L’on. Trombetta

Ha militato in sette partiti e s’incazza se non la chiamano onorevole

di Adriano Todaro - mercoledì 25 settembre 2013 - 2010 letture

Conoscete Marilina? Non la Monroe, cosa avete capito? Marilina, scritto in italiano senza la y. Se non la conoscete è una vostra grande mancanza perché Marilina o meglio, Maria Emilia Intrieri, detta Marilina, è una politica di razza e anche se non è molto conosciuta, almeno dal grande pubblico è una che farà molta strada.

Classe 1955, è donna di grande acume politico e vogliosa di ampie esperienze. Ed, infatti, è stata nella Dc, nel Ppi, nei Cristiani democratici uniti, nei Cristiani sociali, nei Ds, nel Pd e, infine, per ora, nell’Udeur del simpatico Mastella. Fedele alla linea che solo gli idioti non cambiano mai pensiero, lei ne ha cambiati un bel po’. Non solo. Per il Pd è stata in Parlamento dal 2006 al 2008. Una così non si poteva, di certo, lasciarla disoccupata e oplà ecco che diventa, per la destra, “Garante per l’infanzia” della Regione Calabria.

I bambini possono dormire sonni tranquilli, garantisce Marilina. Ma ecco che la sfortuna ci mette lo zampino. E lo zampino ha le sembianze della Prefettura di Crotone che invita Marilina a visitare il “Cara” (Centro accoglienza e richiedenti asilo) di Isola Capo Rizzuto. Qua cominciano i problemi perché alla Prefettura di Crotone non conoscono le buone maniere e Marilina, diciamo così, s’adombra o, diciamocela tutta, s’incazza di brutto.

E ha perfettamente ragione. Perché lei è stata onorevole e quando uno è stato onorevole lo è per sempre come i carabinieri e i preti. E invece quei retrò della prefettura calabrese hanno inviato l’invito alla "dottoressa" e non all’ "onorevole". Ma come si permettono, avrà pensato la nostra boriosa politica? Immediatamente scrive una lettera di vibrante protesta bloccando, di fatto, la procedura che avrebbe dovuto portarla a contatto con i bambini del "Cara", naturalmente figli di immigrati, numerosi e con pochissime tutele.

Ma le esigenze dei bambini non possono inficiare il titolo istituzionale e così Marilina, che probabilmente ha un alto senso civico, rispedisce indietro il plico della nomina, il pass ecc. e invita la Prefettura a "cortesemente integrarle col pertinente titolo istituzionale". Non solo. Siccome Marilina è precisa e pizzuta scrive: "Ho constatato, infatti, dalla lettura delle note a sua firma che mi viene attribuito il titolo accademico e non anche quello di onorevole che mi compete nella mia qualità di deputato della XV legislatura. Mi sorprende che l’inesattezza rilevata provenga dal massimo ufficio dello Stato sul territorio. Attendo quindi le note corrette".

Basta? No che non basta. Nell’attesa delle "note corrette" questa spocchiosa calabrese non si accontenta di denunciare le malefatte della prefettura ma vuole giustamente che chi ha sbagliato paghi. Ed ecco, allora che suggerisce alla prefettura di aprire "un’indagine interna per capire chi ha divulgato queste notizie". Insomma, tutto ciò non si doveva sapere. Ben fatto! La Calabria forse ha qualche problemino ma in realtà i veri problemi di questa malmessa regione li ha ben messi in evidenza Marilina con la sua protesta.

Cos’è quella faccia? Siete meravigliati del comportamento di Marilina? Io no perché in un Paese dove si permette ad un delinquente di trasmettere un videomessaggio contro i magistrati, Marilina ci sta pure bene. In quale altro Paese potrebbe avvenire una simile cosa?

Ora noi siamo degli ignoranti e non capiamo una mazza di procedimenti giuridici-istituzionali. Però amiamo i film di Totò e questo episodio che vi abbiamo raccontato assomiglia alla gag sul treno con l’onorevole Trombetta. Purtroppo non è una gag, è tutto vero. Avviene in Calabria, anno 2013. Abbiamo una proposta: mandare l’onorevole Marilina Trombetta , per due mesi, a vivere nel "Cara" di Capo Rizzuto a fianco dei bambini immigrati. Forse capirebbe qualcosa anche perché, come diceva Totò, "ogni limite ha una pazienza".

P.S. - La scorsa settimana avevamo scritto che Barbara Berlusconi si era offesa perché suo padre veniva definito "delinquente". Ora, sempre Barbara, fa una domanda facile facile a quelli delle grandi intese: "Se veramente considerano Berlusconi un delinquente perché hanno fatto con lui gli ultimi due governi?". Già, perché?


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