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"LA PROTESTA DELLO STOMACO": nè con Bassolino, nè con la camorra!

La violenza non porta che altra violenza. Fare uno "SCIOPERO DELLA FAME E DEL CONSUMO COLLETTIVO" è un’azione di grande civiltà. Ci servirebbe per riflettere sui nostri reali bisogni di consumo finalizzati anche alla riduzione di produzione di munnezza. Solo così, da questo mare di merda, potrebbe sbocciare e rinascere un fiore.

di Enzo Maddaloni - giovedì 10 gennaio 2008 - 7142 letture

Era un pò di tempo che non vedevo la televisione. Alcune sere fà nel fare zapping mi sono ritrovato a vedere "Porta a Porta". Ho provato un seno di vuoto allo stomaco. E, cosi mi sono ricordato che........

Fiorenzo Bava Beccarsi, nel 1866 divenne direttore generale d’artiglieria e genio al Ministero della Guerra, e tenne il comando del VII e del III Corpo d’armata.

Nel maggio 1898, in occasione dei gravi tumulti milanesi - passati alla storia come la "Protesta dello stomaco" - il governo guidato da Antonio di Rudinì proclamò lo stato d’assedio e il generale, in qualità di regio commissario straordinario, ordinò di sparare cannonate sulla folla provocando una strage.

In segno di riconoscimento per quella che dalla monarchia fu giudicata una brillante azione, Bava-Beccaris ricevette il 5 giugno 1898 dal re Umberto I la Gran Croce dell’Ordine militare di Savoia, e il 16 giugno 1898 ottenne un seggio al Senato. Fu collocato a riposo nel 1902. Negli ultimi anni di vita, ormai stanco ed ammalato, aderì al movimento interventista (che professava la partecipazione dell’Italia nella prima guerra mondiale) e sostenne nel 1922 la necessità di affidare importanti incarichi governativi a Benito Mussolini. Il 29 luglio del 1900, a Monza, Umberto I venne assassinato dall’anarchico Gaetano Bresci, che dichiarò esplicitamente di aver voluto vendicare i morti del maggio 1898 e l’offesa della decorazione a Bava-Beccaris.

La violenza porta solo altra violenza!

Ancora oggi, Prodi invia l’esercito e quello che si registra in Campania sulla “Protesta dello Stomaco” (la puzza della munnezza) da parte degli abitanti di Pianura (e non solo) non è solo una violenza subita dalla popolazione da parte della camorra, che indisturbata per anni ha prodotto lo sfacello che sappiamo, ma anche da una “Casta Politica” assente che per anni ha “sgovernato” la nostra regione ed oggi non può che affidarsi all’esercito per dimostrare la sua "forza istituzionale".

“Ectoplasma” cosi è stato definito Bassolino da un Cittadino di Pianura alcune sere fa a “Porta a Porta”. Bassolino non ha battuto ciglio, affermando che l’unica sua responsabilità in dieci anni di mal governo della Campania è stata solo quella di non essere riuscito a costruire in tempo utile il termovalorizzatore di Acerra.

Si è dimenticato, di tutto il resto: sanità; sistema di potere; intrecci politico-affaristici, un sistema “anti-democratico” che giustificherebbe da solo l’anti democraticità delle nostre istituzioni, oggi rappresentato dal semplice fatto di farsi chiamare “Governatore”. Dio è morto. Lo Stato è morto. Il Popolo sta per morire.

E’ logico che questa politica scellerata della distruzione quando si sente attaccata si fa chiamare “istituzione” e per questo utilizza tutti i mezzi per difendersi.

Questa non è democrazia è la peggiore delle monarchia!

Il problema serio è che per anni in Campania si è vissuto all’interno di una logica di regime. La Campania non è più solo il sud dell’Italia ma a livello internazionale rappresenta nella sua tristezza il sud del mondo, senza possibilità (almeno così sembra) di riscatto.

La catena di potere costruita da Bassolino in questi anni in buona compagnia di Mastella e De Mita, ha prodotto questi risultati. Oggi la Campania vive un periodo storico tragicamente mediovale senza neppure offendere a quanti (ancora oggi) in questo periodo "oscuro" hanno saputo contriobuire per costruire un futuro migliore. Futuro che è già passato e che, nella logica dei signorotti e corrotti, va (metaforicamente) ucciso.

La responsabilità è solo la loro? Certamente no! E’ anche nostra! Di tutti i Cittadini della Campania che si sono affidati ad una logica di potere e di consumo dei propri bisogni che ha prodotto solo munnezza e questo ammasso di “latrina istuzionale” che oggi continua ad apparire in televisione, per le strade, negli ospedali in tutte le cosiddette "istituzioni democratiche" occupate, malmenate, stracciate e ridotte anch’esse a munnezza e che oggi si dovrebbero difendere con i propri occupanti? No grazie!

Per favore risparmiateci anche quest’altra "lezione di democrazia".

Il problema oggi non è dimettersi partendo dal buon esempio del Capitano di una nave che affonda e che non l’abbandona. Questi Capitani non si sono neppure accorti che la nave è già affondata da un pezzo e che loro già stanno a bordo delle scialuppe mentre i naufraghi sono in acqua che stanno affongando?

Il problema non è se si ritiene o meno opportuno o si intravede una (sola) responsabilità personale, semmai questa cosa, in ordine ad una possibile risoluzione del problema, da parte di queste persone, è veramente marginale e per certi versi la stessa soluzione che ci propongono può essere pericolosa non solo per la democrazia.

Non c’è solo una responsabilità personale, ma una responsabilità "politica ed istituzionale” che è rappresentata dalla stessa arroganza dell’ultime dichiarazioni di alcune sere fa a "Porta a Porta" da parte del “Governatore Bassolino”.

Un “Casta Politica” che supera se stessa e si clona per i prossimi 30 anni facendo pagare i debiti delle loro scelleratezze ai nostri figli ed ai nostri nipoti.

Questo il quadro, sul quale oggi, adesso, ora in questi minuti questa “Casta Politica” dovrebbe misurarsi per rispettare l’unica istituzione democratica ancora che si regge a galla e cerca di nuotare in un mare di merda: Il Popolo di naufraghi con la sua dignità.

Certo a parlare del "nostro popolo campano" si rischia di fare "populismo" ma. io parlo di quella parte di popolo che è rappresentato proprio da quei cittadini ormai senza più speranza di cittadinanza. Per questo, semplicemente solo per questo, questa "casta politica" farebbe meglio a ritrovare "il coraggio delle proprie imperfezioni “ lasciando le scialuppe ai naufraghi. La nuova classe politica a cui dovremmo affidarci? Classe 1975 in poi.

Per questi motivi credo che tutto ciò non basta se questa azione e questo processo non è accompagnato da una presa di coscienza collettiva, vera, del nostro modo d’essere e di una consapevolezza diversa dei nostri bisogni di consumo.

Ecco, proprio perché credo che la violenza porta solo altra violenza e non ho mai creduto a questo tipo di manifestazioni di piazza, specialmente quando il solo a rischiare è il popolo dei diritti negati, vittima delle violenze gratuite, di questo "sistema di potere" o "u’sistema", credo che l’unica cosa giusta, l’unica azione da promuovere e che ci resta da fare oggi come popolo civile della Campania, affinchè lo stesso riscatti la sua storia e la sua dignità di popolo affamato, di gioia e di buon umore; è quella di una lunga manifestazione non violenta che riscatti la dignità di chi si sente ancora Cittadino e non Suddito della Campania.

Sarebbe bello che si potesse realizzare, al posto di marce, lotte e barricate per strada, dove sono facili anche le infiltrazioni di natura camorristica....

“LA PROTESTA DELLO STOMACO”,

"o sciopero della fame e/o del consumo collettivo"

Solo un’azione di grande dignità può restituire dignità e farci riflettere (anche) sui nostri reali bisogni di consumo per ridurre la munnezza e la merda prodotta fino ad oggi....

...solo così, da questo mare di merda, potrebbe sbocciare e rinascere un fiore.

Per approfondimenti sul tema della munnezza consultare i siti: www.rifiutizero.org www.inceneritori.org www.globalproject.org


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Comunicato Stampa
13 gennaio 2008, di : Enzo Maddaloni

Dipartimento Nazionale

“TUTELA DEL CONSUMATORE”

Italia dei Valori

COMUNICATO STAMPA

La lotta all’emergenza rifiuti, può iniziare con la riduzione fino alla messa al bando dei sacchetti e contenitori di plastica. Il componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, invita il Governo, ad avviare un programma in tal senso, sulla scia di numerosi Paesi industrializzati.

Nelle immagini televisive che provengono da Napoli sull’”emergenza rifiuti” ciò che più colpisce l’occhio del telespettatore è l’enorme quantità di sacchetti e contenitori di plastica ammassati, quasi a coprire e celare gli altri tipi di rifiuti.

Per non parlare della facilità con cui questi prodotti derivati da idrocarburi prendano fuoco e siano tra le maggiori e pericolose fonti di diossina e micro-particelle inquinanti.

Quindi, ci pare opportuno al fine di perseguire politiche volte ad una progressiva riduzione delle fonti d’inquinamento che sia giunto il momento di sostituire sacchetti e contenitori plastici, altamente inquinanti perché di difficile smaltimento, con sacchetti e contenitori biodegradabili o riciclabili.

In molti paesi industrializzati e fra questi in particolare sono da segnalare i casi emblematici dell’Australia e della tanto criticata Cina sono state avviate politiche di progressiva riduzione fino alla messa al bando dei sacchetti e contenitori di plastica.

Anche in Unione Europea, seppur carente di un’univoca disciplina comunitaria in materia, vi sono stati importanti interventi dei singoli Paesi tesi ad una riduzione dell’utilizzo di sacchetti e contenitori in plastica e fra questi vi sono da segnalare quelli d’Irlanda, che addirittura dal 2002 ha reso obbligatorio il pagamento delle buste da parte dei consumatori e di Francia e Germania che dovrebbero vietarne l’utilizzo a partire dall’ormai non lontano 2010.

L’Italia, invece, appare in netto ritardo, anche se la finanziaria dello scorso anno aveva introdotto una normativa che prevedeva la possibilità di sostituire le buste di plastica con altre di materiali biodegradabili di origine nazionale a partire dal 2010. Per queste ragioni nell’ottica ambientalista perseguita da Italia dei Valori, il componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore”, Giovanni D’AGATA, invita il Governo, ad adottare misure più rigorose e decisive finalizzate alla definitiva messa al bando di sacchetti e contenitori plastici.

Lecce, 13 gennaio 2008 Il Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” Giovanni D’AGATA

"LA PROTESTA DELLO STOMACO": nè con Bassolino, nè con la camorra!
13 gennaio 2008

E’ SUFFICIENTE NON USARE PRODOTTI CONFEZIONATI CON LA PLASTICA. PURTROPPO OGGI TUTTO E’ CONFEZIONATO CON LA PLASTICA. QUESTA E’ LA RIVOLUZIONE.

SUL MARE DI MERDA DICO CHE NON CAGANO SOLO GLI UOMINI MA ANCHE I PESCI. HAI MAI VISTO UN PESCE IN UN ACQUARIO QUANDO HA UNO STRONZO LONGILINEO E PRESSAPPOCO EQUIVALENTE ALLA SUA LUNGHEZZA CHE GLI ESCE DAL CULO. NON SO SE SAI DOVE STA IL CULO DEL PESCE E QUESTO E’ UN PROBLEMA.

"LA PROTESTA DELLO STOMACO": nè con Bassolino, nè con la camorra!
13 gennaio 2008

IENZO CONCORDO CON IL PRECEDENTE INTERVENTORE: IL MARE DI MERDA E’ DI MERDA SPECIE DOVE STANNO SCARICHI INDUSTRIALI TU INVECE TI PREOCCUPI DELLA MERDA! MA CHE MERDA DI DISCORSO E’ IL TUO? MOLTI PESCI MANGIANO MERDA, TUTTI CAGANO MERDA. PENSI CHE LA MERDA DI PESCE SIA MENO MERDA DI QUELLA DELL’UOMO? POSSO ANCORA PISCIARE NEL WATER O DEBBO AVERE PAURA CHE QUALCHE PESCE PASSANDO LUNGO LO SCARICO SI FACCIA "I COLPI DI SOLE"?

