Catania: L’importante e’ comunque capire che non solo ha perso il centrosinistra, ma ha perso anche la destra italiana. Hanno vinto i capibanda serbi o croati, che
infine son diventati una forza politica - disgregatrice - anche qui. D’ora in poi, invece di avere un Bossi solo ne avremo due.
La notte dei lunghi rutelli. La cosa piu’ semplice sarebbe dire che
sono diventati matti tutti quanti e che, altro che congressi, qua non
resta altro da fare che chiamare il manicomio.
La seconda ipotesi, ovviamente, e’ che li paga Berlusconi. La terza,
quella buona, e’ che semplicemente la posta in gioco s’e’ alzata troppo
e che le buone maniere, in questo poker finale, sono diventate
veramente un lusso.
La posta non e’ piu’ solo politica, fare un governo. E’ determinare chi
paga la sopravvivenza del paese - se sopravvive - nei prossimi
vent’anni. Potrebbero pagarla Tanzi e Tronchetti, razionalizzando il
sistema. Potrebbe pagarla Fantozzi, ma in questo caso bisognerebbe
thatcherizzare il paese a un livello terrificante. Quel che non si puo’
fare e’ continuare cosi’. Ricordate la furberia piu’ furba degli ultimi
vent’anni, il "sommerso"? Fare un sacco di sghei lavorando in nero,
abolendo gli scioperi, senza sindacato? Il mitico nordest, i
padroncini? Bene. Funziona benissimo. Ma non qui. Funziona in Cina,
dove pero’ i "sommersi" sono due miliardi, con meta’ delle
multinazionali del mondo (italiane comprese e compresi i nordestini) a
dargli manforte e con noi come obiettivo finale: vendere panettoni
cinesi a Milano e pizza di Shangai a Mergellina.
Sono gia’ sulla buona strada, perche’ e’ dai tempi di Craxi che il
concetto di "made in Italy" (cioe’ di marchio, cioe’ di niente) ha
sostituito il concetto di produzione e non possiamo pretendere ancora a
lungo che la borsetta firmata (e prodotta in Cina) valga duecento euri
mentre quella identica non firmata (sempre prodotta in Cina) ne valga
venti.
Ecco: il punto a cui siamo e’ questo e le ricette intermedie, dopo
trent’anni di sogni allegri e di addormentamento industriale, sono a
zero. Adesso: o si portano gli operai italiani quasi a livello cinese,
con tante belle chiacchiere vaselinose ma sostanzialmente col bastone.
O si portano imprenditori e manager a livello civile, senza
permettergli ulteriormente il lusso di disperdere in investimenti
"politici", intrallazzi di borsa, rendite parassitarie, criminalita’
finanziarie, improfessionalita’ e tangenti le risorse che a questo
punto sono vitalmente indispensabili per l’investimento e la ricerca.
Il Pil, liberato da tutto cio’, *forse* sarebbe sufficiente. E forse
no. Una parte della classe dirigente, comunque, ritiene che valga la
pena di provare. Un’altra parte, o per egoismo o per thatcherismo
convinto, ritiene che e’ tempo perso e che serve un governo forte che
imponga i "sacrifici" verso il basso.
Il dopo Berlusconi, in tempi normali, sarebbe stato simpatico per
tutti. Adesso no: noi industriali vogliamo sapere con precisione, prima
di lasciar cadere Berlusconi, se potremo berlusconeggiare -
educatamente - anche dopo o se per caso dovremo fare sacrifici per non
farne far troppi ai cittadini comuni. Vogliamo cioe’ sapere se dopo i
disgraziati Borboni avremo un bel governo Savoia (che potremmo anche
accettare) oppure un terrificante Mazzini e Garibaldi, che invece
prenderemmo a fucilate.
