"Momios". Vuol dire "mummie" ed era il nomignolo con cui i "companeros" cileni
chiamavano i signori perbene che, sotto Allende, scendevano a migliaia per le
strade a protestare contro le intollerabili riforme del governo...
Certo, neanche le olimpiadi sono una cosa pulita e difatti - "non a caso" - sono
cominciate col doping. Dilettantismo? Non c’e’ mai stato. Ad Abebe Bikiba
dettero un gregge di pecore e il grado di capitano. A quelli di ora andranno
milioni e miliardi. D’altronde, neanche Milone di Crotone lottava gratis, ne’
Gerone evitava (ma lui aveva Pindaro) di usare le olimpiadi per propaganda.
Sparta, l’America, la Russia, Atene, l’Afganistan, i Melii... Ciascuno di
questi popoli, alcuni ancora esistenti, ha sfilato con la sua fierezza
nazionalistica, di civilta’ superiore, di (ingenua) prepotenza. "Il mio premio?
Combattero’ accanto al mio re". Si’, ma il tuo re e’ uno schiavista, ragazzo.
Che sorridi? (Un anno fa, la storia di quell’altro ragazzo, americano, che
pianto’ il campionato di baseball per andarsene a morire volontario in
Afganistan. "My country"). Eppure, noi applaudiamo.
Nessun essere umano, su questo pianeta, s’e’ mai fatto illusioni, in tremila
anni, sulla "sacralita’ di Olimpia" e balle del genere. Eppure, quando gli
atleti sfilano, siamo tutti con loro; sono noi. Per un momento, davanti ai
ragazzi americani o lacedemoni, sorridiamo, pur sapendo benissimo chi sono.
Perche’? E’ che in quel momento noi intuiamo, in mezzo a tutte le truffe e le
bandiere, che sta sfilando qualcosa di umano e bello, la giovinezza. Noi
sappiamo - ciascuno di noi lo sa, profondamente - che la vita nasce lieve e
felice, con regole amichevoli, la vita che da ragazzi ci sembra eterna. Avremo
sempre degli amici, non dovremo guardarci dal resto del branco, non dovremo
subire prepotenze da nessuno salvo che da nostro padre e nostra madre, che ci
vogliono bene, risponderemo sempre serenamente al nostro corpo, e lui a noi.
"Al modo delle foglie, che nel tempo...". Questo, che pare eterno, termina
invece bruscamente poco dopo i vent’anni. La societa’ in cui entriamo e’ lungi
dall’essere una famiglia umana, e questa e’ la prima cosa vera che apprendiamo.
Nostalgia.
Su questa nostalgia, in realta’, sulla proiezione indefinita nel tempo dei miti
adolescenziali, s’e’ retta la prima civilta’ vera del mondo, quella greca. Era
Fedone che insegnava a Socrate, non viceversa; Pericle era un ragazzo
cresciuto, non un patriarca. Di questo meccanismo, delicatissimo e forte, il
centro consapevole era Olimpia. Altro che radici cristiane. Se siamo vagamente
civili, lo dobbiamo ai greci.
Cosi’, tutti questi ragazzi americani, che domani imbroglieranno e ammazzeranno
come tutti gli altri, adesso sono semplicemente dei ragazzi; e cosi’
gl’irakeni, i palestinesi, gl’israeliani, gl’italiani, tutti. Non ci sara’ mai
pace vera fra le loro nazioni, per fisiologia. Ma non c’e’ e non puo’ esserci
guerra vera fra loro singoli giovani, finche’ son tali, per fisiologia. E sono
artificiali, in realta’, le nazioni; di veramente reale, c’e’ solo ogni
persona. E noi lo intuiamo improvvisamente, con gioia e nostalgia.
Ecco. Adesso lasciatemi fare la parte mia, ora come tremila anni fa, del vecchio
sulle gradinate; anch’io ho tirato di sciabola, "ai miei tempi"; anche se non
e’ male questo ragazzo di ora, come si chiama, Montano. Lasciatemi ricordare i
miei campioni, Berruti, Agesidamo, Arcesilao, Benvenuti... E la ragazza Wilma
Rudolph, negra dell’Alabama, dove la schiavitu’ era appena finita ma i bianchi
schiavizzavano ancora. Volo’ fino al traguardo, davanti alla sua America
semi-razzista, come Jessie Owens davanti a Hitler: sul podio fece un sorriso
fiero e timido, e di li’ a pochi anni sarebbe arrivata in tutto il mondo -
stavolta, il nero sul podio alzo’ il pugno chiuso - la liberta’ giovanile del
Sessantotto.
