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L’invidia della Tesla - ovvero, Del diritto di provare fastidio

Una volta c’era l’invidia del pene. Oggi, tutto ruota intorno a un altro fallo – quello del razzo che prima o poi porterà Elon Mask su Marte col suo manipolo di miliardari festosi.

di Alessandra Calanchi - domenica 17 dicembre 2023 - 788 letture

Una volta c’era l’invidia del pene.

Oggi, tutto ruota intorno a un altro fallo – quello del razzo che prima o poi porterà Elon Mask su Marte col suo manipolo di miliardari festosi.

Non frequento i social né tantomeno i blog, ma essendomi capitato di ricevere una news da nicolaporro.it ero curiosa e ho fatto bene. Cioè, bene e male. Male perché soffro come un cane quando leggo falsificazioni e sciocchezze, insulti e diffamazione. Bene perché ho l’occasione di dire la mia. Non mi leggerà, chi ha scritto quel post, e che rispetto comunque come giornalista, ma onestamente la cosa mi è indifferente. Io scrivo per altri. Voi, anzi noi, popolo di girodivite. E vorrei chiarire una cosa.

Il titolo (nella rubrica Livore DEM (sic!) era: “La clamorosa rosicata di Prodi per Musk ad Atreju”. Sottotitolo: “Il professore è stato ospite della festicciola organizzata dalla Schlein in risposta a Fratelli d’Italia e non ha mascherato il suo fastidio”.

Ora, qualcuno può spiegarmi il significato del verbo “rosicare”? Secondo chi significa “esprimere fastidio”? In tutta sincerità, io provo molto fastidio ogniqualvolta io veda persone arroganti o comportamenti oltraggiosi, ma questo non significa che “rosico”. Secondo l’autore del post, il Professor Prodi (che fra l’altro è rimasto vedovo da pochi mesi e ritengo meriterebbe maggior rispetto) era infastidito perché avrebbe voluto invitare lui Musk?? Il significato del verbo (gerg.) è infatti: “Rodersi per la rabbia, la gelosia o l’invidia”. Senza considerare che anche la parola “festicciola” indica un atteggiamento denigratorio che non mi pare adeguato al contesto.

Sono davvero perplessa. Se accettiamo questa linea di pensiero, arriveremo a dire che la contestazione è la maschera dell’invidia, che il dissenso è la maschera del bisogno di consenso, che una semplice obiezione o disapprovazione sono un’implicita richiesta di accoglienza in una comunità che ci esclude. Che se un partito A fa un convegno è un grande evento, ma se lo fa il partito B è una festicciola. Ma stiamo scherzando? Il fastidio per Musk è condiviso da molte persone (me per prima) sia qui sia in altri paesi, perfino in America, dove è adorato solo dagli adoratori del dio denaro e del dio successo. Dobbiamo tutti adorarlo per forza?

La favola della volpe e l’uva non si adatta all’espressione del libero pensiero. Nella nostra realtà politica, è bene posizionarsi una volta di più – non basta più neanche dire “sono antifascista”.

Rivendico il diritto di poter provare fastidio, e rivendico il diritto di provare nostalgia per i tempi in cui l’Italia era, o sembrava, un paese democratico.


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