Tredici parenti di Bin Laden, completi di segretari, gorilla,
camerieri, cuochi e tirapiedi furono portati al sicuro fuori dagli Stati Uniti
dai servizi americani subito dopo l’undici settembre. Questa notizia e’ nota da
tempo ...
Antiterrorismo 1. Tredici parenti di Bin Laden, completi di segretari, gorilla,
camerieri, cuochi e tirapiedi furono portati al sicuro fuori dagli Stati Uniti
dai servizi americani subito dopo l’undici settembre. Questa notizia e’ nota da
tempo (ci si e’ divertito moltissimo Michjel Moore in Fahrenheit 9/11) ed e’
uno dei tanti indizi dei rapporti molto amichevoli fra l’establishment
repubblicano e - alla faccia del terrorismo - la dinastia saudita. Il primo
commercia petrolio, e la seconda lo produce: Riad sta in Texas, e il Texas e’
in Medio Oriente. Quel che ancora non si sapeva, e’ che l’operazione
salvasauditi non e’ stata condotta con un aereo qualunque ma con un aereo -
identificativo: N521DB - praticamente di Bush in persona. Si tratta infatti
dell’apparecchio che di solito viene utilizzato per trasportare i giornalisti
al seguito del presidente.
Lo rivela il senatore democratico Frank Lautemberg, New Jersey, che ha ottenuto
la relativa documentazione (completa di lista di volo) dai dirigenti del Logan
International Airport di Boston. L’aereo, un Boeing 727 della DB Air, parti’ da
Los Angeles con destinazione Riad via Boston, Parigi e Ginevra. A bordo c’era,
fra gli altri, Omar Awad bin Laden, nipote del boss e vicino ad Abdullah bin
Laden, capo della World Assembly of Muslim Youth, sospettata di connessioni con
Al Quaida.
Antiterrorismo 2. In base alle leggi speciali contro il terrorismo (Patriot Act)
l’amministrazione degli Stati Uniti puo’, fra l’altro, assegnare direttamente e
senza gara gli appalti relativi alla sicurezza nazionale. La security dei venti
principali aeroporti e’ stata in particolare assegnata a una serie di ditte di
fiducia dell’amministrazione. Fra queste ditte figura la InVision Tecnologies
(scanner, check-point, ecc). Si tratta evidentemente di un incarico
delicatissimo, che coinvolge direttamente la prevenzione degli attentati e il
controllo degli aeroporti, attraverso cui possono transitare non solo i
terroristi islamici e non ma anche i trafficanti di droga, i corrieri mafiosi,
ecc.
La InVision e’ stata di proprieta’, fino al settembre 1998, di una famiglia
italiana, anzi siciliana, e precisamente la Famiglia Rendo. Di costoro ebbero a
occuparsi, a meta’ degli anni Ottanta, diversi protagonisti dell’antimafia di
allora: dal generale dalla Chiesa ("I principali imprenditori catanesi vallo
alla conquista di Palermo con la tolleranza della mafia") a Giuseppe Fava ("I
quattro cavalieri dell’apocalisse mafiosa"), dal giudice Carlo Palermo (che
emise mandati) al questore Luigi Rossi (che propose misure di prevenzione).
Alla fine degli anni Ottanta la Famiglia Rendo, che era stato oggetto di
numerose campagne di denuncia da perte del movimento antimafioso (a partire da
I Siciliani) dovette praticamente ritirarsi da Catania e ridurre notevolmente
le sue attivita’ nel resto d’Italia. In effetti (il comando essendo passato nel
frattempo dal vecchio patriarca Mario Rendo al giovane erede Eugenio) la
Famiglia aveva investito gran parte delle proprie risorse negli Stati Uniti,
dove l’attenzione su questo tipo di vicende era allora molto inferiore che in
Italia.
Nel 1990 venne fondata la Invision, attraverso una partnership fra un’azienda
della Famiglia Rendo (la Fimai Holding) e una societa’ di elettronica, la
Imatron Inc. La nuova societa’, dotata di ingenti capitali, si sviluppo’
rapidamente fino a diventare leader nazionale del settore; top manager ne
Sergio Magistri, un ingegnere elettronico vicino ai Rendo. La proprieta’ di
InVision transito’ successivamente per altre societa’ come la Harax (una
finanziaria dei Rendo) o la Kroshagen, intestata a un ignoto avvocato del
Lussemburgo.
Cosi’ sono passati gli anni. Alla fine, dopo una serie di trasferimenti e
operazioni societarie, e’ arrivato il colpo grosso: per ordine del Presidente,
tocchera’ alla InVision controllare gran parte degli accessi agli Stati Uniti.
Uno degli appalti piu’ succosi degli ultimi anni. E anche, probabilmente, il
piu’ strategicamente delicato, il piu’ importante. Ai cancelli del Paradiso,
come tutti sappiamo, vigila san Pietro. E ai cancelli degli Stati Uniti? La
Famiglia Rendo.
