Non si sa, ancora una volta, quanti siano gli emigranti morti nell’ultima
- al momento in cui scrivo - "tragedia del mare". Del mare? Il mare non ha
colpa...
Mare. Non si sa, ancora una volta, quanti siano gli emigranti morti nell’ultima
- al momento in cui scrivo - "tragedia del mare". Del mare? Il mare non ha
colpa. Anche questi emigranti, come tutti gli altri che annegati prima di loro,
avrebbero potuto arrivare in Italia tranquillamente, a bordo di un regolare
traghetto, pagando normalmente il biglietto come tutti gli altri. Cosi’ erano
le nostre leggi d’un tempo, cosi’ eravamo noi. Queste leggi sono state abolite
non perche’ ci fosse bisogno di fare barriera contro gente pericolosa - i
delinquenti e i mafiosi arrivano per aereo o in Mercedes, mica hanno bisogno di
andar per mare - ma semplicemente perche’ a un certo punto il popolo italiano,
invecchiato, ingrigito e ingrassato, decise arbitrariamente che bisognava
tenere i poveri lontani.
L’Italia, come tutti ormai sanno, non funzionerebbe senza gli emigranti. Come la
Svizzera senza i gasterarbeiter o il Belgio senza i minatori siciliani. Se essi
se ne andassero, noi ci fermeremmo. Criminalita’? Ma non dipende dagli
emigranti: in un paese in cui c’e’ - tollerata dai governi - la massima
organizzazione criminale del mondo, Cosa Nostra, e’ ridicolo pensare che il
pericolo stia nei nigeriani. Il terrorismo, infine: ma Bin Laden e’ un
miliardario anticomunista, alleato dell’America per la maggior parte della sua
vita; e Piazza Fontana, o l’Italicus e Bologna e le altre stragi, non l’hanno
certo fatta i poveri emigranti africani.
E allora? Gli dei non ci vogliono piu’ bene; o forse sono i santi del paese che
ci hanno abbandonato. San Nicola dei naviganti, san Francesco del lupo,
sant’Antonio, santa Lucia - di quand’eravamo emigranti - non ci proteggono
piu’. Lasciano che l’impazzimento nostro vada avanti, che il popolo
distrattamente mostri pollice verso ai disperati. Un ministro ha detto subito
che bisogna rispedirli via "con le buone e con le cattive", e che questo non e’
razzismo ma "legittima difesa preventiva".
Di fronte a un "ragionamento" del genere non si puo’ piu’ ragionare. Si puo’
solo pregare, chi ci crede, che tanta inumanita’, alla fine, non ci porti
sfortuna.
Petrolio. Quando cadde la Russia, quindici anni fa, il paese era gia’ infartuato
da tempo e il "riformista" Gorbaciov stava tentando di rianimarlo con mezzi
democratici, o perlomeno civili. L’America lo sgambetto’, l’Europa non c’era
ancora, e la Russia tiro’ le cuoia. Le spoglie del paese furono divise fra i
vecchi boss "comunisti" (che gia’ dal tempo si facevano i fatti loro) e i nuovi
"kommerzant" (il primo giornale "liberal" si chiamava cosi’) che non erano
altro, in realta’, che i delinquenti comuni piu’ svelti nel trasformarsi in
mafiosi.
Cosi’ fu rifondato lo stato. Eltsin, il primo dittatore postsovietico,
partecipava dell’una e dell’altra figura. Nomenklatura e mafia, sotto il suo
regno, si divisero le ingentissime risorse siberiane; il monopolio del petrolio
fu svenduto per pochi milioni di dollari e passo’ sanguinosamente da una cosca
all’altra. Tutto cio’ fu chiamato privatizzazione. L’ultimo precedente risaliva
all’alto medioevo, quando i mongoli invasero Russia e Ucraina, uccisero parte
dei nobili, ne asservirono altri, ne presero per soci d’affari degli altri
ancora, e infine sfruttarono tutti insieme - mogoli, mongolizzati, e ex nobili
ora boiardi - gli sventurati contadini.
