In Italia due genitori se ritengono agire per il bene di una figlia che non segue lo stile di vita che essi presumono giusto, possono legarla ad una sedia e pestarla a sangue...
Pochi mesi fa scrivevo convinta un trafiletto sul futuro delle donne in Italia, allora lo vedevo roseo. Ed era facile, nuove generazioni di giovani serene, libere, preparate, incalzano ed avanzano. Le immaginavo già fare la loro parte alla pari con gli uomini nella futura classe dirigente.
Ora non potrei più scrivere in questi termini, non più dopo che un giudice in Italia ha pensato bene di riportarci al Medio Evo.
Il futuro avanza, ed è profumato di essenze fragranti. Che porti o meno i tacchi alti, che vesta classico o no: è "femmina."
Ora che il femminismo è finalmente superato, superate le contrapposizioni selvagge delle femministe d’assalto, chiara dimostrazione della debolezza che ancora affliggeva le donne, ora finalmente le donne sono libere di scegliere. Libere di accettare o meno il matrimonio, libere di accettare o meno la maternità, libere di esprimersi, e sopratutto libere finalmente di influire sulla società, senza esser costrette ad un logorante "potere occulto".
Abbiamo certo matrimoni meno opprimenti, vite familiari meno ingabbiate in regole ferree e maschiocentriche, cadono uno dopo l’altro molti luoghi comuni ed abitudini arcaiche, complice il ritmo della vita moderna, ma sopratutto sotto la spinta femminile.
Donne finalmente non più suffragette e "arrabbiate", ma equilibrate, pacate e sicure.
Manca poco, ancora non siamo tutte capaci di collaborare, ancora un po’ di insicurezza tradisce alcune e impedisce di "fare sistema", fare gruppo e non "gruppetto", ma manca poco e poi la meta sarà raggiunta. E senza rinnegare il passato con i suoi i valori, compresa la famiglia tradizionale o di fatto, e spero, senza il bisogno di avvilenti quote rosa, potranno concorrere davvero alla pari al progresso della società, arricchendolo dei valori "femminili", senza sensi di rivalsa e competizioni selvagge tra "femminucce". Così scrivevo.
Aggiungo ora che mi auguro anche che tutto possa avvenire senza gli eccessi cui si è arrivate per esempio in Norvegia, dove sembra che dovranno istituire un telefono azzurro, tanto hanno esautorato la figura del maschio. In sostanza: si poteva essere ottimisti, sarebbe bastato al più spingere affinché le nuove generazioni di donne a venire imparassero a porsi alla pari con gli uomini instaurando un autentico equilibrio tra i due sessi, senza esagerazioni e disequilibri, sembrava fattibile e prossimo a venire. Allora tre o quattro mesi fa io ne vedevo i segni evidenti, il nuovo si sentiva nell’aria, nel lavoro, nella moda, nella politica....
Poi è arrivata la Cassazione guastafeste e ci ha riportato indietro mille anni e più con quella anacronistica sentenza per la quale in Italia due genitori se ritengono agire per il bene di una figlia che non segue lo stile di vita che essi presumono giusto, possono legarla ad una sedia e pestarla a sangue, la convinzione di agire a fin di bene basterebbe a fare sì che una simile barbarie in Italia non sia più reato! La globalizzazione ha portato al contatto con altre civiltà, altri usi, altre culture. Questa novità da noi non viene governata, si pretende semplicemente che la nostra cultura, le nostre tradizioni, la nostra storia, da molti mai amate, mai apprezzate, spesso schifate, occultate, distorte per fini che non voglio definire, cedano il passo di fronte a culture diverse, tribali e feroci, lontane dall’occidente a taluni l’ultima qualità basta a quanto pare.
Anni di faticoso arrancare verso il progresso, anni di sforzi per estirpare dalle famiglie italiane il seme della brutalità, della bestialità, buttati al vento grazie ad una sentenza nientepopodimeno che della Corte di Cassazione, il tutto in sostanza nel silenzio assordante degli amanti e cultori dei diritti umani, tutte quelle associazioni che vanno a cercare di difendere i diritti magari del pesciolino rosso con la coda gialla o quei diritti che evidentemente per essere degni di difesa debbono riguardare donne , uomini, bambini, che non risiedano in Italia, ma soprattutto che siano o appaiano oppressi dall’Occidente, ché se li opprime o li tortura un Satrapo locale, specie se con la giacca rossa e giustamente ammanicato, si volta la testa dall’altra parte, ovviamente.
La verità in breve? Ci hanno massacrato di tasse per “farci entrare in Europa”, si sono fatti grandi per questa vittoria, ma in realtà noi in Europa, non ci siamo. Siamo il ventre molle e scomodo della Europa, al massimo.
Qui in Italia si pensa che lasciare gli Italiani, la società tutta indifesa e preda dei peggio mascalzoni, sia segno di liberalità, di mente aperta e progressista.
Un paese senza certezza del diritto, in cui regole e doveri non esistono se non per alcuni e alternativamente a seconda dell’estro del momento ( diciamo così per carità di Patria). Un Paese in cui si è perso il senso del bene e del male, di ciò che è giusto e di ciò che non lo è, un paese ormai degradato e amorale nella sua maggior parte, un paese che non protegge i propri cittadini dalla delinquenza , ma antepone il bene dei delinquenti rispetto al bene dei cittadini onesti, che paese è ? In Europa paesi di tal fatta, non ne vedo.
No, rendetevi conto della realtà, non siamo in Europa, e manco possiamo unirci idealmente ai popoli islamici, come qualche pazzo sotto sotto spera. A molti islamici, sappiatelo, facciamo ribrezzo: dissacriamo la nostra religione, i nostri costumi non gli piacciano, appariamo loro dissoluti e infidi e per di più irrispettosi del Sacro. Possono solo immaginare di purificarci islamizzandoci, come già hanno cominciato, specie con le persone culturalmente e psichicamente più deboli. Pensateci, ci sono delle scelte importanti da fare, e presto.
Alcune sentenze, alcuni atteggiamenti politici, certe imperdonabili tolleranze i cui effetti si vedono in cronaca questi giorni, evidenziano che si sta anche da parte di certi italiani, non so se scientemente, tentando di operare contro la nostra cultura. Si cerca di far sì che tradizioni e valori diametralmente opposti, lontani anni luce ai nostri, trovino accoglienza e riparo nel nostro paese. Ripeto, non resta molto tempo ormai, basta chiudere gli occhi: è vile e criminale farlo, dobbiamo invece decidere se vogliamo restare un paese occidentale, o se vogliamo inserirci nell’alveo di altre civiltà, come alcuni sembrano preferire e tentare di imporre. Qualora si optasse per questa seconda soluzione, questa incredibile sentenza, diventerebbe forse concepibile e giustificabile, non so, non ci voglio manco pensare.
E’ tempo però che si decida, magari interpellando con un referendum (il cui risultato sarebbe auspicabile non venisse tenuto come al solito in non cale) chi in questa civiltà cristiana e occidentale è nato, è cresciuto ed ha le sue radici: gli Italiani, popolo ormai nella maggior parte senza voce e senza rappresentanza politica.
Qualora i più preferissero vivere secondo i principi di altre civiltà, quanti come la sottoscritta non fossero d’accordo, e ncora si sentissero l’anima e il cuore Italiani e fedeli alla cultura occidentale, preferirebbero di certo chiedere asilo politico ad un qualche paese occidentale, con dolore, ma si andrebbe di sicuro a stare meglio che qui.