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L’arresto di Provenzano

Questo non e’ un bel film, non e’ la Piovra. E’ la vita reale, dove si vince e si perde, dove ti giochi ogni volta - se non la vita intera - anni di vita. Eppure...
di Riccardo Orioles - martedì 11 aprile 2006 - 5944 letture

Non si poteva cominciare meglio di cosi’: Provenzanos in manette, piu’ o meno nello stesso momento in cui Ciampi diceva: "Elezioni tese ma regolari". La gente ad applaudire i deputati del’Ulivo (a Roma) e i poliziotti (a Corleone); e i giovani palermitani, a centinaia, che vanno a festeggiare - i ragazzi di Addio Pizzo in testa - davanti alla questura.

Chi comandera’ - o comanda gia’ - in Cosa Nostra adesso? Quale sara’ - o qual e’ gia’ - il nuovo rapporto mafia-politica, dopo quello "paesano" dei tempi di Andreotti e quello "culturale-politico" dei tempi di Dell’Utri? Dove andranno adesso i miliardi dell’ecomafia? E i voti della mafia? E...

Ci sara’ tempo per rispondere. Intanto, e’ chiaro che la mafia si puo’ distruggere, che si poteva distruggere anche prima. C’e’ una mezza Sicilia - come una mezza Italia - che e’ pronta a convivere con essa, come con qualunque altra cosa. Ma c’e’ l’altra mezza Sicilia (a volte minoranza forte, a volte maggioranza di poco) che lotta senza perdere colpi ormai da ventotto anni. E’ il partito di Falcone e dei ragazzini, quello del Pool di Palermo e del Liceo Meli, di SicilianiGiovani e di Giuseppe Fava. Tante volte sconfitto, tante altre volte in piedi, e anche ora eccolo qui, a festeggiare.

Questo non e’ un bel film, non e’ la Piovra. E’ la vita reale, dove si vince e si perde, dove ti giochi ogni volta - se non la vita intera - anni di vita. Eppure...

Qui, nel paesino siciliano - uno dei tanti - gira un’altoparlante sopra una macchina: "Tutti in piazza stasera! Festa per Provenzano, festa per le elezioni!". Intanto, dentro la sede, i ragazzi preparano i manifesti per Rita: qua la campagna elettorale ricomincia ora, mafia contro antimafia, una cosa molto piu’ seria, qui, di questa appena conclusa (che qui in Sicilia e’ stata condotta a mezza botta, senza troppa convinzione: a Catania, per esempio, la testa di lista dell’Ulivo comprendeva un ex senatore di Forzitalia e un politico filmato mentre chiacchierava amabilmente con un mafioso. Ora pero’, con Rita Borsellino, sara’ tutto differente).


Da: La Catena di San Libero, 11 aprile 2006 n. 329


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L’arresto di Provenzano
26 febbraio 2007, di : lele |||||| Sito Web: L’arresto di Provenzano

Credo che le cose non cambieranno mai neanche con l’entrata della Sigra. Rita Borsellino, e volete sapere il perchè? Perchè la gente ha bisogno di questo la gente parla male della mafia ma fino a quando gli fa comodo ci si adagia sopra e sono tutti cosi in ogni campo; nella politica come nello sport, insomma l’italia è un paese che va avanti con la mafia dal nord alla Sicilia quindi è inutile stare sempre a dire le stesse cose ci sarà un nuovo Provenzano, ci sarà una nuova mafia e tutti la utilizzeranno per i propri scopi. E sapete qual’è il brutto di questa cosa? Che nessuno può farci nulla perchè la mafia è da pertutto cominciando prorpio dallo Stato dalle forze dell’ordine dalle banche e dai piccoli commercianti, è una cosa brutta questa ma come si dice il potere e i soldi fanno gola a tutti!!