Questo e’ un ricordo profondo nella tradizione russa, una delle due spirali del
suo Dna. L’altra spirale, che non e’ piu’ gradevole, e’ quella dello
zar-tiranno che improvvisamente "salva la Russia" con astuzia e ferocia. Ivan
il Terribile, Pietro il Grande, Stalin, ora Putin; in tutta la storia della
Russia i capi "democratici" - Pugaciov, Martov, Troskij, Gorbaciov - durano
molto poco e il loro destino naturale e’ di finire o squartati dai cavalli, o
ammazzati a picconate in testa, o se gli va bene esiliati a cantare Kalinka nei
cafe’ occidentali.
Tutto questo per dire che non c’e’ russo, in questo momento, che non sappia
quale sia esattamente la politica di Putin in questo momento. Puo’ ingannare
Berlusconi, puo’ ingannare Bush. Ma per Ivan Ivanov, Putin e’ esattamente lo
zar che torna ora a salvare il suo popolo: mozzando teste, uccidendo i nobili,
confiscando i castelli e le proprieta’. Ivan sa benissimo che nulla di tutto
cio’ andra’ a suo vantaggio: e’ stato appena cancellato con un tratto di penna
tutto il welfare ereditato dal "socialismo" e trenta milioni di russi, da un
giorno all’altro, sono stati gettati sotto la soglia di sopravvivenza. Ma che
importa: il mugiko muore ma la Russia - grazie alla spietatezza dello zar -
vivra’. In qualunque altro paese questa sarebbe retorica. Ma in Russia
("guardala dall’alto - scriveva Majakovski - solcata dai segni dei fiumi come
dalle frustate") forse no. O almeno, nella storia della Russia c’e’ anche
questo, e pesa.
* * *
La crisi petrolifera attuale ha due radici, di cui una - l’incapacita’ americana
a saccheggiare con efficienza il Medio Oriente - e’ legata alla contingenza e
si puo’ rimuovere ma l’altra - la decisione dello zar sovietico di riprendersi
le risorse della Russia non tollerando piu’ alcun oppositore - e’ invece
fisiologica e non si puo’ cambiare. Kerry riuscira’ probabilmente a trar
petrolio dagli oleodotti irakeni meglio di Bush (che non ne ha cavato una
goccia) ma ne’ lui ne’ alcun altro, ne’ col bastone ne’ con la carota,
riuscirano mai piu’ a gestire il petrolio russo. Non perche’ Putin sia migliore
di Eltsin, ma perche’, storicamente, viene dopo.
L’ultima atrocita’ di Saddam Hussein e’ consistita cel cercare di farsi pagare
il petrolio in euri e non piu’ in dollari. Su questo, l’amministrazione Bush
(che della democrazia in Medio Oriente non poteva infischiarsene di piu’: vedi
sauditi, emiri, sultani e sultanelli vari, tutti fedeli alleati e uno piu’
barbarico dell’altro) non poteva transigere e ha fatto quel che qualunque
governo americano, conservatore o liberal, avrebbe fatto. Solo che l’ha fatto
male, con rozzezza, facendosi beccare a compiere atrocita’, sparando
indiscriminatamente sulla folla, trattando i negri da negri e gli altri bianchi
da fighetti, cosa che nel Duemila teoricamente non va piu’ bene. Soprattutto,
ha rubacchiato alla meglio, senza grazia ne’ stile (Cheney, Hallyburton, le
truffe sulle forniture militari) invece di rubare in grande e imperialmente
La prossima amministrazione dovra’ cercar di riparare queste cadute di stile,
puntellare il regime (criminale) saudita sempre piu’ sputtanato,trovare il modo
di ritirarsi da Bagdad, bloccare l’euro sui mercati del petrolio dovunque si
presenti, e tutto questo senza poter piu’ contare sull’immensa riserva
strategica russa che Bush padre e Clinton aveva comprato, in un certo senso,
dai provvisori gestori della Russia. Ci riuscira’.? Speriamo di si’, per il
bene di tutti. Attualmente gli americani sono molto incazzati perche’ la
benzina gli costa piu’ di mille lire al litro, mentre noi siamo lievemente
irritati perche’ ce ne costa piu’ di duemila. Noi siamo preoccupati per la
diminuzione del Pil. Loro dormono tranquilli con un debito pubblico superiore
del loro Pil non si sa quanto.
