La violenza. Allora: se sei cococò, zitto e basta. Se invece sei un lavoratore vero e proprio, di quelli - sempre più rari - col contratto, allora zitto e basta lo stesso...
Oligarchie. Dice che è colpa della legge. Che le liste elettorali sono
così zeppe di parenti e di famigli e - al contrario - così vuote di
gente utile e stimata perché i partiti sono delle oligarchie. E che la
nuova legge elettorale, la ormai celebre "porcata", ha messo nelle
mani di queste oligarchie un potere assoluto. Di cui esse non potevano
che fare l’uso che si è visto. Eh no, amici cari, non è affatto vero.
Quest’uso era possibile, sì; ma non obbligatorio. Perché nella storia
esistono anche le oligarchie illuminate. Da Atene al nostro
Rinascimento fino ad alcuni regni e granducati, i secoli sono pieni di
èlites che hanno varato riforme coraggiose e pensato al progresso dei
loro popoli e stati. Anzi, viene da argomentare, proprio perché le
oligarchie sono "il governo di pochi" potrebbero più facilmente
esprimere quella lungimiranza, quel senso di responsabilità, quel
genio creativo che possono difettare in una democrazia, dove (così
pensava Tocqueville) è sempre in agguato il rischio della mediocrità e
del livellamento verso il basso.
Occorre distinguere dunque. Tra oligarchie e oligarchie. Per dire che
i partiti, a parità di legge, potevano benissimo comportarsi in un
altro modo. E che ognuno ha mostrato di che pasta è fatto. Teniamone
conto. [nando dalla chiesa]
Primavera. "Finito insomma il tempo delle deleghe, il tempo dei
soprusi e dei ricatti. Si sono potuti permettere di uccidere persone e
far sì che, con la complicità di qualcuno, un chiaro omicidio
diventasse suicidio o incidente. La gente ha capito e soprattutto ne
parla, non è più un mormorio spaventato. Io continuo a ribadire il mio
impegno nella lotta alla mafia, soprattutto alla ricerca delle verità
sull’assassinio di mio padre, ma anche su quei soprusi, abusi e
atteggiamenti mafiosi che qui hanno scandito ogni attimo degli ultimi
vent’anni. Ho assicurato alle tante persone oneste che mi hanno
chiesto di tornare per aiutarli in questa uscita dal tunnel che sarò
presente e che nesssuno potrà fermare questo processo di rinascita
perchè è la gente onesta che lo vuole. La loro e la mia necessità è
più forte di qualsiasi Saro Cattafi, Giuseppe Gullotti, Piero Arnò,
Giovanni Sindoni e di qualunque infedele rappresentante delle
istituzioni".
* * *
Questo articolo (coi suoi bravi nomi e cognomi al posto giusto: si
vede che chi le ha insegnato a scrivere le ha insegnato bene) è di una
giovane donna che si chiama Sonia Alfano e appartiene a una famiglia
di giornalisti siciliani. E’ uscito su un giornaletto che facciamo giù
in Sicilia, in un paesino piccolo e assediato dai mafiosi e però con
dei compagni che lo difendono. Il giornale (ma è un foglio solo,
fotocopiato) si chiama "La primavera", e ne sono orgoglioso. Meglio
qui a fare questo che coi fagiolini, i ritanni, i comunisti di banca e
i giornalisti da tavolino lassù a Roma.
Buona primavera, compagni. E una carezza sui capelli a tutte.
La violenza. Allora: se sei cococò, zitto e basta. Se invece sei un
lavoratore vero e proprio, di quelli - sempre più rari - col
contratto, allora zitto e basta lo stesso. Perché se vogliamo ti
licenziamo senza dirti neanche perché. Questo vale per i primi due
anni di lavoro (arrivaci così, a fare due anni, se non sei un
lecchino) e vale per i nuovi paria, cioè per tutti i giovani sotto i
ventisei.
