Un "look man" specializzato, il drammaturgo e regista Aldo Sarullo, e’
stato assunto dal boss Vito Palazzolo per "ricostruirgli l’immagine", alquanto
deteriorata in seguito le indagini del pool antimafia ...
E bravo Bossi. E’ stato l’unico, in tutto il governo, a muoversi con lucidita’ e
coerenza e alla fine a salvare, almeno per ora, la baracca. La crisi, piu’ che
governativa, era aziendale: prodotti difettosi, clienti scontenti, vendite a
picco e tutti i vari figli generi e cognati che cominciano a mugugnare, a
litigare fra loro, e infine a puntare il dito contro il padre-padrone. Il piu’
accanito di tutti era quell’acqua cheta con gli occhiali, quello la’ che ha
studiato, il Follini. "Perche’ ci ostiniamo a piantare cavolfiori? Non li vuole
piu’ nessuno!". ""Quand’ero giovane io i cavolfiori li vendevamo a camionate!".
"Ma papa’, siamo nel duemila, lo vuoi capire?". E cosi’ via. Alla fine, la
situazione era la seguente: ultimatum di Follini; ultimatum di Fini; Bondi (il
figlio scemo, quello che non sa dire altro che "si’, papa’") seduto in un
angolo con la testa fra le mani; le vacche che muggivano nella stalle in mezzo
al letame; e i clienti che aspettavano fuori mugugnando "Ostia , ma che l’e’
chesto chi? Quasi quasi mi vado alla fattoria Mortadelli...". E lui in persona,
il proprietario-fondatore, il padrone, che si agitava qua e la’ minacciando,
rispiegando, sbraitando, fermandosi improvvisamente ogni tanto e buttandosi su
una sedia, senza parole. "Papa’, che hai? Stai male?". "Tutta commedia, e’! Lo
so io qual e’ il suo male! Gli rode che vuol comandare sempre lui, come nel
novecento!". E la rissa continuava.
Il Bossi, come abbiam detto, e’ quello che ha stoppato per il momento la
situazione. "Va bene - fa - io mi contento di un pezzo di fattoria, quello a
nord, che e’ una vita che papa’ me l’ha promesso; del resto fate quel che
volete voi, che io firmo tutto. Pero’ lasciatelo in pace, pover’uomo! Tanto lo
sapete, che se va in malora lui si va in malora tutti quanti".
"Tu firma, bravo - fa il Follini, con quell’aria saccente - Firma e vattene, che
noi tanto qua dentro siamo tutti d’accordo. Non e’ vero, ragazzi... Ehi, ma che
stai contando, tu? Chi te li ha dati?". "Ehm... io... - Rocco sorrise col suo
solito sorriso scemo, continuando a contare i soldi - Me li ha dati papa’, dice
che debbo viaggiare, debbo andare in Europa...". "Ma che vuoi viaggiare, tu, a
farti ridere in faccia da tutti! Di’ piuttosto che il vecchio t’ha comprato! Ma
ora ci pensiamo noi, non e’ vero Gianfranco?".
Ma Gianfranco sorrise imbarazzato. "Senti... io... veramente...". "Ehi, ma
eravamo d’accordo! Che cazzo dici?". "Guarda, io... davvero, non me la sento...
del resto vedi cos’ha detto l’Umberto, se ci veniamo incontro un po’ tutti...".
"Frocio! Stronzo! Senzapalle! Eravamo d’accordo!". "Va bene, saro’ senza palle,
pero’ io qua a sfasciare tutto non me la sento... Qua, se la ditta va a
ramengo, ci tocca andare tutti a lavorare davvero!". "Io sono amico di Putin,
io! Io quando ci dico una cosa a Bush, lui si’ che mi da’ retta!" sbraito’
improvvisamente il vecchio.