* * *
In tema di transizioni cosi’ la Sicilia - lasciatemelo dire - e’
Cambrigde, Bologna, Oxford e la Sorbona. Il "cambiamento" gestito e
controllato, "cambiare tutto perche nulla cambi" qui non e’ una
politica - e’ *la* politica in assoluto. A Catania, ad esempio, il
gattopardo Bianco (liberale) era riuscito benissimo a comprare o a
rimbambire gran parte dei locali garibaldini ed era pronto a gestire il
passaggio alla fase sabauda alla Sedara.
Disgraziatamente per lui, anche fra gli avversari stavolta qualcuno ha
avuto la stessa idea ed eccoti i "borbonici liberali" pronti a
gattopardare anche loro - ancor piu’ cinicamente - il passaggio dal
berlusconismo assoluto all’eta’ moderna. Con una ricetta semplice:
creiamo una lobby sul modello veneto o lombardo e andiamo a contrattare
tutti insieme, sudditi ma minacciosi, dal re. Se ci accontenta bene,
senno’ ci mettiamo all’asta al migliore offerente. Che ci frega?
E’ probabile che alla fine s’incontreranno - son della stessa stessa
razza - con lo sconfitto Bianco per far lobby comune. L’importante e’
comunque capire che non solo ha perso il centrosinistra, ma ha perso
anche la destra italiana. Hanno vinto i capibanda serbi o croati, che
infine son diventati una forza politica - disgregatrice - anche qui.
D’ora in poi, invece di avere un Bossi solo ne avremo due.
* * *
In questa situazione, Prodi e’ decisamente troppo "di sinistra". Un
programma di sia pur cauti aggiustamenti e riforme, di Europa, di
sacrifici divisi e non caricati tutti sullo stesso groppone, si puo’
non dico prendere sul serio ma almeno discutere per prender tempo
quando non c’e’ proprio altro da fare. Ma la Sicilia ha dimostrato che
un’alternativa c’e’, ed e’ la creazione di lobbies padronali locali, la
balcanizzazione. Ogni singolo pesce strappa un morso, non durera’
tantissimo ma intanto si passa il momento, finche’ dura.
La sinistra siciliana, affidandosi totalmente - ormai da diversi anni -
ai liberal-gattopardi e rinunciando alla grandissima forza dei
garibaldini, ha fermato Prodi, ha dato respiro a Berlusconi e ha
scatenato Rutelli e tutto cio’ di cui Rutelli e’, buffamente,
l’espressione.
Perfortna anche Berlusconi, per ragioni analoghe, ha i suoi problemi e
quindi puo’ darsi che, nonostante tutto, la sinistra le elezioni le
vinca lo stesso (a proprio dispetto) e infine vada al governo. Ma gia’
ora questo governo sara’ molto meno solido e molto meno popolare di
quel che sarebbe stato se gli sciocchi dirigenti siciliani avessero
puntato su un Garibaldi-Vendola e non su un Gattopardo-Bianco. Quanto a
noi, dobbiamo continuare a ragionare senza panico e senza mosse
inconsulte. Abbiamo meno tempo di prima per fare una sinistra popolare,
che non e’ affatto isolata e puo’ ancora salvare questo Paese.
La fattoria degli animali. Pechino. Sempre piu’ stretti i rapporti fra
le autorita’ "comuniste" e i manager delle multinazionali che vengono
qui a "delocalizzare". Hu Jintao, segretario generale del partito
comunista, ha accolto cosi’ centinaia di manager, industriali e
banchieri occidentali: "You come, you profit, we all prosper". Applausi
e fraternizzazione generale.
Esattamente l’ultima pagina del (profetico) capolavoro di Orwell.
