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L’eutanasia e il nazismo


Hitler avviò un programma che prevedeva l’eliminazione di malati giudicati inguaribili da apposite commissioni mediche...
sabato 30 settembre 2006, di Redazione - 1759 letture

Hitler avviò un programma che prevedeva l’eliminazione di malati giudicati inguaribili da apposite commissioni mediche. L’operazione fu estesa a persone ricoverate in ospizi e manicomi criminali a discrezione di commissioni di psichiatri, senza l’approvazione o un qualche coinvolgimento dei famigliari nelle decisioni. La morte avveniva per inalazione di monossido di carbonio in uscita da autoveicoli.

Le persone coinvolte in queste operazioni (medici e psichiatri), la morte per inalazione di gas, le teorie eugenetiche a fondamento dell’ideologia sono elementi presenti anche nella successiva deportazione nei lager.

Nel 1920 era stato pubblicato il primo libro che teorizzava il diritto dello Stato di imporre l’eutanasia: L’autorizzazione all’eliminazione delle vite non più degne di essere vissute. Due i motivi: ridurre le sofferenze personali del paziente e il loro costo sanitario, per razionalizzare la redistribuzione della ricchezza sociale. Gli autori erano Alfred Hoche (1865-1943), uno psichiatra, e Karl Binding (1841-1920), un giurista.


Fonte: Wikipedia.org

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