"Buono, papa’, statti zitto che e’ meglio - fece il Bossi - Allora, ragazzi,
siamo d’accordo? L’ala nord a me, il resto fra tutti voi appena vi decidete,
papa’ resta qua nella sua stanza, ai clienti raccontiamo che non s’e’ potuto
fare le consegne perche’ i communisti hanno guastato il camion ma ora lo
ripariamo e torna tutto a posto". "Mah. Io quasi quasi ci sto". "Boh. Vediamo
se funziona. Un paio di mesi...". "Io vado in Europa, io vado in Europaaa...".
"Vabbe’... tanto, peggio di cosi’...". "Casomai ne riparliamo a settembre...".
"E allora io a Putin ci ho detto...". Bravo Bossi.
Valori. Qualche giorno fa sui giornali sono uscite in contemporanea - del tutto
casualmente - due notizie. La prima era sul dibattito finalmente in corso fra i
piu’ laici in Egitto: la condizione tradizionale della donna nei paesi arabi e’
una vergogna, in questo bisognerebbe prendere un po’ dall’occidente. La seconda
dall’amministrazione americana in Iraq: la quale "amministrazione", a quanto
sembra, oltre che vessatoria e incivile e’ stata anche ladrona, tanto che
almeno ventisette scandali sono attualmente sotto indagine per ruberie d’ogni
tipo.
Alcuni valori "occidentali", a quanto pare, suscitano nostalgia anche anche
altrove. Se pero’ a portarceli provvediamo noi occidentali in prima persona, la
faccenda va in mona e dei valori restano solo quelli contabili, quelli a cui in
fondo noialtri siamo piu’ attaccati. L’ideale sarebbe che ognuno si
occidentalizzasse da se’, se e quando vuole. Ma cosi’ noialtri che abbiamo il
copyright non ci guadagneremmo una lira. Il che, evidentemente, non sarebbe
giusto.
O le cinque ragazze, studentesse coraniche, annegate in Turchia perche’ tutti
quei veli islamici le hanno tirate a fondo. I loro colleghi di fanatismo le
hanno lasciate annegare per non dovere - orrore, orrore! - toccare delle donne
impure. Incivile, vero? L’Islam fanatico e l’occidente civile. Noi invece le
lasciamo annegare, al largo di Lampedusa o di Pantelleria, per non dovere -
orrore, orrore! - ammettere delle donne cclandestine. Chi e’ piu’ incivile dei
due? Chi e’ civile?
America. Comunque vadano le elezioni, qualcosa e’ gia’ cambiato nel sistema
elettorale. La strategia dei due partiti e’ sempre stata la "corsa al centro":
poiche’ a determinare le elezioni erano gli elettori incerti fra i due,
l’obbiettivo era essenzialmente di catturare i piu’ affini dello schieramento
avverso, e dunque viva i "centristi" delle due parti. Questo pero’ ha
funzionato finche’ l’America e’ stata tranquilla e in pace, con un ceto medio
forte e incontrastato. Un bel giorno questo paese felice, con valori
complessivamente condivisi da quasi tutti - dalla Colt 45 alla torta di mele -
si e’ svegliato diverso: due milioni di milionari, due milioni di carcerati,
ceti medi in crisi, futuri incerti e magma occupazionale. Un paese, fra
l’altro, in cui erano sempre meno gli elettori che andavano a votare.
A questo punto, i guru si sono accorti che il problema non era tanto di togliere
voti al nemico, quanto di conservare i propri: che minacciavano di fuggire non
dall’altra parte del fronte, ma semplicemente nel non voto o in qualche voto
strano, alla Nader. Da quel momento in poi, i democratici hanno cominciato a
chiedere i voti ai democratici e i repubblicani ai repubblicani, sottolineando
ciascuno la proprie identita’ e gridandola a gran voce. I democratici, cosi’,
sono diventati piu’ "di sinistra" di quanto non fossero mai stati: Michel Moore
viene invitato ufficialmente al congresso, e ci si trova benone. Dal canto
loro, i repubblicani ormai fanno i mangiafuoco senza pudori: guerre, bombe,
America uber alles, cose che neanche Reagan aveva mai osato teorizzare.