"Momios". Vuol dire "mummie" ed era il nomignolo con cui i "companeros" cileni
chiamavano i signori perbene che, sotto Allende, scendevano a migliaia per le
strade a protestare contro le intollerabili riforme del governo. Riprendersi le
miniere, dare il latte gratis ai bambini, provvedere se non una casa almeno un
riparo alle migliaia di "pobladores" che s’accalcavano a Santiago in fuga dai
latifondi: tutte queste cose terribili, e altre ancora, facevano evidentemente
parte di una congiura cubano-communista, e anche anti-occidentale e
anti-gente-per-bene, contro cui i ceti medi cileni lottavano, nell’indifferenza
della polizia "communista", con coraggio leonino. E alla fine hanno avuto
ragione loro: l’America, che sa meglio di un Allende qualunque cos’e’ male e
cos’e’ bene per un Cile, alla fine s’e’ rotta le scatole e ha sguinzagliato i
soldati. E questo e’ successo l’Undici Settembre di trent’anni fa: allora Bin
Laden giocava ancora al Monopoli, ma Kissinger sapeva gia’ il fatto suo.
Lo stesso sarebbe dovuto succedere ora in Venezuela: gia’ nel 2002, con la
diciamo cosi’ tolleranza del Dipartimento di Stato, c’era stato un tentativo di
golpe che aveva portato per pochi giorni al potere il presidente della
Confindustria locale. Stavolta le cose si sono svolte democraticamente, il
governo ha offerto ai "momios" per vedere chi aveva il sostegno della
popolazione, il referendum - controllato da osservatori neutrali - e’ stato
vinto dai "communisti" e, al momento in cui scriviamo, i marines non sono
ancora arrivati. Cosi’ il rozzo Chavez non ha fatto la fine di Allende.
Chissa’: puo’ darsi che i tempi davvero stiano cominciando a cambiare.
Acqua. Di tutte le acque di Roma, stranamente, in questo momento la piu’ bella
non e’ il Tevere ne’ l’Isola Sacra, e neppure l’Aniene pasoliniano. Se siete in
vacanza a Roma - alla faccia di Bin Laden - vi consiglio invece di andare al
laghetto dell’Eur, nella citta’ nuova. E’ una zona vagamente real-socialista,
con grandi palazzi marmorei, monumentali (ordine di Mussolini, o di Stalin:
urbanisticamente, e’ lo stesso); con degli squarci di grazia, tuttavia, e con
molto verde. Il laghetto e’ proporzionato, non eccessivamente gigantesco, un
rettangolo d’acqua chiara e verde, lungo e interrotto da ponticelli. Confesso
che, con la scusa del caldo, ci vado spesso. Confesso - ma non riditelo - anche
un’altra perversione: c’e’ un bar, sopra il laghetto, che e’ veramente
simpatico, coi tavolini all’antica in un giardino; prendendo un gelato la’ (ma
non son buoni) puoi leggere tranquillamente, voltando le spalle alla sala e
avendo negli occhi esclusivamente il verde degli alberi e del prato. "Non
cambiare discorso!". E va bene: e’ un McDonald, lo ammetto. Mi giustifico col
fatto che in fondo prendo solo un gelato, e magari che - essendo diventati i
McDonald, a quanto pare, obiettivi militari un minimo di solidarieta’ e’ giusta
darla anche a loro.
Comunque non volevo invitarvi al McDonald, ci mancherebbe. Semplicemente a
passeggiare lungo i vialetti sul lago e magari, se avete pure voi un po’ di
fiatone, a sedervi su una panchina: giardinetti. Vedrete avvicinarsi da lontano
una ragazza che corre, piccola e un po’ grassottella, ma con una magnifica coda
di cavallo che le sballonzola a destra e a sinistra, cosa che mi rende felice.
Poi un gruppo di sfaccendati coi coppellini da baseball per traverso poi,
qualche minuto dopo, un’altra ragazza che fa jogging, questa assai bella,
sempre con un’atalantesca coda di cavallo al vento. Alziamoci e passeggiamo un
poco. Una parola: t’arriva un branco di ragazzini che, vociando e
rincorrendosi, quasi ti travolge.
