Mi piacerebbe parlare bene della destra, sportivamente: ma come si fa?
Un presidente ormai clinico, che a volte dice di essere Gesù Cristo e
a volte Napoleone...
Destra. Poi c’è quello i cui seguaci, travestiti, andavano a spiare
gli avversari alle elezioni sperando di beccarli mentre s’incontravano
con l’amante. Incazzato come una bestia per essere stato smascherato,
lui se l’è presa (come d’uso) coi giudici, ha sbraitato un altro po’ e
poi s’è dimesso. Fortuna per tutti noi, perché la poltrona che s’era
fatto dare stavolta (chissà come) era nientedimeno che di ministro
della sanità: sessanta milioni d’individui in mano per diversi mesi a
uno capacissimo di combattere le epidemie mandando a spiare microbi e
bacilli.
Mi piacerebbe parlare bene della destra, sportivamente: ma come si fa?
Un presidente ormai clinico, che a volte dice di essere Gesù Cristo e
a volte Napoleone. Un An che dopo dieci anni di "voila la droite chic"
si fa beccare così coi polli in mano. Un Bossi che candidamente
confessa "se perdiamo voltiamo gabbana senza perdere un attimo".
L’Udc, i più perbene di tutti, che in Sicilia sono indagati per mafia
uno ogni tre. Tutti concordi unicamente su questo, che la colpa è dei
giudici, communisti del diavolo, pagati per inventarsi reati con cui
fregarli, poveri innocenti perseguitati. "A ogni elezione me ne
trovano una!" sbraita il capoccia, che in un paese civile (non dico la
Danimarca, basta il Perù di Fujimori) sarebbe in galera da un pezzo.
Perseguitato Cirami, perseguitato Taormina, perseguitato Cuffaro,
perseguitato il ridicolo ("antiproducente", si sarebbe detto una
volta) Storace. Nessuno di costoro è mai stato in Inghilterra, dove
insultare un magistrato porta all’arresto immediato per oltraggio alla
Corte: cosa che per fortuna qui non si usa, perché non resterebbe
nessuno per fare i dibbattiti e le marchette in tivvù.
Centrosinistra. < Il leader del centrosinistra Romano Prodi aprirà in
Sicilia la campagna elettorale. Il programma prevede: Visita alla casa
di Don Sturzo fondatore del Partito Popolare, Caltagirone (CT), ore
14.45; Incontro coi leader dell’Ulivo, sul tema "L’Italia riparte
dalle donne", Catania, PalaCatania, ore 18.00; Incontro col
giornalista-operaio Marco Benanti, sul tema "La libertà di stampa non
si tocca", Catania, S.Pietro e Paolo, ore 21 >
Mentre finisco di leggere quest’Ansa, mi arriva una mail da Fausto
Bertinotti. < Caro compagno - dice - sto scrivendo a te, a Fracassi e
agli altri della vecchia redazione di Avvenimenti per pregarvi di
riprendere in mano il vostro vecchio giornale. Lo faccio per egoismo,
perché così Avvenimenti tornerà a vendere sessantamilamila copie e
non millecinquecento. Scusami se non vi ho scritto prima, ma avevo
tanto da fare per cacciare dal partito tutti i banchieri marpioni.
Posso chiedervi una cortesia personale? Rimettetevi a fare inchieste
di mafia, ché ce n’è un gran bisogno. Saluti comunisti >.
Minchia. Clicco subito su Thunderbird per rispondere al compagno
Fausto. Purtroppo, il programma non si apre. Al suo posto compare una
schermata con John Lennon, sfuma in papa Giovanni che canta qualcosa,
comincia a spaparanzare decine di bollicine iridescenti in ciascuna
delle quali c’è l’immagine di me e Antonella vent’anni fa. E alla fine
mi sveglio. Forse ha ragione Fini, le canne a digiuno fanno male.