Cuba. Assemblea, tollerata dal regime, di tutti i gruppi di opposizione
all’Avana. Degli oppositori, alcuni sono democratici, altri terroristi,
alcuni guardano all’Europa, altri sono pagati dall’amministrazione di
Washington. Una parte di loro vorrebbe addirittura una democrazia. Il
dittatore, che ha quasi cent’anni, ha avuto grandissimi meriti nel
liberare il paese, che prima era sotto feroci tiranni mandati dagli
Stati Uniti e dopo e’ diventato uno dei meglio governati dell’america
Latina. Pero’, quanto a elezioni, ciccia. Dopo Fidel governera’ suo
fratello oppure, se vincono gli americani, qualche terrificante mafioso
scelto da Bush, che e’ gia’ presente nell’isola col fulgido esperimento
democratico di Guantanamo. Non sapendo cos’altro fare per danneggiare
se stessi, i dirigenti cubani si sono compiaciuti di fermare delegati,
arrestare sospetti ed espellere giornalisti, fra cui anche un italiano
del Corriere. Allegria.
Cile. Cinquanta reclute assassinate dai generali. Mandato in
esercitazione sulle Ande e investito dopo venti chilometri da una
tempesta di vento gelato, un intero reparto di 485 uomini (quasi tutti
giovanissimi, arruolati da un mese) e’ stato disperso qua e la’ per la
montagna. Alcuni sono riusciti a raggiungere dei rifugi, altri sono
morti assiderati. Proibizione assoluta per i superstiti di parlare coi
giornalisti. "Errore umano - trapela dagli alti comandi - Forse non
bisognava farli uscire cosi’ in una tempesta di neve". Una madre:
"Dicevano che ne avrebbero fatto un uomo".
Torture. Un’altra "operatrice" in Iraq (fili elettrici, posizione in
croce, ecc.), tale Sabrina Harman, e’ stata condananta a una
severissima pena (sei mesi di carcere) dal tribunale militare. Anche in
questo caso l’unica colpevole era lei, generali e ufficiali non ne
sapevano niente.
Informazione. Ancora sotto censura Mare Nostrum, documentario sulle
traversie - spesso mortali degli emigranti nei nostri mari, mai
trasmesso dalle nostre tv. Raccolta di firme di PeaceLink, Articolo 21
e Melting Pot per chiedere alla Rai di togliere la censura.
Per aderire: marenostrum@articolo21.com
Bookmark: http://www.stefanomencherini.org
Bologna. Per avere occupato un’aula, tre studenti sono stati arrestati
e incriminati in base alle leggi speciali antiterrorismo. Niente
liberta’ provvisoria, restano in galera. dove non c’e’ Tanzi, non c’e’
Dell’Utri e non ci sono nemmeno i sedicenti "poliziotti" che
torturarono i fermati a Bolzaneto. Manifestazione pacifica di protesta
(il ’77 e’ lontano, se non per magistrati e politici almeno per gli
studenti) con slogan anche contro il sindaco Cofferati, accusato di
essere repressivo. Non so: certo e’ che la legge *dovrebbe* essere
uguale per tutti.
I milioni a Bonolis. Vero e’ che c’e’ la crisi, ma su tutto si puo’
risparmiare meno che su quel momentino d’evasione.
Il ventiquattro maggio. Sessant’anni fa di questi tempi Ferrara,
Sgarbi, Fini e poche migliaia di altri politici e "intellettuali"
riuscirono a mandare in guerra alcuni milioni di giovani italiani, dei
quali seicentomila non tornarono mai piu’. E’ bene ricordarselo, ogni
tanto.
"So few...". Epigrafe del blairismo (non solo in Inghilterra): "Mai
cosi’ tanti sono stati impoveriti tanto da cosi’ pochi".
Sud. Scampia, periferia nord di Napoli, centro diurno di salute mentale
"Jerry Masslo". Ogni giorno una quarantina di persone di tutte le eta’
frequentano i laboratori di ceramica, di pittura, di musica o di
alfabetizzazione, per poi tornarsene a casa alle cinque del pomeriggio.
"Se uno viene qua vuol dire che sta meglio di chi invece non esce
proprio di casa. Gli assistenti sociali ci parlano di famiglie con due,
tre soggetti psicotici sotto lo stesso tetto", dice un’operatrice. Nel
cortile del centro c’e’ anche un piccolo bar, messo su grazie a un
infermiere che ha raccolto in giro il bancone e una vecchia macchina
per il caffe’. Ad ogni paziente nuovo insegna come preparare il caffe’,
di modo che tutti possano alternarsi dietro il bancone.