Avranno diciamo un sette-otto anni, ma i piu’ vecchi; gridano a squarciagola,
ridendo, e questo e’ strano perche’ sono tutti srilankesi o cinesini o
pakistani o insomma, e di solito questi qua se ne stanno silenziosi e
intimiditi - sugli autobus o sui metro’ non li senti mai gridare. Qua invece
sono come uno stormo di allodole, non stanno fermi o zitti un momento: altro
che timidezza! Prepotenti e ridenti, i tenerelli, manco che se fossero a casa
loro. Piu’ in la’, su ua panchina, c’e’ uno dei genitori, che sembra un giovane
indiano. Ha i baffetti e un libro, e un’aria serenamente stanca, da uomo che
anche oggi ha combinato qualcosa. La mamma immagino sia quella la’, che va
spettegolando in qualche lingua uccellesca, qualche passo piu’ indietro, con
un’amica; lei ha dei pantaloni civili ma l’amica, che e’ bellissima, e’ in
sari.
Via, avanti: un po’ di pace! Oltrepassi una coppia di ragazzi che si ammoinano,
italiani, un tizio che legge sull’erba Sepulveda, una che sta telefonando ad
alta voce ("Non mi vuoi bene!"), e alla svolta ti trovi in mezzo a cinque-sei
capannelli, ognuno raggrumato attorno a una diversa panchina. Sono tutti
"stranieri", cioe’ rromani dde fora: questi chiacchierano fra di loro, quelli
fanno merenda, quegli altri stanno giocando a un gioco di carte - ah ah! v’ho
beccato! - che, da vicino, pare una specie di pinnacolo o di canasta. C’e’ una
felicita’ nell’aria, ma una felicita’ di lavoratori in vacanza, non di
fighetti, che si taglia col coltello. Non c’e’ un solo italiano, da questa
parte, eppure e’ cosi’ tanto Italia che pare un film anni Sessanta. Te ne vai
sorridendo, mugugnando contro quel cazzo di tempo che e’ passato. Fra poco, al
tramonto, milioni di storni, in nubi fitte, volteggeranno per qualche attimo al
di sopra di tutto questo.
Adesso, la luce fa giochi di rombi sulle acque del lago. E’ un’acqua
luminescente, verde, con un colore da mare. Ricorda vagamente i riflessi, alla
stessa ora, al largo di Pantelleria o Lampedusa. Come li hai visti tu. O come
li hanno visti loro, quelli che sono sopravvissuti.
Emigranti 1. Nel quadro della lotta all’emigrazione clandestina, la Libia chiede
all’Italia altri fondi, che serviranno per aumentare i sistemi di sorveglianza
alla partenza e anche per comprare un numero sufficiente di sacche nere di
plastica per recuperare i morti. Nello stesso momento, le cronache rosa
segnalano che il figlio di Gheddafi sta trascorrendo le vacanze a Porto Cervo,
in Sardegna, dove le guardie del corpo incaricate di proteggerlo sono state
viste pagare conti d’albergo di ottomila dollari al giorno.
Emigranti 2. Spiritosa provocazione di alcuni albergatori di Lampedusa:
soggiorno gratis in albergo per quei turisti che avvisteranno emigranti nel
centro dell’isola o sulla spiaggia, provvedendo a segnalarli tempestivamente
alle autorita’ preposte. "Via, era solo una battuta - ha dichiarato il piu’
importante di loro, tale Antonio Martello - In realta’, li portano sempre via
subito: potete nuotare qua tranquillamente senza incontrarne mai nemmeno uno".
Negli ultimi anni, al largo di Lampedusa e nelle altre aree del mar di Sicilia
sono morti annegati circa novecentosessanta esseri umani. L’agenzia turistica
di Martello si chiama "Sogni nel blu".
Bambole 1. Un’associazione per l’avanzamento della donna, in America, ha
provocatoriamente lanciato la proposta di candidare, in alternativa a Bush e
Kerry, direttamente Barbie. Non mi ricordo piu’ qual era il ragionamento
"provocatorio" e politicamente corretto: fatto sta che Barbie e’ uno dei
personaggi piu’ popolari d’America e molte adolescenti sono convinte che essa
sia semplicemente la riproduzione di una ragazza reale. Personalmente, non
credo che Barbie riuscirebbe a battere i due marpioni - ma credo che il suo
tre-qauttro per cento dei voti lo prenderebbe; piu’ di Nader, probabilmente.