E questa sarebbe la "riforma". E’ una riforma violenta, molto di più
che rompere una vetrina. Rompere le vetrine non serve a niente (la
cosa giusta invece è rompergli i governi) ma a Parigi hanno già
superato la fase delle vetrine: vanno in piazza a migliaia, uniti i
sindacati e i giovani, i padri di famiglia e gli studenti. Si può
presentarli come violenti - approfittando della rabbia di alcuni di
loro - ma non lo sono. E’ questo potere, che è violento. Lo abbatterà
la non-violenza terribile di milioni e milioni di persone, prima o
poi. Forse, sta cominciando già ora.
Di che cosa stiamo parlando? Di sondaggi, di share, di "duelli"
televisivi fra Commodo e il gladiatore? No. Stiamo parlando di ricchi
e poveri, mai così evidenti e contrapposti come ora. I ricchi maschi,
adulti e per lo più bianchi; i poveri, uomini e donne, spesso giovani,
sovente (come si dice?) "extracomunitari". Parola ipocrita, com’erano
parole ipocrite "terroni", "macaroni", "dago". Tutte parole inventare
per far finta che si parla di razze mentre invece ciò di cui hanno
paura è - altro che razza - il povero, l’Operajo.
Ed è sempre l’operaio quello che fa oggi la fila, a mezzi milioni alla
volta, davanti agli uffici della Superiore Civiltà. Come i braccianti
di Avola, come l’operaio Anzolin nella nebbia di Torino. "Ehi, tu da
quanto sei qua in fila?" domanda, dando villanamente del tu,
l’intervistatrice della Rai. La fila è ordinata e composta, non perché
ci abbia pensato l’autorità (quando mai) ma perché si sono orgznizzati
fra loro, spontaneamente, gli operai.
Di essi, chi è muratore, chi aiuto-fornaio, chi meccanico, chi
infermiere. Sono loro che fanno le cose, le cose materiali e concrete
di cui, senza vederle, viviamo. Ma, come sempre, a loro tocca la fila.
Ai parassiti, ai fighetti, ai campa-a-ufo (astrologi, sondaggisti,
"imprenditori" di chissache, velini) tocca il pensoso dibbattito, fra
degnazione e ferocia, alla tv. Ma vedremo chi dei due, fra dieci anni,
sarà l’Italia.
Cittadinanza attiva. Nel marasma dei confronti televisivi e dei ring
catodico-elettorali è sfuggito che qualcuno è meno cittadino degli
altri, e molti disabili non sanno più quali politici ascoltare,
soprattutto se la loro disabilità riguarda l’udito e la "par condicio"
non prevede parità di condizioni anche per loro.
Ce lo racconta Maria, operatrice sociale delle Marche, che grazie alla
sua professione ha un osservatorio privilegiato sul circo dei media.
"Di storie di quotidiana emarginazione informativa - spiega Maria - ne
avrei a migliaia. Basti pensare che ora, a ridosso delle elezioni
politiche, non è stato trasmesso alcun programma di informazione (o
anche di demagogia) con i sottotitoli o con la finestrella per
l’interprete lis, la lingua dei segni italiana!" Maria conclude il suo
racconto con un’amara constatazione: "moltissimi dei sordi che conosco
non andranno a votare per ignoranza".
Il problema è che prima dell’ignoranza subita da chi voterà senza
avere gli strumenti necessari per decidere, c’è l’ignoranza attiva di
chi dimentica intere categorie di persone solo perché non sono
abbastanza ghiotte nel borsino dei sondaggi elettorali. Non c’è
peggior sordo di chi non vuol vedere. [carlo gubitosa]
Vigna. Piante estirpate e un cane strangolato e abbandonato davanti ai
capannoni nei terreni confiscati alla mafia e assegnati alla
cooperativa Lavoro e Non Solo di Canicattì (Agrigento). Ma i ragazzi
della cooperativa, che in questi giorni si preparavano a piantare i
paletti del nuovo vigneto, non si sono persi d’animo ("Mica è la prima
volta. A qualcuno diamo fastidio"), hanno organizzato rapidamente una
manifestazione di protesta - alla presenza di don Ciotti di Libera,
piombato senza perdere un attimo da Torino - e poi si sono rimessi a
lavorare, alla faccia dei mafiosi.
