("Ma che c’entro io, che sono di Milano, con tutto questo?". Beh.
Credi di essere ancora di Milano ma in realtà, se ci rifletti bene,
sei catanese anche tu. Tutta l’Italia è diventata una grande Catania,
purtroppo).
Piombo Fuso
E Hitler, giù al’inferno, ride.
Pippo Fava, i giovani e il dopo-Ciancio
Gli amici di Ciancio? Siamo noi. Facciamo ottimi siti, giornaletti e
giornali, avremmo le forze per fare un’informazione non inferiore alla
sua (specie ora che c’è internet), ma ci ostiniamo a restare ognuno
per sé, senza osar fare il salto di qualità, il "tutti insieme" che ci
consentirebbe di cambiare Catania da così a così.
Stiamo dando una mano a Ciancio. Chi? Noi qui, intanto: e poi tutti
gli altri giornali giornaletti siti e contrositi "alternativi" di
Catania. Che sono tanti, in realtà, e ancora ne vengono fuori. "C’è
spazio per tutti", dice qualcuno.
Ecco, il problema forse è proprio questo. Di spazio ce n’é quanto ne
vogliamo, se ci contentiamo - e ci contentiamo - di essere la nicchia
"contro", la "voce alternativa" e tutto il resto. Invece ce n’è di
meno, o almeno bisogna conquistarselo a caro prezzo, se l’idea è di
fare alternativa davvero, cioè di raggiungere e superare il peso di
Ciancio nell’informazione catanese.
Ma questo è un obiettivo che, giorno dopo giorno, ormai nessuno si
pone più. Se l’era posto Giuseppe Fava, e poi i suoi continuatori fino
al tentativo di quotidiano nel ’93. Da allora, tanta generosità ma
anche tanta implicita rassegnazione.
Giornali e siti sono venuti avanti più per testimonianza che sperando
di farcela davvero. Coraggiosi tutti, e spesso anche di buon livello;
a volte anche di prestigio nazionale, come Casablanca. Ma con un
minoritarismo d fondo, ormai profondamente introiettato.
E questo, naturalmente, ha generato a sua volta tutta un’ideologia, e
dei comportamenti conseguenti. Ciascuno ha fatto per sé,
considerandosi di fatto autosufficiente. Casablanca è stata lasciata
affogare - ed era costata sacrifici terribili, soprattutto a
Graziella Proto - nella più scettica indifferenza.
Non s’è mai stabilito un rapporto qualunque, e neanche in generale ci
si è provato, fra testate del web e testate stampate. Non c’è mai
stato coordinamento, e quel poco s’è dissolto subito, coi videomakers
che per un momento sono stati la cosa più interessante della Sicilia.
Le inchieste sono state condotte quasi sempre separatamente e si
potrebbe dire anche, a volte, con gelosia.
Ci sono responsabilità precise, nomi e cognomi, in tutto questo. Ma
non hanno importanza. Non è importante sapere se era Toro Seduto che
non voleva mettersi d’accordo con Nuvola Rossa o viceversa.
Importante, e catastrofica, era la cultura diffusa per cui ciascuna
tribù si difende la sua valle, e al diavolo tutto il resto. Un solo
errore, semplice e condiviso da tutti: ed è bastato.
Basterà anche qui, se non ci diamo una mossa. Bisogna integrare subito
le varie testate e i siti - oppure chiuderle tutte subito, ché non
servono a niente.
C’è stato un fattore importante, quest’anno, anche se quasi nessuno se
n’è accorto. Ed è che il baricentro dell’informazione "altra" s’è
spostato, con la Periferica e i Cordai, nei quartieri. In entrambi i
casi, supportato e accompagnato da una serie di attività concrete di
base, di intervento sociale, da un circuito virtuoso, di mutuo
rafforzamento, che può diventare modello dappertutto.
Ecco, di questo vorremmo parlare quando si parla di Giuseppe Fava. Non
servono a molto le commemorazioni, e neanche le presenze occasionali,
di nostalgia (il gruppo "storico" dei Siciliani, salvo poche
eccezioni, manca ormai da Catania da molti anni: e non è solo
un’assenza fisica). No, qui c’è proprio da mettersi a lavorare
professionalmente, e tutti insieme.