L’Ansa su Prodi in effetti c’è: però il programma prevedeva un
incontro non con Benanti (pensa un po’) ma con Ciancio, che ha appena
licenziato nove giornalisti su tredici in una tv (il giorno dopo,
naturalmente, è andato a salutare anche loro) ed à l’equivalente
siciliano di Berlusconi. Quanto al compagno Fausto (che nella realtà è
meglio chiamare l’Onorevole Bertinotti) se c’è una cosa che esula dai
suoi pensieri è la storia dei giornalisti antimafiosi, e dei loro
lettori. Si vendono tremila copie? E pazienza: col tempo si arriverà a
quattromila. L’importante è che siano "in linea" e fatte da amici.
Quanto ai banchieri, se Atene ha Unipol, perché Sparta non può avere
Gardini? Cos’è questo razzismo contro i banchieri? Non olet. E
lasciateci fare i politici in santa pace.
Vabbè. Adesso tu mi metti davanti il signor B.: "Guardalo! - mi fai -
E’ la stessa cosa di Prodi? Sono uguali? Ti piacerebbe che restasse
lui? Qualunquista!". No, non è la stessa cosa. Prodi è molto meno
peggio di Berlusconi, e perciò (mi spiace per Benanti) va votato. Però
con Berlusconi ha in comune un sacco di cose, non "politiche" certo ma
proprio di cultura. Per esempio, in Sicilia preferisce appoggiarsi a
Ciancio e non ai giornalisti antimafiosi. Questo vuol dire un sacco di
cose, e più ancora ne vorrà dire in futuro.
E Bertinotti? Accettare le regole del gioco contribuisce a
perpetuarle. Questo, come egli sa benissimo, implica fra l’altro il
silenziamento di alcuni tipi di giornalisti. Per esempio il mio, e
quello di Marco, di Carlo, di Gianfranco, di Fabio e degli altri venti
o trenta giornalisti come noi espulsi dal mestiere perché antimafiosi.
Anche così, è preferibile a Berlusconi, a Casini, a Fini, forse anche
a Fassino o Prodi: rispetto a questi ultimi non perché sia "più a
sinistra" (non lo è), ma semplicemente perché ha meno potere. Ma è
sempre un meno peggio. Quando si parla di libertà, a difenderla siamo
sempre noi, i compagni comuni. Senza illusioni, orgogliosamente. Dai
vip, sinistra inclusa, tutto quel che ci aspettiamo è che non facciano
troppo danno.
Libertà. A Catania:
Un solo giornale (e tv, e quant’altro).
Violazione della legge (testate intestate a parenti).
Repubblica autocensurata (non esce la cronaca, per accordo con Ciancio);
Imprenditori vigliacchi (hanno fatto chiudere, negandogli la
pubblicità, i Siciliani);
Bavaglio per i giornalisti indipendenti (vedi Benanti);
Bavaglio anche per quelli più "perbene" (a Telecolor, licenziati
nove su tredici).
Però:
Grandi esperienze di giornalismo libero e professionale (I Siciliani);
Società civile piccola ma vivace;
Diversi nuovi giovani giornalisti (soprattutto web) onesti e motivati;
(Senza contare quelli cresciuti coi Siciliani: per chi avesse il
coraggio di ricordarsi di loro);
Momento favorevole per cose nuove (campagna elettorale, cantieri Borsellino);
Buonsenso, unità;
E allora: perché non fare una bella giornata di *organizzazione*? Una
serata d’incontro fra giornalisti ostinati ("irregolari" o "perbene" è
lo stesso) per studiare come:
Boicottare "informazione" fasulla (Ciancio e Repubblica censurata);
Chiedere insieme lo sbavagliamento di Benanti, di Ruta e dei 9 di Telecolor;
Lavorare per sei mesi tutti insieme, anche provvisoriamente, per
fare informazione antimafia qui e ora;
Fare una proposta concreta al prossimo governo regionale (cioè Rita).
Se ne potrebbe parlare il 21, giornata dell’antimafia: perché
l’antimafia incomincia dall’informazione (e questa dalla memoria).
