
Questo non e’ ancora un paese completamente democratico, e ancora
avrebbe bisogno di un forte partito comunista, con le sue ottomila
sezioni di militanti pronti a scendere in piazza e anche se necessario a
minacciare di peggio. Perche’ e’ stato questo, in realta’ - unito alla
complessiva fedelta’ democratica della Dc e alla lealta’ militare dei
carabinieri - che ha salvato le istituzioni democratiche durante quegli
anni. Il Paese ebbe anche la fortuna di avere un presidente come Sandro
Pertini (non a caso completamente rimosso dalla storia ufficiale) di cui
tutti sapevano come avrebbe accolto i golpisti. E oggi? Carlo Azeglio
Ciampi sara’ probabilmente l’ultimo Presidente tradizionale (super
partes e autorevole per tutti) della nostra storia; i prossimi, saranno
politici come tutti gli altri. Non gli chiediamo di essere Pertini. Ma
sarebbe bello se ci provasse.
Spiegazioni. Il governo, sulle "estrazioni" della Cia a Milano: "Nenti
vitti e nenti sacciu".
Commissioni. Azzerata praticamente la commissione parlamentare
d’inchiesta sull’assassinio Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Il suo
presidente, Carlo Taormina, intervistato da Nigrizia ha detto che si e’
trattato solo "di un rapimento finito male". Dopo questa affermazione,
che Taormina ha cercato di smentire (non sapendo che l’intervista era
registrata), tutti i componenti non di destra si sono autosospesi dalla
commissione: meglio tardi che mai. Una commissione parlamentare dovrebbe
essere una cosa seria e non una passerella per personaggi come Taormina.
Informazione 1. Alcuni lettori siciliani (Mario Castorina e altri) hanno
mandato questa lettera aperta a Repubblica, chiedendone la
pubblicazione.
< Lettera aperta a Repubblica.
Caro Giorgio Bocca, Caro direttore Ezio Mauro, Caro Eugenio Scalfari,
Caro Vittorio Zucconi, avete giustamente scritto cose precise sulle
recenti elezioni comunali di Catania. Trascurate pero’, per interesse,
di parlare di una causa essenziale della stagnazione politica e civile
della nostra provincia. La totale assenza di una informazione
professionale e indipendente di inchiesta. Di questa assenza il vostro
giornale e’ gravemente corresponsabile. Da anni in virtu’ di un accordo
commerciale che vi assicura stampa a basso costo presso le tipografie
del locale editore di quotidiani, la Repubblica racconta ben poco su
Catania, ne descrive solo la superficie, e non indaga. Non nascono in
conseguenza dell’accordo commerciale con il locale editore, le pagine di
cronaca locale per una delle piu’ grandi e importanti citta’ d’Italia.
Peggio ancora e’ proibito al pubblico catanese leggere le pagine con la
cronaca di Palermo, che in altre provincie siciliane si possono leggere
acquistando il vostro bel giornale. Chi compra la Repubblica a Catania
non riceve alcuna informazione quotidiana di cronaca e politica locale e
regionale. E’ deprimente che la logica mercantile soffochi quella
civile. E’ una colpa grave. A Catania sono stati soffocati negli anni
tutti i tentativi di avere una informazione alternativa a "La Sicilia",
i tentativi sono stati tali e tanti, tutti inibiti, che alla fine si e’
instaurata anche tra le classi dirigenti e tra le forze politiche locali
una rassegnata sopportazione di questa situazione. Tanto piu’
scandalosa, quanto piu’ accettata. Non si scrive nulla sui veri
interessi economici che determinano le sorti dell’economia e della vita
sociale, civile e politica dell’isola. Chi ne parla e’ confinato a voce
isolata nel deserto. Non esiste informazione non condizionata dagli
attuali interessi economici dominanti. Trovano spazio solo le posizioni
che si ritiene convenienti lasciare emergere, in un preciso disegno di
costruzione di alleanze politico economiche. Nessuno racconta queste
cose. Gli ultimi a farlo sono stati uccisi. Se non parlate di queste
cose, non siete titolati a parlare di mafia. La crescita di una
coscienza civile e’ intrinsecamente connessa con la liberta’ di azione
dei mezzi di informazione. Una liberta’ che a Catania non esiste ed e’
pesantemente condizionata.
