Continua la campagna di Libera per la confisca e la
ridestinazione dei beni mafiosi. Fra questi ultimi, dopo una serie
di terreni, caseggiati, palazzi, negozi, supermercati, fattorie,
alberghi, industrie, pollerie...
Altro che Mani Pulite. Questa e’ piu’ grossa. I giudici sono meno
liberi di prima, e i giornali molto meno curiosi. Ma a parte questo,
il film e’ lo stesso (con Fiorani che fra dieci anni si protestera’
vittima dei giudici communisti, ma intanto canta come un
fringuello). Che sarebbe successo se la sinistra avesse avuto il
coraggio di appoggiare davvero, dieci anni fa, la Mani Pulite di
allora? Stavolta, invece della P2 classica, il terreno di cultura
sembrerebbe una specie di P2 cattolica (ma oramai chi non e’
"cattolico" nei palazzi?), abbastanza trasversale anche se, al
solito, i Mackie Messer piu’ kitsch provengono da destra.
E’ ormai vent’anni che in Italia comandano gli imprenditori.
"Impresa" parola magica (mercato, quotato, imprenditore) come una
volta in Russia "socialismo", e piu’ o meno per gli stessi motivi.
Quanto ci hai rimesso, tu personalmente, con Tanzi? E ora, con la
Banca d’Italia a Regina Coeli? Cifre che non saprai mai e che vanno
sommate all’inflazione.
Beni mafiosi. Continua la campagna di Libera per la confisca e la
ridestinazione dei beni mafiosi. Fra questi ultimi, dopo una serie
di terreni, caseggiati, palazzi, negozi, supermercati, fattorie,
alberghi, industrie, pollerie, piantagioni, allevamenti e altre
imprese, l’Ufficio studi dell’associazione fondata da don Ciotti ha
individuato un’intera isola, situata fra Villa San Giovanni e
Pantelleria, che da tempo si trova - in seguito a una serie di
operazioni sia imprenditoriali che strettamente criminali - in
possesso di Cosa Nostra. A questo punto gli esperti di Libera non
hanno avuto dubbi: l’isola dev’essere tolta alla mafia e restituita
ai cittadini. La vicepresidente dell’associazione, una farmacista
palermitana, e’ stata incaricata di recuperare l’isola e di
predisporne un piano di riutilizzo a fini socio-occupazionali, con
particolare attenzione per il problema della disoccupazione
giovanile.
L’iniziativa, che ha avuto il benestare della classe IIC
dell’Istituto Tecnico Statale "Pirandello" di Ravanusa, dell’operaio
Labarbera Emanuele dell’Apeds (Industria Prodotti e Derivati
Solfiferi) di Vigata, chiusa da dieci anni, della signora Russo
Maria Rosaria, casalinga di Villabate (PA), e di alcuni milioni di
altri cittadini siciliani, e’ attualmente all’attenzione dei
principali esponenti politici nazionali, da tempo impegnati nel
Riscatto del Mezzogiorno e nella Riforma della Politica. Fra essi
spiccano gli onn. Francesco Rutelli ("Ah, ci vorrebbe uno Sciascia
per quest’altra Borsellino!") e Massimo D’Alema ("Non vediamo l’ora
di allearci coi leghisti siciliani di Lombardo").
Locri, Valdisusa, Borsellino, Messina... Che cos’hanno in comune?
Sono tutte cose che tre mesi fa non esistevano e nascono in risposta
a situazioni disperate in cui le persone comuni, visto che non c’era
altro da fare, hanno scavalcato i poteri e le opposizioni ufficiali
e hanno cominciato a fare opposizione da se’. Qua gli studenti
affrontano una dittatura mafiosa che lo stato non e’ capace di
estirpare, la’ i cittadini difendono dagli intrallazzi la loro
valle; qua si scelgono da se’ il candidato di sinistra, visto che
altrimenti gli tocca votare per chissa’ chi; la’ vincono a mano
bassa un’elezione, nella citta’ piu’ sgarrupata d’Italia, votando il
nuovo sindaco ma non i suoi vecchi partiti. Questa e’ la prima cosa
in comune: la gente e’ stufa. E la seconda? Che tutte queste cose
sono vincenti. In Calabria per la prima volta c’e’ un movimento
antimafia, con carte da giocarsi sul piano nazionale. In Valdisusa,
il governo e’ dovuto scendere a patti e i metodi G8 stavolta non
hanno pagato. A Messina s’e’ preso il sindaco, e - se continua
cosi’ - si rischia di prendere pure la regione. La sinistra sta al
seguito, ma quella che sta venendo fuori di prepotenza e’ la
vecchia cara sfigata "societa’ civile". Sta succedendo qualcosa, e
non all’improvviso.
