In Sicilia, abbiamo combattuto cinquant’anni - le donne più degli
uomini - per spazzar via tutto questo. Ha combattuto Falcone e ha
combattuto Franca Viola...
Cento passi all’indietro. La ragazza, poiché oggi è domenica,
attraversa la piazza, attenta a tenere gli occhi bassi ma
approfittandone per dare un’occhiata velocissima attorno. Il gruppo
dei giovanotti, qualcuno coi baffetti, sta sul sagrato. Più in là sul
marciapiede, sulle poltrone di vimini del Bar Roma, c’è un gruppo di
uomini anziani dei quali uno, un pò più grasso degli altri, sorseggia
in silenzio il caffé che un cameriere premuroso gli ha portato. "Sti
fimmisi, sempre più sfrontate sono", bofonchia uno. "Unni nun ci pò ù
diavulu, ci pò a fimmina" sentenzia gravemente don Totò.
Ecco, questo è un paesino della Sicilia - uno qualunque - cent’anni
fa. Cent’anni? No: molto meno. Diciamo, verso l’inizio dei nostri anni
Sessanta. C’è il delitto d’onore, cioè si può ammazzare la moglie
"traditrice". C’è il matrimonio riparatore, cioè puoi violentare una
donna se dopo te la sposi. Sono leggi scritte nel codice, mica usanze
tribali. E c’è "voscenza benedica, don Totò".
In Sicilia, abbiamo combattuto cinquant’anni - le donne più degli
uomini - per spazzar via tutto questo. Ha combattuto Falcone e ha
combattuto Franca Viola. Per lei (la prima ragazza siciliana a
rifiutare di sposare il suo stupratore, quarant’anni fa) è stato più
difficile, perché non c’era assolutamente nessuno che la aiutasse.
Eppure, alla fine ci siamo arrivati.
Nel giro di una settimana, la corte di cassazione italiana ha
riammazzato Falcone e ha ristuprato Franca Viola. Non è vero - dice la
corte - che Cosa Nostra è un’organizzazione unitaria, come diceva
Falcone. Pertanto, annulliamo l’ergastolo a Provenzano: chi dice che i
"soldati" mafiosi ubbidissero a lui e non si facessero gli omicidi
ognuno per sè di testa propria? Affanculo Falcone. Non è vero - dice
la corte - che violentare una fimmina, in fondo in fondo, sia sempre
questo delitto così grave. Questa, ad esempio, per quanto così giovane
già c’era andata una volta, coi maschi. Non è la stessa cosa che
violentare una "vergine" senza "pregresse esperienze di carattere
sessuale". Letto, firmato e sottoscritto, in nome del popolo italiano.
Don Totò, dal suo tavolino di vimini, annuisce in silenzio con aria
saggia e grave.
* * *
La giustizia, in Italia, ha due gradi di giudizio: l’appello e il
primo grado, come in tutti i paesi civili. In più, c’è un terzo grado
"tecnico" per gli eventuali errori di procedura. Di decennio in
decennio, a poco a poco, esso si è tramutato però in un terzo grado
di merito, un vero e proprio appello dell’appello. Questo
immediatamente significa che la giustizia è più costosa, non più alla
portata di tutti; e crea un’anomalia, sedimentata nel tempo,
tipicamente italiana. Il magistrato di cassazione, per come
concretamente s’è configurato, possiede caratteristiche sociologiche
abbastanza diverse da quelle del magistrato comune. È di molto più
anziano, è più autoreferenziale, è meno comune cittadino. Sfila alle
cerimonie in strani costumi rossi - laddove noi sappiamo che l’abito
del giudice, magistrato del popolo e non di qualche astratto stato
hegeliano, è la semplice toga nera o la giacca e cravatta di Falcone.
C’è un’enclave autoritaria, incistata all’interno della giustizia
italiana. È un’enclave - non a caso - che il regime autoritario,
ostile alla libera giurisdizione, vorrebbe estendere il più possibile,
ad esempio aumentandone il peso nel Csm e facendone di fatto l’organo
disciplinare dei restanti magistrati. Essa ha portato danni gravissimi
all’amministrazione della giustizia e alla complessiva vita del Paese,
portando in più d’una occasione i cittadini alla disgrazia peggiore in
cui un cittadino possa incorrere, cioè ridere della giustizia.
Forse è arrivato il momento di chiedersi se non sia giusto e prudente
riformare profondamente questo settore incongruo della giustizia
italiana, riportando in vigore anche nella pratica il principio dei
due gradi di giudizio che, formalmente, non è mai stato abbandonato.