D’altronde, non e’ affatto detto che anche gli altri due concorrenti, in
realta’, non siano pure di plastica; pero’ sono maschi. Il problema vero
infatti e’ che una donna *non puo’* (per Costituzione, per statuto, per bibbia)
diventare presidente degli Stati Uniti, e a dire il vero di nessun altro paese
occidentale che non sia l’Islanda. (E la Thatcher, allora? E la Condoleeza? e
la Bonino? Si’, ma stavamo parlando di donne e non, come direbbe la Simone, di
eunuchi femmine).
Bambole 2. A Pantelleria gli archeologi hanno scoperto, fra i resti di un
villaggio dell’Eta’ del Bronzo, la tomba di una bambina morta circa
quattromila anni fa. C’e’ una serie di pentole di terracotta in miniatura
("giochiamo alla casa") e c’e’ una bambola scolpita. E’ solo un pezzo di
pietra, in realta’: ma vi si distinguono chiaramente, tracciati da una mano
rudimentale ma affettuosa, i segni che sono gli occhi, il naso e i capelli.
Terrorismo. Il colonnello Budanov comandava un reggimento corazzato russo in
Cecenia. Il 26 marzo 2000, interrogando una ragazza "sospetta, gli era capitato
di violentarla. La ragazza si chiamava Elsa Kungaieva, era del villaggio di
Thangi-Chou e aveva 18 anni. E’ stata uccisa subito dopo lo stupro, mediante
frattura del collo a mani nude. Corte marziale. Perizie.
La prima perizia stabilisce che il colonnello era perfettamente in grado di
intendere e di volere, dunque incriminabile. Allora, altra perizia. Stavolta,
il colonnellol risulta incapace d’intendere e di volere. Dunque, assolto ed
espulso dalle forze armate? No. Gli psichiatri continuano la perizia, e alla
fine stabiliscono che l’incapacita’ c’era si’, ma solo durante il fatto.Prima
no, e dopo neppure. Per cui, assolto (perche’ matto) e subito dopo riammesso
nell’esercito (perche’ sano di mente). La perizia e’ stata svolta all’istituto
di psichiatria legale di Mosca, che vent’ani fa "peritava" i dissidenti
politici per conto del Kgb.
Buttiglione vicepresidente. L’Euro’ s’amuse.
Pianeta. Incidente nucleare in Giappone, tubatura scoppiata, quattro morti,
"nessun pericolo per la popolazione". In Ucraina aperto un nuovo reattore per
sostituire quello di Cernobyl.
Lavoro. Linux assume. Lo ha annunciato, a New York, Ibm, che ha annunciato a
sorpresa - in netta controtendenza rispetto a tutto il resto dell’industria -
il raddoppio del proprio piano di assunzioni per l’anno in corso, che passa da
diecimila a diciottomila unita’. La maggior parte delle nuove assunzioni
riguarderanno programmatori per il sistema operativo LInux, su cui da due anni
Ibm sta puntando tutte le sue carte.
Cronaca. Livorno. Un giovane senegalese, Cheikh Sarr di venti anni, e’ morto
annegato nelle acque di Castagneto dopo aver salvato la vita a un turista
italiano, di cui s’ignora il nome, che stava per essere travolto dalle acque
agitate. Il ragazzo, che lavorava da muratore a Donoratico, nei dintorni, s’e’
tuffato immediatamente appena ha visto l’uomo in difficolta’ e, nonostante il
mare fortissimo, l’ha spinto a riva. Subito dopo, abbandonato dalle forze, e’
stato a sua volta travolto. Il corpo e’ stato recuperato sulla spiaggia due
giorni dopo. Il nome dell’italiano salvato non e’ noto perche’ costui, subito
dopo essere stato posto in salvo dal giovane senegalese, si e’ riposato un po’
e poi se n’e’ andato tranquillamente senza lasciare il suo nome e senza
ringraziare nessuno.