Noi tristi, e loro allegri, e da cinquant’anni a questa parte e’ cosi’: eppure
sono loro quelli che hanno i debiti, che pagano a "poi passo" e che, fatto il
pieno di super, ripartono strombazzando col fuoristrada. Alla faccia degli
arabi, alla faccia dei russi e alla faccia nostra.
Economia 1. Roma. Lettera del governo ai petrolieri: si appella "alla
sensibilita’ delle Vostre compagnie" perche’ "facciano uno sforzo" per non
alzare troppo i prezzi, che sono gia’ alle stelle.
Economia 2. A Barcellona P.G. (Messina). E’ diffuso da qualche tempo un nuovo
tipo di "pizzo" estorto ai commercianti dalla mafia locale. Il denaro versato
ai mafiosi viene reinvestito da costoro in operazioni finanziarie
(probabilmente di tipo "piramide") da cui i taglieggiati ricevono, in caso di
successo, una quota proporzionale all’importo versato. Una specie di Bot di
Cosa Nostra, insomma.
Solidarieta’. Dopo traversie di vario genere (diversi reporter ammazzati
nell’esercizio delle loro funzioni) finalmente il governo d’occupazione irakeno
ha deciso la chiusura dell’emittente Al Jazeera a Bagdad. Non mi sembra, sui
giornali, di aver letto espressioni di solidarieta’ dei giornalisti italiani, e
delle loro associazioni, a questi colleghi: forse perche’ sono "nemici". Io
invece penso che "la liberta’ e’ indivisibile", che "non importa per chi suona
oggi la campana" e che "detesto le tue idee ma mi battero’ fino all’ultimo
perche’ tu possa di esprimerle". Sono tutte frasi di Maometto, per quel che se
ne ricordano i miei colleghi oggi.
Riad. Avra’ luogo a novembre il primo tentativo di introdurre la democrazia in
Arabia Saudita. A titolo sperimentale, infatti, parte dei consiglieri
municipale della capitale non sara’ nominata direttamente dal sovrano ma verra’
scelti dai sudditi mediante elezione (i candidati ovviamente dovranno avere il
nullaosta preventivo del governo). Questa storica svolta, secondo gli
osservatori piu’ ottimisti, potrebbe far sperare che nei prossimi decenni il
governo saudita riesca a raggiungere il livello di occidentalizzazione di
regimi relativamente piu’ aperti come l’Iraq di Saddam o l’Iran di Khomeini.
Firenze. La fondazione Antonino caponnetto protesta contro la mancata
sostituzione delle auto blindate guaste in dotazione ai magistrati. "Significa
favorire la mafia".
Monaco di Baviera. Il comune ha congelato il passaggio a Linux dei propri
uffici amministrativi (14mila computer in rete). Il motivo non e’ tecnico ma
"politico": si temono azioni giudiziarie, con vari pretesti, da parte di
Microsoft e conseguenti fastidi per il comune.
Popoli. Il nove agosto le Nazioni Unite celebrano - ovviamente nell’indifferenza
generale - la Giornata mondiale per i Popoli indigeni. Sono circa
centocinquanta milioni di esseri umani, e buona parte di loro e’ a rischio
d’immediata estinzione. L’associazione Survival ha raccolto alcune delle loro
voci.
Enmei, dei Jarawa delle isole Andamane: "Gli stranieri sono persone cattive,
Abusano di noi. La giungla e’ meglio. Anche se devo stare fuori per pochi
giorni, vorrei tornare subito dalla mia famiglia, nella foresta". Un Boscimane
del Botswana: "Il nostro modo di vivere e’ moderno tanto quanto il vostro. Non
c’e’ ragione per cui noi non possiamo indossare degli abiti e mandare i nostri
bambini a scuola pur continuando ad essere cacciatori-raccoglitori". Un Awa’
dell’Amazzonia, di nome To’o: "I bianchi si avvicinano sempre piu’, e noi siamo
finiti ai margini. Siamo costantemente in fuga. Senza la foresta non abbiamo
alcuna possibilita’ di sopravvivere e ci estingueremo. Ma lotteremo per la
nostra terra. Non lasceremo che i bianchi ci invadano ancora. Non gli
permetteremo di appropriarsi di tutta la nostra foresta. Vogliamo crescere i
nostri bambini qui."
Bookmark: www.survival.it
Fretta. Alabama. Giustiziato mediante iniezione letale James Hobbard,
settantaquattro anni, gravemente malato di cancro. Rifiutata dalla Corte
suprema la sospensione dell’esecuzione.