Accettare, sia pure nella logica di un vantaggioso accordo commerciale,
una limitazione cosi’ evidente della liberta’ di informazione,
costituisce una pesantissima limitazione della vostra autorevolezza.
Come cittadini catanesi vi chiediamo che abbiate il coraggio di
affrontare a viso aperto questa situazione parlandone ai vostri lettori,
che pubblichiate questa lettera aperta e indichiate le vostre
determinazioni >
Informazione 2. Stefano Mencherini e’ il regista del documentario Mare
Nostrum, censurato dalle tv sia Rai che Mediaset, dichiara: "Apprendo
dai mezzi di informazione che in Italia era operante un nucleo di
attivisti delle destre che giocavano a fare gli agenti dei servizi
segreti andando a curiosare perfino dentro i Centri di permanenza
temporanea. Mi chiedo: ma il tentato omicidio subito da me e da Souiden
Montassar, uno dei magrebini che ha subito sevizie e violenze dentro il
Cpt della Fondazione Regina Pacis (sostenuta in primis da monsignor
Cosmo Francesco Ruppi, arcivescovo di Lecce e presidente della Cei di
Puglia), e’ da addebitare a questi gruppuscoli di esagitati che pero’
hanno ottimi infiltrati, secondo quello che sta emergendo della stampa,
all’interno delle forze dell’ordine? E perche’ mai nei giorni scorsi
nessun quotidiano nazionale o locale, ne’ tanto meno nessun
telegiornale, hanno denunciato quanto accaduto al sottoscritto e al
compagno di strada Montassar?".
Bookmark: http://www.stefanomencherini.org
Vendola. "Nei Cpt ho visto bambini con il numero impresso a pennarello
sul braccio. Non diro’ che sono lager. Ma vanno chiusi".
Giustizia. Il tribunale di Catania ha annullato il provvedimento di
sequestro di beni eseguito nei confronti di Placido Aiello, genero
dell’imprenditore mafioso Gaetano Graci, emesso dal gip ed eseguito nel
giugno scorso dalla Guardia di Finanza. Il tribunale ha ritenuto
"estinto il reato" contestato ad Aiello che, secondo quanto accertato
dalla Finanza, aveva trasferito all’estero 750 mila euri in violazione
della normativa antimafia. Non e’ la piu’ sorprendente fra le sentenze
emesse, in tema di imprenditoria mafiosa, dalla magistratura catanese.
Una volta un imprenditore trovato in rapporti finanziari con mafiosi fu
assolto - a Catania - per avere agito "in stato di necessita’".
Satira. Forte dei Marmi. Assegnato al locale esponente Ds Umberto
Buratti il prestigioso Premio intenazionale di Satira (in questo caso,
involontaria) che si tiene nella cittadina versiliana ogni anno. Buratti
si e’ reso protagonista di un happening molto divertente, stendendo un
nastro simbolico sull’arenile per vietarne l’ingresso ai "vu cumpra’".
L’aspetto ironico dell’happening e’ che in realta’ il turismo di Forte
dei Marmi e’ rovinato non dagli innoffensivi ambulanti ma dall’esosita’
dei proprietari dei lidi, il cui presidente e’ proprio Buratti: una
normale giornata a mare ormai costa trentadue euri, e questo comincia a
sembrare un po’ troppo persino in Versilia.