Giudici. Procedimento disciplinare, sospensione dalle funzioni e
sospensione dello stipendio in vista per il giudice di Camerino
Luigi Tosti che, essendo fra l’altro di altra religione, si era
rifiutato di tenere le udienze sotto il crocifisso.
Interessantissime le motivazioni con cui l’Avvocato Generale Antonio
Siniscalchi e il Procuratore Generale Francesco Favara motivano la
punizione.
"Il dott. Tosti - scrivono dunque costoro - si sottrae ai propri
doveri di ufficio, che scaturiscono da un rapporto di impiego, per
un preteso inadempimento da parte dello Stato che continua a non
rimuovere dalle aule di udienza il simbolo della religione cattolica
a lui estranea. I motivi addotti per sottrarsi all’obbligo della
prestazione non possono giustificare, a prescindere dallo loro
fondatezza o meno, l’inadempimento, cosi’ come non lo potrebbe una
qualsiasi altra ragione eventualmente legittima con riferimento a
posizioni o comportamenti dello Stato in ordine a diverse altre
apprezzabili problematiche (partecipazione ad atti di guerra,
provvedimenti razziali ecc.) che, comunque, restano estranee agli
obblighi derivanti da un rapporto di impiego".
Traduciamo:
1) Il giudice e’ un impiegato.
2) Gli impedimenti che egli invoca non sono fondati.
3) Ma anche se fossero fondati, non avrebbe alcuna importanza.
4) Se lo Stato facesse addirittura delle leggi razziali,
continuerebbe a non avere importanza.
5) Egli, come giudice-impiegato, non avrebbe alcun diritto di
obiezione e dovrebbe continuare a fare il suo mestiere
impassibilmente.
* * *
Nel 1936 ai magistrati italiani venne fatto esattamente questo tipo
di discorso. "E’ vero, abbiamo fatto le leggi razziali per
perseguitare gli ebrei. Tu devi applicarle tranquillamente perche’
sindacare la legge non e’ affar tuo".
Oggi in Italia, a differenza che nel ’36, vige una Costituzione che
prevede formalmente che non si possono perseguitare gli ebrei (ne’
applicare leggi altrettanto odiose). Non perche’ e’ antipatico,
inumano, ecc. Ma perche’, giuridicamente, e’ *vietato* da una legge
precisa, la Costituzione. Ma la Costituzione vieta al cittadino di
perseguitare gli ebrei o invita semplicemente il legislatore a non
far leggi in tal senso? Il dibattito, nella giurisprudenza italiana,
e’ vecchio e, fin qui, abbastanza teorico. Ma adesso, lo Stato -
nella persona dei dottori Siniscalco e Favara - dice esplicitamente:
"Alla Costituzione, ci pensiamo noi. Tu, obbedisci al Governo e
zitto. Cio’ su cui tu devi giudicare, per quanto ti riguarda, non ha
direttamente a che fare ne’ con alcuna morale ne’ con la
Costituzione".
* * *
Se lo Stato italiano, oggi come nel 1936, facesse delle leggi
razziali - cioe’ gravemente ed evidentemente lesive dei principi su
cui si basa la Costituzione - il magistrato Tosti avrebbe, ai sensi
di legge, l’obbligo di allertare i cittadini e di opporsi
immediatamente a esse con ogni mezzo. Non sarebbe affatto
autorizzato a continuare a giudicare come se nulla fosse, poiche’ la
violazione di questi principi non costituisce affatto
un’"apprezzabile problematica" ma una rottura violenta del patto
sociale fra cittadini e Stato. Nulla potrebbe in questo caso
invocare l’Autorita’ per essere obbedita, e men che mai uno
stravagante "rapporto d’impiego". E’ esattamente questa la
differenza che intercorre fra fascismo e democrazia, fra Stato
totalitario e Repubblica Italiana.