Niente Federazione della Stampa (a meno che non venga da fuori, perché
in Sicilia ha tradito) e niente politici (abbiamo già dato). Benvenuto
Giulietti (si è reso scomodo ai suoi baroni) e benvenuta (c’è bisogno
di dirlo?) Rita. Unica discriminante: tutti i partecipanti dovranno
esporsi onestamente e pubblicamente: "Io sono contro Berlusconi"(ormai
facile), "Io sono contro Ciancio" (e qua vi voglio, colleghi. Ma
proviamo).
Italia. E il pittore napoletano, pittore di battaglie navali e di
marine, che aveva sessant’anni e ovviamente non un lavoro stabile e
neppure una lira. Gli avevano tagliato la luce sei mesi fa, perciò
dipingeva di giorno oppure - la sera e a notte - a lume di candele.
Finché s’è addormentato senza spegnerle, è andata a fuoco la stanza e
lui c’è morto carbonizzato dentro, con tutti i suoi velieri che a uno
a uno prendevano fuoco e neri s’accartocciavano nella cornice. Coi
soldi che un ragazzino spacciatore prende in un pomeriggio, o un
politico con mezza telefonata, la flotta di Buonapane (l’artista si
chiamava così) navigherebbe ancora,
Pianeta. C’è già un paese del mondo in cui la gente passa più tempo su
internet che davanti alla tv. E’ l’Inghilterra, lo stesso in cui sono
nati i primi giornali.
Blog & bytes. Il blog probabilmente è una fase di transizione fra
qualcosa che non c’è più (l’informazione industriale) e qualcosa che
non c’è ancora (l’informazione in rete). L’informazione industriale,
quando ancora non s’era trasformata in infotainment, prevedeva un
tecnico specializzato (il giornalista) che nel blog manca
completamente. Pertanto la credibilità del singolo blog è inferiore a
quella del singolo giornale; le eccezioni (per esempio
www.macchianera.net sul caso Calipari) implicano presenza di
professionisti "vecchi" all’interno del blog. Tuttavia, la somma dei
blog possiede una credibilità superiore a quella della somma dei
giornali. Un singolo fax è meno efficiente di un singolo tam-tam, ma
una rete di fax è molto superiore a una rete di tam-tam.
Il blog, culturalmente, ha una superiorità nettissima sul giornale: è
interattivo. L’interattività del blog è sempre parziale (il lettore
può partecipare solo fino a un certo punto) ma resta molto superiore a
quella del vecchio giornale (in cui l’unico momento di interattività
era dato dalla pagina dei lettori: non a caso, più "importante" sui
giornali inglesi). E’ superiore anche a quella dei web-forum
(Repubblica, Diario, ecc.) in cui il peso della testata marginalizza
il dibattito "dal basso", anche quando il forum prende l’aspetto di un
blog). E’ inferiore a quella dei newsgroups della prima fase di
internet (in cui non esisteva ancora il "signora mia").
Il blog è caratterizzato dalla notizia, non dall’inchiesta. Alcuni
siti (per esempio www.linkati.com) ritengono di poter sostituire
l’inchiesta con un’abile articolazione di notizie "pure". L’inchiesta,
tuttavia, resta insostituibile: implica una scelta cosciente di
direzioni di ricerca, e dunque un approccio soggettivo ma non
arbitrario alla realtà (per esempio: www.censurati.it) che in un certo
senso costituisce la "linea politica" di un giornalismo maturo.
Mancando questa, la "linea" tende a diventare arbitraria, legata alle
singole soggettività personali. La "linea" dei blog, in generale,
risulta estremamente "datata" da una serie di culture di nicchia (ceti
medi urbani, ecc.), di solito "simpatiche" ma raramente espansive.
Perciò la cultura del blog è ancora quella del circolo, più che quella
dell’agorà. La stessa - significamente - del protogiornalismo del
Settecento (Tatler, Spectator, ecc.).