Il bar e’ diventato negli anni, il cuore del centro, punto di ritrovo
di pazienti, operatori e psichiatri, che non portano il camice e quindi
si confondono con gli altri.
[Francesco Feola]
Falcone. Manifestazioni in diverse citta’ d’Italia, e persino in
Sicilia. A Catania, l’Associazione Citta’ Insieme manifestera’ in
silenzio davanti al palazzo di Giustizia. A Palermo, convegno e corteo
di giovani da ogni parte d’Italia. Partecipano anche i giovani di "Io
sto con Falcone", che quest’anno hanno organizzato piu’ di trenta
incontri nelle scuole di Roma.
Info: info@iostoconfalcone.it
Spot. La segreteria nazionale di Libera ora e’ in via Quattro Novembre
98 a Roma. Telefono 06.69770301/2/3, fax 06.6783559.
Bookmark: http://www.libera.it
Cronaca. Palermo. Pressante campagna della polizia contro i lavavetri
extracomunitari del centro storico. Alla fine la battaglia e’ stata
vinta. Il questore ha ricevuto numerose lettere di ringraziamento da
decine di commercianti e del centro, nessuno dei quali ha mai preso
carta e penna per denunciare una richiesta di estorsione. Ah, se la
mafia lavasse i vetri ai semafori, come saremmo bravi a spazzarla via!
Spot. Frati minori di Sicilia. Giustizia pace e integrita’ del creato.
Marcia notturna della pace Trapani-Erice 28-29 maggio. Programma: ore
22.00, parrocchia San Giovanni, preghiera e riflessione
sull’accoglienza dello straniero e del diverso a cura del pastore
valdese Giuseppe Ficara. Inizia la Marcia e passeremo affianco al
Centro di Permanenza Temporanea "Serraino Vulpitta". Ore 24,
al’Annunziata, riflessione su "Maria, Regina della Pace" a cura di
padre Enrico Pinci carmelitano. Ore 4, a Sant RAnna, riflessione sulle
Beatitudini a cura di Augusto Cavadi. Ore 6, a San Giovanni a Erice,
Celebrazione Eucaristica animata dalla Comunita’ delle Beatitudini.
Info: fra Antonino 340.8694017, frantonino@ofmsicilia.it
Miles gloriosus. Aveva dichiarato: "Se vinco, l’anno prossimo avremo
Romano a Palazzo Chigi, Luca a Palazzo delle Aquile a Palermo e
Ferdinando a Palazzo d’Orleans": cioe’ Prodi capo del governo, Orlando
sindaco di Palermo, Latteri (un ex forzitalista da poco passato al
centrosinistra) presidente della Sicilia. Ma scusi, Bianco, allora
perche’ non s’e’ candidato direttamente alla presidenza della Regione?
Perche’ in tal caso - ha spiegato - era certo che la mafia l’avrebbe
ucciso. Invece lo tollererebbe a Catania e, se a Palermo uccidesse il
povero Latteri, in fondo non ci sarebbe niente di male.
Un uomo cosi’ e’ stato candidato, dopo meditabonda riflessione, a
rappresentare la sinistra in una citta’ italiana, e l’Etna e’ rimasta
zitta e Berlinguer non e’ sceso a fulminare a pedate quelli che l’hanno
proposto. Non potevano che trombarlo, e cosi’ ovviamente e’ stato.
Adesso pero’, da Storace in poi, s’e’ affermata l’usanza che i politici
trombati diventano ministri. E lui s’e’ affrettato a precisare: "Il
sindaco non lo faccio piu’. Adesso, mi spendero’ per l’intero paese". E
tu Etna taci e tu Enrico non dici niente.