Windows. Council Bluffs, Iowa. Quindicenne colpito da un fulmine mentre gioca al
computer. La scarica ha raggiunto il ragazzo attraverso l’alimentazione e,
senza ferirlo, l’ha scaraventato ad alcuni passi di distanza. Il pc era
equipaggiato con Windows. Se fosse stato Linux, o almeno Mac, chissa’...
Linux. San Francisco. Presentato da Hp-Compaq il primo portatile equipaggiato
direttamente con Linux: l’iniziativa e’ definita propedeutica all’installazione
di serie anche sui modelli da scrivania
Contenuti. Chi ha inventato la stampa? Gutenberg, lo sanno tutti. Beh: Gutenberg
veramente e’ stato solo uno degli inventori materiali, fra cui quache migliaio
di cinesi che facevano gia’ i tipografi qualche secolo prima. A parte questo,
dal mio punto di vista, gli inventori della stampa sono due: Gutenberg e
Lutero.
Gutenberg ci ha messo il salto ingegneristico, la new ecnology. Lutero ci ha
messo il contenuto. Senza la Bibbia di Lutero, col cavolo che avremmo la
stampa, nell’accezione che le diamo da allora. Avremmo avuto una curiosita’
tecnica, di cui sarebbero stati a conoscenza alcuni specialisti, non il libro
in tutte le case. La stampa, insomma, non e’ il torchio e l’inchiostro. E’ il
torchio e l’inchiostro, piu’ il libro. Quest’ultimo, a sua volta, e’ fatto di
carta trattata e di contenuti. Harwdare e software - la vecchia storia. Nel
caso della stampa, ha funzionato.
Nel caso nostro, no. E forse e’ il momento di cominciare a chiedersene il
motivo. Che la new economy non sia esattamente la terra promessa che si diceva,
ormai si comincia a capirlo persino sui giornali. Eppure i computer sono
migliaia di volte piu’ potenti che dieci anni fa. L’internet ormai collega
(quasi) tutto. Il commercio elettronico, tecnicamente, funziona. Eppure
computer piu’ internet piu’ e-commerce, messi insieme, stanno dando un sacco di
delusioni. Che cos’e’ che non funziona? Cosa manca?
Risposta: i contenuti. Sul libro puoi mettere il pamphlet politico o il romanzo
moderno, che sono contenuti che prima non c’erano e che nascono "dopo" il
libro. Col cinema puoi fare il film. Con la televisione, Samarcanda. Ma col
computer? Qual e’ quel contenuto veramente e radicalmente nuovo, che dieci anni
fa non c’era ed anzi non si poteva neanche immaginare e che ora invece - "dopo"
l’internet - finalmente c’e’?
Mistero. Quasi tutto quel che si vede sull’internet (e l’internet in America,
per quasi la meta’ degli utenti, significa i quattro maggiori portali) e’ roba
di prima dell’internet, masticata, colorata e flashizzata. Ma non riesce a
sorprendere nemmeno me, che pure ho visto Lascia e Raddoppia alle prime
puntate: figurarsi un ragazzo. Ha sempre un retrogusto di ammiccante e forzato,
di "traduzione" in internet di roba nata e pensata altrove.
Quindici anni fa, nello stesso mondo, si vedevano cose (i newsgroups, Pkunzip,
Mosaic e poi Netscape...) che non sarebbero state nemmeno immaginabili prima
della tecnologia. Adesso... beh, lasciamo andare.
Beh, questo sarebbe il versante pessimista, il bicchiere mezzo vuoto. Che cosa
c’e’ in quello mezzo pieno? Tutto il pianeta e-mail, direi. Un bel po’ di siti
sconosciuti o semisconosciuti, che purtroppo nessun database collega. Qualche
portale (non piu’ d’una dozzina in tutto il mondo, e fra questi nessuno dei
primi quattro) che le animazioni cerca di farle funzionare (utilmente) nella
testa di chi si collega e non (inutilmente) nella home-page. Qualche ragazzo
che conosco. Alcune interconnessioni possibili fra il vecchio computer e
strumenti "leggeri". E l’open-source e Linux, naturalmente.