Diverse multinazionali hanno provato a fare dei simil-blog a fini
pubblicitari ("The Zero Movement" della Coca-Cola, il "Lincoln Fry" di
Mc Donald’s, il "Pepsi Girl" della Pepsi), ma senza grande successo;
questi tentativi restano nella storia del "brothering" (la
penetrazione pubblicitaria nel mondo delle sub-culture marginali e
giovanili) ma non in quella del blog in quanto tale. In effetti, la
cultura del blog (la cultura che produce il blog) è difficilmente
omologabile a quella del mercato; le aziende possono abilmente
"utilizzare" lo strumento-blog, ma sempre occasionalmente, un
mordi-e-fuggi più che un insediamento reale. Neanche la cultura di
Gutenberg, d’altra parte, era omologabile col "mercato" di allora; con
la tipografia puoi vendere meglio bibbie e opuscoli, ma non vetrate di
cattedrale.
Come strumento tecnico, il blog ha ormai raggiunto una piena maturità
e autosufficienza. E’ facile da usare, possiede una sintassi definita,
è riconoscibile, tende ad approfondire i contenuti più che il mezzo.
Ci sono "fughe in avanti" tecnologiche (il videoblog, il blog-tv) che
però hanno un successo molto parziale (e tendono a riempirsi di
contenuti "aziendali") a causa dell’incompatibilità di fondo fra la
cultura televisiva e quella dell’interattività.
Come si svilupperanno i blog? Domanda da centomila conchiglie (euri e
dollari, in questo campo, non funzionano bene) perché equivale "come
sarà l’informazione". Immagino che, nei prossimi due anni, si
allontaneranno sempre più fra di loro i blog-signora-mia e i
blog-newsgroup e che, da questa divaricazione, prima o poi nascerà una
nuova forma di professionalità, e quindi di nuovo giornalista.
Immagino che questo nuovo giornalista farà la fame (o peggio lavorerà
da dilettante) per alcuni anni, fino a quando non si sarà inventata
una nuova forma di "denaro" (vale a dire, di economia) compatibile col
mondo del dopo-internet, che è un mondo di informazioni e non di
merci.
La cosa più straordinaria di tutte, infatti, è che ancora pretendiamo
di "pagare" in quantitativi di bronzo (o equivalenti, dal siclo
fenicio all’euro) cose che ormai si misurano in quanta-di-energia e
roba del genere.
Solidarietà. Un gruppo di famiglie bolognesi ha deciso di condividere
con altre persone il "baby-bonus" di 1000 euro ricevuto per i loro
figli neonati. "Il crollo del nostro potere d’acquisto - si legge nel
loro comunicato - e i tagli ai servizi pubblici per le famiglie ci
obbligheranno a spendere cifre molto più alte di 1.000 euro per i
nostri bambini e bambine. Abbiamo l’impressione che ci sia stato tolto
10 e ci venga regalato 1, propagandando questo scippo come un aiuto".
Come se non bastasse, i figli dei residenti immigrati, nati in Italia,
i cui genitori pagano tasse e previdenza come tutti, non hanno avuto
diritto al "gentile omaggio" erogato dal governo. Per questo motivo
cinque famiglie bolognesi hanno annunciato di volersi incontrare
pubblicamente con altre famiglie di migranti per "conoscerci, per
dividerci equamente il "regalo" e per brindare insieme al futuro
comune dei nostri figli". L’unico dubbio è che questo gesto possa
essere fagocitato dalla propaganda elettorale: "Ci terremmo che questa
nostra iniziativa non venga bollata in alcun modo siamo cittadini che
fanno un gesto da cittadini, non da sostenitori di questo o quel
partito. Sarà difficile?". La Caritas e il settore immigrazione della
Cgil sono state chiamate in causa per realizzare un servizio di
segreteria organizzativa, per mettere in rete altre famiglie che
grazie al potere della comunicazione vogliono trasformare una
elemosina di stato in una risorsa condivisa. In questa campagna
elettorale urlata, dove è forte la tentazione di staccare la spina e
mandare tutto al diavolo, non saranno le facce consumate dei politici
a darci speranza in un domani migliore, ma i piccoli e umanissimi
gesti di dignitosa civiltà che nessun Talk Show avrà mai voglia di
raccontare. Per fortuna c’è l’email. [carlo gubitosa]
Info: martanicotra@gmail.com
Ossimori. Banchiere comunista. Destra moderata. Sinistra
imprenditoriale. Razzisti cristiani. Tv indipendente.