Chilone Chilonide. "Che palle, questa mafia! La mafia da’ lavoro. La
mafia e’ l’unica economia reale di quest’isola. Ci sono fenomeni della
storia, ricchezze che non si possono fare con le mani pulite. A
Catania, nel 1994, i famosi Cavalieri furono eliminati
moralisticamente. Ma erano l’unica economia possibile e portavano
benessere, nonostante quel che diceva in giro quel piagnone di Claudio
Fava". Il "filosofo" Sgalambro diceva queste cose al Corriere appena
tre mesi fa. Amico della mafia, amico dei cavalieri, e tuttavia non
nemico dei soldi pubblici che gli venivano (per conferenze, dibattiti,
presenze, dotte presentazioni) dall’amministrazione "antimafiosa" di
Bianco, del quale purtroppo e’ stato uno degli intellettuali di punta.
Adesso "Ha vinto la plebaglia! - sbraita - Fanno bene quelli che
lasciano la citta’!".
Filosofo, strilla di meno. Sei stato tu, fra i primi, a dare questa
citta’ alla destra (non alla "plebaglia": il popolo e’ Popolo anche
quando fa cazzate) sputtanando la sinistra e sporcandola con la tua -
vostra - avidita’ di denaro. Adesso che il danno l’hai fatto vattene
pure da Catania, sbratta - almeno tu - la citta’. Ma prima restituisci
i soldi che ti sei preso per le tue chiacchierate "filosofiche" pagate
senza saperlo dai cittadini antimafiosi.
Maurizio Parisi wrote:
< Al Segretario dei Ds, ad Anna Finocchiaro - e a tutti quei dirigenti
che fanno i filosofi a Catania.
Sarebbe ora di farla finita con dirigenti che l’unico posto che
conoscono sono i salotti bene, o i vari gruppi di potere locale, non
per niente a Catania siamo arrivati al 5 per cento ed andra’ sempre
peggio fin quando non si ritornera’ a vedere i veri mali del sud e
della nostra citta’ e le modalita’ di fare politica a Catania.
Gli intellettuali che non capiscono un cavolo del territorio ritornino
a far parte di quella schiera di ben pensatori dei salotti bene, noi
vogliamo fatti e non le solite parole che non servono a un cazzo come
sempre fanno da vent’anni a questa parte tutti i dirigenti che in
questa citta’ hanno avuto a che fare con il Pci ed adesso con i Ds. Non
dimentico quante volte la Federazione catanese e’ stata commissariata
proprio per l’incapacita’ dei propri dirigenti e principalmente per le
faide che esistevano all’interno della federazione, per cui mai un
lavoro serio sul territorio che ci potesse permettere di radicarci (a
qualcosa servivano le vecchie sezioni e i circoli nei quartieri
popolari). Ancora oggi penso a quando Braghero, allora
commissario-segretario, si rifiuto’ di prendere in gestione la Sezione
Rinascita di Picanello (quartiere popolare a densita’ mafiosa) e farne
la federazione, con tutte le possibilita’ che avremmo potuto avere sul
territorio, nel dimostrare la nostra diversita’.
Nel frattempo gli anni son passati per cui visto che da giovane ho dato
il culo al Pci, e come me ce ne sono stati tanti al sud, oggi penso a
portar da mangiare a casa quando mi riesce, visto che non sono stato
tanto furbo come i compagni che mi circondavano nei vari direttivi,
congressi e via dicendo. Molti dei dirigenti e dei politici che
rappresentano questa citta’ in verita’ non la conoscono per niente
visto che l’hanno vissuta nei posti buoni e col culo pieno: cosi’ dice
uno di quartiere >
* * *
Maurizio Parisi, segretario di una sezione della Fgci di Catania, fu
fra i primissimi giovani a impegnarsi coi Siciliani nel 1984. Ha
organizzato manifestazioni e movimenti antimafia non solo a Catania ma
in varie altre citta’ della Sicilia. Ha dimostrato qualita’ di
dirigente e organizzatore (a parte il coraggio, perche’ si parlava di
mafia) di primissimo piano, proprio vincenti. Eppure ora fra i
dirigenti della "sinistra" catanese lui non c’e’: ci sono invece
fighetti (come il capetto della Fgci di ora) attratti da improbabili
carriere, imprenditori del ficodindia, "intellettuali" domenicali e
politici di professione talmente professionali da aver regalato il loro
partito a un estraneo totale come Bianco. La storia di Maurizio non e’
isolata, ed e’ esattamente la radice della sconfitta della sinistra
siciliana. Che tornera’ a vincere solo quando riavra’ fra i propri
dirigenti gente come Maurizio e gli altri militanti antimafiosi
discriminati in questi anni, invece dei notabili che l’hanno condotta
dov’e’ ora.