L’esperienza dei Siciliani, a partire da Giuseppe Fava ma anche dopo,
ha mostrato che con organizzazione e volontà si possono ottenere dei
risultati. Io penso che è il momento di riprovare. Catania, fra le sue
tante disgrazie, ha sempre avuto - almeno - una buona minoranza di
giovani non banali. Questo potrebbe riessere un momento loro.
("Ma che c’entro io, che sono di Milano, con tutto questo?". Beh.
Credi di essere ancora di Milano ma in realtà, se ci rifletti bene,
sei catanese anche tu. Tutta l’Italia è diventata una grande Catania,
purtroppo).
Info: incontro il 5 gennaio alle 20.30 a Catania (a CittaInsieme), con
Periferica, Cordai, Step1, UCuntu, Casablanca, Catania Possibile,
altri gruppi locali e Liberainformazione.
* * *
Notizia, a pensarci bene, correlata
Usa. Internet (40 per cento) batte i giornali di carta (30 per cento)
come prima fonte d’informazione (40 per cento contro 30 per cento).
Fra i giovani 18-29 anni internet raggunge anche la televisione.
Internet sotto tiro
Uno dei settori che sfidano la crisi a testa alta è quello dei
videogiochi: la gente vuole distrarsi e staccare la spina, ma il
cinema e i ristoranti sono troppo costosi e quindi si resta in casa
per sparare agli alieni e vivere avventure da film con grafica 3D. E’
per questo che il sogno di molte famiglie statunitensi è quello di
mettere un piede in questa industria da miliardi di dollari, magari
iscrivendo il figlio al DigiPen Institute of Tecnology, un college che
svolge il ruolo di "incubatrice specializzata" per formare i
programmatori di videogiochi della nuova generazione. Ma cosa succede
se mentre studi diventi bravo e famoso?
Lo ha scoperto a proprie spese Zachary Aikman, un ex studente
dell’istituto che aveva realizzato tra i banchi di scuola Synaesthete,
un videogioco "sparatutto" in cui bisogna eliminare degli alieni
seguendo il ritmo della musica di sottofondo, premiato come miglior
gioco prodotto da studenti nell’edizione 2008 dell’ "Independent Games
Festival". Ma quando ha provato a far soldi con la sua creatura, Zach
ha scoperto che le regole scolastiche sottraggono agli studenti ogni
diritto sui lavori "realizzati all’interno dell’istituto". Il ragazzo
prodigio racconta che "la scuola aveva il copyright sulla grafica e i
programmi che avevo scritto, ma non si può mettere sotto copyright una
modalità di gioco. Così dopo gli studi ho cominciato a organizzarmi
per prendere l’idea del gioco e riprogrammarlo a partire da zero". Ma
questo non è stato abbastanza per l’istituto Digipen, che ha rifiutato
ogni proposta di accordo con lo studente e gli ha proibito ogni
possibile commercializzazione delle sue idee intrappolate nella gabbia
del copyright.
Mentre sulla "frontiera digitale" statunitense si prova a risolvere
questi problemi, a casa nostra si preparano altri disastri figli
dell’ignoranza, con leggi sempre più repressive che limitano
l’attività dei blogger e lo scambio di cultura in rete. Una recente
dichiarazione del premier ha fatto venire i brividi al popolo della
rete: "Credo che al prossimo G8 si possa portare sul tavolo la
proposta di una regolamentazione del sistema internet. Credo che ci
possa essere questa prospettiva internazionale in cui noi possiamo
portarci come avanguardia di queste nuove tecnologie che ormai sono il
futuro del mondo".
La risposta a questo decisionismo è arrivata dallo stesso Berlusconi,
trascinato su Youtube dagli utenti che hanno riesumato dalle ceneri
della campagna elettorale un video in cui il premier si descrive come
"un anziano signore che ancora scrive a penna tutti i suoi interventi
e anche quelli che scrive per gli altri" e a chi gli fa domande su
internet confessa "una conoscenza del mezzo che francamente non ho. Io
uso il computer e internet - proseguì Berlusconi - ma lo usano
soprattutto i miei collaboratori. Mi sa che hanno ragione loro quando
dicono che sono troppo vecchio per governare un paese moderno". E per
una volta, possiamo dargli anche ragione.
[carlo gubitosa]
Bookmark: www.giornalismi.info/gubi
Incontro di civiltà
Viagra ai capi afghani che collaborano. La ricompensa offerta dagli
agenti della Cia al posto del denaro, in quanto soddisferebbe di più
gli anziani capitribù che reggono quel paese.