L’open-source, in tutto questo, e’ la precondizione per ripartire. Pensare di
far funzionare - strategicamente - le tecnologie senza open-source e’ come
pretendere di sviluppare la stampa senza che contemporaneamente ci sia un
protestantesimo. Tecnicamente, si puo’ anche fare. Ma culturalmente (e dunque
praticamente) ha il fiato corto.
Cronaca. Milano. Assalto di skinheads al centro sociale Conchetta, ai Navigli.
Spranghe, coltelli, inni fascisti e sei feriti di cui uno in prognosi
riservata.
Cronaca. Lecce. Ventidue teppisti, cui era stato proibito di assistere per un
anno alle partite, sono stati riammessi allo stadio dal Tar dopo un ricorso
degli avvocati. Il provvedimento della questura era stato emesso dopo una
maxi-rissa in un’area di servizio emiliana, dove si erano casualmente
incrociati pullmann carichi di tifosi del Lecce e del Pescara.
Cronaca. Fregene (Roma). Carabiniere accoltellato mentre difende alcune ragazze
dalle molestie di due teppisti.
redrage wrote:
< Mio figlio mi ha chiesto, da quando gli hanno attivato il computer, di essere
iscritto alla Catena di S. Libero. Mi piacerebbe che tu vedessi come l’ho
tirato su bene, ha il mio stesso spirito combattivo. Alcune volte, tanto tempo
fa, sedeva con me dietro il mixer di Radio Etnea Alternativa (primi anni ’80),
allora aveva pochissimi anni >
Linarena wrote:
< Gentile O., su Diaco non ci sono parole per definire i percorsi necessari per
diventare giornalista di successo .Lecchino, cretino, banale, interessato a
tutto e per finire: curioso. Diaco e’ tutto questo e non sorprende che Ferrara
e financo Giordano Bruno Guerri gli abbiano accordato uno spazio sui loro
giornali. L’Indipendente addirittura gli ha garentito una casella di posta
quotidiana. Sara’ figlio di una buona donna oppure figlio non riconosciuto di
qualche professore universitario (non sorprenda ma la figlia di Rodota’,
modesta e miserella, e’ giunta a dirigere una rivistona femminile) oppure di
qualche politico di eccezione. E’ incomprensibile il suo successo anche perche’
parla a vanvera ed in maniera sconclusionata. Ma forse ho colpito nel segno ed
ho commesso un errore: ha le qualita’ per essere un vero giornalista >
sandro@bengodi.org wrote:
< Il 29 luglio e’ nato il comitato per il Columbus Day, il giorno della scoperta
dell’America, il 12 ottobre. La giornata verra’ celebrata in tutte le scuole e
gli uffici pubblici e ci saranno mostre, dibattiti, ecc. Quest’anno la
manifestazione principale, che si terra’ a Genova, sara’ coordinata dal
ministro Claudio Scajola. Una festa a Genova organizzata da Scajola? Fossi in
voi mi terrei lontano da piazza Alimonda e dalla scuola Diaz... Ma non finisce
qui: in estate, sotto il patrocinio dei Beni Culturali, hanno organizzato la
"giornata della musica popolare". Bennato che canta "brigante se more", Daniele
Sepe che canta "tarantella del gargano" e i Modena City Ramblers che cantano
"bella ciao"? No: corteo a Roma, con inno di Mameli e discorso di Berlusconi...
il tutto nella splendida cornice di Piazza Venezia. Chissa’ perche’ anche
questa mi sembra di averla gia’ vista >
Alessandro Paganini wrote:
< Un altro pezzo di Enel - il 20 per cento - sul mercato per tappare i buchi di
gestione. Giova ricordare l’esperienza dalla liberalizzazione elettrica in
California, che ha portato caos, blackout e aumenti fino al 300 per cento >
mimmo lombezzi wrtoe:
< L’altro giorno pispolo e cado su "Veline" il successo dell’estate.Teo
Mammuccari fa avanzare una sventola di Catania e la sottopone alla seguente
prova: con una bottiglia di gomma le invia uno schizzo di latte che la
candidata deve ingoiare "senza farne cadere neppure una goccia". Poi ,
imbrattatata di latte, le fa eseguire il tradizionale ballonzolo. Il padre,
tenendo in braccio il fratellino della ragazza, "eroga" un sorriso tirato >
From: "David Loepp" davidrichard.loepp@tin.it
Arouet, by till@mercurioproductions.com, wrote:
< Le streghe hanno smesso di esistere quando abbiamo smesso di bruciarle >
Enzo Baldoni, from Bagdad, wrote:
< Finalmente ho un angelo custode. Si chiama Ghareeb, e’ palestinese, e’ molto
bene introdotto nei posti che contano e di piu’ non posso dire. Come l’ho
conosciuto? Un colpo di culo, e che altro? Stasera, finalmente a cena fuori dal
compound del Palestine - Sheraton, che e’ pesantemente controllato dagli
americani e dalla neonata polizia irachena. Ceniamo in un kebab sulla strada,
nessuno parla inglese, non esistono menu’ e nemmeno la birra, ma il pollo e’
delizioso (si mangia con le mani, chiaro).