La posizione dei pubblici ufficiali Siniscalco e Favara, nella sua
"innocenza", e’ dunque profondamente sovversiva dell’ordinamento
dello Stato - del nostro Stato. Ed e’ l’indizio di come, di
buffonata in buffonata, si sia ormai diffusa l’idea che la
Costituzione sia piu’ che altro un testo letterario di cui ognuno
puo’ tener conto o meno a suo piacere.
Il giudice Tosti non finira’ probabilmente in galera per una cosa
del genere, ma certo ne avra’ la carriera troncata: per aver difeso
la Costituzione. Un giudice in meno, un episodio di "piccolo"
fascismo in piu’. Spiace che, su questo, non siano intervenuti
Ciampi e il Csm.
E ora? Lodi Ladrona?
Memoria. Restera’ probabilmente impunito l’omicidio dell’agente
Antonino Agostino, ucciso dalla mafia a Palermo il 5 agosto 1989.
Il Sisde, per cui D’Agostino lavorava, ha infatto opposto il segreto
di stato alla richiesta di elementi d’indagine da parte della
Magistratura.
Mp3 per sordi. Antonino di mestiere fa l’avvocato specializzato in
diritto delle nuove tecnologie, e per hobby fa il pirata,
rimpinzando il suo computer con ogni genere di file musicale in
formato Mp3, ma c’e’ un piccolo particolare: Antonino e’ sordo.
"Inizialmente compravo Cd musicali che ascoltavo a volume altissimo
mi ha spiegato - e in questo modo riuscivo a percepire le
vibrazioni delle onde musicali che mi attraversavano, e mi piaceva
seguire il ritmo dei brani e le frequenze che entravano in risonanza
con il mio corpo. Poi questa abitudine e’ diventata troppo costosa:
in fin dei conti ogni brano lo ’ascoltavo’ solamente un paio di
volte, ed e’ cosi’ che ho cominciato a scaricare musica da Internet.
Qualche giorno fa ho perso un disco esterno dove conservavo tutto il
mio archivio di Mp3, ma non mi sono disperato eccessivamente,
perche’ probabilmente molti di quei file non li avrei mai piu’
riascoltati. Oggi pero’ mi chiedo se non e’ possibile studiare dei
sistemi alternativi per riconoscere comunque un compenso agli autori
della musica che ho scaricato, senza pero’ essere costretti
all’oneroso acquisto di un Cd". Chi pensa che internet serva per
ascoltare musica a scrocco dovra’ ricredersi: c’e’ chi usa la rete
per sentire vibrazioni anche senza ascoltare nulla, e sarebbe
perfino disposto a pagare qualcosina. [carlo gubitosa]
Cartolina da Santo Domingo. Edicole. C’e’ ne sono pochissime in
citta’. I giornali si vendono ai semafori: scatta il rosso e tre o
quattro ragazze girano tra fila e scarichi delle macchine. Al prezzo
di 15 peso, 40 centesimi di euro, trovi il Listin Diario, El Caribe
e il Nacioal. Diario Libre e El Dia sono gratis, free. Questi i piu’
"presenti sul mercato". Molto diffuso anche l’abbonamento mattutino:
passa il ragazzo in bici e butta la copia, imbustata, sotto casa.
[rocco rossitto]
Cartolina da una valle occupata. Non avevo mai visto sindaci
prendere manganellate dalla polizia e dire subito dopo: "Non e’
importante questo". Non avevo mai visto donne sessantenni, famiglie
col figlio in carrozzina, gente comune, scendere, sotto la neve, per
i sentieri fangosi di montagna per dire no a qualcosa che li
riguarda. Mai visto. Ne’ una valle intera scendere nei prati, tra i
lacrimogeni, e restare. Per dire: "Vogliamo dire la nostra".
Non mi e’ mai capitato di rilevare che un amministratore leghista,
un comunista, un democristiano, un verde o un diessino, condividano
un’opinione. Una presa di posizione, netta, esattamente opposta di
quella che hanno i loro rispettivi referenti nazionali:
"Smilitarizzate la valle, stop ai cantieri", ripetono tutti, anche
il leghista picchiato. Mai mi era capitato di ascoltare proposte
concrete, moderate, ragionevoli ma rivoluzionarie, come quelle che
ho sentito dal sindaco di un paese di mille abitanti, Nilo Durbiano,
ex macchinista delle Ferrovie, dello Sdi.
