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"L’amore non basta mai": Donne sull’orlo di una crisi di nervi... in terra di Svezia

Cinema al femminile - protagoniste tre sorelle - per raccontare gli strambi personaggi e le vicende umane di un piccolo villaggio (siamo nella Dalecarlia) che diventano...

di calogero - giovedì 13 ottobre 2005 - 7239 letture

Candidato svedese come Miglior Film straniero all’Oscar 2006, arriva anche in Italia - merito del sempre lungimirante Vieri Razzini e della sua Teodora Film - la divertente ed amara commedia della regista quasi esordiente Maria Blom "L’amore non basta mai".

Cinema al femminile - protagoniste tre sorelle - per raccontare gli strambi personaggi e le vicende umane di un piccolo villaggio (siamo nella Dalecarlia) che diventano il racconto universale delle province del mondo dove ancora possono rintracciarsi sentimenti autentici e puri. E se il grande schermo ci ha da sempre regalato grandi storie con protagoniste sorelle (e fratelli ) - un titolo che li rappresenta tutti, "Hannah e le sue sorelle" - Maria Blom ci stupisce e ci diverte con una padronanza di racconto ed un "mood" narrativo coinvolgente e quasi letterario. Assistiamo così piacevolmente alla festa di compleanno del padre settantenne attorniato da tutta la comunità del villaggio ma soprattutto dalla sua famiglia dove primeggiano le tre sorelle Mila, Eva e Gunilla. "così lontane, così vicine" da intenerirci con le loro buffe schermaglie ed incomprensioni umane. E se per Mila - single in carriera a Stoccolma che torna al villaggio per la festa - e per Gunilla - fresca divorziata ma proiettata in un radioso futuro - l’occasione è propizia per un incontro capace di mettere in risalto le loro affinità nascoste, è nello scontro con la terza sorella Eva - donna di casa sull’orlo di una crisi di nervi - che tornano a galla quei rancori e "cose non dette" che covano dolorosamente in ogni famiglia che si rispetti.

Grazie ad un cast d’interpreti straordinari ed a noi sconosciuti (ho fatto il tifo per la solare Ann Petren/Gunilla) e ad un caldo e mai sopra le righe humour che fa da sfondo alle loro storie, "L’amore non basta mai" conferma la piacevole sorpresa di un cinema europeo capace di battere i blockbuster dei grandi numeri con l’onestà d’intenti e semplicità di emozioni che a qualsiasi latitudine sono capaci di raggiungere il cuore di un pubblico internazionale.


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2 novembre 2005, di : Femmine ripetitive ?

C’è una canzone che fa così: finchè la barca va... lasciala andare... Io credo che molta gente la dovrebbe cantare più spesso, perchè non attecchisce ancora... C’è il giorno che l’amore non basta mai, e c’è il giorno che si deve lasciare questo mondo (in senso corporeo)... Molta gente dovrebbe meditare sui due concetti appena esposti... Queste due "cose" se messe a reagire insieme, ci possono rendere liberi. Se no, il rischio è appunto di cantare sempre quella canzonetta. C’è gente che fa finta di divertirsi a cantarla in continuo, confidando di dedicarsi poi opportunamente alla musica dotta (ad esempio, quella di Mina). Si può finire però per esaurire la vena artistica in questo canzonatura continua... Poi venne l’eternità e tutto ciò che è mania femminina o mascolina, ci potè condannare all’obbligo di tornare sulla terra (a curare la nostra demenza a non capire e tormentarci per la musica). Anche chi rompe i coghioni al prossimo, finisce quindi per mostrare la sua tragicità (presente o futura)..