* * *
Vino. Si chiama Centopassi, è un bel nero d’Avola denso e corposo e lo
fa la cooperativa Placido Rizzotto che coltiva terreni confiscati a
Cosa nostra. Per stampare l’etichetta non hanno chiamato qualche
grafico famoso ma i ragazzi di una scuola di Torino, l’Istituto
Tecnico per arti grafiche e fotografiche Bodoni. Alla salute! Viva la
primavera, e viva Borsellino e Falcone e tutti gli altri nostri che
hanno lottato. E sempre alla faccia dei mafiosi.
Se vince Rita. Se vince Rita, tra le primissime cose che farà ci sarà
una legge "contro le concentrazioni nel settore dell’informazione e
della pubblicità in Sicilia". Cioè per permettere anche agli altri di
poter fare giornali e tv e non solo a Ciancio. Io non ci volevo
credere quando l’ho letta ma è proprio così, una dichiarazione
ufficiale della Candidata del Centrosinistra alla Presidenza della
Regione Siciliana. Una cosa del genere nessuno ha mai cercato di farla
da che Ciancio è Ciancio. E poi dite perché me la voto.
Per chi suona Campanella. I pm della procura di Palermo hanno
trasmesso ai colleghi di Roma i verbali di interrogatorio del
collaboratore di giustizia Francesco Campanella nella parte in cui
parla dell’ex ministro Salvatore Cardinale, ora deputato nazionale e
coordinatore regionale della Margherita. La vicenda è collegata alla
società con sede a Malta di cui è titolare l’ex sindaco di Catania,
Angelo Lo Presti, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sulla cosca di
Villabate. Secondo Campanella, questa società maltese "venne
utilizzata per il pagamento di tangenti". Il collaboratore, in alcuni
verbali depositati dai pm nel processo a Salvatore Cuffaro, presidente
della Regione siciliana accusato di avere favorito la mafia, afferma:
"Conosco un’altra sola tangente per cui venne utilizzata (la società
maltese ndr) ed è relativa alla storia Umts del ministro Cardinale".
Attento a come scrivi 1. "Sovversione ai poteri dello Stato" è la
motivazione dei dieci anni di reclusione inflitti dal Tribunale del
Popolo dello Shandong (Cina) all’insegnante Ren Zhiyuan, di 28 anni,
che aveva pubblicato sul suo blog uno scritto favorevole alla
democrazia.
Attento a come scrivi 2. "Contenuto offensivo e diffamatorio verso le
autorità" è la motivazione dell’indagine penale aperta dalla Procura
di Ferrara sui cronisti di un quotidiano locale che s’era occupato del
caso Federico Aldobrandi (diciotto anni, fermato per un controllo,
morto, secondo la polizia per "un’immobilizzazione forzata" e secondo
la mamma per botte).
Bookmark: federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/
Sbavaglio (per stavolta). Archiviato perché il fatto non costituisce
reato. Così si è concluso il processo che vedeva Giorgio Bongiovanni,
direttore di Antimafia Duemila, imputato di diffamazione a mezzo
stampa per aver scritto che il deputato regionale Ds Vladimiro
Crisafulli aveva fatto male a intrattenersi in un hotel col boss di
Enna Raffaele Bevilacqua: cosa non vietata, ma neppure da lodare. Il
giudice ha sentenziato che è ammesso il diritto di critica sul
comportamento di un uomo pubblico che, proprio in virtù dell’onorevole
carica che ricopre, dovrebbe essere irreprensibile, specie in temi di
mafia.
