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L’Unione per la Cultura e l’assessore Missineo

L’Assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana Sebastiano Missineo ieri mattina ha incontrato una delegazione dell’Unione per la Cultura.

di Carmen Di Per - giovedì 14 aprile 2011 - 2787 letture

Ieri mattina al Palazzo della Cultura di Messina, l’Assessore ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana Sebastiano Missineo ha incontrato una rappresentanza dell’Unione per la Cultura, il movimento spontaneo che conta più di 2500 sostenitori.

All’Assessore è stato presentato un documento in cui è stata illustrata la realtà del “mondo” culturale messinese, espresso in una miriade di associazioni, artisti, operatori culturali, abbandonato ormai a se stesso a causa di “sistema culturale soffre della mancanza cronica di spazi e di una adeguata politica culturale che dia corrispondenza a ciò che è espressione del territorio.

Una situazione figlia delle logiche che hanno guidato le amministrazioni precedenti e l’attuale nell’affrontare il governo dei processi di progettazione e programmazione culturale in una città di 250.000 abitanti, con il risultato di favorire esclusivamente gli interessi di gruppi ristretti ed elitari vicini al potere politico.

Il riscontro di tutto ciò è che il 26 aprile prossimo "festeggeremo" un anno di assenza dell’Assessore alla Cultura del comune di Messina. Altro paradosso è la distribuzione degli spazi del Palazzo della Cultura, atteso per trent’anni, di cui un piano è dedicato ad uffici comunali e la metà di un altro piano è dedicato ad uffici della Polizia Municipale. Non ci risulta che nessuno spazio sia stato concesso ad operatori culturali.

Questa città è ricca di siti di interesse storico a vocazione culturale e turistica che non hanno raggiunto un’adeguata valorizzazione e fruizione da parte della popolazione residente e dei visitatori, come ad esempio, le fortificazioni dello Stretto in concessione da 10 anni e immobili storici di proprietà pubblica non fruibili, o perché abbandonati o perché destinati esclusivamente ad attività istituzionali dell’ente proprietario (Villa Pace, fabbrica De Pasquale a Pistunina, etc.).

A breve, su iniziativa di alcuni aderenti all’UPC, la Villa De Pasquale, la fabbrica De Pasquale, Villa Pace e l’Isola Bella verranno dichiarati luoghi dell’identità e della memoria della Regione Siciliana come da decreto assessoriale (Carta dell’Identità e della Memoria). Su questo patrimonio culturale auspichiamo una progettazione partecipata per un’adeguata valorizzazione e uno sviluppo urbano in linea con le recenti esperienze in ambito nazionale e internazionale”.

Nel corso del cordiale colloquio l’Assessore Missineo ha poi risposto esaustivamente ai quesiti posti dai rappresentanti dell’Unione per la Cultura. Circa la lettera recentemente inviata a tutti gli esponenti della Regione Siciliana, relativa alla richiesta di un segnale in controtendenza rispetto ai tagli alla cultura operati dal Governo Nazionale, Missineo ha manifestato le sue preoccupazioni causate dalla grave situazione generale che necessariamente porterà a dei tagli in vari settori.

“Cercherò di difendere il più possibile i fondi per la programmazione dell’Assessorato ai Beni Culturali”, ha detto, precisando che attualmente è massimo l’impegno per “accelerare la spesa dei Fondi Comunitari 2007 – 2013: ad oggi si sta facendo ciò che bisognava fare a fine 2006”.

Poi una buona notizia l’Assessore Missineo per l’imprenditoria culturale – una delle poche speranze per i giovani che eroicamente decidono di rimanere nell’Isola –: “La mia idea è di agevolare le imprese giovanili per animare i siti di interesse culturale, ad esempio i castelli che sono ben 18”. A breve, dunque, saranno resi noti i bandi relativi a questa nuova ed interessante opportunità.

L’unione per la Cultura ha pure chiesto in quale modo Messina rientri nel Distretto Culturale metropolitano individuato nel Piano Territoriale urbanistico regionale del 2001. “Il Distretto Culturale – ha risposto Missineo – parte dalle amministrazioni locali: avete un Sindaco ed un Presidente della Provincia e da loro devono provenire i progetti. Non può di certo essere la Regione a partire. Mi risulta, ad esempio, che Messina ha perso il treno dei fondi Pon-Fesr”.

Sull’interrogativo concernente il Piano di Sviluppo del Darc, il Dipartimento per l’Architettura e l’Arte Contemporanea, “Siamo fermi – ha ammesso l’Assessore: soltanto a Palazzo Riso a Palermo e a Catania si fa qualcosa, ma a Messina siamo fermi”.

Infine, rispetto all’accordo siglato tra Ministero dei Beni Culturali e Agenzia del Demanio per i Beni Culturali demaniali che però non contempla le regioni a statuto speciale, è stato chiesto se un accordo simile sarà stipulato anche dalla Regione Siciliana. Non essendo stato fatto alcun passo in tal senso, l’Assessore Missineo ha colto l’opportunità di approfondire l’input offerto dall’Unione per la Cultura.


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