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L’Italia non dimentica il suo passato


Tra gli sprechi maggiormente segnalati dalla Corte dei Conti, quello delle opere incompiute, vale a dire tutte le opere già progettate e non appaltate o non completate per una non corretta esecuzione.
mercoledì 10 marzo 2010, di cirignotta - 435 letture

A sancire la continuazione di un’era caratterizzata dalla corruzione e dal malaffare negli ambienti pubblici, la nota della Corte dei Conti del febbraio 2009, ammette come dalla grave “Patologia Italiana”, il nostro Paese non riesce dopo decenni a guarire.

I dati sono allarmanti e parlano di un aumento del 229 % rispetto al 2008 con un picco del 153% per i reati di concussione. Nel solo periodo Gennaio-Novembre 2009 sono stati denunciati 221 reati di corruzione, 219 di concussione e 1714 reati per abuso in atti d’ufficio.

Tra le regioni notasi in prima linea la Toscana (21) seguita da Lombardia (18), Puglia (11) e Sicilia (10). Dati che hanno posto l’Italia al 63° posto nel mondo su 180 paesi. Nel 2008 l’Italia era al 55° posto della classifica.

Tra gli sprechi maggiormente segnalati dalla Corte dei Conti, quello delle opere incompiute, vale a dire tutte le opere già progettate e non appaltate o non completate per una non corretta esecuzione.

Un esempio: il mega parco giochi di Regalbuto, in Sicilia, dove dopo un investimento di denaro pubblico di 250.000 euro, dopo la posa della "prima pietra", i lavori si sono misteriosamente bloccati.

Anche le frodi comunitarie hanno trovato il loro spazio in questo studio, risultando sensibilmente aumentate. Tra gli esempi di casa nostra, alcune società che si sono insediate nella zona industriale di Butera(Sicilia), dove megastrutture costruite con soldi comunitari operano al meglio con soli 4 dipendenti.

Dati che ci fanno pensare ai tempi di Tangentopoli, quando nel lontano 1992 fu immolata la prima Repubblica attraverso il processo "mani pulite" che si pensava avesse portato al crollo di un sistema illecito di finanziamento dei partiti.

Sembrò, allora, la messa in pratica di un’idea comune per combattere la corruzione nel sistema della politica. Oggi però ci chiediamo, alla luce dei dati della Corte dei Conti, cos’è cambiato?

La scomparsa di Craxi e delle altre figure politiche dell’epoca, quali risvolti positivi ha determinato per la società italiana? Ci permettiamo di rispondere con la voce del popolo: forse il disegno era quello di sovvertire solo un sistema politico, attraverso la creazione di nuove entità che potessero mantenere la solita catena di corruzione.

Tomasi di Lampedusa docet.

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