"Per noi non c’e’ problema - ha detto il rappresentante degli ambulanti
senegalesi Si potrebbero individuare spazi appositi, puntando sulla
qualita’ e senza merce contraffatta". Un’idea di buon senso: fossimo il
Ds di Forte dei Marmi, cacceremmo l’esoso Buratti e iscriveremmo il
senegalese. Ma non si puo’...
Milano. Cambia nome piazza Duomo. Adesso, con apposita lapide, si
chiamera’ Largo Latitanza.
Medioevo. Accordo fra teologi islamici e cattolici, alla terza
conferenza sul dialogo interreligioso di Doha (Qatar), per un documento
comune contro unioni omosessuali, divorzio, aborto e nuovi modelli
familiari.
Eta’ moderna. Verona. Sei zingarelli venduti ai pedofili dai rispettivi
genitori. Arrestati alcuni degli acquirenti, otto rispettabili cittadini
italiani fra i 32 e i 74 anni.
Referendum. Licenziato in tronco dal seminario dove insegnava Etica il
cappuccino padre Rodolfo Zecchini. Aveva espresso perplessita’ in merito
alla posizione del Vaticano sui recenti referendum.
Prima linea. L’esercito statunitense ha deciso di ritirare entro
l’estate le proprie forze speciali dalla base di Rota, in Spagna. Rota
e’ una delle due basi prese in considerazione dal Pentagono per
allocarvi unita’ di pronto intervento per i teatri mediorientali.
L’altra base era quella di Sigonella, in Sicilia, e a questo punto
appare destinata a diventare in tempi rapidi una delle principali basi
operative della guerra in corso.
Cina. Assalito dalla folla il commissariato di polizia di Chihou
(Anhui). I cittadini, dispersi con difficolta’ dalle forze speciali
antisommossa, gridavano slogan contro la corruzione dei funzionari
locali e della polizia. Episodi del genere si verificano sempre piu’ di
frequente nelle province piu’ povere del paese.
Scritte sui muri. "Vinceremo!" (Bush, 2005).
Cristiani. Sono disponibili gli atti del Colloquio di Camaldoli 2004 sul
tema "Secondo Giustizia" (Laura Ceradini Leonori, edizioni Servitium).
Il Colloquio di quest’anno (tema: "Il prezzo della Liberta’") avra’
luogo dal 29 ottobre in poi.
Info: angelo.bertani@fastwebnet.it, gbenzoni@tin.it,
ed.camaldoli@lina.it
In rete. Tre incontri sulla chat di Cuntrastamu: martedi’ 12 con Carlo
Ruta, giornalista ragusano impegnato in inchieste su banche e
istituzioni, mercoledi’ 20 con Marco Benanti, giornalista indipendente
catanese licenziato dall’Ansa dove lavorava, e martedi’ 26 coi ragazzi
palermitani del gruppo "Addio Pizzo". Per partecipare basta entrare sul
sito di Cuntrastamu e seguire le istruzioni. Le chat sono aperte a tutti
e cominciano alle 21.
Bookmark: http://www.cuntrastamu.org
Cronaca. Roma. Aggrediti e rapinati da tre giovani italiani due
ambulanti senegalesi a Castelporziano.
Appello. Chiunque avesse gruppo sanguigno 0 rh negativo puo’ recarsi
dalle 7 alle 12 presso il centro donazioni del Policlinico Umberto a
Roma e dire che vuol donare il sangue per Francesco Tagliamonte.
Info: Giacomo 333.8543948
Solidarieta’. A Linda e Lucio, per il dolore che li ha colpiti in questi
giorni.
dinamitebla@inwind.it wrote:
< "Possiamo attaccarci benissimo l’un l’altro senza insulti gratuiti (ci
sono anche gli insulti funzionali al discorso, ma prutroppo sono rari) e
questo non e’ affatto prova di moderazione ma al contrario di
risolutezza".
Questo attacco di "buonismo" da parte tua, ad essere sincera, mi delude
un po’. E mi sorprende, pure e soprattutto. Il politicamente corretto
non e’ nelle mie corde e, mi sembrava, neanche nelle tue. Cosa ci
nascondi? >
* * *
Non so. Non mi sembra che Rosa Luxemburg abbia mai dato dello stronzo a
qualcuno. Ai miei tempi invece si usava molto.
shining@freaknet.org wrote:
< "Si pubblicano, per regola, le diverse opinioni. Si ringraziano gli
amici e si rispettano i nemici".
Vanno bene le diverse opinioni, ma credo che sia necessario aggiungere
"coerenti con il dibattito democratico". Non ho gradito che sulla
Catena, al pari di molti altri mezzi di informazione, sia stato concesso
spazio agli astensionisti sul referendum. Sono "felice" di discutere
fino alla lite con chi mi dice che e’ andato a votare quattro no: lo
riterro’ un avversario politico a mi battero’ fieramente contro le sue
idee. Ma l’astensionista consapevole non e’ un avversario: e’ un
nemico.
L’astensionista mi ha tolto uno spazio di democrazia esattamente come
fa la mafia con i suoi intrallazzi nelle istituzioni. L’astensionista
non puo’ godere di cittadinanza, avendo tolto a me la stessa.
L’astensionista non merita di dire la sua avendo privato me del diritto
di farlo.
La democrazia non e’ una cosa inerte: deve essere in grado di rigettare
i corpi estranei ed espellerli. Abbiamo lasciato che si costistuisse il
Msi, nonostante le disposizioni costituzionali, e qualche decennio dopo
abbiamo avuto Genova e la Bossi-Fini. Se ci facciamo convincere che
anche chi si oppone alla democrazia abbia il diritto di farlo,
accetteremo Hitler al Reichstag e Darwin all’indice >
Simona Mafai wrote:
< Apprezzo sinceramente la pluralita’ di voci ospitate nella "Catena di
San Libero", anche a proposito della Legge 40. Ma sono veramente
indignata con "longoborina", che nel numero del 27 giugno, - trascinato
(o trascinata?) da una acritica simpatia per gli immigrati - definisce
bonariamente "un guaio combinato da alcuni giovani frustrati da
situazioni disperate", lo stupro compiuto su una ragazza. Una visione un
po’ "minimalista" del delitto di stupro, non vi pare? >
Giancarlo Roncato wrote:
< Molti commenti sull’inchiesta di Maria Grazia Mazzola in onda sui Rai3
e qualche moto di stupore per le "strane" risposte alle interviste date.
Ma perche’ meravigliarci del degrado etico a cui il Paese e’ arrivato?
su cosa credete che si basino le convinzioni del centrodestra di una
vittoria alle prossime elezioni? proprio su questo imbarbarimento e
annullamento dei valori: evviva siamo tutti complici, continuiamo a
tenerci per mano in questo scellerato girotondo. Cosa pensate che abbia
insegnato ai nostri concittadini il vedere l’attuale maggioranza aiutare
senza tentennamenti: gli evasori (condoni - rientro dei capitali
dall’estero - depenalizzazione del falso in bilancio etc. etc. etc) gli
indagati eccellenti per reati di varia natura (legge Cirami - lodo
Schifani - salva Previti e concessione di attenuanti dovute per il
particolare ruolo istituzionale ricoperto, quando dovrebbe costituire
una aggravante) vedere i continui attacchi alla Magistratura, alle
Costituzione, al Capo della Stato? Sapere che il fratello del pres. del
consiglio ha patteggiato, pagando 98 miliardi, (ma quanti anni una
persona normale deve vivere lavorando per raggiungere una somma simile?