Come ben sai, R., faccio il cronista: ho raccontato Sarajevo,
l’Albania, la Palestina, l’Iraq e altro ancora. Ero a Piazza
Alimonda quando moriva Carlo Giuliani. Ho visto, e raccontato, tutte
le principali manifestazioni in Italia da venti anni ad oggi. Ma mai
mi era capitato di vedere un prete attraversare i campi, chilometri,
per andare a fare messa, perche’ bloccato al check point.
In Val di Susa, pazientemente, donne e uomini, si parlano da anni.
Parlano. Gente normale. Agli amministratori locali, di partiti di
governo e di opposizione, sono arrivate minacce esplicite: "Non vi
ricandideremo". Ma loro vanno avanti. Va avanti il dirigente della
Asl di Sant’Ambrogio, 49 anni, "padre di famiglia e persona
pacifica", come tiene a precisare. "Sono pronto a sporgere denuncia
per quello che ho visto", dice, dopo che ha assistito alla carica di
lunedi’ notte contro gente che dormiva a presidio del cantiere. "Non
avrei mai pensato, mai, di dovermi difendere dai carabinieri".
In val di Susa suoni ad una porta qualsiasi e chi ti risponde, ne
puoi star certo, ne sa piu’ dell’alta velocita’ di quanto ne sappia
Lunardi. Gente normale: "Non pensiamo di avere ragione, ma abbiamo
delle ragioni". "Rimarremo qui fino a Natale. E a Pasqua se serve".
Adesso il governo, precipitosamente, tratta. Un punto per la
Valsusa. Sta al movimento, ora, continuare confrontarsi senza
dividersi. [m.panteri]
Corso di giornalismo. Esercizio. Identificare le 11 marchette
contenute nella seguente "breve di cronaca" di un quotidiano locale.
"Ha riscosso un grande successo il convegno organizzato
dall’Istituto Tecnico Industriale di Carlentini sul mercato del
lavoro. Il rettore dell’universita’ di Enna Salvo Ando’ ha incantato
tutti i presenti con la sua appassionata e lucida relazione. Gli
alunni e i docenti hanno assaporato ogni parola, applaudendo a piu’
riprese l’oratore. La macchina organizzativa, coordinata dal
dirigente scolastico Teresina Peluso e dal fiduciario Nuccio
Santagate, e’ stata semplicemente perfetta. Il dato piu’ importante
e’ che soprattutto i ragazzi hanno profittato della ghiotta
opportunita’ per chiarirsi le idee sulle dinamiche del nuovo mercato
del lavoro. Alla fine, erano tutti molto soddisfatti" ("La Sicilia",
14 dicembre 2005).
Natale. Tenetevi il telefonino dell’anno scorso.
Spot. È uscita la Guida 2006 per l’informazione sociale: 492 pagine,
230 tabelle, 461 siti web, centinaia di approfondimenti: i fenomeni
letti attraverso cifre, stime e "casi" per capire come il mondo del
sociale sta cambiando. E’ realizzata dall’ dall’Agenzia Redattore
Sociale (http://www.redattoresociale.it).
Info: 0734.68191, documentazione@redattoresociale.it
Spot. Su Arcoiris intervista a Francesco Saverio Borrelli, di
Giovanni Dognini (Radio Citta’ del Capo); Inoltre: Locri e dintorni,
di Alessandro Gagliardo; Viaggio nella Sicilia di Rita Borsellino; e
alcune migliaia di altri video dall’altra faccia dell’informazione.
Bookmark: http://www.arcoiris.tv
Memoria. Il movimento Cittainsieme, come ogni anno, invita i
catanesi a ricordare Pippo Fava alla lapide alle ore 17 del cinque
gennaio. Si propone anche, alle ore 19,30 dello stesso giorno di
proiettare, in via Siena, il DVD "La mafia bianca". Il sindaco di
Gela, Crocetta, ha assicurato la sua presenza. Chiunque voglia
collaborare alla elaborazione della iniziativa con suggerimenti,
proposte e quant’altro puo’ farlo lunedi’ 19, in via Siena, alle
20,30.