Ciascuno dei due, in sostanza, adesso e’ costretto non piu’ a rincorrere i
moderati altrui, ma a rassicurare i propri radicali. Il "nucleo duro", dicono
gli esperti ora, e’ quello a cui rivolgersi per primo: perche’ se il nucleo
duro non va a votare, addio moderati ormai inutili e addio elezioni.
La lezione e’ stata appresa bene da Bossi e Berlusconi. Nella sinistra, invece,
sono ancora persuasi di dover conquistare il ragioniere di Voghera, e non
perdono occasione di sottolineare che loro sono di sinistra si’, ma "cum
juicio" e solo fino a un certo punto. I suoi massimi esponenti, riportati
miracolosamente a galla dal plebiscito communista-cattolico contro la guerra,
ogni mese trovano un pretesto diverso (l’ultimo: se vince Kerry, la guerra
diventa buona) per dire che tutto sommato in Iraq ci si potrebbe anche restare.
Con tutta la buona volonta’ che abbiamo di votarli, l’ostacolo principale sono
le loro stesse dichiarazioni. A volte ho la sensazione che a far propaganda per
Fassino e Prodi siamo rimasti solo noi giacobbini impolitici, mentre loro non
fanno altro che ripetere "Non votate per noi!".
Narco. Il ragazzo - che a dire il vero sara’ sui ventitre’-ventiquattro:
cresciutello - esce tutto felice dal bar con un altro imbecille accanto e due
fighette. Ha una bella maglietta nera con rotte colombiane e scritta "NARCO",
che mi dicono e’ una maglietta alla moda e siamo in Sicilia. Molti anni fa di
questi tempi - il 6 agosto del ’95, per l’esattezza - un altro ragazzo come lui
si fece ammazzare dai narcotrafficanti a Palermo per difendere un suo
collega-poliziotto e amico, che si chiamava Ninni Cassara’. Il ragazzo Roberto
Antiochia, che aveva ventitre’ anni come quello della maglietta, non aveva
alcun obbligo di esserci: lui stava a Roma, l’avevano trasferito la’ dopo anni
di prima linea, ma quando senti’ che Cassara’ era in pericolo fece domanda per
tornare a Palermo a fargli da scorta. E torno’ appena in tempo per esserci
ammazzato, i due amici insieme sotto casa della fidanzata di uno dei due.
Metodo. Che differenza c’e’ fra il manager "comunista" di Shangai e quello
"capitalista" della Enron? Nessuno dei due, tecnicamente, possiede i "mezzi di
produzione"; entrambi comandano, con poteri assoluti, sulla sovrastruttura
finanziaria; come definiremmo cio’, in termini di classe, rispetto ai vecchi
tempi? "Coercitivo" e’ un termine - tecnicamente - piu’ etico che strutturale;
noi non diciamo che un feudatario era stronzo, diciamo che era un latifondista
militare. Se adottassimo il metodo della provvisorieta’? Difendere l’umanesimo
e il singolo, finche’ non arriviamo anche a capire dei meccanismi piu’ ampi;
cosi’ almeno siamo sicuri di non far danno; cercando (brechtianamente) di
estrapolare dati e modelli sempre piu’ ampi, trattando ad esempio Linux come la
locomotiva, dalla quale discesero poi le nuove classi industriali, il
positivismo e il sindacato. Tutto datato storicamente, s’intende, strumento di
lavoro; unico punto fermo "ideologico" il rifiuto di ogni lager, comunque
motivato.
Borsa. Bonaparte, nel caso peggiore, ha la possibilita’ di far casino in Europa
ancora per uno o due anni, se gli va bene anche una sola battaglia. Un paio
d’anni d’appalti, questo va bene, ma anche di sterline che se ne vanno per
sostenere russi, austriaci, portoghesi e Dio sa quanti altri alleati non
disposti a muovere uno stivale senza cash pronta cassa. Un paio d’anni di
blocco continentale, e quindi con mezza Europa chiusa ai cotoni, con la flotta
da spedire su e giu’ per le Antille a quindicimila sterline al giorno...