Riga (Lettonia). Ricordati in un’apposita pubblica cerimonia, come
ogni anno, i valorosi cittadini lettoni che si arruolarono nelle Ss
tedesche durante l’ultima guerra, meritandosi l’ammirazione dei
camerati germanici per l’efficienza dimostrata nello sterminare
comunisti e ebrei. Le autorità della Lettonia permettono
tranquillamente queste cerimonie, come del resto anche quelle italiane
(per esempio a Milano). Se riescono senza incidenti, bene; se qualcuno
reagisce violentemente creando incidenti, meglio ancora: si può fare
una bella contrapposizione fra opposti estremismi, coi governanti
impassibili a fare i propri comodi al centro.
Nibelungen. Nella villa brianzola del signor B. c’è pronto, come ognun
sa, il suo mausoleo: contornato dalle tombe minori (già preparate) dei
seguaci più intimi, per esempio Emilio Fede. Grande e invidiato onore,
oggetto, ai bei tempi, d’una rispettosa gara fra i gerarchi. Ma adesso
che la guerra va male e la resa dei conti s’avvicina, anche la
programmazione diciamo così funeraria non dà più sul faraonico ma sul
nibelungo. L’idea sarebbe di sacrificare sul mausoleo del signor B.
(mentre le armate bolsceviche già stringono i sobborghi) gli schiavi,
i servi, le concubine, i nani, le ballerine e quant’altro; ultimo a
sacrificarsi così sarebbe Bondi. L’idea, per ragioni estetiche, non è
popolare fra i fedeli (oramai un po’ infedeli) del Capo. Donde
tradimenti, mugugni, incomprensioni e amarezze.
Lombardo: "Protesto! Sono stati intervistati tutti i leader della
destra tranne io". Ma insomma, come glielo dobbiamo dire? Noi leghisti
siamo leader della destra, ovviamente. Ma questo non vuol dire che
diventano leader anche gli indigeni arruolati. Fra dieci anni, se avrà
servito fedelmente e bene, potrà fare domanda al Comando per essere
promosso sciumbasci (striscia di lana rossa sul fez, nappina a più
colori, quindici lire al mese e un bel paio di scarpe ai piedi). E
poi, basta con tutte queste lagne. Che cosa siete, ascari o
donnicciole? La prossima volta che fa casino, quindici colpi di
scurbasc. Così impara.
Altamura (Bari). Arrestato con altri politici e malviventi locali
(traffico di rifiuti) anche un comunista rinnegato, tale Crivelli. Per
costui, che imbrogliava il pubblico facendosi passare per compagno,
pena doppia e in Siberia.
Linux. Sarà in Italia lunedì 27 Richard Stallman, iniziatore del
progetto GNU e padre fondatore della filosofia del Software Libero.
L’evento, organizzato da GNU/Linux User Group Catania in
collaborazione con Freaknet, storico hacklab siciliano, avrà luogo
alla Facoltà di Ingegneria di Catania (Aula Magna, ore 9.30). Stallman
terrà un seminario sulla storia del progetto GNU e dell’apporto della
comunità GNU allo sviluppo di Linux. Seguirà un seminario sui pericoli
connessi alla brevettabilità del software e degli algoritmi (argomento
molto sentito dalla comunità del Software Libero) preceduto da un
breve intervento a cura di LUGCT e Freaknet sullo stato attuale dei
diritti digitali in Italia.
Radio. Nasce - su internet - Cuntra Radio, su iniziativa
dell’Associazione Cuntrastamu che da tempo cura uno dei migliori siti
dell’antimafia. "Vogliamo provare a fare informazione su realtà
sociali, su problemi che vengono affrontati in maniera troppo
superficiale dai mezzi d’informazione. Come saprete, non siamo legati
a nessun partito politico e finanziamo tutte le nostre attività con i
nostri soldi". Chi collabora? Potenzialmente, tutti. "L’idea è di
avere dei referenti in varie parti d’Italia, in particolare con le
aree più fortemente interessate dalla presenza della criminalità
organizzata". Se qualcuno si sente in grado può preparare una
trasmissione, sui trenta minuti, dove i contenuti siano già
selezionati e montati dall’autore. "Anche se è scontato dirlo
preferiremmo che gli argomenti trattati abbiano a che fare con il
sociale, dando voce a persone che normalmente non vengono interpellate
dai mezzi d’informazione".
