Sei all'interno di >> :.: Primo Piano | Politiche |

L’uomo che non si lasciò convincere

La morte di Pietro Ingrao, uno che ha rappresentato le ragioni della politica vera contrapposta alle menzogne di questi ultimi decenni forsennati e bugiardi.
di Redazione - domenica 27 settembre 2015 - 2681 letture

Ricordiamo Pietro Ingrao pubblicando l’intervista a Pietro Ingrao del 30-03-2015, per i suoi 100 anni.


Addio a Pietro Ingrao, morto a Roma lo storico dirigente del Pci

Aveva 100 anni. Figura storica del Pci, era stato direttore dell’Unità e presidente della Camera durante il rapimento Moro. Renzi: "Mancherà la sua passione. Boldrini: "Montecitorio saprà onorarlo"

27 settembre 2015

ROMA - E’ morto a Roma Pietro Ingrao, storico dirigente del Pci e presidente della Camera. Nello scorso marzo aveva compiuto 100 anni. Era nato a Lenola, in provincia di Latina, il 30 marzo 1915. A lungo direttore dell’Unità, dal 1976 al 1979 era stato presidente della Camera.

"Con Pietro Ingrao scompare uno dei protagonisti della storia della sinistra italiana", ha detto il premier Matteo Renzi. "A tutti noi mancherà la sua passione, la sua sobrietà, il suo sguardo, la sua inquietudine che ne hanno fatto uno dei testimoni più scomodi e lucidi del Novecento, della sinistra, del nostro Paese", ha concluso il premier.

Walter Veltroni ha salutato lo storico dirigente via Twitter con un semplice "Ciao Pietro". Anche il presidente della Camera, Laura Boldrini, ha affidato il suo saluto a Twitter: "Profondo cordoglio per morte Pietro Ingrao, storico Presidente della Camera e grande figura della democrazia. Montecitorio saprà onorarlo".

Centinaia i messaggi di cordoglio sui social, tra cui anche quello dell’attore Alessandro Gassman. Su Facebook, il presidente del Senato Pietro Grasso lo ha ricordato "citando una sua frase: ’Il dubbio è l’unica cosa che rivendico in pieno della mia vita’. Ci mancherà la sua libertà di pensiero, sempre accompagnata da profondo rispetto per le Istituzioni e in particolare del Parlamento".

"La sua scomparsa interroga tutti noi sul bisogno di una riflessione profonda su cosa è stata la cultura e l’identità della sinistra e sulla natura della politica.", ha dichiarato Gianni Cuperlo, deputato Pd.

Tra gli omaggi a Ingrao anche quello del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: "Per la sinistra italiana ha rappresentato un punto di riferimento costante ed uno stimolo a concentrare gli sforzi verso i più deboli e la parte meno tutelata della società". Ingrao e il suo sito internet: ’’Io figlio dello scorso millennio’’

Per Debora Serracchiani, "Ingrao è stato una figura esemplare per la coerenza e il rigore che hanno guidato la sua lotta, da partigiano, dentro il suo partito e alla guida della Camera dei Deputati". "Va ricordato anche come uomo di cultura e scrittore, il cui profilo - ha concluso - ha arrichito il pensiero di tutta la sinistra".

"Con Pietro Ingrao scompare una grande personalità della sinistra italiana e un protagonista di primo piano della Repubblica e della nostra vita parlamentare", ha detto Luigi Zanda, presidente dei senatori del Pd. "Ingrao ha vissuto tutta la sua vita in coerenza con la sua fede democratica e con una lucida visione della questione sociale italiana, dedicando tutte le sue energie alla lotta contro le disuguaglianze a difesa dei più deboli".

"E’ stato la nobiltà della politica, l’amore per la vita, la ricerca della libertà. E’ stato tanta parte della nostra vita. Lo abbracciamo con amore e gli diciamo: grazie, vecchio Pietro", ha scritto Nichi Vendola su Twitter.