gandini@wema.it wrote:
< La sinistra andra’ al potere nel bel mezzo di due cose: una guerra
(forse anche nuova) e una crisi economica (di certo piu’ grave della
presente). Weimar, insomma. Ce la fara’, la nostra sinistra gaudente, a
gestire questa situazione? C’e’ poco da sperarci. A Weimar segui’ una
destra populista molto aggressiva: ecco, se io fossi Fassino avrei come
unico programma di governo il ripristino totale e assoluto delle
garanzie costituzionali. E basta.
E le blinderei rabbiosamente, irragionevolmente, eccessivamente, ma le
blinderei! Bisogna evitare che a Weimar segua Hitler >
* * *
Aria di Weimar, si’. Ma anche allora, se socialdemocratici, democratici
e comunisti fossero rimasti uniti, col cavolo che Hitler ce la faceva.
Elo wrote:
< Notizie da Messina. Banca Siciliana: il consiglio di amministrazione
gioca in borsa coi fondi della banca, introita i guadagni nelle proprie
tasche e passa le perdite a carico dell’istituto. Cassa di Risparmio:
arrestato il direttore, responsabile per sole 40.000 lire, ma i
restanti amministratori responsabili per un importo di mezzo milione si
trovano a piede libero. Vero e’ pero’ che sono tutti... cavalieri,
commendatori e uomini politici.
Magistratura: l’ordine degli avvocati richiama l’attenzione del governo
"sulle condizioni in cui versa la funzione della giustizia a Messina
per la corruzione e l’ignoranza di taluni funzionari". Dal ministero e’
stata aperta un’inchiesta affidata... al procuratore di Messina, contro
di cui specialmente il reclamo era diretto.
Consiglio comunale: in apertura di seduta il consigliere d’opposizione
Noe’ dichiara, e vuole sia messo a verbale, che gli amministratori
della citta’ di Messina furono tutti, dal ’60 in poi o disonesti o
inetti. Ed il consiglio non si ribella: scrive.
Stampa: un sindaco, in pubblica seduta, confessa di aver speso 2.000
lire per tacitare la stampa "nell’nteresse del paese". Ed infatti la
stampa attenua tutte queste vergogne o le tace interamente.
Notizie di oggi? No: sono prese dall’Avanti dell’11 gennaio 1909. Oggi
invece, a Messina... >
tizy_731@hotmail.com wrote:
< Errore su San Libero. Il condannato a morte sepolto a Palermo e’
Joseph O’ Dell e non Rocco Barnabei. Leoluca Orlando ando’ assieme alla
moglie di lui, sposata a poche ore dalla morte, a chiedere di
seppellire il cadavere a Palermo. Come nel caso di Rocco Barnabei non
fu concessa speranza di riesaminare le prove >
marcomunica@aliceposta.it
< Giancarlo dice: "Su tutela dell’embrione e fecondazione assistita,
speriamo che la chiesa cattolica possa e voglia mettersi al passo con i
tempi". Ma ke vuo’r di’ al passo con i tempi? Ti passo volentieri le
parole di un Laico ke ci manca (si’ mi manca, come mi manca il Papa; e
molte altre sensibilita’ illuminate): "C’e’ innanzitutto il diritto
fondamentale del concepito, quel diritto di nascita sul quale, secondo
me, non si puo’ transigere. E’ lo stesso diritto in nome del quale sono
contrario alla pena di morte. Quale sorpresa ci puo’ essere nel fatto
che un laico consideri come valido in senso assoluto, come un
imperativo categorico, il non uccidere? Mi stupisco che i laici lascino
ai credenti il privilegio e l’onore di affermare che non si deve
uccidere". Norberto Bobbio, maggio 1981.