Sgarbi
Non ne so granché. L’ho scoperto una dozzina d’anni fa che ero in
ospedale e non avevo altro da fare che guardare la tv. Mi colpì il
fatto che, essendo molto preso in quel che gridava (parlava, mi pare,
del giudice Caselli), sbavava senza accorgersene, con la saliva
rappresa agli angoli delle labbra. Mi dicono che ora è in là con gli
anni e, come tutte le troie attempate, fa la virtuosa. Non è comunque
personaggio da frequentare.
Di questi tempi/ 1
Siete sicuri si essere ariani? Di origine germanica? O scandinava,
magari? Potete stabilirlo con un semplice test rivolgendovi alla
IGenea GmbH, Schlossgasse 9, 8023 Zürich
"Wer waren unsere Vorfahren? Woher stammen wir? Die meisten Menschen
können ihren Stammbaum höchstens drei oder vier Generationen
zurückverfolgen. Dank der Erbgut-Analyse ist aber ein Blick in längst
vergangene Jahrtausende möglich...". E’ sufficiente un campione di
saliva per stabilire le vostre origini in linea sia materna sia
paterna. Dopo il test del vostro DNA riceverete il vostro risultato
dettagliato contenente il vostro popolo originario, il vostra paese di
origini ed il vostro aplogruppo. Il risultato contiene cartine e
delucidazioni.
Bookmark: http://www.igenea.com/
Di questi tempi/ 2
Sono 315 le ordinanze emesse nel corso del 2008 dai sindaci, in 152
comuni, in materia di sicurezza urbana. Riguardano gli alcoolici
(13,8%), la prostituzione (11,7%), i rifiuti (10,7%), e poi i
lavavetri, gli ambulanti, gli abusivi e sospetti (tutto il resto).
Particolare curioso: sono stati quattro sindaci di centrosinistra
(Cacciari, Cofferati, Chiamparino e Domenici) i primi a utilizzare i
poteri di ordinanza decisi dalladestra.
Brevi di cronaca
Milano. Tassista fatto di coca punta col taxi e investe due marocchini
in via Sammartini, spaccando ambe le gambe a uno dei due.
L’investitore è rimasto a piede libero.
Gela. Venticinquenne atteso fuori dalla discoteca e pestato a sangue
per avere involontariamente pestato un piede a un tizio ballando nel
locale. E’ in coma con trauma cranico all’ospedale.
Roma. Madre e figlio rumeni, trentadue e tre anni, carbonizzati in
baracca per un fuoco acceso male. Faceva un freddo molto rigido.
Stupore di cittadini e politici per il fatto che a Roma ci sia ancora
gente che vive così. Promessi, o minacciati, provvedimenti.
Siracusa. Polacca 53enne crepa di freddo in una grotta ad Acradina, a
poca distanza dalle monumentali rovine degli antichi greci e
dall’altrettanto monumentale santuario della Madonnina Buona di
Siracusa.
Notizie censurate in Sicilia/ 1
Catania. Raffaele Nicotra, sindaco (Pdl) di Acicatena in provincia di
Catania è stato presidente del consorzio che si dovrebbe occupare dei
beni confiscati alla mafia. Otto anni fa, nel dicembre 2001, Nicotra
(allora deputato del Nuovo Psi) era però indagato per voto di scambio
con mafiosi, nel quadro di un’operazione che comprendeva il candidato
Ds (scelto da chissà chi) ad Acireale Vittorio Cecchi Gori, l’allora
sindaco di Acireale Antonino Nicotra (Ccd), l’assessore Giovanni
Rapisarda (Fi), e il capo dei tifosi ultras dell’Acireale, tale
Giuseppe Quattrocchi. Si auspica che le frequentazioni di Nicotra si
siano, nel frattempo, raffinate.
Notizie censurate in Sicilia/ 2
Marsala. Dopo una serie di traversìe, il proprietario dell’Ittica
Mediterranea è stato dichiarato falllito. Come curatore fallimentare,
il tribunale ha nominato un avvocato Francesco Trapani, che però cura
anche gli interessi della principale ditta rivale, la Hedrix. Il
curatore-rivale, nel determinare il valore dell’azienda dichiarata
fallita, ha omesso di comprendere un condotto sottomarino di 400
metri, a suo tempo costato quasi un miliardo di lire. Per
questa e altre irregolarità il proprietario della Mediterranea ha
sollecitato un intervento della Procura di Marsala, dove però di è
insediato da alcuni mesi un ex avversario (alcuni dicono nemico) di
Falcone, il discusso magistrato Alberto Di Pisa.