Tante pubblicita’ fanno una propaganda.
Estate. Ancora una persecuzione a danno dei milanesi. Dopo la Milano-da-bere, il
Brianza-uber-alles e la Caccia-al-tranviere un’altra trovata dell’Ufficio Rinco
per convincere i milanesi di essere gente realizzata e felice: sabbia, sdraio e
ombrelloni all’Arco della Pace, in piena (orribile) citta’. Alegher,
alegher...
Politica. L’alleanza "communisti-cattolici" (chiamiamola cosi’) e’ il dato
centrale, pero’ non e’ piu’ quella dei tempi di Berlinguer e Andreotti. Sono
talmente mutati tutt’e due, da meritarsi a stento i rispettivi appellativi.
Nessuno dei due e’ piu’ un’area compatta e manovrabile da un apparato. Entrambi
portano valori piu’ ampi di se stessi e potenzialmente trasversali. Roma, da
questo punto di vista, e’ la citta’ dove quest’alleanza e’ diventata common
sense, fusione, ma cio’ non sarebbe stata possibile, o lo sarebbe stato solo a
un livello molto politichese, senza le bandiere della pace. Sono queste ad aver
sparigliato tutto e a fare di rispettabili politici come Veltroni dei simboli
d’unita’ popolare.
Personalmente, sospetto che dietro questo tipo di situazioni ci sia anche il
crescere di una nuova classe sociale, una specie di nuova borghesia
metropolitana, che in Europa pesa molto; e fra le citta’ italiane, da un punto
di vista strutturale, Roma e’ una delle piu’ "settentrionali" (mentre Treviso
e’ una tipica cittadina del sud, con le sue zolfatare tecnologicamente
arretrate e alimentate a "carusi").
Societa’. La Sicilia e’ una societa’ talmente spaccata in due (ricchi e poveri,
"galantuomini" e "cappeddi": mica tanto diversa dall’Ottocento) che la gente
riesce a percepire solo dei progetti politici molto radicali. Quando li trova,
li prende seriamente in considerazione (il fronte popolare nel dopoguerra;
l’antimafia dei primi anni novanta); quando non ne trova, o li riscontra
fasulli, rifluisce nel suo povero ma rassicurante clientelismo. Da questo punto
di vista, Claudio Fava e’ piu’ emblematico di Crisafulli o Cocilovo. A
differenza di costoro, infatti, ha avuto una fase "radicale" (in cui ha vinto)
e una fase "politica" (in cui ha perso): gli stessi elettori l’hanno prima
premiato e poi punito; per tornare infine a premiarlo nel momento in cui, a
torto o a ragione, ha dato l’impressione di esser tornato "radicale" e comunque
apertamente ostile al potere.
In questo, ci sono elementi di arretratezza prepolitica (i siciliani hanno il
concetto di "re-buono", non quello di politica collettiva) ma anche, tutto
sommato, di una certa lucidita’ complessiva: fra Garibaldi e i Borboni, meglio
Garibaldi che forse ce la fa; fra il (liberal) duca della Verdura e i Borboni,
meglio tenersi buoni i Borboni che almeno danno farina e feste.
Nel caso di Fava (e di Orlando, Pintacuda, ecc.) c’e’ l’aggravante di avere
emarginato la giovane classe dirigente alternativa che aveva cominciato a
crescere attorno all’antimafia e che era la vera speranza "politica" di quegli
anni. Questa classe, per quel che le resta da fare (che non e’ poco) deve
imparare a contare esclusivamente su se stessa, senza mai piu’ affidarsi a re
buoni o cattivi che siano, a sviluppare una cultura unitaria e non da setta, a
viversi come cittadini e non come seguaci. A civilizzarsi, insomma.
Economia. Straordinario successo della Kodak, che annuncia un aumento dei
profitti di quasi il quaranta per cento (da 112 a 154 milioni di dollari nel
giro di un anno). Per festeggiare l’evento, la Kodak ha annunciato il
liceziamento di milletrecento lavoratori.
Sante parole. Fassino: "Non vogliamo un Berlusconi e se in passato abbiamo
pensato di poterne avere uno anche noi abbiamo sbagliato". Meglio tardi che
mai.
Antimafia. Incendiati i terreni della cooperativa Libera Terra di Corleone,
proprio nelle giornate in cui si preparava la trebbiatura del grano. La
cooperativa, che e’ intitolata all’eroe antimafioso Placido Rizzotto, e’ una
delle poche ad aver ottenuto in assegnazione terreni confiscati alla mafia
(solo duecento su quasi cinquemila beni confiscati).