Beh, sarebbe effettivamente un po’ lungo stare a riportare tutte le
preoccupazioni, tutte le supposizioni e i boatos che giravano per i club di
Londra, quelli nei dintorni della Borsa naturalmente. Ci vuole una giornata
abbondante, per avere notizie precise dall’Europa. Un po’ di piu’ quando si
tratta di notizie complicate come quelle relative al movimento di un esercito,
anzi di tre o quattro (Bonaparte, il nostro, i prussiani, quello che Bonaparte
avrebbe distaccato - ma sara’ vero? - al comando di un certo Groucy). Da stare
col fiato sospeso, con tutti i soldi che ci sono in ballo. E siamo nel giugno
del 1815: Borsa ferma e in attesa.
In realta’, "quasi" ferma. Qualcuno infatti, nonostante l’incertezza, sta
comprando a metri cubi titoli di Stato, sta rastrellando azioni delle Antille e
della Martinica (che da quando c’e’ la guerra sono carta straccia) e sta
vendendo, senza dare troppo nell’occhio, partecipazioni nei salnitri che
servono per fare la polvere da sparo. A questo qualcuno, poco prima di pranzo,
sono arrivate poche parole via telegrafo ottico, un marchingegno francese di
corde e pali che le autorita’ britanniche non hanno mai voluto adottare ma che
un intraprendente privato ha organizzato alla meglio per proprio uso
personale. Il "qualcuno", adesso, e’ nella sala da fumo col suo porto in mano,
e beve distrattamente con aria molto rilassata. Andra’ in Borsa fra poco,
stando molto attento ad arrivare un po’ in ritardo e con una certa noncuranza.
Poco prima dell’ora del te’, buttera’ sul mercato le azioni della fabbrica di
fucili di Sheffield, che saliranno immediatamente per poi precipitare poco
prima della chiusura.
Nello stesso momento Napoleone, avendo perso - da poche ore - l’ultima battaglia
della sua carriera, e’ sballottolato dentro una carrozza sulla via di Parigi.
Non ci saranno piu’ guerre europee per novantanove anni: ma questo, salvo
Napoleone nella carrozza e Rotschild col suo bicchiere in mano al tavolino del
club, non puo’ immaginarlo ancora nessuno.
Trend 1. Aperta a Ravanusa (provincia Girgenti) "la prima agenzia di pompe
funebri in Italia specializzata nel trattamento estetico". Si chiama,
naturalmente, Funeral House.
Trend 2. Un "look man" specializzato, il drammaturgo e regista Aldo Sarullo, e’
stato assunto dal boss Vito Palazzolo per "ricostruirgli l’immagine", alquanto
deteriorata in seguito le indagini del pool antimafia palermitano, dalla
magistratura svizzera, degli inquirenti di "Pizza Connection" e di numerosi
altri investigatori e magistrati del pianeta. Palazzolo, che vive esiliato in
Sudafrica per sfuggire alle angherie di costoro, dichiara di essere pronto a
tornare in Sicilia (dopo una utile sentenza di Cassazione) e di aver grande
fiducia nelle capacita’ di restyling del Sarullo. Costui a sua volta, pur non
riuscendo a capire perche’ il suo cliente "sia stato considerato tanto
meritevole di attenzione giudiziaria", e’ deciso a salvarlo dal destino di quei
siciliani che "per talento o per destino percorrono una strada dura e spietata
come quelala della finanza e degli affari". L’ultimo cliente eccellente del
"look man" siciliano, prima di don Vito, e’ stata Forza Italia di Palermo.
L’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Bologna del 2
agosto 1980 comunica che la Relazione conclusiva della Commissione parlamentare
d’inchiesta sulla loggia massonica P2, presieduta dall’on. Tina Anselmi e’
disponibile nella versione integrale nel proprio sito.
Bookmark:http://www.stragi.it/index.php?pagina=vicenda&par=p2
Cronaca. Palermo. Retata della polizia nella Palermo-bene per un traffico di
cocaina gestito da Cosa Nostra per rifornire numerosi imprenditori e
professionisti palermitani. I rifornimenti di droga venivano regolarmente
richiesti da questi ultimi via e-mail.