"Ricordo con commozione il grande predecessore Pietro Ingrao, uno dei punti di riferimento più significativi della sinistra italiana del dopoguerra", ha scritto in una nota il presidente della commissione Affari esteri del Senato ed ex presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini. "Per tanti è stato icona di un grande movimento ideale e politico, ma per me è stato soprattutto un presidente della camera imparziale e corretto: a dimostrazione del fatto che appartenenza partitica e servizio nelle istituzioni non sono inconciliabili".

Ingrao è stato ricordato anche dal sindaco di Roma Ignazio Marino: " E’ con grandissimo dolore che apprendo della morte di Pietro Ingrao, uno dei padri della nostra Repubblica. Un uomo che ha dedicato la sua vita alle istituzioni democratiche, con grande attenzione alla libertà e ai diritti delle persone. Ingrao ha attraversato il secolo scorso da protagonista, scrivendo pagine importanti della storia del nostro Paese".

"Un uomo che ha segnato profondamente la storia della sinistra italiana e della democrazia del nostro paese, ha detto il sindaco di Torino Piero Fassino - dalle riflessioni sull’ " indimenticabile 56" al ruolo dirigente svolto per anni nel Pci, in Parlamento e nella suprema carica di Presidente della Camera, Pietro Ingrao, sempre attento a sollecitare il dubbio e la ricerca critica, ha rappresentato per generazioni intere un punto di riferimento politico culturale e morale".

fonte: http://www.repubblica.it/politica/2015/09/27/news/morto_pietro_ingrao-123799642/


JPEG - 101.3 Kb
Ingrao e Berlinguer

La biografia di Pietro Ingrao su Wikipedia

Pietro Ingrao (Lenola, 30 marzo 1915 – Roma, 27 settembre 2015[2]) è stato un politico, giornalista e partigiano italiano. Storico esponente dell’ala sinistra del Partito Comunista Italiano, fu direttore dell’Unità dal 1947 al 1957 e parlamentare alla Camera dei deputati ininterrottamente tra il 1950 e il 1992. Dell’assemblea di Montecitorio divenne anche presidente dal 1976 al 1979.

Biografia

Nipote del politico Francesco Ingrao, Pietro Ingrao nasce nel piccolo paese di Lenola (al tempo nella provincia di Terra di Lavoro in Campania, oggi in provincia di Latina), da una famiglia di proprietari terrieri originari di Grotte, piccolo centro in provincia di Agrigento in Sicilia. Frequenta il ginnasio a Santa Maria Capua Vetere e il liceo a Formia dove conosce gli insegnanti Pilo Albertelli e Gioacchino Gesmundo che ne influenzeranno profondamente la formazione. Iniziata la sua attività anti-fascista nel 1939 (ma fu in precedenza iscritto al Gruppo Universitario Fascista, vincendo un Littoriale della cultura e dell’arte[3]), aderì al Partito Comunista Italiano nel 1940 e partecipò attivamente alla Resistenza partigiana.

Al termine della seconda guerra mondiale divenne il riferimento indiscusso di un’area all’interno del PCI schierata su posizioni marxiste creative, molto attente ai movimenti della società. Rappresentò quindi "l’ala sinistra" del partito (votò tuttavia a favore dell’espulsione dei dissidenti di sinistra, a lui molto vicini, che si raccoglievano intorno al mensile il manifesto). Ebbe spesso profondi scontri politici con Giorgio Amendola, che invece guidava "l’ala destra" o migliorista.

Ininterrottamente deputato dal 27 settembre 1950, quando subentrò al mandato del collega Domenico Emanuelli deceduto prematuramente[4], al 1992, nonché capogruppo tra il 1964 e il 1972, fu direttore del quotidiano l’Unità dall’11 febbraio 1947 al 15 gennaio 1957. In seguito entrò nel comitato centrale del partito e fu il primo comunista a presiedere la Camera dei deputati dal 1976 al 1979. Fra il 1989 e il 1991 fu tra i massimi oppositori della svolta della Bolognina che portò allo scioglimento del PCI; al XIX e al XX Congresso del partito, nel 1990 e nel 1991, fu infatti tra i firmatari e i principali animatori ed ispiratori delle mozioni di minoranza che si opposero alla linea del segretario Achille Occhetto.