Prima di pensare per chi votare, accertatevi di essere degni di votare.
"Pranzo essere servito!". "No, guarda. Si dice: il pranzo *è* servito.
Comunque bravo, fai progressi".
Chi dice che noi leghisti siamo razzisti? E’ un mese che stiamo
addestrando un indigeno a fare il maggiordomo e bisogna riconoscere
che, nonostante sia siciliano, a poco a poco qualcosa impara. Dai,
Raffaele! Un’altra volta. Ecco: ora tu entri col vassoio e dici...
"Pranzo essere servito, buana!".
Da: "Canti e inni della Rivoluzione Leghista":
< Faccia di tolla
bel siciliano
aspetta e spera che già il voto s’avvicina
noi voteremo
tutti per te
e ti daremo la Padania pure a te >
Pera: "Sono l’unico ad avere un rapporto davvero intimo con
Ratzinger". Vabbé, che c’è di male? Siamo uomini di mondo, signora
mia.
Prendere appunti. Rita è al convegno degli industriali a Messina, si
siede in un angolo e comincia a prendere appunti. "Ma guarda che roba
fa un imprenditore al vicino - Almeno quelli di destra avevano le
idee chiare. Questa, neanche una parola: prende appunti come una
ragazzina".
Grazie agli abili industriali messinesi, Messina in questo momento è
al novantanovesimo o al centesimo posto della classifica
imprenditoriale in Italia. Figurati se gente del genere può apprezzare
un politico che viene a "prendere appunti" invece di sbraitare slogan
e assegnare appalti.
Ecomafia. Nell’estate 2004 il dottor Alfredo Mazza, ricercatore del
CNR, ha pubblicato sulla prestigiosa rivista medica "The Lancet
Oncology" un suo agghiacciante studio sull’incidenza tumorale in
Campania. Ci si riferisce ad un’area di 12 comuni, compresi tra
Acerra, Pomigliano d’Arco, Nola e le falde settentrionali del Monte
Somma. In quest’area vivono oggi circa un milione di persone.
Statistiche alla mano, Mazza mostra come l’indice di mortalità per
tumore al fegato ogni 100.000 abitanti sfiora il 35.9 per gli uomini e
il 20.5 per le donne. La media nazionale è 14.
E’ noto da anni che nell’area è presente un numero imprecisato di
discariche illegali, senza alcun controllo, dove viene scaricato
nottetempo di tutto, soprattutto scarti di lavorazioni industriali. Su
questa attività di scarico abusivo c’è da sempre l’ombra lunga della
camorra. Recenti analisi chimiche dei terreni hanno evidenziato alte
concentrazioni di diossina, mercurio, arsenico, amianto. Migliaia di
persone sono esposte a sostanze tossiche per decenni. Tutto è
contaminato: gli agenti inquinanti nell’aria, nell’acqua e nei
prodotti della terra sono ben al di sopra dei livelli consentiti.
La Campania detiene oggi il primato dell’ecomafia, spesso legata
all’abusivismo edilizio, dove cave abusive diventano facilmente
discariche abusive e poi palazzine abusive. Il giro di affari
dell’ecomafia nel napoletano si aggira su cifre dell’ordine dei
seicento milioni di euro (stime 2004) e, ovviamente, si parla solo
delle discariche scoperte e sequestrate, senza quindi inserire nel
conteggio i proventi del fitto sottobosco illecito e mai scoperto.
Bookmark:
www.altrenotizie.org/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=383
Legalità. Esposto al Garante per la Concorrenza di un’avvocata
catanese, Lina Arena, per denunciare "l’aiuto indebito che da comune
e provincia di Catania viene fornito all’unico editore della zona con
l’assunzione di giornalisti legati all’editore".
Elezioni. La Commissione Elettorale di Cosa Nostra si è pronunciata
negativamente sulla ricandidatura dell’on.Grillo nell’Udc, per
sospette connivenze con l’antimafia.