Cronaca. Palermo. Sit-in dei senzatetto al santuario di santa Rosalia. I
manifestanti (una trentina di famiglie provenienti dai quartieri poveri)
protestavano perche’ il comune non aveva mantenuto la promessa di assegnare
alle famiglie bisognose gli appartamenti sequestrati ai mafiosi in citta’.
Cronaca. Catania. Rinviato a giudizio per associazione mafiosa ed
estorsionel’imprenditore Sebastiano Scuto, 63 anni, il "re dei supermercati"
siciliani. Scuto, uno dei personaggi al centro del "caso Catania", e’ accusato
di avere utilizzato amicizie con mafiosi della cosca Laudani per espandere il
proprio impero commerciale. Secondo alcuni pentiti, consegnava le videocassette
delle rapine consumate nei suoi centri ai mafiosi per fargli identificare e
"punire" gli autori. Scuto controlla l’Aligrup Spa (trecento milioni di euri di
fatturato). Per la sua liberazione sono piu’ volte "scesi in campo" anche i
suoi dipendenti con presidi organizzati davanti al Palazzo di giustizia di
Catania e al carcere di Parma dove era detenuto. (m.b.)
Persone. E’ morto un giornalista, Tiziano Terzani. La stanza di quelli che
scrivono (e non fanno enterteinment, ne’ propaganda) e’ sempre meno affollata.
marcobenanti@tiscali.it wrote:
< Cartoline dalla Sicilia. Grande serata allex lido Longobardo. Lavv. Vito
Branca, presidente Sac, gia’ tesoriere dei Ds, ha parlato del nuovo comitato
pro Amatori, di cui e’ uno degli animatori. Il giornalista Lazzaro Danzuso,
consigliere regionale dellOrdine di Sicilia, ha presentatoil nuovo club
Amatori: prima tessera al sindaco Scapagnini presente alla serata e seconda per
il comico Gino Astorina, anche lui ospite della bella serata, allietata dalle
performance dei nuovi giocatori dellAmatori. Nel corso della piacevole serata,
sono intervenuti anche il vicepresidente del Catania Football Club Petrina,
lon Benito Paolone e lavv. Silvestro Stazzone, componente del Consiglio
d’Amministrazione del Giornale di Sicilia. Nelle prime file il dott. Sergio
Cassar, Presidente dei costruttori etnei. Al centro della serata alcune
emergenze isolane: il campionato del Catania, quello dellAmatori, la "voglia
di riscatto" del Sud, animato da Benito Paolone. Alla fine, abbracci e baci fra
tutti i partecipanti e finale con pizzette, arancini e spumante. (Ansamai) >
Marco Palomba wrote:
< Riccardo, Ricca’, un discorso lungo sulla tecnologia in mano (anke) alle
donne. Evviva. L’immancabile strale sul controllo di preti & affini censori sul
sesso e il peccato inventato dall’uomo e bla... Poi, alla fine, cosa kiedi alle
donne, a questa dignitosa & imprescindibile meta’ del ns cielo vilipesa - dici
bene- durante la storia.. cosa kiedi e auspiki?? "Mi auguro vivamente che non
aboliscano (almeno non del tutto) i siti porno...". Proprio uno dei luoghi dove
anzitutto la LORO strumentalizzazione puo’ (x un piacere idiota molto
maskilista e commercialissimo) essere perpetuata...! Quantunque fosse una
battuta, mi sei sceso un po’. Io sono esigente, amico mio. Lo immagino anke di
altri lettori.. E questa, sulla falsariga di analoghe uscite, non ci sta bene.