Mani Pulite: ricominciamo?. Al via la raccolta di adesioni dei parlamentari per
sottoscrivere un disegno di legge sul sequestro cautelativo e preventivo dei
beni dellindagato per corruzione nella pubblica amministrazione, estendendo in
pratica la legge antimafia 109/96. Alla proposta, avanzata da Cittadinanzattiva
in collaborazione con Libera e Quelli del 118, finora hanno aderito Cgil, Cisl,
Movimento di Difesa del Cittadino, Movimento Consumatori, Lunaria, Legambiente
, Confconsumatori, Federazione Italiana Superamento Handicap, Movimento del
Volontariato Italiano, Unione Nazionale Consumatori, Fondazione Cesar,
Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale, Sindacato Italiano
Lavoratori di Polizia e Coldiretti.
Bookmark: www.cittadinanzattiva.it
Cronaca. Messina. Attirava i gatti di strada con dei bocconcini, poi cominciava
a bersagliarli con arco e frecce. Sorpreso da una volante, e’ stato arrestato e
condannato: purtroppo a soli dieci mesi di arresti domiciliari e non, come
sarebbe stato piu’ equo, a qualche po’ di galea con annesse nerbate. Il ragazzo
si chiama Rosario Magri’ ed ha quarant’anni.
Persone. Alcuni vedono piu’ lontano degli altri, e cosi’ Otello Urso, che e’
stato un compagno siciliano. Non giocava in squadre importanti e presuntuose ma
da semplice mediano, nell’Arci, il primo pezzo della sinistra "ufficiale" a
credere decisamente - dalla stagione dell’antimafia, quasi vent’anni fa - non
piu’ nelle burocrazie di partito ma nella societa’ civile. Come una pianta su
un terreno difficile, ma che alla fine e’ cresciuta. Non so come la chiameranno
alla fine, questa forma moderna di democrazia. Comunque dentro di di se’ avra’
anche un pezzetto di lui.
avv. Linarena wrote:
< Non ricordo se in passato abbiate segnalato il caso di uno strano "stagista"
di nome Marco Benanti che ha lavorato per sole 150.000 al mese in un ufficio
Ansa di Catania (annesso se non incorporato con l’edificio de "la Sicilia" di
proprieta’ del vicepresidente dell’Ansa Mario Ciancio). Il buon Benanti, quando
e’ stato cacciato via dopo essere stato spremuto alla perfezione, ha avuto la
cattiva idea di fare causa per chiedere almeno il pagamento dei compensi
maturati negli anni di servaggio. Il lavoro all’interno dell’Ansa e per conto
dell’Ansa e’ stato svolto dal Benanti con la promessa di una definitiva
assunzione da parte della stessa Agenzia. Promessa che non e’ stata mantenuta.
Intanto le varie amministrazioni del Comune e della provincia hanno dato vita a
uffici Stampa conferendo gli incarichi a giornalisti legati con il potente
Ciancio. Il Benanti e’ rimasto fuori da ogni incarico perche’ non gradito al
potente della citta’? Giudicate voi. Non risulta che vi siano stati giornalisti
locali che lo abbiano difeso. Sono stati tutti proni.
Questo strano stagista non ha ottenuto nulla e nessun giornalista a Catania ha
alzato la voce. Il bavaglio lo hanno tutti e ben stretto. Il nostro giornalista
per vivere e non morire di fame e’ stato costretto a cercare un posto di
scaricatore a termine, presso l’azienda "Algese 2" (carico e scarico degli
aerei a Sigonella. La sinistra locale pur godendo di nomi illustri, tipo la
Finocchiaro e Fava, non muove un dito. Non riesce a dire nulla. E’ muta,
incapace >
Alleanza Nazionale, Coordinamento Catania, Ufficio Stampa, wrote (non a noi,
ovviamente):
< Dibattito tra il vice ministro alle Attivita’ produttive, Adolfo Urso, e i
giornalisti Nino Milazzo (direttore del Tg di Telecolor) e Tony Zermo (inviato
speciale de La Sicilia), giovedi’ 22 luglio alla Terrazza del lido Bellatrix a
Cataia. Lincontro sara’ presentato dal parlamentare Fabio Fatuzzo. Alla
manifestazione prenderanno parte anche i rappresentanti delle categorie
produttive, degli ordini professionali e diversi esponenti istituzionali della
provincia di Catania >
Giovani Colombo (Rosa Bianca) wrote:
< Il progetto della scuola Agnesi di Milano di istituire una classe speciale
riservata a studenti islamici egiziani e’ giustamente naufragato. La buona
volonta’ dimostrata dal preside e dagli insegnanti nel tentativo di assecondare
l’istanza dei genitori e di frenare l’abbandono scolastico si e’ spinta troppo
in la’, scivolando in una soluzione inaccettabile. Il ghetto e’ sempre uno
sbaglio, sia quando viene imposto come un’infamia sia quando viene preteso come
un diritto.
