L’incubo di Matteo

Credeva di aver dormito per poco tempo, un quarto d’ora, al massimo venti minuti, mentre invece a sua insaputa erano passati più di cinquant’anni.

di Deborah A. Simoncini - domenica 9 gennaio 2022 - 678 letture

Mandato da Mariano in campagna a cercare una pecora Matteo si mise prima le scarpe, poi prese il giubbotto, un po’ di tabacco e infine un sonaglio. Appena avviatosi una nebbia fatata calò sul bosco e inciampò su una pietra.

Costretto a deviare dal cammino s’addormentò sotto un macchia di carrubo, per cinquantasette lunghi anni. Il demone Mariolino, astuto e diabolico che aveva sviluppato un talento naturale a combinare guai, costruì l’inganno e gli trasformò la testa in una testa d’asino per poi versargli sugli occhi la viola del pensiero. Un preparato capace di farlo innamorare del primo essere che avrebbe visto al risveglio. Il sonno è balsamo essenziale pensò Matteo, quando si svegliò, ma era corrucciato, stizzoso e intrattabile: un callo all’alluce lo faceva dolere già al solo pensiero che doveva cercare ancora la pecora. Procedeva cauto, quasi coprendosi il volto e dopo tanto peregrinare si ritrovò ancor di più stanco e in collera.

Credeva di aver dormito per poco tempo, un quarto d’ora, al massimo venti minuti, mentre invece a sua insaputa erano passati più di cinquant’anni. Non trovando la pecora si diresse al campo base. Lo trovò tutto cambiato. Lo possedeva altri. In preda al dubbio e all’incertezza ritornò in città. Trovò il clima cambiato. Le dispute politiche avevano messo in discussione il principio dell’autorità. La violenza era diffusa dappertutto, in ogni momento, tra eloquenza, ostentazione e dissimulazione, si correvano pericoli. L’incertezza regnava, a discapito di Autorità, comandamento e grazia divina. Cani e gatti erano stati fatti fuori in massa, convinti diffondessero l’infezione. Le conseguenze disastrose.

Davanti ai suoi occhi gli accampati aprirono file e file di barattoli di marmellata e conserve, arance amare e mandarini, datteri, frutta secca, fichi.

Matteo tese l’orecchio per cogliere eventuali rumori lontani. Si girò a guardare indietro. Provò un brivido di paura. Gli apparvero delle orecchie appuntite, grandi fauci e un collo lungo. Una testa di drago. Si rivoltò e iniziò a correre. Superò con un balzo una recinzione bassa e nell’atterrare dall’altra parte di nuovo incespicò, riuscì a recuperare l’equilibrio e proseguire nella corsa.

Giunto alla porta della chiesa, vide la navata illuminata dalla fiamma inquieta delle candele. Individuata la corda penzoloni alla base del campanile, l’afferrò e cominciò a tirarla verso il basso, ma la campana non produceva alcun suono. Si appese allora alla corda, si sollevò da terra e un attimo dopo udì il rintocco della grande campana. La campana cominciò a oscillare e suonare ripetutamente. Tirava la corda frenetico usando tutto il proprio peso. Non era un semplice richiamo alla preghiera, ma un segnale d’allarme per la città. “La nuova scienza venuta in soccorso alla pandemia ha scatenato la crisi. Evidenti le contraddizioni di un mondo imperscrutabile e imprevedibile. La teoria dei luoghi naturali, incapace di soddisfare l’esigenza di una certezza pura, ha perso di legittimazione. Come vivere in un mondo privo di fondamento?”

La stimolazione chimica può avere conseguenze catastrofiche. Mariano da sempre gode di libertà di scelta e ne porta la responsabilità. Il suo agire indica l’emancipazione etica. Il nostro essere nel mondo è interpretazione, ma l’essere sempre in agguato si può rivelare fatale. Cosa forgia il carattere, la personalità di un individuo? A quali condizionamenti e circostanze è sottoposto l’agire? Il rapporto fra realtà e sogno è problematico. Ognuno nella propria quotidianità si relaziona con gli altri come se costituissero un pubblico.

L’identità umana ha un’intima costituzione teatrale. Nella persona la maschera si mostra agli altri nei vari contesti dell’esistenza. Conservava la responsabilità del proprio agire, non sempre da soggetto pienamente consapevole. I rapporti reciproci li gestiva sapientemente contrapponendo realtà e magia, ragione e immaginazione.

La conoscenza è potere, ma il potere non discrimina tra il bene e il male, quando le forze in conflitto, le pulsioni in gran parte oscure si scatenano. La spada a doppio taglio, nel trasgredire ha del demoniaco. Il sapere proibito e segreto attrae. Il continente subirà rapide trasformazioni politiche, scientifiche e tecnologiche. Scienza e tecnologia hanno pericoli affascinanti. Mostrò in giro una sua foto e chiese se qualcuno l’aveva vista. Ha tatuato sulla coscia destra un cuore rosso. L’amore ha causa fisica e irrazionale.

“L’ho ricolmata di beni. Perché si lamenta? I sensi sono fallibili e ingannano.” Capace di mentire anche su quello che ha mangiato a pranzo, continuano a piacerle le giovani minorenni: sedici, diciassette anni. A un certo punto dovremo parlare faccia a faccia. Si illude di essere indispensabile. Visitato il tesoro archeologico più importante, un impressionante esercito di oltre ottomila statue di guerrieri di terracotta, prese le decisioni strategiche.

Annunciò un’offensiva poderosa che cominciò col bombardamento dell’isola dalle batterie costiere. La guerra vera e propria durò quattro settimane e tre giorni. Fu trasformato in un eroe, in un tripudio di storie. L’evento ebbe inizio in una città di cui la stragrande maggioranza ignorava l’esistenza e cambiò la storia. Autorevole, circondato dal rispetto degli ambienti colti, si muoveva su una frontiera pericolosa. Provava una strana sensazione nei suoi riguardi. Bendato gli misero la camicia di forza. Per impedirgli di ridursi ancora peggio.

Faceva paura agli infermieri, al personale medico e perfino ad alcune guardie. Serrò la mascella, con una espressione compiaciuta, difficile da tollerare e scoccò un’occhiata beffarda. “Non avrei mai immaginato che ti saresti comportato in questo modo.” Tendi a sfuggire alle responsabilità e a prendere decisioni. Gli arrivò un sonoro ceffone. “E’ un periodo delicato della mia vita, chiuso in casa alle sei del pomeriggio, ci resto da solo fino al giorno dopo.” Le dimissioni arrivarono come l’asso di cuori e furono un trauma molto forte.


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