Ingrao aderì comunque al Partito Democratico della Sinistra dove coordinò l’area dei Comunisti Democratici fino al 15 maggio 1993, quando annunciò infine l’addio al PDS[5]. In seguito è stato un indipendente vicino al Partito della Rifondazione Comunista dal 1996[6], organizzazione alla quale aderirà formalmente solo il 3 marzo 2005[7]. Ancora alle elezioni europee del 2009 invitava a votare la Lista Anticapitalista[8], ma nel marzo 2010 dichiarava di votare per Emma Bonino alla presidenza del Lazio e per Sinistra Ecologia Libertà[9]. In vista delle elezioni politiche del 2013, ha confermato di votare per Sinistra Ecologia Libertà, che per Ingrao è l’unica forza unitaria della sinistra che può ambire a governare il paese ed essere protagonista di un cambiamento reale[10].

Nella sua vita Pietro Ingrao ha scritto poesie e diversi saggi politici. La sua opera più importante è, secondo il giudizio della maggior parte dei critici, Appuntamenti di fine secolo, pubblicata nel 1995 grazie alla collaborazione con Rossana Rossanda. Il 20 ottobre 2007 Pietro Ingrao ha portato il suo saluto alla manifestazione di piazza San Giovanni in Laterano (Roma) organizzata dalla sinistra radicale contro il precariato e per i diritti dei lavoratori. È uno dei primi firmatari dell’appello per la manifestazione. Nel 2011 scrive Indignarsi non basta, risposta a Indignatevi! di Stéphane Hessel, appello a non cadere nel disinteresse per la politica.

Ingrao si è sempre dichiarato ateo, sebbene abbia manifestato in molte occasioni profondo interesse per le domande spirituali e per le esperienze religiose altrui più intense e coerenti[11]. Nel 2014 crea un sito internet a lui intestato per offrire una sintesi della sua carriera politica e continuare a comunicare coi simpatizzanti. Sposato con Laura Lombardo Radice (1913-2003), aveva cinque figli: Chiara, Renata, Bruna, Celeste e Guido. Morì a Roma il 27 settembre 2015, pochi mesi dopo aver compiuto il secolo di vita.

Opere

Masse e potere, Roma, Editori Riuniti, 1977.

Crisi e terza via, intervista di Romano Ledda, Roma, Editori Riuniti, 1978.

Parlamento, regioni, Mezzogiorno. Atti del Convegno presieduto da Pietro Ingrao, Reggio Calabria, Casa del libro, 1980.

Discorso sul governo Spadolini e sulla lotta per l’alternativa democratica, Roma, Grafica editrice romana, 1981.

Tradizione e progetto, Bari, De Donato, 1982.

I poteri si rifondano: quale risposta?, in L’alternativa: culture politiche del Pci alla prova, Roma, Editori riuniti riviste, 1986.

Il dubbio dei vincitori. Poesie, Milano, A. Mondadori, 1986.

Le cose impossibili. Un’autobiografia raccontata e discussa con Nicola Tranfaglia, Roma, Editori Riuniti, 1990. ISBN 88-359-3415-X.

Interventi sul campo, Napoli, CUEN, 1990. ISBN 88-7146-136-3.

L’alta febbre del fare, Milano, A. Mondadori, 1994. ISBN 88-04-38149-3.

Appuntamenti di fine secolo, con Rossana Rossanda, Roma, Manifestolibri, 1995. ISBN 88-7285-089-4.

Variazioni serali, Milano, Il Saggiatore, 2000. ISBN 88-428-0872-5.