Siccome stiamo parlando di magistratura e di giustizia, cioè del
settore più delicato e vulnerabile dello stato, è bene che questa
riflessione avvenga con moderazione e prudenza, nell’arco di diversi
anni - che potrebbero anche essere quelli della prossima legislatura.
Nel programma del centrosinistra dunque starebbe bene anche la riforma
o senz’altro l’abolizione - di questa Corte di Cassazione.
Scontri di civiltà. Figuriamoci se erano scontri d’inciviltà.
Identità. Va bene, l’Islam è il segno irrinunciabile dell’identità non
solo religiosa ma anche politica e civile dei paesi poveri e oppressi,
e dunque non si può mettere in burletta a pena d’incendi,
accoltellamenti e omicidi vari. Neanche sul Cristianesimo si può
scherzare, visto che anche lui è un’identità irrinunciabile
dell’Europa, dell’Occidente, dell’Italia, di Busto Arsizio, di Lepanto
e di Gallarate; per non parlare dell’ebraismo, ormai usato in Italia
principalmente come collante "identitario" di Ferrara e Fini. Ma
insomma, un povero disgraziato che di identità ne ha già quanta gliene
basta per conto suo, che non ha dunque alcun bisogno di
"identificarsi" tribalmente con checchessia, e che vorrebbe
semplicemente e banalmente credere in Dio, a chi si deve rivolgere?
Calderoli. E uno come lui dovrebbe rappresentare uno come me?
Generazione blog. Corinaldo è un piccolo centro delle Marche a due
passi da Senigallia, dove una nuova generazione di mediattivisti si è
radunata attorno a un blog per mettere alle strette la pzolitica
locale in doppiopetto. Le questioni sul tappeto sono quelle che
affliggono tante altre province italiane: ecomafie, malaffare, cattiva
gestione delle risorse del territorio. Il tutto è documentato con la
competenza e la precisione che dovrebbero essere degli amministratori
pubblici e non di uno sparuto gruppo di cittadini che cercano di usare
al meglio la rete e i pochi mezzi tecnologici che hanno. Dietro queste
denunce c’è un gruppo di ragazzi che sta scoprendo giorno dopo giorno
di cosa può essere capace il potere della parola, lo stesso potere che
ha scombinato gli equilibri di mafia nella Cinisi di Peppino
Impastato, e che oggi a Corinaldo porta autorevoli esponenti della
classe politica a guardare con insofferenza questo blog di
"rompiscatole", che nel giro di pochi mesi ha raccolto decine di
migliaia di contatti in un paesino di cinquemila anime. [carlo
gubitosa]
Bookmark: www.comefaremo.it
Storie di pirati. Un elettrodomestico dovrebbe fare quello che noi gli
ordiniamo, ma i lettori DVD, sono un’eccezione alla prima legge della
robotica: mai recare danno a un essere umano. È per questo che spesso
ci capita di essere frustrati e danneggiati da un ammasso di circuiti
che ci impedisce di fare cose possibili in teoria, ma proibite nella
pratica da chi vuole controllare il mercato dei lettori DVD spingendo
verso l’utilizzo di tecnologie chiuse e nemiche dell’utente. Ma a far
tremare le gambe dei signori del DVD ci ha pensato ancora una volta
"DVD Jon", al secolo Jon Lech Joahnsen, l’hacker ragazzino della
Norvegia che quasi cinque anni fa, alla giovane età di dicassette
anni, ha fatto tremare Hollywood rivelando al mondo i segreti dei DVD
a beneficio di tutti gli utenti. Per quella azione, che aveva come
unico obiettivo quello di capire meglio e di far capire al mondo come
funziona una tecnologia, DVD Jon ha dovuto attraversare un lungo
calvario legale, e ora che la tempesta è passata si avvicina l’ora
della riscossa.