Bookmark: www.cuntrastamu.org, blog.cuntrastamu.org
Info: 06.45425873, info@cuntrastamu.org
Spot. Corso sulla gestione dei beni confiscati. Laboratorio
progettuale di apprendimento attivo e auto-formazione con
l’accompagnamento di docenti, testimonial e facilitatori. Target:
Operatori/Dirigenti con particolare esperienza nel proprio settore e
adeguatamente rappresentativi dell’Ente di appartenenza. Massimo 25
partecipanti (non più di uno per ogni ente del Terzo Settore).
Info: palermo@libera.it
Spot. Catania, 23 marzo, Centro culturale Zo, ore 20.30: "Doppio
legame", di M.P.Regoli e Salvatore Zinna, interpretato da Salv. Zinna.
Una testimonianza sorprendente costruita sui verbali del maxiprocesso
alla mafia istruito nel 1986 da Giovanni Falcone. Organizzatore:
Osservatorio sulla mafia. Ingresso gratuito, prenotazioni 095.533871.
Enrico Peyretti wrote:
< Sui brutti fatti di Milano. Non è alternativo al fascismo chi si
oppone all’esaltazione fascista della violenza con altra violenza. E’
necessario, contro le provocazioni, che in ogni manifestazione
democratica, come le prossime contro la guerra, si mostrino a tutti
con la massima chiarezza dichiarazioni e cartelli in italiano e in
inglese di questo tenore: "Se uno in mezzo a noi fa violenza non è uno
di noi", "La nonviolenza costruttiva è l’azione giusta contro la
violenza" >
Alessandro Paganini wrote:
< Casini: "La gente che incendia le macchine deve stare in galera, non
in Parlamento". E’ o stesso Casini che disse, il 1 Marzo: "Che
Berlusconi parli al Congresso degli Stati Uniti deve inorgoglire tutti
gli italiani". Capito? Non statevela a menare con auto e cassonetti;
per far strada occorre incendiare qualcosa di grosso, tipo Falluja >
guido@hyronisti.it wrote:
< Avete pubblicato una (involontaria) imprecisione sul mio conto.
Sulla Catena 320: c’è la mia risposta ("Questa non la commento. Noto
solo che ha tanto di quel provocatorio in corpo che ci si può fare a
cazzotti") al vostro "Maometto: un intellettuale brillante con una
moglie ricca. Padre Pio: un fratacchione intrigante..." ecc. >. Però
sembrava che quelle cose le avessi dette io e che foste voi a
commentare la mia provocazione. Che poi era scherzosa, letta nel
contesto >
Andrea wrote:
< Le Terme di Acireale sono state recentemente privatizzate. Ne è nata
una vertenza con molti dei dipendenti, a causa di alcuni disagi della
nuova situazione lavorativa, e per qualche giorno gli impiegati
dell’Ufficio Tecnico sono stati in assemblea permanente. Ieri hanno
annunciato la fine della mobilitazione, stamattina sono tornati al
lavoro... e sono rimasti fuori, perché nel frattempo tutte le
serrature degli uffici erano state cambiate e nessuno è venuto ad
aprir loro la porta. Ma una volta in Italia la serrata non era
proibita? >
dinamitebla wrote:
< "Prima di pensare per chi votare, accertatevi di essere degni di
votare...". Perdona la presunzione, O.: io mi ritengo degnissima di
votare. Il problema, non da poco, è che non so quanto lo siano i
personaggi che manderò al governo, e mi toccherà votarli lo stesso >
floriana mantione wrote:
< non sapete fare altro che questo:FATE RIDERE!!!!!!!!!!!!!!!!!!
