La sinistra parli meno e faccia di più sull’omofobia


Abbiamo trascorso un’intera estate a manifestare da Treviso a Sorrento, da Roma a Capaccio Paestum, contro le discriminazioni e le violenze ... Un intervento di Aurelio Mancuso (Arcigay)
martedì 11 settembre 2007, di Letizia Tassinari - 318 letture

"E’ prossima la riapertura delle Camere e con esse saranno convocate le Conferenze dei Capo Gruppo per decidere il calendario dei lavori dell’aula e della commissioni.

La sinistra italiana ha la possibilità, oltre a inviarci graditi messaggi di solidarietà e fornire forbite analisi sull’odio omofobico che sta dilagando in tutto il Paese, di fare un gesto concreto chiedendo la calendarizzazione e corsi preferenziali per il pacchetto antiviolenza. Tale provvedimento contiene anche l’estensione all’orientamento sessuale delle sanzioni previste nella legge Mancino per i crimini d’odio.

Abbiamo trascorso un’intera estate a manifestare da Treviso a Sorrento, da Roma a Capaccio Paestum, contro le discriminazioni e le violenze perpetrate nei confronti delle persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender).

In queste ore si sta definendo l’organizzazione di una nuova manifestazione a Napoli, dopo i recenti episodi di violenta omofobia portati a segno con veri e propri raid. Ci chiediamo cosa bisogni ancora attendere per assumere misure determinate e concrete.

A giugno Arcigay ha presentato al ministero degli Interni e alla Commissione Giustizia della Camera un accurato dossier riguardante l’ultimo anno di episodi omofobici. Tutte le forze politiche hanno quindi la possibilità di combattere efficacemente questa patologia sociale assumendosi fino in fondo le proprie responsabilità.

Così come ci s’impegna su temi quali le pensioni, il welfare, il precariato, la sinistra radicale e riformista possono dare una risposta positiva ad almeno una delle richieste avanzate dalla Piazza San Giovanni del 16 giugno e, quello che più conta, darci gli strumenti legislativi per difendere la nostra dignità integrità fisica e sociale.

In caso contrario la distanza tra gli enunciati e le concrete azioni sarà sempre più evidente, così come da tempo cerchiamo inutilmente di far comprendere ai leader di un’alleanza pericolosamente inconcludente sui diritti civili."

Aurelio Mancuso

presidente nazionale Arcigay

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