La nuova sfida, degna del miglior Indiana Jones, è quella di svelare i
misteri che circondano due nuovi "templi maledetti" della tecnologia:
i Dvd ad alta definizione HD-DVD e Blu-ray, l’evoluzione degli attuali
DVD. Anche in questo caso l’obiettivo di Jon è rimuovere tutti gli
ostacoli che impediscono agli utenti di fare ciò che più gli aggrada
con i Dvd di loro proprietà. La serratura da forzare per raggiungere
la libertà si chiama Advanced Access Content System (AACS), una
tecnologia adottata da entrambi i formati in lotta per la successione
al DVD. Secondo Jon questo nuovo sistema di protezione "sarà un
successo, ma non nel prevenire la pirateria: il primo obiettivo (delle
major, NdR) è quello di controllare il mercato dei player. Non siete
forse raggianti - ha concluso ironicamente il giovane hacker - quando
il vostro player DVD, se provate a saltare l’intro, vi dice Questa
operazione è proibita? Ora aspetto solo che sul mercato arrivino i
primi prodotti basati su AACS" [carlo gubitosa]
Info: http://nanocrew.net/
Informazione 1. È uscito il primo numero di Left, il settimanale che
prende il posto dell’ultima - non felice - edizione di Avvenimenti. La
nuova veste grafica ed editoriale, la promessa di un giornalismo
d’inchiesta e soprattutto la definitiva rinuncia a presentarsi
abusivamente come continuatore di esperienze ben differenti - quali il
vero "Avvenimenti" degli anni ’90 - inducono a una benevola attenzione
nei confronti di questa nuova impresa, che intende comunque collocarsi
nell’ambito della sinistra ("Left" vuol dire proprio questo, in
inglese, ed è altresì l’acronimo del famoso motto rivoluzionario
"Liberty, equality and brotherhood"). I nostri auguri al direttore
Adalberto Minucci, al condirettore Giulietto Chiesa, al direttore
editoriale Luca Bonaccorsi e a tutti i loro redattori, collaboratori e
lettori.
Informazione 2. Ancora un avvertimento mafioso contro Farid Adly,
collaboratore del Manifesto e del Corriere e direttore
dell’agenzia-stampa Anbamed/ Notizie dal Mediterraneo. Ignoti sono
penetrati in casa sua, ad Acquedolci in provincia di Messina, e hanno
lasciato in evidenza su un mobile due pallottole. Adly, militante
antimafioso e per i diritti umani, era già stato minacciato di morte
un anno fa.
Info: anbamed@katamail.com
Assolto. Il capitano Ultimo, che arrestò Riina. Ma l’ha fatto in buona
fede, ha concluso il tribunale.
Smemoria. È in edicola l’Isola Possibile, mensile dei noglobal
catanesi. Questo numero, che contiene diverse inchieste interessanti,
è redatto con più serietà del precedente che conteneva - in evidenza
su tutta l’ultima pagina - una terrificante articolessa su Alfio
Caruso, un giornalista di destra che si distinse a suo tempo per
violenti attacchi all’antimafia ("professionisti dell’antimafia",
ingiurie a Nando dalla Chiesa e roba del genere) e s’è ultimamente
riciclato come pensoso esperto di cose siciliane. In questa veste è
stato rispettosamente intervistato da Laura Silvia Battaglia, non
senza responsabilità del direttore e dell’intera redazione.
Bookmark (per il numero nuovo, il vecchio va semplicemente
dimenticato): www.isolapossibile.it
Fanatici. Anni fa Vittorio Feltri rivelò che Gerardo Chiaromonte, un
anziano esponente del vecchio Pci, prendeva soldi dai russi: lo diceva
il dossier Mitrokin, senza ombra di dubbio. La notizia fu dichiarata
poi falsa sotto ogni rispetto. Ma intanto Chiaromonte era già morto,
dopo cinquant’anni di politica grigia e onesta, con questo marchio di
spia russa addosso. Alla fine, un tribunale ha condannato Feltri per
la calunnia: ed egli, naturalmente, ha protestato per questo oltraggio
alla sua libertà. Un paio di settimane fa, un gruppo di professionisti
islamici italiani l’ha querelato per alcuni dei moderati commenti che
egli ogni giorno diffonde ai danni non dei terroristi ma di chiunque
indistintamente creda nella religione mussulmana. Querelato - secondo
le regole civili - e non ingiuriato o assalito nè tantomeno
minacciato. Ma lui, imperturbabile, spara a nove colonne: "L’Islam mi
denuncia!". Capire come ragionano i fanatici islamici è facile,
dopotutto: basta vedere come ragionano i fanatici nostrani, tipo
Feltri.
Quasi-democratiche. "Sì, ma tu chi preferiresti che andasse in
Parlamento?". "E che ne so. Mica ora posso più dare la preferenza".
Proposta banale. Noi diamo Calderoli agli arabi. Loro in cambio ci
danno Bin Laden. Calderoli diventa imam o qualcosa del genere e Bin
Laden diventa il nuovo capogruppo della Lega. In fondo, ci sono
pochissime rotelle da modificare, là dentro.
