L’addio a Norman
lunedì 20 settembre 2010, di Sergio Raffiotta - 287 letture
Prima di parlarvi della morte di Norman Zarcone mi corre l’obbligo di farvi sapere che non ho mai avuto la fortuna di conoscerlo personalmente, e nemmeno ai saluti finali di questo articolo potrò dire di aver avuto la sensazione di averlo potuto conoscere meglio. Questa è una fortuna che spetta solo e soltanto ai suoi amici e familiari. Di lui so solo quello che i ( pochi ) giornali hanno portato agli onori della cronaca. Norman, 27 anni, Laurea “cum laude” in Filosofia della Conoscenza e della Comunicazione e prossimo al dottorato di ricerca in seno alla stessa facoltà palermitana , decide di togliersi la vita entro il perimetro di quella facoltà che prima ne ha esaltato l’indiscutibile talento e che solo dopo gli avrebbe rivelato il triste finale: non ci sarà spazio tra i baroni, non ci saranno sbocchi. Norman ha compiuto un gesto estremo, un gesto forte e dimostrativo che solo un cuore nobile e generoso può dedicare agli altri.
Non lo giustifico, e sono sicuro che amici e parenti siano sulla mia stessa lunghezza d’onda.
Ma poi gli altri chi? Gli altri sono tutti quelli che nonostante talento e competenza sono fuori dai giochi. Sono quelli che non hanno altro che sé stessi. Quelli che non ce la fanno a difendersi da soli, quelli che non hanno amici e parenti nei posti di comando e che per questo saranno condannati ad un anticamera eterna. Sono quelli che si guardano intorno e si chiedono troppe volte al giorno “perché?". Sono quelli che avevano bisogno di Norman e tutti coloro ai quali mancherà tantissimo.
Mancano eccome le persone migliori.
Nella mia vita ne ho incrociato più di uno, lasciano un vuoto siderale.
Voi che siete gli amici veri di Norman continuate la sua lotta, alimentate il vostro talento, non abbassate la testa, siate fieri del vostro intelletto, non so se vi o ci salverà, ma è un arma che non è a disposizione di tutti. E riprendete a lottare, ragazzi. Impiegate sempre al meglio il vostro tempo e le vostre attenzioni, ottimizzate ogni azione, custodite gelosamente le vostre idee e fatene dono solo a chi ne sarà degno. Questo non lo dice Norman, lo dico io. Lui avrebbe senz’altro trovato parole migliori. Prima di andarsene ha lasciato un messaggio indirizzato ai suoi amici e ai suoi cari, il testo recita così: "Non so se ho capito poco, se ho capito tutto, se non ho capito niente".
Traetene voi le conclusioni, io le mie le ho tratte da un pezzo.
Ci tengo a precisare che quanto è accaduto non è solo un fatto appartenente all’ateneo sopracitato, queste cose avvengono pressochè ovunque e con una cadenza che ha a che fare con l’abitudinario.
Ed è questa la cosa che fa impressione. Addio Norman.
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