TEMPO FA UN GIORNALISTA DI PALERMO PROTESTAVA PERCHE’ IN UN FIUME DEL PALERMITANO C’ERANO TROPPI RESIDUI FECALI. DUE POSSIBILITA’: O DA QUELLA PARTI NON FANNO ALTRO CHE CAGARE OPPURE IL CD. FIUME E’ UN RIGAGNOLO SEMI-DISSECCATO.

NEL TEVERE CAGAVANO ANCHE GLI ANTICHI ROMANI EPPURE IL TEVERE ERA PULITO. PERCHE’ NON CAGATE LA MINCHIA A CHI SCARICA CLORO, SODA ED ALTRE MERDATE NEI CORSI D’ACQUA?

CON RISPETTO E BUONA CAGATA

"LA PROTESTA DELLO STOMACO": nè con Bassolino, nè con la camorra!
13 gennaio 2008

Scusate stavo per scrivere un post ma ho avuto un improvviso attacco di diarrea.

La diarrea salva le acque dei mari perchè è già più diluita della cacca dura.

Devo lasciarvi.. scusate ancora. Ops, mannaggia.. mi sa che la mutanda è partita.

Dio mio che fetu (non sono abortista)!

"LA PROTESTA DELLO STOMACO": nè con Bassolino, nè con la camorra!
13 gennaio 2008

I fiori di mare? Io sapevo dei frutti di mare, ma i fiori di mare non li conosco. C’è anche lo "struzzo di mare": il mese scorso in trattoria con il mio amico Peo ci siamo riempiti lo stomaco con un’intero peschereccio di struzzi di mare, che tradotto in chili di merda fa più o meno tre tonnellate di pupù. Dalle mie parti (la prima delle due Sicilie) ci sono anche le "minchie di mare" modo canzonatorio per dire a uno che è un tonto (o tonto di mare se preferite). Cosa sono le "minchie di mare"? Le mitiche oloturie. Se non avete ancora focalizzato andate al sito http://ologrammi.net/mondomarino/alghealgonidi/oloturie
Anemone Sulcata
14 gennaio 2008, di : Enzo Maddaloni

L’Anemone Sulcata è uno dei fiori più comuni che si possono vedere anche nei nostri mari. Non è commestibile. Poi ce ne sono anche altri.

In verità a causa dell’ìnquinamento ambientale è sempre più difficile trovarlo e vederlo. E’ molto bello.

Nel merito della possibilità di far nascere un fiore.... mi riferivo in questo caso alle proprietà concimanti della merda in genere, perchè considero che oggi dovremmo essere capaci di riciclare tutto. Considerando che ormai il modo d’essere è orientato al Dandy (autoconsumo e autoproduttore di se stesso) sto cercando di praticare l’obbiettivo di: rifiuto zero!

Dal punto di vista culinario consiglio un piatto "Fiori di Mare": preparato con frutti di mare e fior di zucca. La ricetta la trovate su internet.

Camminiamo nella bellezza e buon appettito.

Firmate la Petizione della Comunità Provvisoria Alta e Bassa Irpinia
16 gennaio 2008, di : Enzo Maddaloni

La Comunità Provvisoria dell’Alta e Bassa Irpinia ha promosso una petizione popolare sul problema dei rifiuti in Campania:

UNA PETIZIONE PER LA SALUTE ED IL PAESAGGIO

http://www.girodivite.it/UNA-PETIZIONE-PER-LA-SALUTE-ED-IL.html

"LA PROTESTA DELLO STOMACO": nè con Bassolino, nè con la camorra!
E’ morto l’agnello .....e la nostra dignità.
19 gennaio 2008, di : Enzo Maddaloni

"E’ un territorio che non esce dalla notte. E che non troverà soluzione": con questa dura metafora lo scrittore Roberto Saviano http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Saviano, autore del best seller ’Gomorra’, che racconta dei guasti che la criminalità organizzata provoca in Campania....