Giustizia. È cominciato ieri il processo a Paul Marcinkus, già
amministratore della Banca vaticana. Una gestione non priva di punti
oscuri, legati a rapporti con Sindona, Gelli, Calvi, Ambrosiano e chi
più ne ha più ne metta. Il pubblico ministero, avv. Simone Pietro,
sembra intenzionato a chiedere una condanna esemplare. Il legale
dell’imputato, avvocato Escrivà, non ha voluto invece rilasciare
dichiarazioni.
Politica. Lascia i Ds Lanfranco Turci, che era presidente della Lega
delle Cooperative quando delle coop siciliane alcune (per esempio la
mia) facevano giornali contro la mafia e altre (per esempio la Cmc)
facevano affari coi cavalieri. Il povero Turci non seppe mai scegliere
fra le une e le altre, e questo è uno dei motivi per cui io ora posso
scrivere solo qui in rete e non sul mio giornale.
Ascari. Neanche il più alto in grado dei leghisti siciliani, il
bulukbasci Rafeh Lombardo, è stato autorizzato a dichiarare alcunché
sulla controversa vicenda del ministro Calderoli. "Son cose che
riguardano i bianchi - ha detto un ufficiale della Lega - Però su
Gheddafi o Mandela può fare tutte le dichiarazioni che vuole".
Spot. Campagna "Diritto al cuore" per la costruzione in Sudan del
primo centro africano gratuito di cardiochirurgia. Mandando un sms al
48587 si attiva il versamento di un euro a favore di esso. "Un
progetto complesso e difficile - dice Gino Strada, chirurgo di guerra
e fondatore di Emergency - ma che contiene semi di pace: dimostrare
che riconosciamo ai cittadini di quei paesi gli stessi diritti che
pretendiamo per noi stessi, che vogliamo condividere i benefici della
scienza medica".
Info: www.emergency.it
Libri. Sotto la notizia niente, di Claudio Fracassi. "Scritto nei
primi anni ’90, questo saggio è di una straordinaria attualità.
Nell’illustrare come i media - la tv in particolare - fossero stati
usati per influenzare l’opinione pubblica planetaria in alcune
circostanze, nel riferire come abbiano creato e ampliato emozioni
globali, anticipa il panorama attuale, nel quale il potere dei media
sulle nostre vite è straordinariamente grande, fino ad attentare alla
nostra libertà". Scaricabile in rete.
Download: www.lombardia.megachip.info
Sigia wrote:
< Leggendo le allegre dichierazioni del nostro P.del C. m’è tornato
alla mente il periodo di tanti anni fa - prima dell’approvazione della
Legge Basaglia - quando facevo volontariato in certe strutture
pubbliche dove in tanti si credevano di essere il "grande corso" >
Piero wrote:
< Per molto meno delle offese a Maometto, la Fiat o Tronchetti Provera
possono chiamare in giudizio un giornalista e strappargli milioni in
danni «morali». Potete deridere il profeta islamico e Cristo; ma
provatevi non dico a deridere, ma a fare una seria inchiesta sulla
setta pseudoreligiosa chiamata Scientology: chiunque l’ha fatto,
spesso su richiesta di genitori disperati di essersi visti plagiare i
figli, è stato condannato a pagare danni enormi. Loro hanno buoni
avvocati, e il favore del potere reale >
andreisha@hotmail.com> wrote:
< Scrivo per segnalare l’uscita di un libro sulla mafia qui in Spagna.
Il titolo è Cronicas mafiosas, e il sotto titolo Sicilia, 1985-2005,
veinte asos de mafia y antimafia. L’autore è il catalano Joan Queralt,
un giornalista conoscitore delle vicessitudini di Cosa Nostra.
"Obstinación civil, educación, intervención política son las armas que
el autor propone para combatir el crimen organizado y desbancar la
inercia del fatalismo. En paisajes marcados por la fatalidad y la
violencia, palabras tan esperanzadas y pronunciadas con tanto coraje
suenan como una necesaria herejía" >
Amici miei. Tizianella wrote:
< Ti scrivo dalla valle del Wirikuta - deserto messicano - dove mi
sono trasferita da quasi due anni con tutta la famiglia. Valle
incantata, qui gli Huicholes tornano a celebrare le loro cerimonie
sacre. Il paesino dove vivo si chiama Wadley, dal nome di un inglese
che sembra si sia dato un gran daffare ai tempi che furono. Le anime
vive sono una manciata, cinquecento, pressappoco. Quelle svolazzanti,
chissà. C’è una stazione che potrebbe tranquillamente stare in un film
di Sergio Leone, al passaggio di ogni treno - duecento vagoni l’uno,
tutti giustamente in mano a compagnie gringhe che hanno "tagliato" il
servizio passeggeri - i muri delle case ballano ritmicamente.