e questo signore la paga per non andare dentro. non vi piacerebbe sapere
quanto gli ha reso la presunta corruzione patteggiata?). Personalmente
penso che di queste trasmissioni dovrebbero farne una al giorno a reti
unificate >
mario paolinelli wrote:
< L’accelerazione della comunicazione, delle tecnologie e degli
ordinamenti mondiali ha mandato in crisi i vecchi equilibri che
permettevano un determinato mercato del lavoro. Con la esternalizzazione
della produzione il sistema capitalista sta letteralmente distruggendo
il mercato del lavoro, con tendenza all’azzeramento della produzione e
conseguenze drammatiche sul piano dell’occupazione (per non parlare
della ricaduta dell’ordine pubblico). Fra poco non avremo neanche piu’
le risorse per consumare le merci importate e non potremo pagare il
fabbisogno energetico: si va all’apocalisse del sistema. Gli stati
debbono contrastare la delocalizzazione del lavoro, promuovere (insieme
a regole sindacali internazionali) leggi che permettano la circolazione
delle merci solo ai prodotti semilavorati, in modo che ogni paese possa
utilizzare i propri lavoratori sia nel produrre semilavorati destinati
all’esportazione, sia nel terminare la lavorazione di prodotti importati
destinati al mercato interno. Gli europei non possono sopravvivere col
lavoro pubblico e coi servizi. E’ bene correre ai ripari, spiegando
anche ai campioni del pensiero unico e ai compagnucci new age che il
capitalismo e’ un mostro scemo che divora se stesso >
* * *
Puo’ darsi che il capitalismo sia semplicemnte terminato e che non ce ne
siamo accorti. Questo, anche politicamente, significherebbe molte cose.
Quanto alle nuove leggi che Lei dice, gli stati europei non possono
contrattare un bel niente con la Cina o con gli Stati Uniti, per lo
stesso motivo per cui la citta’ di Atene a un certo punto non poteva
piu’ contrattare coi romani o coi parti: una semplice questione di
economia di scala, fra vecchie citta’-stato e nuovi imperi. Bisogna fare
l’Europa, e farla presto. Le scrivo con un computer americano.
devan68@inwind.it wrote:
< "Cronaca. Roma. Pericolosa organizzazione di ladri di biciclette...".
Essendomi state rubate 3 biciclette in un mese, temo di non poter
sposare l’ironia con cui viene data questa notizia; contro
l’inquinamento dovremmo usare di piu’ la bici, ma le bici vengono
facilmente rubate; io ho fatto l’abbonamento ai mezzi, altri nella mia
situazione useranno di piu’ la macchina. Magari non per l’ordine
pubblico, ma per i nostri polmoni questa mi pare sia davvero una buona
notizia >
Persone. Fra le cose moderne, alcune sono decisamente buone (di solito
dove c’entra l’internet e dove non c’entrano i padroni) e fra quelle
buone c’e’ l’Enciclopedia Universale del Pianeta Terra (Wikipedia) fatta
da tutti i terrestri che hanno voglia e capacita’ di scrivere le cose
che sanno e diffonderle a tutti. Sentite un po’, per esempio:
"1. Biografia. Nasce a Palermo in un quartiere povero: La Kalsa, dove
vivono tra gli altri Giovanni Falcone e Tommaso Buscetta. Dopo aver
frequentato il liceo classico "Meli"...".
Questo e’ semplicemente l’inizio della voce "Borsellino" su Wikipedia e
l’ha scritta un amico mio che l’anno scorso quando l’ha scritta aveva
dodici anni. Io lo conosco perche’ e’ figlio di un altro amico mio con
cui l’anno scorso parlavamo di molte cose (per lo piu’ di giornali che
abbiamo fatto insieme e di quelli che, alla faccia di tutti, avremmo
rifatto certamente prima o poi) e con cui ora non posso parlare piu’
perche’ pochi giorni fa e’ morto. L’ultima volta che l’ho visto era in
una stanza spoglia e l’unico altro oggetto della stanza, oltre la sua
bara, era una gran falce-e-martello in bronzo, del tipo che una volta si
mettevano all’ingresso di alcune vecchie sezioni del Pci.
