L’amicizia / di Marco Tullio Cicerone



domenica 20 marzo 2005, di Redazione Antenati - 3927 letture

45 Alcuni che, a quanto sento dire, vennero considerati sapienti in Grecia, hanno sostenuto tesi a mio giudizio paradossali (ma non esiste argomento su cui non cavillino). Una parte afferma che dobbiamo rifuggire dalle amicizie eccessive, per evitare che uno solo si tormenti per molti; a ciascuno bastano e avanzano i propri problemi e farsi carico di quelli altrui è una bella noia. La cosa migliore, secondo loro, è allentare più che si può le briglie dell’amicizia, tirandole o lasciandole andare a proprio piacere; essenziale per vivere bene è la tranquillità, di cui l’animo non può godere se, per così dire, fosse uno solo a sopportare il travaglio per tutti.

46 Altri, invece, a quanto si dice, sostengono una tesi ancora più disumana; l’ho brevemente accennata poco fa: le amicizie andrebbero ricercate in vista di protezione e appoggi, non per un sentimento di affetto e stima; insomma, quanto meno uno è deciso e forte, tanto più aspira all’amicizia; ecco perché sono le donnicciole a chiedere la protezione dell’amicizia più degli uomini, i poveri più dei ricchi e gli sventurati più di chi è considerato felice.

47 Ma che bella saggezza! È come se privasse l’universo del sole chi priva la vita dell’amicizia: e niente di più bello, niente di più gradito dell’amicizia abbiamo ricevuto dagli dèi immortali. Allora, che cos’è mai questa tranquillità, in apparenza seducente, ma in realtà da ripudiare per molti aspetti? No, non ha senso rifiutarsi di intraprendere una cosa o un’azione onesta, oppure abbandonarla dopo averla intrapresa, per evitare noie. Ma se fuggiamo le preoccupazioni, dobbiamo fuggire la virtù che, all’inevitabile prezzo di qualche apprensione, ci porta a disprezzare e odiare il suo contrario, come fa la bontà con la cattiveria, la temperanza con le passioni, il coraggio con l’ignavia. Ecco perché si vedono soprattutto i giusti soffrire per le ingiustizie, i coraggiosi per la viltà, i moderati per gli eccessi. E’ proprio di un animo ben educato, quindi, rallegrarsi per il bene e affliggersi per il male.

(Cicerone, De amicitia 45-47)

Rispondere all'articolo - Ci sono 1 contributi al forum. - Policy sui Forum -
> L’amicizia / di Marco Tullio Cicerone
7 novembre 2005

io credo molto nell amicizia ma se questa non è vera non so che farmene, x questo aspetto primsa di attaccarmi a delle persone, anche se alcune volte ho sbagliato, mi sono affezionata subito ma poi questa si è rilevata una persona assolutamente schifosa!!
Stampa Stampa Articolo
:.: Condividi

Bookmark and Share
:.: Ultimi interventi sul forum
:.: Articoli di questo autore
:.: Articoli di questa rubrica
:.: Articoli più recenti
Girodivite - Segnali dalle città invisibili è on-line dal 1994. Quotidiano telematico e cartaceo, registrazione presso il tribunale di Catania n.13/2004 del 14/05/2004. Redazione: via Antonino di Sangiuliano 147 - 95131 Catania. Contatti: giro@girodivite.it (mail max 200kb) ::: Puoi syndacare le nostre notizie attraverso il file backend.php (XML RSS 1.0 format). Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto le licenze Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike, che tutelano la possibilità di ripubblicarli, previa autorizzazione per fini commerciali.