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L’inceneritore ad Augusta? No, grazie!


Ad Augusta il 22 novembre si è tenuta una manifestazione contro la costruzione dell’inceneritore per lo smaltimento dei rifiuti
giovedì 30 novembre 2006, di Donatella Guarino - 1200 letture

Mercoledì scorso, 22 novembre, è stata una giornata importante per i Comitati Siciliani per l’Ambiente.

Ad Augusta in piazza Duomo, e contemporaneamente in diverse altre città siciliane, mentre a Roma era in corso la Conferenza dei Servizi (alla presenza del Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio, del Ministro della Salute Turco e del ministro delle Attività Produttive Bersani) - nella quale si è esaminata la legittimità delle procedure e delle autorizzazioni rilasciate in materia ambientale in Sicilia - si è tenuta una manifestazione cittadina, coordinata dal “Gruppo Spontaneo Donne e Mamme di Augusta”.

L’obiettivo delle riunioni simultanee è stato quello di contrastare la costruzione di quattro inceneritori (uno di essi ad Augusta) previsti su tutto il territorio dell’isola. Si tratta di impianti giganteschi, addirittura con potenzialità superiori alle attuali necessità della Sicilia, la cui presenza è già prevista dal piano rifiuti della Regione Sicilia e sostenuta dal governatore dell’isola Salvatore Cuffaro, ma non autorizzata.

La percentuale di bambini malformati e di morti per tumori, calcolata nella zona del polo petrolchimico Augusta-Melilli-Priolo e in tutto il circondario, è nettamente superiore alla media. La qualità dell’aria e dell’acqua sono già gravemente compromesse.

La costruzione ad Augusta di un megainceneritore che dovrebbe bruciare 500.000 tonnellate l’anno dei rifiuti urbani indifferenziati delle province di Enna, Ragusa, Siracusa e Catania è un atto di irresponsabilità, un vero e proprio attentato alla salute e all’ambiente.

Già questa zona industriale, insieme a Siracusa, Solarino e Floridia, è stata dichiarata nel ’90 con D.P.R. “Area ad alto rischio ambientale”; nel 2002 “Area in piena crisi ambientale”, dichiarazione poi rinnovata con Decreto 189/GAB dell’11/07/2005 dall’Assessorato Reginale Territorio Ambiente.

L’Ordine dei Medici di Siracusa ha espresso parere contrario riguardo alla collocazione di eventuali inceneritori (o termovalorizzatori). La Federazione Italiana Medici di Medicina Generale – come risulta dal notiziario della FIMMG di maggio 2006 – ritiene l’incenerimento dei rifiuti una tecnica di smaltimento dannosissima per l’ambiente e per la salute degli uomini.

Gli inceneritori di ultima generazione, avvalendosi di altissime temperature, producono ceneri (nanopolveri) che sfuggono ai filtri e immettono nell’atmosfera milioni di metri cubi al giorno di fumi inquinanti, contenenti polveri grossolane (PM10) e polveri fini (PM2,5). Sono metalli pesanti, idrocarburi policiclici, policlorobifenili, benzene e diossine che pericolosamente si accumulano nell’organismo, dando origine a numerose patologie: neoplasie, malformazioni fetali, malattie infiammatorie allergiche e neurologiche.

Allora perché un inceneritore? Perché non la raccolta differenziata? Oltretutto sarebbe anche un risparmio economico. Infatti, incenerire i rifiuti è il sistema più costoso per smaltirli.

Ma c’è di più: tutti noi, senza saperlo, sosteniamo questa spesa.

Se si va a guardare il dettaglio dei consumi della bolletta Enel scopriamo che il 7% della bolletta pagata confluisce nel cosiddetto “componente A3: costruzione impianti fonti rinnovabili”. Ciò vuol dire che la legge italiana annovera tra le fonti di energia rinnovabili (eolica e solare) quella derivante dall’incenerimento dei rifiuti urbani e industriali. Mentre Austria, Belgio, Germania e Danimarca impongono una tassa ai gestori degli inceneritori – sollecitando perciò a non optare per questa forma di smaltimento di rifiuti – l’Italia è l’unico Stato Europeo che addirittura li finanzia.

C’è una contraddizione di fondo nelle politiche ambientali – statali e regionali - che urge una imminente risoluzione.

Hanno aderito all’iniziativa promossa dai Comitati Siciliani per l’Ambiente oltre al Gruppo Spontaneo Donne e Mamme di Augusta ,i Verdi Siciliani, Italia Nostra, WWF Sicilia, Casa Comune Augusta, Legambiente Palermo, Lega Antivivisezione Catania .

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L’inceneritore ad Augusta? No, grazie!
2 dicembre 2006, di : Sonia Lombardo |||||| Sito Web: Augusta,Oggi

Stop ai termovalorizzatori
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