Cronaca. Napoli. Una giovane madre di famiglia, Patrizia Cuomo di trentadue
anni, e’ annegata davanti alla spiaggia di Vigliena a San Giovanni a Teduccio
per salvare la vita dei suoi tre bambini che stavano facendo il bagno. Nella
zona c’e’ una fortissima corrente, causata dalle turbine di una centrale
elettrica poco lontano. Negli ultimi anni altre cinque persone sono annegate
nello stesso punto, sempre a causa dei vortici improvvisi. La spiaggia,
nonostante il divieto di balneazione, e’ frequentata dai poveri che non hanno
dove altro andare.
Alessio wrote:
< Cari amici, sotto un impietoso temporale, zuppo come un cencio, qualche ora fa
entravo in Istanbul, portando a termine, stanco morto, la mia personale piccola
impresa. 14 giorni in bici, contando anche uno di riposo, un numero di
kilometri intorno ai 1800, 2 catene montuose, tanto sole e tanta pioggia, ma
alla fine giungevo soddisfatto a destinazione, facendomi fotografare, sempre
sotto la pioggia, in bici, davanti alla moschea blu. Provo una gran
soddisfazione! Ieri pedalavo sotto ad un sole impietoso spruzzando sudore da
tutti i pori, oggi percorrevo gli ultimi 110 km in corsia preferenziale della
Edirne-Istanbul sotto un acquazzone con tir carichi di fieno che non esitavano
a schizzarmi tutta l’acqua possibile addosso. Comunque e’ fatta! Non ho un
panno asciutto sicche’ ora vado a comprarmi qualcosa da mettere. E da mangiare
>
giomascia@tin.it wrote:
< Leggo sulla Catena questi versi di Ipponatte: "Mercurio, san Mercurio, san
Mercurio da Bari,/ figlio della madonna, qua fa freddo, ti prego,/ regala un
bel mantello al tuo Ipponatte/ e un vestito, e le scarpe, e due scarponi,/ e
magari sessanta bigliettoni: / rubali a qualcun altro, che ti frega?".
Ma chi e’ questo San Mercurio da Bari? Mica San Mercurio di Cesarea, il patrono
del mio paese? Grazie e saluti >
* * *
Caro Giovanni,
il tuo San Mercurio e’ un regolare santo cristiano, credo dei primi secoli. Il
mio invece e’ un imbroglio, una traduzione "infedele". Ipponatte nell’originale
si rivolge solennemente e canonicamente al suo dio, Hermes, chiamandolo con
l’appellativo di rito "figlio di Latona, ecc.". Dal contrasto fra la solennita’
dell’apostrofe e la prosaicita’ della richiesta nasce la comicita’. Ora, se
avessi tradutto letteralmente avrei perso l’effetto: nessuno infatti sa piu’
che Hermes e’ figlio di Latona, o che Venere e’ di Cipro e cosi’ via; per i
Greci erano invece attributi automatici, che contribuivano a rendere "alta" e
familiare l’invocazione. Percio’ ho deciso di saltare il fosso: Hermes
(trasformato in un piu’ familare Mercurio) diventa non piu’ un dio ma un santo,
cioe’ il nostro equivalente del qualcuno a cui chiedere le grazie; il santo
deve avere un appellativo, senno’ resta "freddo", e allora regaliamogli
arbitrariamente (al posto del "figlio di Latona") questo "da Bari", che
richiama immediatamente l’atmosfera dei nostri santi popolari. Perche’ Bari e
non Milano, Padova, Firenze o che so io? Perche’ Bari (a parte l’essere un bel
bisillabo aperto, che chiude bene il verso) e’ "simpatica", ed e’ meridionale.
Suona bene ed evoca litanie.
Mi permetto di mandarti delle altre traduzioni. Sono filologicamente abbastanza
corrette (nel senso che in genere sono quasi letterali) ma anche in altri punti
mi sono permesso delle liberta’ per salvare innanzitutto l’atmosfera ("alta" o
"bassa", popolare o scandita) voluta del poeta. I poeti greci non avevano una
tradizione accademica dietro di se’, erano molto piu’ vicini di noi al loro
pubblico, il loro atteggiamento era piu’ da cantautore che da "poeta" nel senso
colto. Credo che questa sia la chiave per comprenderli, ed anche per tradurli.
Cordialmente
Enzo Baldoni, Bagdad, wrote:
< Si parla tanto di Najaf, giustamente. Ma nel frattempo nessuno dice che, a
Kut, ci sono state decine di morti per i bombardamenti dgli F 16. E’ che dove
non c’e’ l’attenzione dei media le cose non succedono, la gente non muore >
* * *
< Sono nella sede della CRI di Baghdad, l’unico centro iracheno dove si curano i
grandi ustionati. Ho ancora nelle orecchie le urla di due soldatini iracheni
orribilmente bruciati dal "fuoco amico" degli F16. Il personale qui e’
ammirevole, non si risparmia. Stanno caricando camion e ambulanze di medicinali
destinati a Najaf. Hanno gia’ l’autorizzazione delle autorita’ islamiche. Ma
piu’ di tutti hanno paura degli americani, che hanno il curioso vizietto di
sparare sulle ambulanze. Partiranno appena avuta la clearance. Assieme al
convoglio va Pino Scaccia, della RAI e uno sconosciuto Volontario del Soccorso
con un gran culo >
* * *
< ...Anna e’ un’infermiera volontaria di Messina, una bella faccia italiana,
sorridente e concreta: "Lo stress piu’ grande, per noi, sono i bambini.
Arrivano qui, ustionati, hanno dolori terribili, urlano, piangono: come fai a
non affezionarti? Le loro mamme sono dolcissime, fra donne ci capiamo. Ma ne
abbiamo persi tre, in questi ultimi giorni. E questo pesa, pesa. Siamo quasi
tutte mamme anche noi". Beppe: "Anche qui ci sono i pregiudizi. Tempo fa una
donna m’ha detto, baciandomi le mani (e ero imbarazzato): "Grazie, grazie per
aver salvato la mia bambina. Mi avevano detto che voi cristiani avete il cuore
nero. Ho scoperto che non e’ vero". Ecco, queste sono le cose che ci aiutano a
tirare avanti" >
* * *
< Facciamo in giro per i reparti. Ci avviciniamo a un piccolo paziente sdraiato.
Vicino a lui c’e’ il papa’, un bel signore elegante nella sua lunga dishdasha
blu. Lo chiama: "Ahmed? Ahmed? Guarda questo signore italiano che ti vuol fare
la fotografia!". Io vorrei dire: no, no, lasciatelo in pace, povero cristo. Ma
anche Anna, l’infermiera, che sa quel che fare, lo chiama: "Ahmed? Ahmed? Get
up!". Forse gli fa bene reagire agli stimoli. Allora, tremolando, aiutato dal
padre, un troncone umano annerito e parzialmente coperto di creme che forse e’
stato un ragazzino si alza a fatica, senza dire parola. La faccia e’ una crosta
immobile in cui solo gli occhi riescono a roteare verso di me. Impressionante.
Misericordiosa morfina >
Bookmark: bloghdad.splinder.com
* * *
< tornato da najaf, consegnati medicinali, portati fuori donne e bambini
nascosti nel camion, stato in casa as sadr, entrato mausoleo ali, visto morire
guerrigliero, incontrato comandante esercito al mahdi, cagato sotto causa
torretta bradley che si spostava tenendomi di mira, incontrati marines che
stavano pian piano entrando a piedi in najaf, lussata clavicola, ricoverato
osped. italiano. scusate imprecisioni e stile telegrafico, scrivo solo mano
sinistra, tutto bene. forse dovro’ interrompere viaggio. presto racconto. vi
voglio bene, grazie per starmi vicini >
Bookmark: bloghdad.splinder.com
Galina Padovanskaya wrote:
< Noi viaggiavamo un giorno per diletto,
soli eravamo, senza neanche un gatto.
Io mi ricordo del tuo do di petto
quando, dovendo guadagnarci il vitto,
cantavi in piazza un po’ di Rigoletto.
Poi assistemmo a quel bieco delitto
dell’albanese che rubo’ un bel frutto:
una pera pesante piu’ di un etto.
Gli spararono un colpo assai ben fatto.
Lo centrarono giusto in mezzo al petto.
La macchia rossa s’allargo’ sul cotto
di Piazza Umberto: il luogo era perfetto.
L’albanese non era che un bimbetto:
nove anni, forse, e incline gia’ al misfatto.
Dissero insieme il sindaco e il prefetto:
Deve imparare cosa sia il diritto! >
Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche semplicemente per
liberarsene, basta scrivere a riccardoorioles@libero.it — Fa’ girare.
"A che serve vivere, se non c’e’ il coraggio di lottare?" (Giuseppe Fava)