Cast
Alvaro Vitali, Renzo Rossi e Christian Di Pietro in "Noi speriamo che
ce la caviamo". Regia di Marino Girolami. Manca Gloria Guidi.
Pubblicità
L’unico calendario dichiaratamente porno (Gelli nudo in prima pagina).
"Mamma il 2009! L’anno della Rinascita Democratica" è un calendario da
tavolo che non disdegna l’armadio nazionale e i suoi scheletri obesi.
Vignette di Roberto Grassilli, Marco Scalia, Nico Pillinini, Edoardo
Baraldi, Mauro Biani, Makkox, PV, Mario Natangelo, LeleFante, Marco
Pinna e Fifo, Zurum, Manlio3, Giulio Laurenzi. Pezzi demenzialmente
liberatori di Alvise Spanò, Viscontessa, Andrea Frau. Si scarica
gratis in rete.
Download: http://mamma.motime.com/post/736239/Il+Calendario+in+3+mosse
O eleutheros
A quel ragazzo greco di cui i giornali parlano come "un anarchico" o
"un estremista", che non ha un posto stabile cui rinunciare, che forse
non sa chi era Onassis ma di Demos ha sentito parlare, che forse è
piccolo e brutto ma assomiglia moltissimo a quelli di Maratona, che
ora corre grida e tira sassi ma quasi sicuramente entro sei mesi sarà
in galera: tirane uno anche per me, figliolo.
Quei quattro cretini che hanno salvato la Scogliera
Lina Arena wrote:
< Gentile R. ti è possibile assumere informazioni sulle operazioni
condotte a San Cristoforo dalla società Aqua Mrcia? Ti risulta il
nominativo di chi ha comprato lo stabilimento della Mnifattura dei
tabacchi in Catania? Conosci le modalità di intervento della Comunità
europea per il rifacimento e la riappropriazione delle aree di San
Cristoforo? Lo sai che i lavori della diga foranea sono in parte
illegittimi? Lo sai che mi hanno incriminato per aver detto e scritto
che lungo il demanio della Paia vi sono opere abusive? Credono ala
Procura che basta un pezzo di carta chiamata concessione per aver le
carte in regola e occupare pezzi di demanio costiero? Lo sai che la
Tortuga era in possesso di una concessione ad edificare sugli scogli
di Ognina grazie aun pezzo di carta che menzionava anche l’art.2 e 3
delle norme di attuazione del Piano regolatore che vietavano
l’edificabilità nel tratto della Scogliera di Ognina? Se quattro
cretini, residenti nella zona adiacente la proprietà demaniale della
Tortuga, non avessero impugnato le concessioni ottenute dai signori
Testa Tommaso e Carmelo, avremmo avuto un edificio sulla scogliera con
il beneplacito di tutti, Procura della Repubblica compresa. Se si sono
mossi ed abbiamo ottenuto ben tre sequestri delle opere edili si deve
solo al coraggio di quei quattro residenti. Cari saluti >
Un Paese senza
S. Gensabella wrote:
< Da qualche tempo mi chiedo perchè gli italiani sono così malati e
soprattutto affetti da demenza senile tale da chiudere ogni passo
verso il futuro, perchè la classe dirigente è così arrogante quanto
corrotta e trasandata e nello stesso tempo antisismica, affetta da un
morbo che pian piano ammorba tutti a tutti i livelli.
Io una risposta me la sono data, una risposta terra terra sia chiaro,
ma comunque sia una risposta. Ho la sensazione che noi siamo in fondo
estranei alla democrazia che abbiamo avuto in comodato d’uso
semigratuito perché soggetta a vincoli che di fatto hanno impedito
l’affermazione di una democrazia compiuta.
Noi siamo stati gli inventori del fascismo prima e del berlusconismo
poi. Di questi due fenomeni abbiamo l’esclusiva. Non sarà un caso che
alberga dentro il nostro corpo il primo e vero antistato, ancor prima
della mafia, arrogantemente rappresentante in terra del Creatore in
persona. Anche questa è una nostra esclusiva, e siamo a tre.