"E’ una notte cupa quella che cala su queste terre, perché morire divorati dal cancro diviene qualcosa che somiglia ad un destino condiviso e inevitalbile come il nascere e il morire, perché chi amministra continua a parlare di cultura e democrazia elettorale, come le più vane delle discussioni bizantine e chi è all’opposizione sembra divorato dal terrore di non partecipare agli affari piuttosto che interessato a modificarne i meccanismi."

E’ morto l’agnello ....e la nostra dignità! Vedetebi questo documento filmato :

http://it.youtube.com/watch?v=TkPQ31d6U7k

Veloce intervista al Dr. Stefano Montanari, superesperto di nanopatologie, per capire perche’ dobbiamo dire no agli inceneritori (e alle centrali a carbone e a turbogas),

http://it.youtube.com/watch?v=iKRNIBaS-gM&feature=related

Per quelli piu’ pazienti che REALMENTE vogliono capire cosa e’ successo a Napoli negli ultimi due decenni, chiedo un ultimo sforzo, leggete l’articolo che il DR. Montanari ha scritto sul suo blog:

http://www.stefanomontanari.net/index.phpption=com_content&task=view&id=361&ac=0&Itemid=1

Comunicazione di Pinuccia Montanari - Referente Nazionale Rifiuti- VERDI
11 febbraio 2008, di : Enzo Maddaloni

Riaffiora l’inganno dei CIP6, in una situazione difficile come quella campana. Grazie agli emendamenti dei verdi, ed al lavoro in particolare di Camillo Piazza, Loredana De Petris, Angelo Bonelli, Grazia Francescato ci si era finalmente incamminati verso la giusta direzione. Si stava ponendo rimedio ad una distorsione che ha fatto sì che i 40 miliardi dei Fondi dei CIP6 finisse, per il 70%, alle fonti definite assimilate.

Una delibera del Comitato interministeriale prezzi- era il 1992- li introdusse stabilendo una maggiorazione del 6% del prezzo dell’elettricità, pagato dai consumatori finali, per promuovere le energie rinnovabili. Obbiettivo era quello di favorire lo sviluppo delle produzioni energetiche sostenibili, solare e eolico.

Invece, grazie ad una interpretazione estensiva del termine "rinnovabile" i miliardi sono finiti nelle casse delle aziende la cui produzione energetica è tutt’altro che rinnovabile : centrali termoelettriche, raffinerie, inceneritori alimentati da rifiuti.

Caduto il governo si è di nuovo invertita la rotta grazie ad un’azione esclusiva del Ministero delle Attività produttive che ha restituito i CIP6 agli inceneritori campani in fieri.

Sono 60 euro in più in bolletta non per favorire l’energia dal sole o dal vento, ma per favorire un ulteriore guadagno dai rifiuti per il cui smaltimento già i cittadini pagano bollette pesanti, per non parlare del prezzo ambientale e sanitario di un ciclo di gestione dei rifiuti che, anziché affrontare a monte il problema, pensa di risolverlo partendo dalla fine del ciclo, ovvero dalla fase finale di smaltimento.

I rifiuti potrebbero davvero diventare l’oro di Napoli, ma, in primo luogo, sarebbe bene chiamarli non più rifiuti, bensì "materiali post-consumo".

Infatti, anche dopo essere stati consumati ed usati continuano ad essere materia : plastica, vetro, carta, organico, legno, alluminio, metalli vari, frazione secca non riciclabile. Il ciclo dei rifiuti non si risolve se non in una prospettiva di sostenibilità e nel rispetto della gerarchia indicata dalla legge : ridurre, differenziare, riciclare.

Per noi verdi tutto questo è molto chiaro.

Dove i verdi in Italia gestiscono la delega all’ambiente sono evidenti i risultati in termini di raccolta differenziata.