C’è una mini-scuola elementare dal nome altisonante. Lucas frequenta
la quinta, ed è il primo della classe. Dice che si annoia
terribilmente. Così il pomeriggio ci mettiamo a studiare insieme,
nonostante gli sbuffi. La sera poi ci si riunisce alla cantina di don
Totis, a chiacchierare con i vecchietti tra una birra fredda, un
sacchetto di semi di girasole e un bicchierino di mescal. A Wadley
vive anche un torinese, Max, che due volte a settimana prepara e vende
il pane cotto al forno a legna, con la sua giovane compagna e una
bimba di otto mesi che ho letteralmente visto nascere.
Di qui passano molti viaggiatori, tutti, o almeno molti, con
incredibili storie da ascoltare. Si sta bene, insomma. Non mi fermerò
ancora per moltissimo tempo, perché quando il bimbo (mi ha quasi
raggiunto in altezza, non era difficile, lo so...) avrà terminato la
primaria, che qui dura sei anni invece che cinque, dovremo trasferirci
in una cittadina meno isolata, e con una scuola degna di questo nome.
Ultima notizia: ho portato dall’Italia la mia labrador Luna e il mio
vecchissimo gatto Pippo Filippo, che se la gode alla grande; al
zoologico si è aggiunta una cagnetta lavandina, razza tipicamente
wirikutiana, che è la nostra delizia. Si chiama Circa (da circo). Un
bacio >
Promemoria elettorale. Italians wrote:
< A tirarse massa indrio se finisse col culo in rio >
< Cu fa trenta e ’un fa trentunu, appizza u trenta e u trentunu >
< ’O cane mozzeca ’o stracciato >
< ’O pesce fete d’a cap >
< Bon tiempu e malu tiempu nun dura tuttu tiempu >
< Chille fa o gallo ’ncoppa ’a munnezza >
< Mantenimmoce pulite, diceva ’o puorco cu ’a capa dint’ o truogolo >
< Bisuognu metti liggi >
< Quando tuti te dise imbriago, va in leto >
Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche
semplicemente per liberarsene, basta scrivere a
riccardoorioles@sanlibero.it — Fa’ girare.
"A che serve vivere, se non c’è il coraggio di lottare?" (Giuseppe Fava)
La "Catena di San Libero" è una e-zine gratuita, indipendente e senza
fini di lucro. Viene inviata gratuitamente a chi ne fa richiesta. Per
riceverla, o farla ricevere da amici, basta scrivere a:
riccardoorioles@sanlibero.it.
La "Catena" non ha collegamenti di alcun genere con partiti, lobby,
gruppi di pressione o altro. Esce dal 1999. L’autore è un giornalista
professionista indipendente. Puoi riprenderla su web, mail, volantini,
giornali ecc, purché non a fini di lucro. Puoi forwardarla ai tuoi
amici. Se hai un sito o un blog puoi montarci la "Catena" e i
successivi aggiornamenti.
Parte dei suoi contenuti si possono trovare su
www.sanlibero.it,www.antimafiaduemila.com, www.antoninocaponnetto.it,
www.arcoiris.tv, www.articolo21.info, www.avvenirelavoratori.ch,
www.barcellonapg.it, www.bellaciao.org, www.censurati.it,
www.clarence.com, www.cuntrastamu.org, www.girodivite.it,
www.inmovimento.it, www.laspecula.com, www.libera.it,
www.losfoglio.it, www.macchianera.net, www.marcotravaglio.it,
www.megachip.info, www.nazioneindiana.com, www.nonluoghi.it,
www.peacelink.it, www.stefanomencherini.org, www.wema.it,
www.zeusnews.com e altri siti; e su "Antimafia", "Mucchio Selvaggio" e
altre pubblicazioni.
Feed RSS: http://italy.peacelink.org/feeds/sanlibero.rss
Chi desiderasse (ma non è obbligatorio: la "Catena" arriva gratis)
contribuire alle spese può:
— fare bonifico su: Riccardo Orioles, conto BancoPosta 16348914 (abi
07601, cab 16500);
— effettuare ricarica telefonica (Tim) su 333.7295392.