Parti, Osnago, Pulcinoelefante, 2001.

La guerra sospesa. I nuovi connubi tra politica e armi, Bari, Dedalo, 2003. ISBN 88-220-5337-0.

Non ci sto! Appunti per un mondo migliore, con Alex Zanotelli, San Cesario di Lecce, Manni, 2003. ISBN 88-8176-357-5.

Una lettera di Pietro Ingrao. Con una risposta di Goffredo Bettini, Fiesole, Cadmo, 2005. ISBN 88-7923-326-2.

Mi sono molto divertito. Scritti sul cinema (1936-2003), Roma, Centro sperimentale di cinematografia, 2006.

Volevo la luna, Torino, Einaudi, 2006. ISBN 88-06-17990-X.

La pratica del dubbio. Dialogo con Claudio Carnieri, San Cesario di Lecce, Manni, 2007. ISBN 978-88-8176-977-3.

Indignarsi non basta, con Maria Luisa Boccia e Alberto Olivetti, Reggio Emilia, Aliberti, 2011. ISBN 978-88-7424-785-1.

A chiare lettere. Un carteggio con Pietro Ingrao e altri scritti, di Goffredo Bettini, Roma, Ponte sisto, 2011. ISBN 88-95658-04-3.

La Tipo e la notte. Scritti sul lavoro [1978-1996], Roma, Ediesse, 2013. ISBN 978-88-230-1799-3.

Crisi e riforma del Parlamento, con un Dialogo epistolare sulle istituzioni con Norberto Bobbio e un saggio di Luigi Ferrajoli, Roma, Ediesse, 2014. ISBN 978-88-230-1888-4.

Coniugare al presente. L’Ottantanove e la fine del PCI. Scritti [1989 1993], Roma, Ediesse, 2015. ISBN 978-88-230-1946-1.

Note

^ Allora nella provincia di Frosinone.

^ Addio a Pietro Ingrao, morto a Roma lo storico dirigente del Pci, La Repubblica, 27 settembre 2015.

^ Elisabetta Castellani, Come siamo diventati antifascisti, http://www.ilmanifesto.it/25aprile/01_25Aprile/9501rs08.01.htm

^ camera.it, Pietro Ingrao, I Legislatura. URL consultato il 18 marzo 2015.

^ Ingrao: la Quercia non è più casa mia

^ Ingrao: voto Rifondazione, è critica sul capitalismo

^ Applausi e lacrime per il sì di Ingrao «Per una volta vinco un congresso» ^ Ingrao: voto la lista Prc-Pdci con lui Sanguineti e Vauro ^ "Voterò Bonino e il partito di Vendola Anche perché è gay" ^ Ingrao scrive a Vendola: «Voto Sel» ^ Vedi gli articoli: Ingrao convertito. Anzi no di Sergio Quinzio e Crisi mistiche, Ingrao scopre Dio? di Paola Di Caro, pubblicati sul Corriere della Sera, 23 agosto 1992, p. 1 e p. 6. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia

Antonio Galdo, Pietro Ingrao. Il compagno disarmato, Milano, Sperling & Kupfer, 2004. ISBN 88-200-3732-7.

Cerimonia in onore dei 90 anni di Pietro Ingrao. Palazzo Montecitorio, 31 marzo 2005, Roma, Camera dei Deputati, 2005.

Alberto Olivetti, Nove ritratti di Pietro Ingrao. Nell’estate del 1984, Milano, Silvana, 2005. ISBN 88-8215-898-5.

Lorenzo Benadusi e Giovanni Cerchia (a cura di), L’archivio di Pietro Ingrao. Guida alle carte del Centro di studi e iniziative per la Riforma dello Stato, Roma, Ediesse, 2006. ISBN 88-230-1114-0.

Film su Pietro Ingrao

Non mi avete convinto - 2012 - regia di Filippo Vendemmiati



Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -