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L’Uganda inasprisce le condanne contro l’omosessualità

La legge in Uganda prevede l’ergastolo per gli omosessuali. Un altro paese che viola apertamente i diritti umani.
di giovanni d’agata - martedì 24 dicembre 2013 - 1878 letture

Se n’è parlato tanto in questi giorni senza che però alcuna istituzione nazionale o internazionale, ed anche l’Italia, prendesse apertamente posizione, anche se si tratta di un’aperta violazione di diritti umani, ma la nuova normativa ugandese che prevede l’ergastolo per alcuni reati connessi all’omosessualità, e che è passata alla votazione della maggioranza del parlamento del paese africano, è una legge liberticida che dovrebbe essere immediatamente censurata a livello internazionale.

Basti pensare che la bozza del disegno di legge, aveva previsto già sanzioni severissime come la condanna a morte per aver commesso atti di "omosessualità aggravata". Le ipotesi previste avevano incluso lo stupro omosessuale, gli atti omosessuali con minori e portatori di handicap o in caso di sieropositivà occultata, anche se la pena di morte è stata poi depennata in tutti questi casi.

L’omosessualità era già ritenuta un crimine in Uganda, ma la nuova legge inasprisce le sanzioni per la comunità gay che, nei fatti, sarà costretta a fuggire dallo stato in questione se vorrà continuare a vivere.

Attualmente, molti paesi africani considerano l’omosessualità illegale, e le autorità, come nei casi di Uganda e Zimbabwe, hanno fatto dichiarazioni in termini aggressivi nei confronti di questi gruppi.

È giunta l’ora che queste farneticazioni, che si sono tradotte in veri e propri strumenti di repressione legalizzati in mano ai poteri nazionali vengano espressamente sanzionate dalla comunità internazionale per espressa violazione dei diritti umani quale forma di discriminazione di gruppi di cittadini.

Per tali ragioni, lo “Sportello dei Diritti” chiede un intervento del governo e della Commissione Europea affinché attuino ogni iniziativa utile per impedire questa aperta violazione dei diritti dell’uomo.


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