Dal silenzio e dal Sogno delle Voci. Le voci sono più di una. Si
intrecciano, si attraversano, si sovrappongono. La forma è quella
della Contaminazione. Ci si tocca e ci si contamina. [...] E poi il
gioco, la festa, la benefica malattia dell’immaginazione che rifiuta
la barriere del qui -ora, la manina della realtà, il terrore del labirinto.
(Il Linguaggio si ribella – Trascrizione di Radio Alice)
Per Radio Alice tutti i giorni alle due leggevo il Racconto Digestivo.
[…] Dovetti rifugiarmi nei fumetti e sfruttai un’antologia americana
sui comix underground, mai tradotta in Italia. Traducevo a casa, e
andavo poi a leggere alla radio [...]. Contemporaneamente mandavo
in onda degli S.O.S., per vedere se riuscivo a trovare qualcuno
in grado di costruire insieme a me qualcosa che non fosse
una rivistina di mezzi deficienti per deficienti totali, com’erano già
allora Linus o Alter Linus o il Mago o la scandalosa Doppia Wù
mondadoriana. (Filippo Scòzzari – www.radioalice.org)
Contaminazione. Gioco. Immaginazione.
Radio Alice è stata un incrocio di parole, di idee e di-segni.
Filippo Scòzzari, fumettista e illustratore, aficionado dei microfoni della radio bolognese, lanciava allora un segnale ad altri disegnatori per costruire un’alternativa ai fumetti del tempo; il tempo in
questione era il periodo delle vignette in odore di alterità regolare,
strisce statunitensi tradotte e riadattate per un pubblico che lui
definisce, senza mezzi termini, di deficienti. Strisce sequenziali,
strisce ordinarie, personaggi importati da un’altra cultura e un’altra
quotidianità. Qualche volta ci si spingeva un po’ più in là, e allora
erano tavole di Crepax e di Magnus. Invece, Scòzzari cerca
questo, dai microfoni di Radio Alice: contaminazione, gioco, immaginazione.
L’idea di creatività quotidiana della radio si rifletterà in una generazione
di fumettisti, giovani eroi paradossali della realtà. Sono
loro, raggruppatisi poco dopo la fine di Radio Alice, a disegnare
la realtà italiana che mancava all’appello. Sono loro a raccontare,
divertendosi, la loro quotidianità, legata alla politica e così vicina
alle persone e basta. Sono loro a divertirsi irridendo il potere e
l’opinione pubblica con vignette improvvisate, con dei disegni:
il quintetto di Cannibale, la rivista satirica che chiude quando
si schianta nel circuito editoriale ufficiale. Scòzzari, Liberatore,
Tamburini, Mattioli e Pazienza. La voglia di beffarsi della cultura
ufficiale li segue anche in Frigidaire, rivista nata nel 1980 che raccoglie
questo spirito e si inventa una comunicazione totale, che
accoglie ogni forma di espressione. Per non arrendersi alla quotidianità
banale, alienante, e allo stesso tempo proporre un’altra
realtà, fatta di contaminazione, gioco e immaginazione.
Da leggere, se vi va /
Filippo Scòzzari, Studelinquenti (scaricabile in pdf dal sito www.
radioalice.org)
Vincenzo Sparagna, Frigidaire. L’incredibile storia e le sorprendenti
avventure della più rivoluzionaria rivista d’arte del mondo,
BURe tante riviste originali...