Ghareeb e’ ingegnere, e’ intelligente e molto colto, come gran parte dei
palestinesi, parla un discreto inglese e conosce bene la storia. Una compagnia
piacevole. E poi e’ piu’ grosso di me e somiglia moltissimo a un certo Giodi di
cui sono molto amico. Cosa chiedere di piu’ alla vita?
Lontano scoppia una bomba. Poi un’altra. Poi un’altra. Allora cominciamo a
contare.
Booom! - Quattro.
Boom! - Cinque.
Booom! - Sei.
Boom! - Sette.
Questa e’ la reazione alla conferenza stampa del primo ministro Allawi, che oggi
non ha dato la minima chance alla resistenza: ha detto che sono fuorilegge, che
saranno cacciati e arrestati.
Boom! - Otto. Mmmm ... As Sadr sta veramente incazzato.Nella Zona verde partono
le sirene.
Le suonano adesso, le sirene: a chi e’ ferito non serviranno gran che.
Boom! - Nove.
Passano veloci quattro Humvees dell’esercito USA, saettando un faro sulla folla.
Sembra che scappino. Tutti gli avventori del ristorante si mettono a ridere e
schiamazzano all’indirizzo degli americani.
Boom! - Dieci.
La gente e’ tranquilla, continua a mangiare e a ridere. I missili sono diretti
sulla Zona Verde, quartier generale dei sempre piu’ odiati statunitensi.
Boom! - Undici.
Boom! - Dodici.
Dodici bombe nel giro di un’ora. Difficile sottovalutarne il significato.
Fantastici americani. In un anno di arroganza, violenza, maltrattamenti in
carcere, arresti illegali e disordini sono riusciti a sprecare tutto il
capitale di credibilita’ che si erano costruiti con la cacciata di
Saddam. Adesso anche chi li aveva festeggiati all’arrivo non aspetta altro che
si tolgano dai coglioni.
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Paolo wrote:
< Via queste vesti, amore! Su, stringiamoci
col tuo corpo ed il mio, nudi, intrecciati
con niente in mezzo: via questa barriera
la tua camicia - spessa come un muro.
Petto su petto, labbra sulle labbra
e poi silenzio, niente piu’ parole. >
* * *
Dioniso wrote:
< S’io fossi vento e tu nell’aria aperta,
nuda, alla mia carezza ti donassi
S’io fossi un fiore, rosso, e tu volessi
prendermi in mano e stringermi al tuo petto >
* * *
Asclepiade wrote:
< Vergine? E per che scopo? Vuoi trovare
uno che t’ami giu’, la’ a casa d’Ade?
Solo fra i vivi, qui, vive il piacere,
ragazza mia: poi, cenere e niente. >
* * *
Meleagro wrote:
< Eros giocava a dadi con Afrodite
stanotte. E la’ s’e’ giocato il mio cuore. >
* * *
< Vento del Sud, buon vento, vento dei marinai,
ti sei preso il mio Andragato, meta’ del cuore mio.
Felice la sua nave e piu’ felice il mare,
felicissimo il vento che gli gonfia la vela.
Oh se fossi un delfino! Lo trarrei svelto in groppa
lo porterei nell’isola dei bei ragazzi, a Rodi. >
Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche semplicemente per
liberarsene, basta scrivere a riccardoorioles@libero.it — Fa’ girare.
"A che serve vivere, se non c’e’ il coraggio di lottare?" (Giuseppe Fava)