E’ molto difficile abituarsi al fatto che uno con cui ti capivi
perfettamente, uno di cui conoscevi perfettamente - come lui di te -
pregi e difetti, uno con cui t’intendevi perfettamente con mezzo sorriso
o una parola, non ci sia piu’ attorno. Non lo vedi, non gli telefoni,
non puoi neanche mandargli una mail per prenderlo in giro su qualcosa e
discutere seriamente su qualcos’altro.
Appena abbiamo un giornale dobbiamo fare un servizio sui luoghi di
Pasolini. Lo faccio io con una mia amica da ragazzo che ora fa la
giornalista. E smettila di pensare sempre alla politica!
Perche’ non scrivi qualcosa sulle discoteche, invece? La testata?
Call-center. Hai presente come vivono questi qua che lavorano nei
call-center? Ormai la quadricromia costa poco. Si’, ma quanti redattori
ci vogliono secondo te? E quanto si spende di carta?
Ecco, non parleremo mai piu’ cosi’ con Lello Fratangelo, che era uno di
Avvenimenti e, da alcuni anni in qua, uno dei miei migliori amici. Ho
due cose precise da ricordare di lui, due cose che lo differenziano da
molti altri che pure, teoricamente, erano molto piu’ "a sinistra". La
prima, nei primi anni Novanta, quando attorno ad Avvenimenti si
sviluppo’ uno strano movimento-scuola-giornale giovanile, l’Alba.
Fratangelo, dei "vecchi", fu l’unico a venire alle riunioni, a farsi
vedere ai seminari, a considerare con serieta’ questa cosa non prevista
che si stava sviluppando, ad esserne insomma almeno incuriosito. Qualche
anno dopo fu ancora l’unico, nel nostro gruppo dirigente di allora, ad
appoggiare la fusione fra Avvenimenti e i Siciliani, a credere
nell’avventura del quotidiano in Sicilia e a riorganizzare la sua vita
personale in funzione di esso (fra l’altro, allora in Sicilia c’era da
rischiare un po’ di pelle).
Di questa "strana" disponibilita’, di questa curiosita’ intellettuale e
umana, mi sono spiegato le ragioni molti anni dopo, via via che imparavo
a conoscerlo - fra un litigio e l’altro, spesso fra una sconfitta e
l’altra, e tutt’e due invecchiando - e che, oltre che come manager
professionista, cominciavo a vederlo anche come un compagno. Alla fine
ragionavamo in sintonia, spesso inventando fin nei particolari cose che
non avevamo i soldi per realizzare subito, o per realizzare bene, e che
dopo un paio d’anni puntualmente si presentavano sul mercato: e noi ce
le additavamo a vicenda con un sorriso sarcastico, della serie "te
l’avevo detto". Non so chi dei due, alla fine, fosse Sancho e chi don
Chisciotte.
Bookmark: http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Borsellino
Tre frammenti per un amico (da P.P.P.)
< ...Me ne vado, ti lascio nella sera
che, benche’ triste, cosi’ dolce scende
per noi viventi, con la luce cerea
che al quartiere in penombra si rapprende.
E lo sommuove. Lo fa piu’ grande, vuoto,
intorno, e, piu’ lontano, lo riaccende
di una vita smaniosa che del roco
rotoli’o dei tram, dei gridi umani,
dialettali, fa un concerto fioco
e assoluto... >
* * *
<...E, sbiadito,
solo ti giunge qualche colpo d’incudine
dalle officine di Testaccio, sopito... >
* * *
< ...Gia’ si accendono i lumi, costellando
Via Zabaglia, Via Franklin, l’intero
Testaccio, disadorno tra il suo grande
lurido monte, i lungoteveri, il nero
fondale, oltre il fiume, che Monteverde
ammassa o sfuma invisibile sul cielo... >
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per liberarsene, basta scrivere a riccardoorioles@libero.it — Fa’
girare.
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