Gli islamici accettino dunque di entrare nella scuola pubblica, di diventare
compagni di banco di cattolici, ebrei, atei, agnostici, di fare lo sforzo di
confrontarsi con la cultura della nazione in cui hanno deciso di vivere.
Attraverso la contaminazione dei diversi nasceranno pure nuove sintesi per il
futuro. Siamo infatti tutti in viaggio verso l’inedito, verso mondi spirituali
e culturali ancora sconosciuti e le fatiche che sperimentiamo sono le doglie
del parto >
redrage wrote:
< Le minacce e gli occhi torvi, i capelli corvini del compagno a me vicino, il
sangue per la manganellata, che gli scende dalla fronte, sangue intriso di
sudore e di trascinamento sullasfalto: una scena apocalittica di una
manifestazione, per i divieti di potere accogliere gente inerme: popoli di
altri e grandi culture. Le bandiere e gli slogans sono rotti da urla di
imprecazione, chi afferra le aste, a chi si stringe il petto in un respiro
affannoso, 10 100 1000 avremmo dovuto essere, in tanti, invece solo poche
decine, soprattutto donne. Non sono clandestini, ne’ containers di rifiuti
che viaggiano per mare in cerca di un porto per essere scaricati, cosi’ dice
Lori, romana, laureata il 6 di luglio in sociologia. Sono stati accerchiati
e incarcerati e chi li ha salvati da morte sicura e’ stato inquisito e
oltraggiato >
* * *
Articolo 136: "Quando la Corte dichiara l’illegittimita’ costituzionale di una
norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere
efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione". Articolo
96: "Il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri, anche se cessati
dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro
funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione".
Il ministro dell’Interno Pisanu, avendo ordinato di non tener praticamente
conto della sentenza della Corte costituzionale che invalida la Bossi-Fini, si
e’ reso responsabile di un preciso reato ministeriale, per il quale e’ punibile
ai sensi di legge. Non potendo manganellare gli articoli della Costituzione che
puniscono la sua fellonia, il ministro ha dato ordine di picchiare almeno i
giovani siciliani che protestavano contro di essa.
Zonker wrote:
< Da un po’ di tempo la solita, insistente vocina tra la panza e la coratella mi
ripeteva: "Baghdad! Baghdad! Baghdad!". Ho dovuto cedere. Come sempre, quando
si prepara un viaggio importante, cominciano a grandinare le coincidenze. E
chissa’ quanto sono segni e quanto le provochiamo noi. Ancora una volta, prima
di partire, mi sono sdraiato sotto le stelle, nella Romagna dei miei nonni e
della mia infanzia, in cima a Monte Bora, sulla terra notturna ancora calda del
sole di luglio. La terra, sotto, mi riscaldava il corpo. La brezza, sopra, lo
rinfrescava. Lucciole, profumo di fieno tagliato, il canto di milioni di
grilli. E’ qui che da piccolo studiavo spagnolo su un libro trovato in
soffitta. E’ qui, davanti a un piatto di tagliatelle, che tre anni fa si e’
fatta sentire la solita vocina che ripeteva: "Colombia, Colombia, Colombia!"...
>
< Caro R., sono in partenza per Baghdad: da qui cerchero’ di raccontare un po’
di quello che i giornalisti di solito non raccontano. (O magari me ne staro’
dieci giorni nella piscina del Palestine, chi lo sa). Se ti va, puoi invitare i
tuoi lettori a dare un’occhiata al mio, a iscriversi alla mia newsletter (basta
inviare una mail vuota a: enzob-subscribe@yahoogroups.com ) o a visitare il mio
blog. Un abbraccio!>
Bookmark: www.balene.it/enzo, bloghdad.splinder.com
AntonellaConsoli wrote:
< Liberta’, liberta’, liberta’,
sei il cielo, sei il mare,
sei lo spazio infinito che l’occhio
non controlla.
Liberta’, liberta’
i capelli narrano i volumi,
ancora soffici
dove il vento dondola spirali.
Liberta’, quello che non ho.
La lacrima trafigge il petto,
sefardita.
Ti amo, liberta’,
ti inseguo nel silenzio della notte.
Liberta’,
mia sfinge >
rafael wrote:
< Se mai perisse la mia voce a terra
voi me la deporrete in riva al mare
presso la sabbia, dove l’onda e’ lieve
e la nominerete Capitana.
O mia voce, decorata
con le insegne marinare!
Porti un’ancora sul cuore
sopra l’ancora una stella
sobre la estrella el viento
y sobre el viento, alta, una vela >
Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche semplicemente per
liberarsene, basta scrivere a riccardoorioles@libero.it — Fa’ girare.
"A che serve vivere, se non c’e’ il coraggio di lottare?" (Giuseppe Fava)