La nostra è una storia di aristocrazie e di poteri temporali di papi,
re, duci, baroni, tribù e mafiosi mai decapitati e per questo sempre
presenti anche se assenti. Noi non abbiamo avuto il 1789, la nostra
storia fluisce senza soluzione di continuità dalla fondazione di Roma
a oggi facendo mancare al nostro paese quel salto quantico necessario
per dare una svolta alla Storia. Se devo proprio dirlo, la nostra è,
semmai, una monarchia compiuta.
Noi siamo passati senza saperlo o volerlo ma fluidamente da una
aristocrazia feudale parassitaria a una borghesia aristocratica
altrettanto parassitaria anche se produttiva (un ossimoro?),
rappresentata da una classe politica diventata ormai una vera e
propria aristocrazia parassitaria, capace di tenere un popolo al
guinzaglio attraverso la concessione del lavoro e l’erogazione di
risorse pubbliche ai propri sodali con un ruolo decisivo (e qui ha
ragione da vendere O.) delle mafie. Il tutto sotto uno strettissimo
controllo delle persone come dei flussi di denaro attraverso un
sistema blindato e inaccessibile che di tanto in tanto viene scalfito
dalle inchieste giudiziarie che fanno solo un effetto mercurio:
disgregano il sistema momentaneamente disperdendo molecole che in
seguito piano piano tornano a riaggregarsi facendo sistema ancor più
di prima >
Evviva! Buon Anno!
Indio wrote:
< Cara Catena di San Libero, siamo alla vigilia di capodanno e mi
sento fortunato. Nel 2007, infatti, proprio nel mese di dicembre, sono
stato sequestrato e caricato di peso dentro una camionetta, picchiato
e minacciato pesantemente da due carabinieri: un cc scelto e l’altro
semplice. Non erano tutori della legge in quanto come da loro stessi
dichiarato (è tutto registrato dalla videocamera che avevo in tasca)
se ne fottono della legalità e ancora di più della giustizia. L’
altro, il cc semplice, guidava la campagnola, non ha fatto niente per
farlo smettere, anzi si è messo a minacciarmi pure lui. Ho chiesto un
verbale, ho chiesto di esser portato in ospedale... ma come risposta
ho ricevuto botte. Mi auguro che quelle minacce di portarmi in
campagna e "farmi la festa", "se ti rivedo in giro ti spezzo le gambe"
e altre ancora, non abbiano seguito.
A distanza di un anno, non mi resta che prendere atto di quello che è
successo e andare avanti. Non sono il primo e non sarò l’ultimo. E se
fossi morto là dentro? E se reagivo ai colpi? Come finiva per me?
Unaltro Federico? Mentre vivevo queste cose non sapevo che cosa mi
volevano fare, mi sforzavo di stare calmo, di non reagire ai colpi. Ho
scelto di denunciarli e mi sono affidato alla giustizia: tutto
archiviato. In fin dei conti non è morto nessuno!
Chi ha deciso l’archiviazione della mia denuncia, ha scelto di coprire
col silenzio tutta questa vicenda. Spero che questa decisione non
venga interpretata come un via libera a farmi di peggio, da chi ha già
fatto abbastanza male. Giustizia troppo spesso cieca, sorda e muta...
per scelta e non per mancanza di prove. Mi sento fortunato, dicevo,
perchè quest’anno niente botte nè minacce. E’ un passo avanti...
Evviva! Buon anno! >
Un parroco che non conosco wrote:
< Esiste un Dio
che cammina con scarpe consumate e
che indossa vesti sdrucite e dimesse.
Arriva con dolcezza, si siede in un angolo, tace e ascolta >
Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche
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— effettuare ricarica telefonica (Tim) su 333.7295392.
Cari lettori,
La strenna che abbiamo scelto per gli amici della "Catena" [vedi file
allegato: OriolesAppendice.pdf] quest’anno comprende niente di meno
che delle poesie. Scritte in un arco di tempo molto lungo, che sembra
purtroppo essersi esaurito qualche tempo fa, esse vogliono essere -
quanto meno - un promemoria di cose e di momenti, e di persone, che mi
sono state e mi sono care. Sono anche un modo poetico :-) di chiedere
la vostra sottoscrizione alla Catena, che non ha altri mezzi di
sostentamento che la vostra solidarietà.
Buon Anno!
r.o.