Spot. Per incentivare i commercianti ad aderire alla campagna, uno
spot del comitato Antipizzo è stato lanciato sulle tv locali siciliane
(TRM, Telesud, Telerent, Switch, CTS, TSB, TV7, Teleoccidente). "Un
intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità", col numero
del comitato (091.333467) e il link al sito dove lo spot è disponibile
anche in digitale.
Bookmark: www.addiopizzo.org
< Caro prof. O., giovedì al Liceo Mamiani di Roma gli studenti della
IV E hanno invitato il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso,
don Luigi Ciotti e l’avv. Alfredo Galasso per parlare di principio di
responsabilità fra etica, politica e giustizia. Le racconterò. Betta
IV E >
A.P. wrote:
< "La casa è un diritto di tutti", dicono i manifesti di Casini.
Curiosamente questo interminabile governo si è mosso in maniera
OPPOSTA: la precarizzazione ha reso impossibile a molti accendere un
mutuo, i prezzi delle case sono raddoppiati e gli stipendi no, poiché
il paniere dell’inflazione non comprende la casa (!). Tra i motivi
della speculazione immobiliare, il rientro dei capitali sporchi (scudo
fiscale), che ha reso paperoni pochi speculatori, e la casa
inavvicinabile per tanti. Sicuramente l’onorevole è in buona fede, il
fatto è che vola alto, ai massimi livelli: il suocero è Caltagirone,
un gruppo da 2 miliardi di euro di liquidità, con interessi
immobiliari, fra gli altri. Diciamo che hanno un altro punto di vista.
Serena Tinari wrote:
< Vi segnalo due inchieste che ho realizzato di recente a proposito di
farmaci e farmaindustria. Una è sulla beffa del Tamiflu (era sul
manifesto dell’8 marzo) e l’altra è un reportage (trasmesso dalla tv
svizzera, su Falò) sul ritiro dal mercato di Aulin in diversi paesi.
Bookmarx: italy.indymedia.org/news/2006/03/1012364.php
www.rtsi.ch/trasm/falo/welcome.cfm?idg=0&ids=888&idc=8560 >
G.P. wrote:
< "Ringraziamo il presidente Casini per il principio morale che
intende applicare al suo partito. Speriamo farà pulizia ad Agrigento
di persone impresentabili quali il senatore Sodano, che ha
totalizzato: una condanna definitiva a un anno e 8 mesi per aver
favorito l’abusivismo edilizio nella Valle dei Templi in cambio di
sostegno elettorale; una condanna a 3 anni e 4 mesi in Tribunale per
gli appalti truccati del depuratore del Villaggio Peruzzo e delle
opere di urbanizzazione di Favara ovest; una condanna a un anno in
Tribunale per la gestione illegale dell’acquedotto municipale; ed è
ancora imputato per la sua villa abusiva nella valle dei Templi e per
aver truccato l’appalto della nettezza urbana. Totale: quattro
condanne per un totale di 6 anni di reclusione e due processi in
corso" (manifesto di Giuseppe Arnone, di Legambiente)
faqpost@email.it wrote:
< In rete sta girando questo messaggio da inoltrare alla redazione de
LA SICILIA, affinchè dia la dovuta copertura alla vicenda dei loro
colleghi di Telecolor e sollevi la questione in modo da poter
informare la gente della situazione dei 9 giornalisti e dei sette
tecnici. Il messaggio è questo: Il sottoscritto nome e cognome esprime
la propria solidarietà ai giornalisti ed ai tecnici di Telecolor
licenziati. Occupatevi anche voi dei vostri colleghi, altrimenti
vergognatevi >
* * *
Certo. E poi bisogna chiedere a Monica Lewinsky una firma contro la pornografia.
Don Primo Mazzolari wrote:
< La primavera incomincia con il primo fiore,
il giorno con il primo barlume,
la notte con la prima stella,
il torrente con la prima goccia,
il fuoco con la prima scintilla,
l’amore con il primo sogno >
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