INCAPACI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! >
* * *
Ma a lei glieli danno gratis i punti esclamativi? :-)
conques@tiscali.it wrote:
< Dopo il primo confronto, vi dico la mia a caldo. Sostanzialmente,
entrambi hanno cercato di fidelizzare e confermare il proprio
elettorato; fatta la tara ad entrambi di qualche difficoltà (di caduta
di stile, invece, per Berlusconi sulle "signore"), nel finale,
Berlusconi ha mandato un messaggio solo al negativo, denigrando
l’avversario, e si è dimenticato perfino di ricordare i suoi vecchi
sogni; mentre Prodi ha avuto quel colpo di genio sul Paese che deve
ritornare a crescere, più unito, ma soprattutto sul diritto alla
felicità. che sarà anche demagogico ma che tutti hanno bisogno di
sentirsi dire almeno una volta >
pagiariel@libero.it wrote:
< Pigliatevi Prodi che ha mandato a rovina economicamente l’Italia >
riccardo.casalegno@tin.it wrote:
< E’ ora di lavorare un po’ per conquistarci cinque anni di
accettabile governo. Non è il momento di fare gli schizzinosi: la
situazione è quella che è, i dirigenti sono quelli che sono, ma
comunque sono certamente meglio di quelli del centro destra; occorre
aver pazienza e andare avanti. Lavorate sugli indecisi e i
disinformati >
Bookmark: www.incontriamoci.romanoprodi.it
redazione@democrazialegalita.it wrote:
< Le preferenze sono state abolite nel 1993. E i listini bloccati ci
sono fin da allora. E nessuno fiatò (tranne pochissimi, tra cui noi),
perchè preferenze = mafia, ricordi? Perchè nessuno ricorda che le
preferenze sono state abolite nel 1993, e che abbiamo votato con
questo sistema infame nel 1994, nel 1996 e nel 2001? >
Marco Tamanti wrote:
< Il dovere è di votare a sinistra non perché è la meno peggio, ma per
la speranza di construirci assieme una società come si deve. Dobbiamo
noi, in prima persona, farci sentire per fare in modo che quei pochi,
che cialtroni non sono, abbiano sempre più peso. Se non siamo
ottimisti noi che lottiamo giorno per giorno, come puo’ crederci
l’italiano medio? >
Andrea wrote:
< Il figlio di un messinese che si è beccato la tubercolosi in un
campo di concentramento tedesco vi ringrazia per la boccata d’ossigeno
che gli regalate regolarmente. Ad majora >
michcuoc@tin.it wrote:
< Il caso di Antonio Buonpane, il pittore napoletano morto
nell’incendio causato dalle candele che usava non potendo pagare la
luce, come tanti fatti analoghi è stato trattato dai media in modo
distratto con le classiche "due righe in cronaca". Dall’Ansa originale
si deduce che l’uomo fosse persona socievole, generosa (aiutava alcune
persone anziane nella propria zona) e di cultura. La notizia però si è
progressivamente "ridotta" sino ad arrivare a TG5.com che ha fatto
diventare il poveretto addirittura un "venditore ambulante". Come dire
che quello che hai dentro - cultura, idee, sensibilità - non conta
nulla se muori povero. Che è poi la morale del nostro tempo. Penso a
tanta gente ignorante, rozza e famelica - i vari Storace, Gasparri,
eccetera - che magari verranno celebrati come "eminenti personalità
della cultura politica", pur avendo la terza media e un rispetto per
il prossimo pari a quello di un alligatore. Mentre il nostro pittore
di velieri non ha avuto nemmeno l’onore delle armi , con quel
"venditore ambulante" messo lì come ultima infamia >
ppp wrote:
< Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme
pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il
fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana,
socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società >
Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche
semplicemente per liberarsene, basta scrivere a
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"A che serve vivere, se non c’è il coraggio di lottare?" (Giuseppe Fava)
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