Anche Bobbio e’ retro’? Nel rispetto, Marco >
latta@free.fr wrote:
< Io, che non rinuncio alla mia microbattaglia contro la Costituzione
europea cosi’ com’e’ ora, ti copio qui alcune cosette che stanno
scritte in questo pessimo trattato costituzionale (art.I-41-2 e 3):
"La politica dell’Unione a norma del presente articolo non pregiudica
il carattere specifico della politica di sicurezza e di difesa di
taluni Stati membri, rispetta gli obblighi derivanti dal trattato del
Nord-Atlantico per alcuni Stati membri che ritengono che la loro
difesa comune si realizzi tramite la Nato, ed e’ compatibile con la
politica comune di sicurezza e di difesa adottata in tale contesto..."
(Sudditi?)
"Gli impegni e la cooperazione in questo settore rimangono conformi
agli impegni assunti nell’ambito della Nato che resta, per gli Stati
che ne sono membri, il fondamento della loro difesa collettiva e
l’istanza di attuazione della stessa".
(A-risudditi?)
Nel protocollo relativo poi le "parti contraenti" si dichiarano
"convinte" che "un ruolo piu’ forte dell’Unione in materia di sicurezza
e di difesa contribuira’ alla vitalita’ di un’Alleanza atlantica
rinnovata..."
(A-ri-risudditi?) >
* * *
Grazie. Quanto all’Europa, credo che tu abbia ragione e torto. Ragione
perche’ la costituzione europea e’ proprio una merda, e anche al di la’
della forma l’aspetto liberista e’ pesantissimo e feroce. Non credo che
sia questione di costituzione, pero’. E’ questione di movimento
sindacale (sindacale, non solo politico o peggio ancora politico
radicale) europeo. Penso che i grandi filoni dovrebbero essere:
boicottaggi esemplari di un paio di ditte particolarmente stronze,
nella maniera piu’ "apolitica" ma piu’ larga possibile; e
organizzazione di scioperi anche limitati ma transnazionali all’interno
di aziende europee.
Non so se questo passera’ attraverso i sindacati o attraverso qualcosa
del genere San Precario. Una specie di Erasmus dei lavoratori, insomma,
con basso profilo ideologico ma aggressivo e concreto. La verita e’ che
finora l’Europa l’hanno fatta i padroni (buoni o cattivi, ma padroni) e
noi siamo rimasti colpevolmente indietro. Lottare "dentro" l’Europa
si’, e prima e’ meglio e’; lottare "contro" l’Europa no, neanche in
nome di un’Europa migliore ma ancora da venire.
La cosa in cui non hai ragione credo sia esattamente questa: l’Europa,
qualunque Europa e persino quella dei padroni, qui e ora e’ vitale -
non solo per noi, ma proprio per l’umanita’ intera - per cercar di
fermare in qualsiasi modo l’impero. Che ormai non e’ solo americano, ma
transnazionale, e ambisce a mettere insieme *tutta* la destra
capitalistica del pianeta, un po’ come facevano i romani (i Celti
venivano sterminati, ma i capitribu’ che accettavano venivano nominati
cittadini romani). Io temo che fra i compagni non ci sia la percezione
della drammaticita’ di questa cosa. Non e’ piu’ la vecchia America
"imperialista" ma proprio un’altra cosa.