E grazie al Ministro dell’ambiente ed al suo collaboratore scientifico Luca Dall’orto è decollato il primo gruppo italiano di Agenda 21 che si occupa di rifiuti ed ha tra gli obiettivi la realizzazione di un eco-sportello rifiuti , su internet, per le pubbliche amministrazioni, nonché la redazione di un manuale per attivare la raccolta differenziata.

In Europa da ACRplus ( Association of cities and regions for recycling) è stata lanciata una campagna importantissima per la riduzione della produzione di 100kg di rifiuti/abitante/anno. Nell’ autunno 2008, durante la presidenza francese UE, è in programma la prima edizione della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti.

Ogni governo locale dovrà declinare il proprio impegno specifico: come fare? Se si introduce il compostaggio domestico si riduce la produzione di rifiuto indifferenziato di circa 40 kg/ab/anno, poi l’uso degli eco-pannolini, dell’acqua del rubinetto, l’utilizzo di sacchetti multiuso e di tela, gli imballaggi a rendere, i detersivi alla spina, il riutilizzo di materiale vario sono azioni che comportano un risparmio sino a 100kg che, moltiplicati per il numero degli abitanti di una città, consente di risparmiare territorio per smaltire i rifiuti ( è noto dal rapporto Stern che oggi la media planetaria di spazio disponibile per assorbire sostenibilmente i rifiuti e gli scarti della produzione e dei consumi , lo spazio bioproduttivo è di 1,8 ettari pro-capite.

Gli americani ne assorbono 9,6, gli europei 4,5. Se il resto del mondo volesse raggiungere questi livelli, tre altri pianeti non basterebbero). Il risparmio poi è anche economico e per una città di 150.000 abitanti ridurre di 100kg la produzione pro-capite di rifiuti significherebbe risparmiare 1 milione di euro in smaltimento ( dato che ormai il costo di smaltimento varia dai 70 a 240 euro circa a tonnellata).

Poi il ciclo dei rifiuti si può chiudere in modo sostenibile se i materiali post-consumo tornano ad avere vita : plastica delle bottiglie per produrre tubi in agricoltura, interni di automobili, oggetti vari, vetro per l’industria ceramica, metalli per fare riciclette e caffettiere, organico come compost contro la desertificazione, carta che ridiventa il giornale quotidiano, libri e acquisti verdi nella pubblica amministrazione ( per altro obbligatori per legge – almeno per il 30%).

Infine la chiusura definitiva del ciclo dovrebbe avvenire con sistemi a freddo, non con gli inceneritori attraverso i quali semplicemente si trasforma l’inquinamento solido in inquinamento aeriforme, senza contare che il 30 % di quello che si brucia diventa cenere ( ceneri leggere e ceneri pesanti, comunque tossiche e che devono essere smaltite in discariche speciali o spedite in Germania come sembra fare l’inceneritore di Brescia).

In alternativa all’inceneritore, il ciclo dei rifiuti si può chiudere con il trattamento meccanico-biologico. Se virtuosamente si raggiunge il 70% di raccolta differenziata- si può come dimostrano molte città anche grandi- il 30% del rifiuto indifferenziato che resta può essere ulteriormente separato, ricavandone di nuovo materia, magari compost di minore qualità, ancora metalli, ecc.

Alla fine resta un 6% che, stabilizzato, può essere riutilizzato come base per sottofondi stradali, come materiale per interventi di bonifica ecc. Dunque non è impossibile, ma assolutamente praticabile raggiungere l’obbiettivo rifiuti 0.

L’Europa ci sta chiedendo di andare in questa direzione : ma occorre investire in buone pratiche amministratiive, sorrette da scelte politiche chiare e da tecnici esperti in gestione di sistemi complessi. In Italia vi è una riserva di giovani competenze straordinarie sparsa sul territorio che aspetta solo di essere attivata, frutto di anni di studio, esperienza e lavoro nelle università e nelle istituzioni. Senza dimenticare che oggi in Italia, come in Germania il business del riciclo eco-efficiente presenta un fatturato di 38 miliardi di euro ed è in crescita dell’8%.

Perché continuiamo insensatamente a buttare queste risorse?

Comunicazione di Pinuccia Montanari - Referente Nazionale Rifiuti- VERDI