alessandro wrote:
< Media e politici si guardano bene dal sollevare la questione, ma
l’aumento dei prezzi degli ultimi anni - dovuto a euro, caro
petrolio, guerra, recessione, concentrazione industriale,
speculazione finanziaria, immobiliare e commerciale - ha reso
giustizia (postuma) alla scala mobile. Craxi riusci’ a convincerci
a rottamare la scala mobile, con la incredibile tesi che essa fosse
la principale causa di inflazione. Tant’e’, ciulare gli italiani e’
sempre stato molto facile, dai tempi di "armiamoci e partite!". I
prezzi sono piu’ che raddoppiati in quattro anni. La scala mobile
non c’entrava, cari noi, cornuti e mazziati >
Giandomenico wrote:
< Sulla scelta del Nuovo Grande Compagno mi pare che i rumeni non
abbiano avuto dubbi: e’ Tim-Motorola... >
Enrico Peyretti
< "Perche’ non destiniamo i fondi per le c.d. missioni di pace ai
giovani ricercatori e facciamo in tv delle collette per chi vuol
pagare le trasferte dei nostri soldati e sostenere la spesa
militare?". Giustissimo. Sottoscrivo. Con la beneficenza
televisiva, il governo scarica sui cittadini volonterosi cio’ che
deve fare lui con le tasse, invece di fare le guerre. Io a Telethon
non do niente. Se moriamo di cancro per ritardo della ricerca, la
colpa e’ di quella politica (anche la sinistra ha fatto la sua
guerra, nel ’99) che cura la morte invece della vita >
Ettore Lomaglio Silvestri (Ass. cult. Sconfiggiamo la mafia) wrote:
< La pubblicazione dell’intervista denuncia fatta da Christian
Abbondanza a Tiziana, ex moglie di Vincenzo Mamone, boss della mafia
genovese, ha provocato la scomposta reazione della famiglia Mamone
che ha minacciato querele e chiesto l’oscuramento della pagina web.
Abbiamo colto nel segno! Se han la coscienza pulita perche’ non
affrontano un dibattito pubblico? E poi dovranno oscurare le
centinaia di siti dove e’ stata pubblicata l’intervista. Vi invito a
leggere l’intervista sul mio blog >
Bookmark: http://virgilio.it/noallamafia
Orfeo Zerbinati wrote:
< Una storiella dice che i tedeschi amano gli italiani ma non li
stimano, e gli italiani viceversa. In parte e’ cosi’, ed in parte e’
che, come popoli, ci conosciamo poco per contatti diretti e molto
attraverso stereotipi. Io ho amici in Germania e ogni volta che
vado a Berlino ne torno un pochino piu’ innamorato, piu’ di Londra o
di Parigi. Non credo che i turchi di Kreutzberg faranno un giorno
come gli arabi delle banlieu. Attenzione pero’, Berlino e i
berlinesi sono parti speciali della Germania. Quanto ai tedeschi ed
alle radici del nazismo, credo che siano geneticamente meno
predisposti verso il nazismo di quanto lo siamo noi verso il
fascismo; non dimentichiamo Marx, Rosa Luxemburg e magari neanche
Lutero. Il senso dello Stato e la disciplina individuale sono le due
grosse differenze fra noi e loro, a volte giocano a nostro favore, a
volte no. Hitler, se fosse venuto in Italia, avrebbe fatto
sicuramente meno danni, pero’ prese da Mussolini la sua idea di
regime >
AntonellaConsoli wrote:
22 dicembre 1988
< Angusta la casa
non trova spazio nemmeno
in una poesia di natale
Viene una ragazza
ogni tanto
con le briciole del suo amore
e si sforza di inzupparle
non sa se ha ancora un cuore
Vedi dove finisce la poesia
e dove finisce la speranza
sgretoli l’ultimo sorriso
contro un muro freddo
Il the non l’hai mai saputo fare
e la tua pipa e’ parecchio fumosa
In quella casa piccola
piccola come il mondo
ogni tanto viene una ragazza
stanotte ha cercato
tra mille parole
la piu’ bella per dirti
ti amo
Neanche il sole e’ stato al suo patto
e’ arrivata con nubi la nuova giornata
Ma che c’entra, che importa
la ragazza cerca ancora
tra mille parole
la piu’ bella per dirti
ti amo >
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semplicemente per liberarsene, basta scrivere a
riccardoorioles@sanlibero.it — Fa’ girare.
"A che serve vivere, se non c’e’ il coraggio di lottare?" (Giuseppe
Fava)
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