Semplicemente. E anche secondo il genio femminile (Karol ’94) >
* * *
Caro Marco, purtroppo hai ragione. Ovviamente scherzavo, ma e’ uno scherzo
brutto, di quelli maschilisti, da bar. L’unica giustificazione - no,
spiegazione - e’ che ho irrimediabilmente piu’ di cinquant’anni. Invece sbagli
sul "controllo di preti & affini": quella e’ (o meglio, e’ stata) una cosa vera
e pesante; non e’ necessariamente legata a questa o quella religione, e forse
e’ semplicemente legata alla fase primordiale, autoritaria e "maschile", di
ogni religione: compresa, a ben vedere, anche quella communista (i gay
perseguitati a Cuba sono una cosa molto "cattolica"). Non c’e’ da mettere pezze
su questo, ma da riconoscerlo onestamente per contrastarlo. Nascondersi le
persecuzioni cubane significa tradire Che Guevara, confonderlo coi poliziotti
"comunisti"; nascondersi le persecuzioni cattoliche significa tradire san
Francesco, confonderlo coi preti dell’Inquisizione.
riccardo.perricone@selital.it wrote:
< Ti segnalo due probabili sviste. Henry Potter: in realta’ si chiama Harry
Potter. Ci sono affezionatissimo, fa parte del periodo in cui iniziai a
rendermi conto di quanto fosse meravigliosamente bello avere un bambino;
rileggo quasi ogni sera Potter, proprio per ricordare quanto non mi e’ piu’
dato vivere giornalmente, ma soltanto "ogni tanto". Quanto a Torretta
Granicola: ma non si chiama Capo Granitola, dove c’e’ il faro e dove ho fatto
tantissime volte il bagno in un periodo lontanissimo nel tempo? Dove ci sono
state risate, luce, tantissima luce e deliziosa gioia di vivere ? Dove non
posso tornare perche’ resterei annichilito dalla stessa luce? >
Enzo Baldoni wrote:
< L’americano coi baffoni da tricheco si sposta al mio fianco. Attacchiamo
discorso. E’ del Texas, si chiama Lee e, come immaginavo, e’ un contractor che
sta andando a Baghdad. Lavorera’ a rimettere in piedi una fabbrica di corn
flakes per la Kellog’s. Ha gia’ lavorato in Cile, in Brasile, in Colombia.
Molto americano: prima i Bradley, poi i Caterpillar. E’ convinto di riportare
la liberta’ all’Iraq. Gli iracheni sono contenti che noi americani siamo
intervenuti, dice. E probabilmente, per una buona fetta della popolazione, e’
anche vero. Nel cuore tatuato sul braccio sono incise tre lettere: "L.A.L."
Qualche societa’ segreta? Ma no. Piu’ modestamente, sono le iniziali di Lee And
Linda: "Venticinque anni di matrimonio e una figlia di diciassette anni"
borbotta con orgoglio. Ha l’aria di un brav’uomo >
Bookmark: bloghdad.splinder.com
Galina Padovanskaya wrote:
Limmerick
< Un ragioniere di Trento
aveva un televisore
perfino nella giacca a vento
e guardava la partita
anche quando era finita.
Ma c’era un professore,
precisamente di Bari,
con due televisori:
per i giorni dispari e pari.
Se li portava in moto,
e in piscina quando andava a nuoto.
Una casalinga di Vicenza
aveva un televisore
perfino nella credenza.
Lo accendeva a tutte le ore
e non poteva piu’ farne senza.
Insomma, la televisione
comanda pure alla gente?
Allora questa filastrocca
si puo’ rovesciare come niente:
Un televisore di Trento
aveva un ragioniere
perfino nella giacca a vento... >
* * *
American Express
< Da Baltimora
a Baltibionda
viaggia una tizia
bella rotonda.
Non ha bisogno
della carriola,
e poi non naviga,
nemmeno vola.
Non ha bisogno
nemmen del treno:
ci mette un solo
battibaleno.
La veste solo
una lattuga,
lei svelta rotola
sul bagnasciuga.
E cosi’ viaggia
bella rotonda
da Baltimora
a Baltibionda. >
Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche semplicemente per
liberarsene, basta scrivere a riccardoorioles@libero.it — Fa’ girare.
"A che serve vivere, se non c’e’ il coraggio di lottare?" (Giuseppe Fava)