Percio’ vorrei una potenza europea, una marina europea, un esercito
europeo e una politica europea. Li vorrei presto, perche’ dall’altra
parte stanno andando molto in fretta (ora tocca alla Russia) e la
guerra in Iraq, in realta’, era contro l’Europa. La voglio tanto che se
sara’ un’Europa di sinistra bene, se no mi accontento di quella
gollista e chiracchiana. Certo, quest’ultima sara’ sempre piu’ debole
perche’ l’Europa delle banche in realta’ e’ destinata ad essere per sua
natura impopolare, e dunque relativamente debole, e spesso incerta, di
fronte all’impero. Ma questo passa il convento. Grazie, anche, ai
nostri errori passati: se fossimo stati europei trent’anni fa, quando
invece giocavamo ad essere cinesi!
mimmolombezzi@fastwebnet.it wrote:
< Invio l’appello lanciato dai giornalisti di "Senzabavaglio" per il
ripristino della liberta’ di stampa >
* * *
< Al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
Il rapporto della Freedom House, l’agenzia statunitense che si occupa
della liberta’ di stampa nel mondo colloca l’Italia al 79mo posto della
classifica, dietro il Benin (71), Capo Verde (76) e Timor Est (73). La
Freedom House, fondata da Eleanor Roosvelt e’ nota per essere moderata:
in un solo anno l’Italia ha perso cinque punti. Era 74ma, ora e’ tra la
Bulgaria (78) e la Mongolia (80), ma piu’ in basso di Namibia (66) e
Botswana (72).
Il rapporto insinua inoltre che Lei conservi un’influenza diretta su
tre reti di Sua proprieta’ e su tre canali Rai, godendo del 42 per
cento del tempo offerto a tutti gli altri politici. Una situazione che
compromette la democrazia nel nostro Paese e rischia di pregiudicare
l’immagine dell’Italia Oltreoceano, dopo averla gia’ danneggiata agli
occhi dell’opinione pubblica europea,
Le chiediamo dunque uno scatto di orgoglio, come quello che ha ispirato
la Sua incursione a "Ballaro’", un gesto che segni una coraggiosa
"discontinuita’" con il Suo precedente governo. Ripristini, signor
Presidente del Consiglio, la liberta’ di stampa. Cominci, se accetta il
nostro consiglio, proprio dalla tv, affidando la presidenza Rai e,
soprattutto, la direzione generale a professionisti dell’informazione
di fama europea. Restituisca inoltre ai loro programmi e ai loro ruoli
i cosiddetti "desaparecidos del video": cioe’ tutti quei
professionisti, esterni e interni alla televisione pubblica o privata
che per ragioni misteriose in questi quattro anni sono stati banditi
dallo schermo o emarginati, dai giornalisti come Massimo Fini, ai
dirigenti come Carlo Freccero, ai comici come Daniele Luttazzi, per
citare solo i piu’ noti fra dozzine di casi meno famosi ma altrettanto
importanti.
Certi della Sua attenzione, Le porgiamo rispettosi saluti in attesa di
un Suo positivo riscontro >
* * *
Aderisco volentieri. A me veramente m’hanno desaparecido prima ancora
di Berlusconi. Non che abbia importanza.
Martin Niemoeller, 1942, wrote:
< Quando i nazisti sono venuti
a prelevare i comunisti,
non ho detto niente,
non ero comunista.
Quando sono venuti
a prelevare i sindacalisti,
non ho detto niente,
non ero sindacalista.
Quando sono venuti
a prelevare gli ebrei,
non ho detto niente,
non ero ebreo.
Quando sono venuti
a prelevare i cattolici,
non ho detto niente,
non ero cattolico.
Poi sono venuti a prelevare me.
Ma non rimaneva piu’ nessuno
per dire qualche cosa >
Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche semplicemente
per liberarsene, basta scrivere a riccardoorioles@libero.it — Fa’
girare.
"A che serve vivere, se non c’e’ il coraggio di lottare?" (Giuseppe
Fava)
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